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Sviluppato Embrione Fino Allo Stato di “Individuo”

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20141104_7-3mesi.jpg.pagespeed.ce.GipEye87mCUn embrione artificiale è stato fatto crescere in laboratorio fino allo stadio in cui diventa ‘individuo’ e inizia a differenziare i suoi tessuti: un risultato finora mai ottenuto in laboratorio, e che ora un gruppo di ricercatori dell’università di Cambridge, coordinati da Alfonso Martinez-Arias, è riuscito a sviluppare partendo dalle cellule staminali di un topo, segnando un passo importante non solo nella comprensione dello sviluppo embrionale di organismi complessi, come l’uomo, ma anche dei tumori. Come spiega lo studio pubblicato sulla rivista Development, i ricercatori sono riusciti a ricostruire il primo stadio dello sviluppo di un mammifero usando delle cellule staminali embrionali, dimostrando che è necessaria una determinata massa di cellule – nè troppe nè troppo poche – perchè diventino un essere in grado di organizzarsi e formare poi un embrione. Un risultato cui sono arrivati dopo aver trovato una via per ‘convincere’ le cellule a riorganizzarsi nello stesso modo che adottano quando formano un embrione, creando un asse e con la sequenza di tutti i movimenti che portano all’organizzazione dell’embrione in tre diversi strati, con cui si determina in quali tessuti e organi le cellule si svilupperanno poi, detto processo di gastrulazione. In particolare, manipolando i segnali che le cellule inviano ad un determinato momento, i ricercatori sono riusciti a influenzare il tipo di cellula che poteva diventare e la sua organizzazione.

Con questo sistema sperimentale, i ricercatori sono stati in grado di generare i primi stadi del midollo spinale. «Un risultato molto rilevante – commenta Carlo Alberto Redi, professore di Biologia delle cellule staminali all’università di Pavia – poichè permette di dissezionare dei meccanismi che in natura accadono simultaneamente, e che quindi è molto difficile districare e replicare». Saper riprodurre artificialmente in provetta le fasi della gastrulazione ha varie implicazioni secondo Redi. Oltre alla comprensione di come avvengono le prime fasi dello sviluppo embrionale prima dell’impianto, si possono infatti «capire i meccanismi che regolano la transizione da cellula epiteliale a mesenchimale, un passaggio che nell’embrione è ‘normalè ma che in alcuni casi nell’adulto è il primo passaggio verso lo stabilirsi di un tumore». Inoltre consente di capire «come costruire delle ‘nicchiè artificiali – conclude Redi – in cui poter far sviluppare i tipi cellulari che si desiderano a partire da staminali embrionali».

Fonte || Leggo.it

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