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Alieni dalla Preistoria: il Dendogramma

Sono stati scoperti negli anni Ottanta, nelle profondità del mare al largo dell’Australia, ma per studiarli ci sono voluti quasi trent’anni. E ancora adesso questi misteriosi organismi a forma di fungo sfuggono a una classificazione precisa, tanto da non rientrare in nessun gruppo animale conosciuto, sebbene somiglino ad alcuni animali preistorici. Tanto che a una delle due specie gli scienziati hanno dato un nome significativo: Dendrogramma enigmatica (l’altra è D. discoides).

Leonid Moroz, neurobiologo del Whitney Laboratory for Marine Bioscience della University of Florida, sostiene che se dovesse essere acclarato che le nuove specie sono dirette discendenti di alcuni dei primi animali, la scoperta “potrebbe costringerci a ridisegnare l’intero albero della vita, e forse rivoluzionare le nostre conoscenze sull’evoluzione degli animali, dei sistemi nervosi, dei vari tessuti. Potremmo dover riscrivere interi manuali di zoologia”.

Descritti per la prima volta questa settimana sulla rivista scientifica PLOS ONE, i minuscoli animali sono trasparenti, lunghi meno di due centimetri e vagamente simili a funghi (in particolare finferli). Ma le somiglianze finiscono qui. Alla base di quello che sembra il gambo c’è una bocca, apertura di un canale digestivo molto elaborato, che si ramifica una volta raggiunto il disco, ossia l’apparente “cappello” del fungo.

Anche il modo di vivere di questi animali è avvolto nel mistero. Apparentemente conducono un’esistenza individuale, visto che su nessuno dei campioni raccolti appaiono segni che possano far pensare che siano stati staccati da una superficie o formino colonie di diversi individui. Ma allo stesso tempo sembrano incapaci di nuotare: il disco è rigido, e sul corpo non c’è nulla che somigli a un mezzo di propulsione. Poiché la bocca è piccola e semplice, i ricercatori ipotizzano che gli animali si nutrano intrappolando microbi nel muco secreto dai lobi che circondano la bocca.

Bizzarrie Evolutive:

È stato Jean Just, all’epoca specializzato in crostacei, a scoprire i bizzarri animali nel 1986, mentre esaminava campioni del fondo marino australiano. Da allora non ne ha mai trovate altre. Ha consultato molti esperti, ma nessuno aveva raccolto esemplari di creature anche vagamente simili, né ricordava di averne viste.

“È stupefacente che mai nessuno si sia fatto avanti e abbia detto: ‘Sì, ho visto qualcosa di simile’, anche senza pubblicarne la descrizione”, commenta Just, che è appena andato in pensione dal suo lavoro al Museo di Storia naturale della Danimarca.

L’analisi genetica degli animali è difficile se non del tutto impossibile, perché i campioni raccolti sul fondo dell’oceano furono preservati in formaldeide e poi in etanolo. Just e i suoi colleghi sperano di poter trovare altri esemplari da analizzare, ma un’altra spedizione nella stessa zona non ha dato risultati.

Senza informazioni sul loro patrimonio genetico, è difficile scoprire le relazioni tra le nuove specie e gli altri organismi animali. Basandosi sulla loro struttura fisica, Just sostiene che potrebbero costituire uno dei primissimi rami dell’albero genealogico degli animali.

Secondo la teoria più consolidata dal tempo, gli animali più antichi – o meglio, il primo gruppo animale a differenziarsi dalla base dell’albero – siano state le spugne, organismi formati da cellule non differenziate e prive di sistema nervoso. Un’ipotesi più recente attribuisce invece questo ruolo ai gelatinosi organismi marini detti Ctenofori. La struttura fisica di Dendrogramma presenta qualche generica somiglianza con quelle degli ctenofori e degli cnidari o celenterati, un altro phylum che comprende meduse, coralli e anemoni di mare. Come questi animali, anche le nuove specie sembrano avere un tratto digestivo dotato di un’unica apertura, da cui entra il cibo ed escono i rifiuti. Ma molte sono anche le differenze: Dendrogramma, ad esempio, non possiede le cellule urticanti degli cnidari.

Una possibilità è che i Dendrogramma siano ctenofori o cnidari molto modificati dall’evoluzione (esiste almeno uno cnidario parassita che all’apparenza somiglia a un verme), ma finora non ci sono abbastanza elementi per confermare l’ipotesi. Per Moroz potrebbe trattarsi di frammenti o di larve di animali più grande, ma lo studioso si dice comunque “davvero emozionato” dalla scoperta.

Antichissimi resti?

Ma se Dendrogramma non sembra imparentato con nessun animale vivente, esistono almeno tre specie fossili che gli somigliano molto: anche Albumares, Anfesta e Rugoconites possedevano un disco percorso da canali che si biforcavano e si irradiavano.

Si tratta di misteriosi organismi dalle forme bizzarre (vortici, foglie, arbusti), tanto che i biologi dibattono su come andrebbero classificati: animali o no? Si ritiene che queste forme di vita siano scomparse più di 540 milioni di anni fa, alla fine del periodo Ediacariano, subito prima della cosiddetta esplosione del Cambriano, un’epoca in cui l’evoluzione animali subì una forte accelerazione.

È possibile però anche che Dendrogramma abbia sviluppato strutture simili a quella delle tre specie estinte in maniera indipendente, per rispondere a condizioni ambientali simili: un fenomeno molto comune, detto convergenza evolutiva.

“Dendrogramma presenta queste somiglianze molto interessante con certe forme di vita ediacariane”, commenta Simon Conway Morris, esperto di evoluzione dei primi animali dell’Università di Cambridge, “ma penso che si tratti, appunto, solo di somiglianze. Sono interessanti ma non convincenti”.

Altri però ritengono che ci sia almeno una possibilità che i Dendrogramma discendano direttamente da specie ediacariane: sarebbe il primo caso di animali del genere giunti fino a noi in forma riconoscibile. “Se è vero”, dice Reinhardt Kristensen, zoologo degli invertebrati e coautore della ricerca, “vuol dire che abbiamo scoperto animali che pensavamo fossero estinti da almeno 500 milioni di anni”.

Fonte: Fonte || NationalGeographic.it

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