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News da Rosetta: Scoperte Molecole Organiche

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Il modulo di atterraggio Philae, che mercoledì scorso è atterrato per la prima volta della storia su una cometa, ha trovato molecole organiche contenenti carbonio sulla superficie di 67P/Churyumov-Gerasimenko che rappresentano le «basi» per i componenti delle molecole della vita. «Abbiamo raccolto molti dati preziosi», ha detto Ekkehard Kuhrt, direttore scientifico dell’Agenzia spaziale tedesca (Dlr). I dati sono stati ricevuti prima che Philae si entrasse «in sonno» a causa dell’esaurimento della batteria a bordo.

Philae comunque non ha finito la sua missione. «Siamo riusciti a farlo ruotare, i pannelli fotovoltaici, progettati e costruiti in Italia, adesso sono orientati nel modo giusto e potranno caricare la batteria», assicura Franco Bernelli del dipartimento di ingegneria aerospaziale del Politecnico di Milano, in un articolo su Oggi in uscita il 19 novembre. Se tutto va bene, si potrà comunicare ancora con Philae nella prossima primavera, quando la cometa si avvicinerà di più al Sole e i pannelli solari riusciranno a produrre più energia.Philae comunque non ha finito la sua missione. «Siamo riusciti a farlo ruotare, i pannelli fotovoltaici, progettati e costruiti in Italia, adesso sono orientati nel modo giusto e potranno caricare la batteria», assicura Franco Bernelli del dipartimento di ingegneria aerospaziale del Politecnico di Milano, in un articolo su Oggi in uscita il 19 novembre. Se tutto va bene, si potrà comunicare ancora con Philae nella prossima primavera, quando la cometa si avvicinerà di più al Sole e i pannelli solari riusciranno a produrre più energia.

Kuhrt ha aggiunto che non è chiaro se le molecole organiche trovate sulla cometa inclusono anche quelle complesse che costituiscono le proteine. Questa scoperta, in ogni caso, è proprio uno dei principali risultati che gli scienziati si attendevano da Philae e dalla sua sonda madre Rosetta: cioè la verifica diretta «sul campo» della presenza di molecole organiche che ai primordi della Terra potrebbero essere state portate dalle comete sul nostro pianeta. Le molecole sono state scoperte nell’atmosfera della cometa dal gascromatografo Cosac a bordo di Philae. Il lander prima di bloccarsi è riuscito a utilizzare la trivella italiana Sd2 per perforare la superficie di 67/P, anche se non è ancora chiaro se i campioni sono riusciti a essere utilizzati dallo strumento Cosac, realizzato in Germania.Kuhrt ha aggiunto che non è chiaro se le molecole organiche trovate sulla cometa inclusono anche quelle complesse che costituiscono le proteine. Questa scoperta, in ogni caso, è proprio uno dei principali risultati che gli scienziati si attendevano da Philae e dalla sua sonda madre Rosetta: cioè la verifica diretta «sul campo» della presenza di molecole organiche che ai primordi della Terra potrebbero essere state portate dalle comete sul nostro pianeta. Le molecole sono state scoperte nell’atmosfera della cometa dal gascromatografo Cosac a bordo di Philae. Il lander prima di bloccarsi è riuscito a utilizzare la trivella italiana Sd2 per perforare la superficie di 67/P, anche se non è ancora chiaro se i campioni sono riusciti a essere utilizzati dallo strumento Cosac, realizzato in Germania.

Un altro apparecchio tedesco, il Mupus (Multi purpose Sensors for Surface and Subsurface Science) ha misurato la densità e le proprietà termiche e meccaniche della superficie trovando notevole differenza a quanto in precedenza ipotizzato. «La superficie è dura come il ghiaccio», ha detto Tilman Spohn, che dirige l’esperimento Mupus, «e non soffice come si pensava». «Dopo aver attraversato uno strato di 10-20 centimetri di polvere, il sensore ha “sentito” una superficie che possiamo considerare dura come il ghiaccio. Questa è una sorpresa: non pensavano di trovare uno strato così duro in una zona così superficiale».Un altro apparecchio tedesco, il Mupus (Multi purpose Sensors for Surface and Subsurface Science) ha misurato la densità e le proprietà termiche e meccaniche della superficie trovando notevole differenza a quanto in precedenza ipotizzato. «La superficie è dura come il ghiaccio», ha detto Tilman Spohn, che dirige l’esperimento Mupus, «e non soffice come si pensava». «Dopo aver attraversato uno strato di 10-20 centimetri di polvere, il sensore ha “sentito” una superficie che possiamo considerare dura come il ghiaccio. Questa è una sorpresa: non pensavano di trovare uno strato così duro in una zona così superficiale».

Fonte || Corriere.it

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