CENTRO UFOLOGICO TARANTO MAGAZINE

PORTALE DI DIVULGAZIONE E INFORMAZIONE UFOLOGICA, MISTERI SPAZIALI, STORICI E PALEONTOLOGICI

Il mistero di Bayan Kara Ula , la Roswell cinese .

di   Franco  Pavone         CENTRO  UFOLOGICO  TARANTO

Gli UFO-crashes come sappiamo , sono forse gli eventi più controversi ma allo stesso tempo più affascinanti della storia dell’ufologia , dove per lo più si insinua immediatamente il dubbio , non si sa perché ( ! ) che siano falsi di pura invenzione o di errate interpretazioni di eventi convenzionali , a prescindere , e gli eventuali testimoni gente poco degna di fede , nonostante magari abbiano background di un certo livello ( vedi Philip J. Corso ) . Abbiamo gli eclatanti esempi di Roswell , di Vergiate dell’epoca fascista , o di Aurora di fine 800’ . Ultimamente poi si sta scoprendo che bisogna ulteriormente retrodatare questi casi , quindi Aurora del 1897 , Vergiate del 1933 e Roswell del 1947 non sono probabilmente i più vecchi e famosi UFO-crashes della storia ufologica . Questi avvenimenti presumono che ordigni provenienti dallo spazio o da altre dimensioni dell’Universo , siano planati o caduti per svariate cause sul nostro pianeta , dove si parla di questi eventi anche nelle ere antiche , quando le popolazioni della Terra erano ancora ad uno stato primitivo , forse senza tecnologie in grado di farle progredire , anche se si sta scoprendo che in passato sul nostro pianeta sono esistite civiltà tutt’altro che sprovvedute . Come sappiamo poi da svariate fonti si sta teorizzando che noi terrestri saremmo stati creati da civiltà aliene e quindi non c’è da meravigliarsi se si parla di visite extraterrestri , giunte forse per preservare elementi della civiltà terrestre , agevolare una transizione tra specie intelligenti , solo come turisti , o ricercatori in nome della scienza , come naufraghi senza possibilità di ritorno al loro pianeta natìo per scarsità di un aiuto tecnologico in un mondo primitivo o persino per portare la loro tecnologia come fonte di progresso per noi . Secondo alcuni studi , un tale scenario può essersi verificato nella regione montuosa di Bayan Kara Ula , nella Cina occidentale , qualcosa come 12.000 anni fa . Su questo caso si è ipotizzata la sua non plausibiltà per farlo sembrare un falso , come vedremo , e mantenere questa verità lontana dalle masse . Nel 1960 la rivista sovietica nazional-popolare di stampo scientifico “ Sputnik “ , pubblicò una storia molto singolare di un ritrovamento archeologico nella zona montagnosa della su citata Bayan Kara Ula in Cina , non lontana dal confine con il Tibet . Questa storia ripresa anche dalla rivista Digest , che insieme alla rivista Sputnik erano considerate pubblicazioni sensazionalistiche e di propaganda sovietiche , non ebbe molto credito come al

solito , nonostante si erano occupati del caso studiosi come Matest M. Agrest e Vlatcheslav Zaitsev . Essi passarono al setaccio ogni elemento del caso e formularono da “ scienziati come Dio comanda “ , svariate ipotesi , riprese poi da Erich von Daeniken e Peter Kolosimo nei loro libri sugli antichi astronauti , e dalla B.U.F.O.R.A. , gruppo inglese di ricerca civile sugli UFO , che lo pubblicizzò in Occidente , utilizzando non solo fonti sovietiche , ma anche giapponesi . La storia si articola più o meno in questo modo . Nel Gennaio del 1938 una spedizione scientifica guidata dall’archeologo cinese Chi Pu Tei ( il nome dovrebbe essere più o meno corretto ) dell’Accademia delle Scienze , penetrò nella regione montagnosa di Bayan Kara Ula , non lontana dal confine con il Tibet nelle province di Qinghai e Sichuan . Le dimensioni di questa regione sono all’incirca quelle dello Stato del Connecticut , ed è il luogo dove il fiume Mekong inizia il suo lungo percorso a sud verso il Vietnam . La zona ha una altitudine di 7000 metri sul livello del mare ed è piacevolmente calda in Estate , anche se i geologi ritengono che 20.000 anni fa il clima era ancora più caldo . Questa area contiene tracce di insediamenti umani che risalgono ai primissimi tempi preistorici . Uno strano dettaglio geografico a nord di Bayan Kara Ula è rappresentato da un gruppo di laghi dal nome evocativo di “ Ocean of Stars “ , “ oceano di stelle “ , che nell’idioma cinese di quelle regioni può anche significare “ acque “ . Ma veniamo alla spedizione archeologica del professor Chi Pu Tei . Questi scoprì in un gruppo di grotte , una serie di tombe allineate in fila . Su queste non c’erano oggetti o epitaffi tali da dichiararne l’origine , ma sulle pareti della grotta in questione erano disegnate figure stilizzate con teste allungate , oltre a raffigurazioni del Sole , della Luna e delle stelle . Gli scienziati capeggiati dal luminare cinese , con ogni precauzione aprirono le tombe  e vi scoprirono scheletri con crani abnormi su piccoli corpi di m. 1,20 – 1.30 di lunghezza , molto al di sotto della dimensione media dei gruppi etnici del nostro pianeta . Solo i Pigmei delle foreste pluviali dell’Africa centrale sono in qualche modo simili in proporzioni . L’anatomia di queste creature era costituita da una delicata struttura scheletrica , con spalle strette ed estremità sottili . Secondo i primi rapporti della spedizione , era come se queste creature avessero sofferto di rachitismo , o come se la loro struttura scheletrica fosse stata legata a quella dei mammiferi volanti o uccelli le cui membra erano costruite per sopportare forti sollecitazioni . Subito gli scettici di turno pensarono ad una sorta di primati , ma non si è mai saputo di umani che seppelliscono scimmie in tombe , o scimmie che seppelliscono altre scimmie . Le

leggende antichissime circolate in questa regione , parlano di esseri gialli di piccola corporatura che sarebbero arrivati dalle nuvole , e che a causa del loro strano sgradevole aspetto , sarebbero stati attaccati e in gran parte uccisi dagli abitanti locali . In tempi più recenti le grotte scoperte dagli archeologi , sono tabù per i superstiziosi e sospettosi abitanti locali . Forse anche per questo il sito , risalente a 12.000 anni fa , è rimasto indisturbato per millenni . La seconda sconcertante scoperta è stata quella di un disco di pietra sui 40 cm. di diametro , con uno spessore di 2 cm. e un foro centrale del diametro di 5 cm. . Dimenticavamo di dire che nella grotta delle tombe , su di una parete erano disegnati due oggetti simili a un classico “ disco volante “ con cupola , con delle linee curve sopra al primo oggetto e sotto al secondo oggetto , come a voler dire oggetti in fase di decollo e atterraggio . Ma torniamo al disco di pietra . Nel foro centrale si poteva inserire un dito , e una scanalatura a spirale partiva da questo foro centrale , snodandosi fino al perimetro esterno del disco , con la spirale che tornava indietro , formandone una doppia , e che a un esame più attento rivelarono una linea continua che poteva rappresentare una sorta di scrittura . Negli annali della archeologia cinese , questo tipo di scoperta non è unica . In una tomba scavata a Xishuipo nella provincia di Hunan nel 1987 , c’erano le rappresentazioni di tre importanti costellazioni : la Tigre, il Drago e l’Orsa maggiore . I dischi di pietra con un foro al centro e una doppia spirale non sono molto comuni nei ritrovamenti archeologici cinesi , ma questi di Bayan kara Ula erano diversi . Le scanalature a spirale rappresentavano un messaggio , un messaggio forse non di questo mondo . In seguito altre spedizioni nella zona scoprirono un totale di 716 dischi di pietra nella grotta delle tombe . Questi furono portati all’Accademia delle Scienze . In 20 anni di studi  furono fatti parecchi esperimenti e prelievi su questi manufatti . Il professor Tsum Um Nui dell’Accademia di Pechino per gli studi archeologici , confermò che le spirali contenevano un qualche tipo di scrittura . Nel 1962 , il gruppo di scienziati della Accademia fece una dichiarazione clamorosa , asserendo che quella scrittura decodificata raccontava la storia di un incidente alieno di epiche proporzioni . Il messaggio sul primo disco ritrovato non era “ un messaggio in una bottiglia “ gettato in mare da un naufrago che cercava aiuto , ma il resoconto dello schianto o dell’atterraggio di un ordigno alieno nella regione di Bayan Kara Ula 12.000 anni prima . Quasi tutti gli occupanti erano sopravvissuti , ma l’oggetto con l’impatto sul duro terreno montagnoso si era troppo danneggiato per poter essere in grado di

sollevarsi di nuovo . Questi esseri provenienti dallo spazio furono costretti a stabilirsi in un mondo e in un luogo del tutto estraneo alla loro specie , e gli abitanti del posto impauriti dall’aspetto strano di queste creature , inseguirono e uccisero alcuni di loro . Chiaramente dopo queste dichiarazioni il professor Tsum Um Nui fu subito deriso dalla comunità scientifica , accusato di essere un bugiardo e un pazzo , ed è anche normale , perché quando certi accadimenti vanno contro il sapere ufficiale , vengono subito bollati come fantasie di menti esaltate . Alla fine lo scienziato emigrò in Giappone , amareggiato per la reazione della comunità scientifica , e morì non molti anni dopo aver completato il suo controverso rapporto . Se la comunità scientifica cinese respinse la spiegazione aliena , quella russa ottenne il permesso di esaminare alcuni dischi , che furono inviati a Mosca , dove condussero una accurata analisi chimica su di essi e fecero delle scoperte interessanti . L’analisi dimostrò che i dischi di pietra contenevano grandi quantità di cobalto , che è associato spesso al nichel , ed entrambi stranamente sono componenti caratteristici del ferro contenuto nelle meteoriti . Come sappiamo poi un suo isotopo radioattivo artificiale è impiegato come trattamento di molti tipi di tumori . Ancora stranamente , se è plausibile l’origine aliena dei dischi di Bayan Kara Ula con il suo contenuto di cobalto trovato in essi , oggigiorno proprio le leghe al cobalto vengono utilizzate nella realizzazione di turbine per motori d’aereo , o anche per la produzione di leghe ad alta resistenza alla corrosione e all’usura , o per utensili ad alta velocità . Viene anche usato come legante per magneti e supporti magnetici per registrazioni , e questo potrebbe collegarsi ai dischi di pietra della Cina . Il cobalto inoltre viene usato come legante per la costruzione dei catodi di particolari valvole termoioniche destinate ad usi Hi Fi di altissimo livello e molto costose . Tralasciamo poi i moltissimi altri usi . Inoltre esso si trova in molti organismi viventi , esseri umani compresi . Il cobalto metallico in polvere può infiammarsi spontaneamente a contatto con l’aria . E’ stata questa la causa del presunto UFO-crash di Bayan Kara Ula? Ricordiamo inoltre che isotopi del cobalto si possono trovare anche nei reattori nucleari , e il cobalto stesso è presente negli ordigni nucleari . La Cina tra l’altro è , coincidenza , uno dei più grandi produttori attuali di cobalto . Una ipotesi potrebbe essere che i 716 dischi di pietra avrebbero avuto una durata o una funzione tale che in futuro , o gli abitanti del nostro pianeta o una ipotetica missione di soccorso aliena , tramite la localizzazione sonora , avrebbero salvato gli eventuali superstiti . Gli scienziati russi hanno posto i dischi su di un piatto Hi Fi speciale , come ha

raccontato il prof. Zaitsev , e questi hanno emesso un ronzio strano e una vibrazione, come se le scanalature contenessero anche circuiti elettrici , o come se fossero stati esposti ad un alto voltaggio o a radiazioni , essendo il cobalto un isotopo radioattivo . Il lavoro svolto dal prof. Tsum Um Nui , purtroppo può essere andato “ perso “ durante i tumulti della rivoluzione culturale in Cina , anche se può essere stata una perdita provocata di proposito da chi vuole occultare una tale clamorosa scoperta , che cambierebbe in toto la visione che abbiamo dell’Universo . D’altronde la Cina è nazione dove le scoperte archeologiche clamorose , vedi il famoso esercito di terracotta , sono di casa . Nel 1974 l’ingegnere austriaco Ernst Wegener durante un viaggio in quelle terre , visitò il museo Banpo , e si imbattè in due dei dischi di pietra di Bayan Kara Ula , dove gli fu permesso di esaminare questi misteriosi manufatti . Il Direttore del museo si rifugiò nella spiegazione che questi erano dei semplici “ dischi di culto “ , il cui vero significato era sconosciuto . Wegener ne misurò la circonferenza e vide le scanalature a spirale che ricordavano i vecchi dischi in vinile di una volta , usati da molti appassionati ancora oggi , noti anche come microsolchi , che sono supporti per la memorizzazione analogica di segnali sonori , con su entrambe le facciate un solco a spirale , riprodotti su giradischi collegati ad amplificatori . A parte il foro centrale più stretto dei 33 giri o più largo dei 45 giri , questi ricordano i dischi in pietra cinesi . Wegener era convinto che i dischi fossero fatti di granito o di un altro tipo di marmo . L’ingegnere austriaco scattò delle foto con una vecchia Polaroid , foto conservate ancora fino ad oggi , anche se con il passare del tempo la qualità delle immagini è diminuita . Nel Marzo del 1994 il giornalista austriaco Peter Krassa e lo studioso Ashley Rye si recarono in Cina dove incontrarono l’allora direttore del museo Banpo , prof. Wang Zhijun , che in un primo momento non voleva affrontare l’argomento , ma poi rivelò in camera caritatis che dopo la visita di Wegener nel 1974 , sia i dischi di pietra che il direttore del museo con cui Wegener aveva parlato erano scomparsi senza lasciare traccia . Wang Zhijun sembrava a disagio nel parlare di tale argomento e quando i due gli chiesero che fine avessero fatto i dischi , rispose con una frase sibillina e contraddittoria : “ i dischi di pietra che avete menzionato non esistono , ma in quanto oggetti estranei in questo museo , sono stati trasferiti “ . Nel suo libro del 1978 , Sungods in Exile , lo studioso David Agamon raccontò la spedizione del 1974 dello scienziato inglese Dr. Karyl Robin Evans sulle montagne di Bayan Kara Ula , dove scoprì una tribù di gente dalla piccola statura , nota come Dropa , che viveva in

una valle remota , e la cui altezza era in media poco più di un metro . Lo scienziato rimase 6 mesi tra i Dropa , imparando la loro lingua e conoscendo quindi la loro storia e le loro tradizioni . Questi gli dissero che i loro antenati erano arrivati da un mondo orbitante attorno alla stella Sirio ( emuli della storia raccontata dai Dogon africani ? ) con un oggetto che era caduto in quella zona molto tempo prima . Alcuni erano stati uccisi , e i sopravvissuti si erano adattati a vivere sul nostro pianeta . Quindi l’analisi del prof. Tsum Um Nui era plausibile , nonostante lo scetticismo accademico . Lo scienziato ucraino Vladimir Rubtsov asserì che tutta questa storia è solo fantascienza , ma l’Associated Press nel Novembre del 1995 riferì che nella provincia di Sichuan nella Cina centrale , era stata scoperta una tribù di esseri molto piccoli . Nel Gennaio del 1997 , etnologi cinesi hanno cercato di dare una spiegazione  al nanismo di questa tribù , attribuendone la causa alla alta concentrazione di mercurio nel suolo , bevendo l’acqua della zona , ma il mercurio è altamente tossico per l’organismo , con l’ingestione o l’inalazione dei vapori , oppure con il semplice contatto , visto che è in grado di attraversare la pelle . Inoltre non poteva modificare il loro DNA e causare malattie ereditarie . Le autorità cinesi non hanno mai negato l’esistenza di questa tribù , che deve essere rimasta isolata per millenni , perché evidentemente l’incrocio con altri gruppi etnici avrebbe comportato un aumento di statura . Joerg Dendl , un laureando in storia che viveva a Berlino , portò alla luce una relazione del 1911  che raccontava di ripetuti avvistamenti di piccoli esseri in Tibet e zone limitrofe . Nel 1996 a Brisbane in Australia durante una conferenza , una giovane coppia raccontò che il loro nonno  aveva combattuto con gli Alleati nella Cina centrale durante la Seconda Guerra Mondiale . Fino al giorno della sua morte raccontava di incontri con una etnia di individui di piccola statura che vivevano in quelle zone , di statura anche più piccola dei Pigmei dell’Africa . Erano eredi dei Dropa , a loro volta discendenti degli esseri del presunto crash di Bayan Kara Ula ? Non lo sappiamo . Sarebbe certamente interessante  andare ad indagare ore nel 2013 . Tornando ai due dischi di pietra visionati dall’ingegnere austriaco Ernst Wegener nel 1974 al museo Banpo , erano due dei 716 dischi ritrovati , o facevano parte di altri reperti archeologici ? Questi come abbiamo detto , dopo essere stati analizzati in Russia , avevano emesso un strano ronzio e una vibrazione , come una cassa di risonanza acustica che si manifesta quando il periodo ( frequenza ) proprio del sistema , obbligato a seguire il moto imposto da una forza periodica esterna , è uguale al periodo ( frequenza ) di

quest’ultima . Del resto ogni sistema oscilla liberamente con una propria frequenza che dipende dalle sue caratteristiche geometriche , fisiche e chimiche . E questa che hanno i dischi di pietra ? Una frequenza di risonanza che si verifica quando la sorgente che genera la forza e il sistema risonante sono accoppiati da un mezzo elastico , che può essere anche l’aria nel caso di risonanza acustica . I risonatori non sono costituiti solo da corpi solidi elastici e capaci di vibrare , ma anche da corpi cavi di forma qualsiasi , come tubi a sezione circolare o rettangoli , sfere ecc. . I dischi cinesi hanno avuto una sorgente di energia che li ha caricati , creando una frequenza di risonanza ? Se la risposta è affermativa , qual è stata la sorgente che li ha caricati , soprattutto creata da chi o cosa ? Fatto sta che se tutta la storia è vera , non abbiamo ancora prove né in un senso né nell’altro , ci domandiamo , e la cosa è legittima , che fine hanno fatto i dischi di pietra , oltre quelli portati a Mosca ? Qual è stata la sorte del prof. Tsum Um Nui , il cui rapporto di ricerca sui dischi deve essere stato ritenuto di estrema importanza dalle autorità cinesi , rapporto che affermava testualmente del naufragio di un equipaggio alieno sulla Terra risalente a 12.000 anni fa . Adesso ci poniamo anche delle domande “ ai confini della realtà “ . Se un atterraggio di emergenza in Cina è realmente avvenuto , dove si trovano i resti della navicella ? Un ordigno in grado di attraversare e sopportare le sollecitazioni di un viaggio interstellare , non si dovrebbe essere ridotto in polvere . La navicella può anche trovarsi sepolta sotto la patina dei millenni , nelle impenetrabili foreste o gole della Cina . Del resto nell’era contemporanea la Cina ha avuto una grande apertura culturale nello studio degli UFO , della vita extraterrestre e delle problematiche spaziali , con la nascita di molti centri di ricerca , anche a livello governativo . Tutto questo è anche per effetto di studi segreti derivati dal recupero di un veicolo spaziale alieno ? Non lo sappiamo perché questi studi sono ancora tutt’oggi soggetti a cover-up . Stranamente ma non troppo  , tante volte quando facciamo questo tipo di ricerche , troviamo velati riferimenti anche nella fiction e nella letteratura di anticipazione . Giusto per precisione di ricerca , ma anche per curiosità , voglio citare un romanzo dello scrittore Michael Elder , dal titolo “ Trist lo straniero “ apparso sul n. 597 di Urania della Mondadori nel 1972 , dove un alieno precipita sulla Terra con la sua astronave all’epoca dell’Impero Romano , e dove naturalmente non c’è la tecnologia necessaria a riparare l’oggetto . Voglio anche menzionare il film USA del 2009 : “ Outlander “ del regista Howard Mc Cain , dove invece due alieni precipitano sulla Terra all’epoca dei Vichinghi , integrandosi uno dei due con il popolo locale .

Coincidenze letterarie o velati riferimenti ? Anche quella di Bayan Kara Ula è una storia di fantascienza ? Certo è che ogni ritrovamento “ strano “ o dichiarazione “ strana “ , vengono subito bollati come falsi ( del resto cambierebbero tutti i paradigmi della scienza umana ) , perché , di cosa si ha paura ? Certamente la linea di confine tra il vero e il falso è molto labile , e si cercano naturalmente prove fisiche. Ma quali prove ? Abbiamo purtroppo solo testimonianze , come abbiamo detto in altri articoli . Certo  se aspettiamo che un ente governativo rilasci delle prove o delle notizie certe e clamorose , si può anche aspettare secoli . Chi trova qualcosa di inusuale o non convenzionale , se lo tiene per se ( vedi Roswell o RS 33 ), e chi pensa il contrario , o è ingenuo e vive nel mondo delle favole , o non ha capito nulla di tali ricerche . Personalmente essendo stato in ambito militare , qualcosa ho intuito . Comunque aldilà della veridicità della questione , come disse Carl Gustav Jung : “ Non commetterò l’errore di considerare una frode tutto ciò che non sono in grado di spiegare “ , e siamo perfettamente d’accordo , l’unica cosa che si può fare è continuare a ricercare e a studiare , forse in futuro ne sapremo di più , o almeno lo speriamo . Alla prossima .

FONTI  BIBLIOGRAFICHE

The dwarfs of Bayan Kara Ula  di  Ashley Rye

Edicola Web . Net – I piatti di pietra di Bayan Kara Ula ,  di  Mauro  Paoletti

Philip Coppens  su  Bayan Kara Ula

Ome .earthlink.net of Bayan Kara Ula

Misteri Ufologiques      –    Science  crypto archeo enquete    –   Misterious  world

w.w.w. ufocasebook    –  Wikipedia  cobalto   – Wikipedia  disco in vinile

Wikipedia  mercurio elemento chimico     – Wikipedia   frequenza di risonanza

Narrativa , Michael Elder , Trist lo straniero , Urania Mondadori n. 597 , 1972

FILM  , Outlander l’ultimo vichingo , USA 2009 , regia Howard Mc Cain

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