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Kepler: Altri 9 Pianeti come la Terra

Kepler ci ha regalato con le sue scoperte nuovi pianeti vicini di casa, 1284 per la precisione di cui almeno 9 potrebbero essere simili alla Terra. Non stiamo parlando ovviamente del famoso astronomo che nei primi due decenni del 1600 trovò le leggi a cui i pianeti che girano attorno al Sole, compresa la Terra, devono, obbedire ma della sonda NASA specializzata nella caccia a pianeti che girano invece attorno a stelle a noi vicine.

Di esopianeti già ce ne aveva regalati 2.000 negli anni scorsi ma ora, in una conferenza stampa giustamente annunciata e tenuta con toni di soddisfazione e orgoglio, gli scienziati americani ci dicono che il numero complessivo di pianeti che Kepler ha scovato è complessivamente di 3284. Quanto ai pianeti simili alla Terra, e forse abitabili, il loro numero passa con un balzo, da 12 a 21. Un bel giorno quindi per l’astrofisica, ma in fondo per tutti noi: quello di trovare un nostro gemello è infatti un sogno che coviamo fin dall’antica Grecia, che passa attraverso molti filosofi come lo sfortunato Giordano Bruno e persino poeti, come il nostro ottimo Giacomo Leopardi, che era un innamorato del cielo tanto da scrivere, come prima opera adolescenziale, proprio una storia dell’astronomia, per la verità bruttina.

Se tutto questo è giusto occorre però fare alcune precisazioni. Prima di tutto Kepler non vede i pianeti che scopre, ma ne intuisce la presenza in vari modi. Il più utilizzato è quello di osservare delle variazioni veramente minimali della luce attorno alla stella che il satellite sta osservando, se il pianeta è infatti fra noi e questa stella, come cha fatto Mercurio solo 2 giorni fa, quando gli passa davanti la sua luce viene leggermente alterata. Parliamo di meno del 1% e se vogliamo fare un raffronto terrestre pensiamo a un lampione, magari su un lungomare la sera, in cui intravediamo un piccolo oscillare della luce dovuto, per esempio. a una farfalla notturna che gli gira intorno e che non vediamo, ma di cui possiamo intuire la presenza dopo aver eliminato ogni altra ipotesi ragionevole. Il pianeta non lo vediamo, ma con misure molto molto curate possiamo escludere tutte le altre cause e capirne anche alcune caratteristiche fondamentali, come per esempio se sia un pianeta roccioso come Terra, Marte Venere e Mercurio oppure gassoso come Giove Saturno e Urano. Possiamo poi capire quanto grande è, anche se con notevole indeterminazione e, come in questo caso, arrivare alla conclusione che si tratta con estrema probabilità di pianeti rocciosi e con una massa da 1 a 2 volte la massa della Terra.

Anche qui attenzione, perché con una massa circa due volte la Terra una persona di 50 kg andrebbe a pesarne almeno il doppio sui 100, quindi abitabili sì ma fino a un certo punto almeno da noi. Qui entriamo nel discorso “vita”: il fatto che vengano dichiarati abitabili dipende dalla loro distanza dalla stella madre, il pianeta deve essere nelle condizioni Goldilocks, ci si rifà a “Riccioli d’oro” una famosa favola che si racconta anche in Italia piccoli, il pianeta non deve essere così vicino alla stella da rimanere infuocato, ricordiamo il caso di Mercurio, il più vicino al Sole, che arriva a temperature di centinaia di gradi. Non deve d’altronde stare così lontano da essere un mondo sostanzialmente ghiacciato, ricordiamo che Plutone va a 200 gradi sotto zero e oltre. Questo è il minimo ovviamente, anche Marte è in queste condizioni, ma che ci sia vita proprio non pare, forse c’è stata, vedremo.

Un’ultima questione che va affrontata e che aumenta in modo enorme la nostra possibilità di trovare, prima o dopo un gemello della nostra Terra, è che il validissimo satellite Keplero in realtà sta in effetti guardando intorno a casa nostra, le sue capacità di misura si fermano a stelle molto vicino a noi. E qui arriviamo noi europei, con il satellite Plato in costruzione e il cui disegno ottico, i 32 piccoli telescopi che lo compongono, sono una geniale idea italiana. Lui potrà vedere di più e più lontano.

Stiamo per ora scandagliando poche migliaia di stelle nei pressi del nostro Sole, ma giusto per dare un numero che fa girare la testa, la nostra Galassia ha almeno 200 miliardi di stelle ed è solo una fra i 100 miliardi di galassie che contiamo in cielo oggi con i telescopi automatici. Possiamo quindi in buona fede e con altissima probabilità dire che un gemello della Terra, o anche tanti, ci sono da qualche parte e prima o poi li troveremo. Forse non riusciremo mai a metterci in contatto con gli ET da qualche parte nel cosmo, comunque siano fatti, perché le distanze cosmiche superano il tempo di vita di una civiltà di molto.

Parliamo di milioni o miliardi di anni e basta pensare che noi, come Homo sapiens, siamo sulla Terra da 40 a 50.000 anni e probabilmente stiamo facendo il possibile per scomparire al più presto. Speriamo che i nostri vicini si comportino meglio di noi e che se un giorno dovessero arrivare non siano, come sostiene Stephen Hawking, magari cattivi e ci usino come alimento. Ma queste sono idee bizzarre di un astrofisico molto bizzarro, anche se geniale.

<a href=”http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2016-05-11/la-sonda-nasa-keplero-trova-1286-nuovi-pianeti-150544.shtml?uuid=ADAV1jF&refresh_ce=1″>Fonte || Link</a>

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