CENTRO UFOLOGICO TARANTO MAGAZINE

PORTALE DI DIVULGAZIONE E INFORMAZIONE UFOLOGICA, MISTERI SPAZIALI, STORICI E PALEONTOLOGICI

Una storia inedita della Seconda Guerra Mondiale , tra misteri , segreti , nuove rivelazioni e conferme . 8a parte . di Franco Pavone

Prosegue il nostro lavoro di ricerca storica sugli enigmi del secondo conflitto mondiale , collegati anche ai nostri studi ufologici , cercando di reperire fatti , situazioni , drammi , eroismi , progetti segreti e personaggi più o meno conosciuti della guerra che ha cambiato il mondo , cercando in archivi , giornali e riviste d’epoca e recenti , libri , internet , che magari anche se non trattano dell’argomento guerra in questione , conservano reminescenze , dettagli , ricordi e fatti inediti o quasi; perché alcune volte in dossier dove non si pensa possa esserci un fatto collegato alla guerra , si trovano aneddoti importanti che gettano una nuova luce su questo tragico periodo dell’Umanità . Voglio occuparmi nella mia ricerca in alcuni dei prossimi capitoli , di personaggi italiani e stranieri noti o sconosciuti ai più , e di cui si hanno scarse informazioni sulla loro vita e sulle loro implicazioni con la guerra. A volte si scoprono cose interessanti che chiariscono tanti risvolti su episodi fondamentali della stessa .

CAPITOLO 28 / Rosario Di Lorenzo

soldatiIl quotidiano tarantino “ Corriere del Giorno “ , che purtroppo causa la perdurante crisi economica che ha travolto anche l’editoria , ha chiuso le pubblicazioni , riportò Domenica 26 Agosto 2001 nella pagina dedicata alle “ lettere al Corriere “ , una missiva proveniente da Londra scritta da Denys Simmons , un ufficiale dell’esercito inglese , dove raccontò che nel Giugno del 1942 fu fatto prigioniero dai tedeschi a Tobruk , durante le battaglie contro l’Afrika Corps del Generale Rommel , “ la volpe del deserto “ . In seguito fu trasferito in un campo di prigionia in Italia vicino Chieti , a quel tempo sotto il controllo tedesco , dove restò per più di un anno . Dopo la resa italiana agli Alleati e quindi dopo l’8 Settembre , i tedeschi decisero di trasferirlo in Germania , ma durante il trasporto in treno , Simmons riuscì a fuggire con altri due ufficiali nei pressi di Carsoli in Abruzzo . Il loro intento era quello di attraversare le linee nemiche per ricongiungersi con le truppe Alleate nei pressi di Cassino . Dopo alcune settimane durante le quali furono aiutati soprattutto da una famiglia di Meta vicino Civitella Roveto nei pressi di Balsorano , vennero in contatto con due ufficiali della Regia Aeronautica italiana e tre soldati , diretti anche loro verso il fronte , e decisero di proseguire insieme . Con i due piloti e uno dei soldati che si chiamava Rosario , fecero amicizia , proseguendo a piedi per circa una settimana attraverso monti e boschi , dormendo dove capitava sia all’aperto che in alcuni capanni , mangiando quello che trovavano grazie anche a qualche buon cuore contadino . Il 10 Novembre , quando erano quasi vicini alle linee Alleate e ascoltavano già i rimbombi dell’artiglieria , mentre riposavano in un casolare in località Donato Val di Comino , traditi da un collaborazionista del luogo , vennero catturati da una pattuglia tedesca . I due piloti essendo vestiti in abiti civili riuscirono a fuggire mischiandosi con alcuni abitanti della frazione , mentre Denys Simmons , gli inglesi e i tre soldati che indossavano ancora le divise , furono fatti prigionieri . Rosario durante la cattura portava ancora la pistola di ordinanza , quindi fu separato dagli altri e tragicamente fucilato la mattina dopo . Simmons e gli altri furono deportati in Germania , dove rimasero fino al termine della guerra . L’ufficiale inglese non venne quindi a sapere dove Rosario era stato sepolto e se i familiari erano stati informati della sua morte . Simmons non si perse d’animo e alla fine della guerra contattò il Commissariato Generale Onoranze Funebri Caduti in Guerra del Ministero della Difesa inglese , dove lo informarono che l’italiano si chiamava Rosario Di Lorenzo ed era nato a Taranto . Venne anche a conoscenza che alcuni anni dopo la guerra i parenti del soldato trasferirono i suoi resti sepolti dal cimitero comunale di San Donato Val di Comino , alla tomba di famiglia a Taranto . Durante la sua ricerca Simmons venne a sapere che secondo i documenti ufficiali del Ministero inglese Rosario prima di essere passato per le armi , fu costretto a scavarsi la fossa . I parenti non sapevano cosa fosse realmente avvenuto e perché fu passato per le armi . E’ plausibile che i due soldati sopravvissuti , se sono sopravvissuti alla guerra , abbiano dato loro queste informazioni , ma Simmons nella lettera al Corriere si rese disponibile a chiarire le circostanze della sua tragica fine , quindi chiese al Direttore del Corriere del Giorno di aiutarlo a rintracciare i membri restanti della famiglia , tramite un’inserzione sul giornale . Non sappiamo come questo scambio epistolare si sia concluso , ci siamo ripromessi di approfondire la storia in seguito con la nostra ricerca , visto che Rosario Di Lorenzo era anche un nostro concittadino ; ma intanto citiamo la risposta che il Direttore del Corriere ha dato sul giornale all’ex ufficiale dell’Esercito di Sua Maestà britannica : << Davvero un bel gesto quello di mister Simmons , che nonostante siano passati tanti anni , mantiene un ricordo così vivido di questo drammatico episodio , tanto da essersi cimentato in ricerche impegnative e non certo facili . Ci chiediamo quanti al suo posto lo avrebbero fatto per un’amicizia durata appena una settimana , ma che è sopravvissuta intatta nel tempo . Il Corriere del Giorno è ben lieto di offrire il suo contributo , facendo da tramite tra mister Simmons e i familiari dello sfortunato soldato italiano nato a Taranto >> . Per concludere , questa storia dimostra come anche durante una delle pagine più drammatiche del XX° secolo , certi valori come la vera amicizia e la solidarietà , emergevano tra i militari , anche di diversa nazionalità nonostante la guerra , valori che in questi tempi di violenze e sopraffazioni gratuite , grazie anche agli ameni esempi dei politici , causate anche dall’ eccessivo benessere di pochi a scapito dei problemi generali delle masse , e da una tecnologia non sempre al servizio dell’uomo , ma al contrario fonte di stress vari , mi sembrano inconcepibili . Agli attuali parenti di Rosario Di Lorenzo porgiamo le più sentite condoglianze postume da parte del Centro Ufologico Taranto .

CAPITOLO 29 / Italo Balbo

Italo Balbo nato a Quartesana il 6 G220px-Profilo_Italo_Balbo.jpgiugno del 1896 e morto a Tobruk il 28 Giugno del 1940 , è stato un aviatore , generale della Regia Aeronautica e politico italiano iscritto al Partito Nazionale Fascista . Partecipò come quadriumviro alla marcia su Roma , diventando in seguito comandante generale della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale e sottosegretario all’economia . Nel 1929 fu nominato Ministro dell’Aeronautica e siccome era considerato un potenziale rivale politico di Mussolini, vista la popolarità che aveva raggiunto , fu allontanato , diventando nel 1934 governatore della Libia . Figlio di Camillo Balbo e Malvina Zuffi , entrambi maestri elementari , piemontese il padre , romagnola la madre , nella sua famiglia si rispettava in toto la monarchia e il servizio militare . Prestò servizio durante la Prima Guerra Mondiale nel battaglione Alpini “ Val Fella “ e dopo la nomina a tenente il 16 Ottobre 1917 , fece domanda per essere assegnato al Deposito Aeronautico di Torino per un corso di pilotaggio , la sua grande passione . Nel 1924 sposò la contessa Emanuela Florio , da cui ebbe tre figli . Nonostante il fatto che in gioventù era stato di idee repubblicano-mazziniane , dopo il 1920 entrò nella Massoneria e fece parte della Loggia “ Giovanni Bovio “ , anche se il Gran Consiglio del Fascismo aveva approvato il divieto per gli iscritti al Partito Nazionale Fascista di far parte della stessa . Dovendo però pensare al suo futuro e quindi a sistemarsi , aderì al Partito . Il 6 novembre 1926 venne nominato sottosegretario di Stato all’Aviazione e cominciò ad organizzare la nuova Regia Aeronautica , che essendo ai primi passi aveva bisogno di essere ammodernata , e oltre ad avere un alto esponente del fascismo al suo comando , permetteva a Mussolini di avere sotto controllo un tale popolare personaggio . Balbo prese il brevetto di pilota nel 1927 all’età di 31 anni , e creò una sede definitiva per il Ministero dell’Aeronautica . In seguito iniziò la fondazione della “ città dell’aria “ a Guidonia , dove sorse un modernissimo centro ricerche di ingegneria aeronautica , con scienziati del calibro di Gaetano Arturo Crocco , Luigi Crocco , Antonio Ferri , ecc. , probabili futuri componenti del Gabinetto RS 33 , oltre al prof. Luigi Broglio , padre della ricerca spaziale italiana , oltre che direttore del futuro poligono di lancio del primo satellite orbitale italiano San Marco , nella Guyana francese . Quindi diede vita nella nuova cittadella scientifica Guidonia-Montecelio a un centro studi per promuovere lo sviluppo aeronautico . Altra creazione di Italo Balbo fu la Scuola Alta Velocità . In seguito Mussolini lo nominò Generale di Squadra Aerea e il 12 Settembre 1929 , a soli 33 anni Italo Balbo fu nominato Ministro dell’Aeronautica , carica che fino a quel momento era stata ad appannaggio di Benito Mussolini . Nel 1932 Balbo guidò due voli transatlantici in formazione , proponendo in seguito a Mussolini la creazione di un unico Ministero della Difesa , anticipando il futuro , ma vista l’accesa rivalità tra la Regia Marina e la Regia Aeronautica , oltre alla gelosia di Mussolini verso il giovane Ministro aviatore , il progetto naufragò . Durante il 1929 convinse l’ingegnere Alessandro Marchetti ( la SIAI –Marchetti fu collegata alla connection Gabinetto RS 33 ) a mettere a punto idrovolanti S55A , nel tentativo di attraversare in formazione l’oceano Atlantico . La traversata fu effettuata nell’Atlantico meridionale con 12 velivoli supportati da 5 cacciatorpediniere della Regia Marina . Partiti da Orbetello il 17 Dicembre 1930 guidati da Balbo , gli aerei arrivarono a Rio de Janeiro il 15 Gennaio 1931 . Per celebrare il Decennale della Regia Aeronautica Balbo dal 1° Luglio al 12 Agosto 1933 guidò una seconda trasvolata atlantica di 25 idrovolanti S55X verso il Canada , in occasione della Century of Progress , esposizione universale che si tenne a Chicago negli Stati Uniti tra il 1933 e il 1934 . Il 26 Giugno del 1933 Italo Balbo era apparso sulla copertina della famosa rivista Time . Il Governatore dell’Illinois , il Sindaco e la città di Chicago riservarono ai trasvolatori italiani un’accoglienza trionfale e dedicarono a Balbo una strada nelle vicinanze del lago Michigan , la Balbo Avenue , tutt’ora esistente . I discendenti indiani Sioux presenti all’esposizione lo nominarono capo indiano con il nome di “ Capo Aquila Volante “ . All’epoca prima della Seconda Guerra Mondiale , i rapporti fra Italia e Stati Uniti erano ottimi e proseguendo il suo volo fino a New York , fu acclamato per le strade , dove gli intitolarono un viale e dove fu ricevuto anche dal Presidente Franklin Delano Roosevelt . Rientrato in Italia fu promosso Maresciallo dell’Aria . Successivamente si oppose alla concessione di bombardieri alla Regia Marina e alla realizzazione di portaerei , con il motivo che avrebbe sottratto fondi , materiali , oltre che indipendenza alla da poco fondata Regia Aeronautica . La mancata costruzione di portaerei influì negativamente sulle missioni della Marina durante la Seconda Guerra Mondiale , in special modo nella battaglia di Capo Matapan , ma la colpa non fu solo relativa all’opposizione di Balbo , viste anche le posizioni conservatrici della Regia Marina . Italo Balbo raggiunse una enorme popolarità e forse venne considerato politicamente insidioso per Mussolini ; proprio per questo probabilmente venne promosso Governatore della Tripolitania , della Cirenaica e del Fezzan , che nel 1934 si fusero nell’attuale Libia . Il Ministero dell’Aeronautica ritornò nelle mani di Mussolini ; del resto Balbo era il meno servile dei gerarchi fascisti , infatti dopo l’occupazione tedesca della Cecoslovacchia nel Marzo del 1938 , accusò gli altri membri del Gran Consiglio del Fascismo di lustrare le scarpe alla Germania , e fu l’unico a criticare la decisione del Duce di allearsi al Reich di Hitler , oltre a preoccuparsi per la cooperazione militare e scientifica con i nazisti , condivisa anche da Galeazzo Ciano , Emilio De Bono e Dino Grandi , forse anche in virtù della documentazione sui files fascisti del Gabinetto RS 33 . Assieme a Ciano accusò Adolph Hitler di aver violato il Patto d’Acciaio firmandone uno con Stalin nell’Agosto 1939 , che successivamente con l’inizio della Seconda Guerra Mondiale il 1° Settembre 1939 , portò alla spartizione della Polonia . Balbo era contrario all’entrata in guerra dell’Italia al fianco della Germania nazista , in una ipotetica guerra lampo promulgata da Hitler , anzi propose un’alleanza con il Regno Unito e la Francia ; Mussolini invece rimase fedele alla Germania . Il 28 Giugno 1940 Balbo si alzò in volo da Derna in Libia , dove era al comando di un contingente di quasi 200.000 uomini , diretto al campo d’aviazione T.2 di Tobruk con due trimotori S.M.79 , uno pilotato dallo stesso Balbo e uno dal Generale Felice Porro , comandante della 5a Squadra Aerea . Dell’equipaggio faceva parte anche il Capitano Nello Quilici , direttore del Corriere Padano e padre del documentarista Folco Quilici. Giunti in vista di Tobruk verso le 17 , i piloti videro delle colonne di fumo, risultato di un bombardamento inglese con aerei Bristol Blenheim . Balbo ordinò l’atterraggio , per rendersi conto della situazione , senza però avvisare la base . Scambiato per un bombardiere inglese dalla contraerea e dall’incrociatore San Giorgio alla fonda nel porto , fu preso di mira dallo stesso incrociatore e colpito . L’aereo del generale Porro con una manovra diversiva non fu centrato , mentre l’aereo di Balbo , colpito in pieno , precipitò in fiamme al suolo , con la conseguente morte di tutto l’equipaggio . Il 29 Giugno Mussolini lo ricordò con poche parole : << Un bell’alpino , un grande aviatore , un autentico rivoluzionario . Il solo che sarebbe stato capace di uccidermi >> . Con grande signorilità e stile , segno di nobiltà d’animo e di rispetto verso il nemico , un aereo britannico paracadutò sul campo italiano una corona di alloro con un biglietto di cordoglio . La salma di Italo Balbo e degli altri caduti rimasero in Libia fino al 1970 , quando l’ondata di nazionalismo libico fomentato dal colonnello Mu’ammar Gheddafi , minacciò la distruzione dei cimiteri italiani nell’ex colonia dell’Impero . La famiglia Balbo fece rimpatriare la salma in Italia , dove fu tumulata a Orbetello con tutti i membri dell’equipaggio , con l’eccezione di Nello Quilici . La vedova di Balbo , Emanuela Florio , disse che la morte del marito fu dovuta a un ordine venuto da Roma . Il prefetto di Ferrara dove la Florio viveva , Temistocle Testa , sollecitò il capo della polizia Bocchini , a intervenire sulla vedova Balbo per invalidare le sue dichiarazioni . Claudio Marzola , il capopezzo imbarcato sull’incrociatore San Giorgio , autore dell’abbattimento dell’aereo di Balbo , confermò l’errore di valutazione . Dello stesso parere sono o furono giornalisti e storici come : Indro Montanelli , Mario Cervi , Arrigo Petacco e Gregory Alegi . La teoria del complotto ebbe credito anche per la presenza a bordo dell’aereo di Balbo di Nello Quilici , direttore del Corriere Padano , che tante volte aveva sfidato la censura fascista , ma il figlio Folco Quilici smentì l’ipotesi della cospirazione , visti i tanti soldati impiegati e gli altri elementi raccolti per il suo libro Tobruk 1940 “ , pubblicato nel 2004 , e confermò la causa dell’abbattimento dovuto al mancato riconoscimento dell’aereo di Balbo . Nel 2006 Quilici fu contattato da Aldo Massa , che il giorno dell’abbattimento dell’aereo di Balbo era di vedetta in un bunker in cemento armato dotato di un’ampia feritoia . Grazie a questo tipo di testimonianza Quilici venne a sapere che quel giorno nella rada di Tobruk si trovava alla fonda un misterioso sottomarino , che in seguito fu identificato nel sommergibile posamine italiano Marcantonio Bragadin , arrivato da Napoli . La raffica che abbattè l’aereo di Balbo partì dal sommergibile , causando lo schianto e l’incendio dell’aereo. Nel trambusto che seguì , il Bragadin salpò la sera stessa . Lo storico e giornalista Arrigo Petacco relazionò nel 1997 su un documento ritrovato tra le carte segrete di Mussolini , che reca la data del 1° Luglio 1940 , dove la versione ufficiale pare sia confermata . Fin qui la storiografia ufficiale . Ma a noi del CUT piace andare a scavare nelle pieghe della Storia dettagli inusuali collegati alle nostre ricerche , che aggiungono risvolti nuovi e misteriosi al mosaico della Storia stessa . Anche Italo Balbo non è esente da questi risvolti , non presenti nei libri di Storia ufficiali , visto che sia lui che Filippo Eredia , suo braccio destro , erano di casa a Vergiate , dove come sappiamo pare fu ritrovato un VNC ( velivolo non convenzionale ) , UFO ante-litteram così definito durante l’epoca fascista . Dai documenti in possesso degli studiosi si apprende che Balbo avrebbe fatto parte dell’élite del Gabinetto RS/33 , come grande esperto aeronautico , con stretti contatti con Guglielmo Marconi, referente ufficiale dello stesso organismo , come dimostra un articolo pubblicato sul quotidiano “ La Sera “ del 15 Luglio 1933 , che menzionava reciproci telegrammi tra i due . La Storia ufficiale dice che Balbo decollava per le sue mirabolanti imprese aeree da Sesto Calende o appunto da Vergiate . Filippo Eredia era responsabile dell’Ufficio Meteorologico di Stato , forniva a Balbo notizie sulle condizioni atmosferiche ed era di casa negli stabilimenti della Marchetti , industria che sarebbe implicata nell’affaire files fascisti del Gabinetto RS 33 . Alla fine della guerra proprio Eredia stranamente divenne uno dei più accaniti scettici d’ufficio sul fenomeno UFO , in effetti un film già visto in questi studi . Ricordiamo che sempre secondo le fonti in possesso degli studiosi , proprio su un giornale varesino si parlò , dopo il recupero dell’ordigno di Vergiate , dell’esistenza di forme di vita su Marte in contatto con la Terra . Il giornale in questione era la “ Cronaca Prealpina “ del 20 Giugno 1933 . Ancora stranamente gli americani non bombardarono gli stabilimenti Marchetti , durante i loro raid della Seconda Guerra Mondiale , quando invece ne avevano bombardati altri nove nell’area . L’appartenenza di Balbo al Gabinetto RS 33 fascista , aggiunge alla sua biografia un capitolo molto interessante e rivelatore sui misteri di quel periodo storico , con qualche residuo , ma motivato dubbio sulla sua morte .

CAPITOLO 30 / Walter Dornberger

220px-Bundesarchiv_Bild_146-1980-009-33,_Walter_Dornberger.jpgNel libro “ Operazione Paperclip “ di Annie Jacobsen , reporter americana del Los Angeles Times Magazine , pubblicato nel 2013 dall’editore Little Brown and Company di New York , e in
Italia nel 2014 dalle Edizioni Piemme di Milano , giornalista tra l’altro autrice anche del bestseller “ Area 51 “ pubblicato nel 2011 , così la stessa giornalista fa la recensione del tedesco Walter Dornberger :

Generale responsabile in tempo di guerra dello sviluppo delle armi , e ufficiale del personale tecnico nei tunnel di Nordhausen , dove venivano usati lavoratori schiavi . Fu arrestato dai britannici per crimini di guerra , internato in Inghilterra e in seguito rilasciato in custodia agli alleati americani . Con l’Operazione Paper Clip lavorò per l’Aeronautica Militare statunitense e poi alla Bell Aircraft Corporation ( multinazionale , diciamo noi , che ricorda la retroingegneria aliena di Philip J. Corso) . Fino agli anni 50 fu impiegato come consulente dello Stato Maggiore in tema di missili e armi spaziali ; era dotato di un’autorizzazione top secret e si recava spesso al Pentagono “ . Così la Jacobsen . Generale di artiglieria in entrambe le guerre mondiali , fu durante la Seconda Guerra Mondiale uno dei componenti del programma sulle V2 nel centro sperimentale di Peenemunde . Nato a Gielen il 6 Settembre 1895 , si arruolò nel 1914 . Nell’Ottobre del 1918 come tenente di artiglieria fu fatto prigioniero dai marines americani e rimase per due anni in un campo di prigionia francese . Dopo la Prima Guerra Mondiale completò un corso di ingegneria con lode presso l’Istituto Tecnico di Berlino . Nel 1930 si laureò in ingegneria meccanica alla Scuola Tecnica di Charlottenburg , sempre a Berlino . Nel 1935 ebbe un dottorato honoris causa dal Colonnello Karl Emil Becker , che lo nominò preside della nuova facoltà di tecnologia militare . Nell’Aprile del 1930 fu nominato esperto balistico dell’Esercito tedesco , come assistente nello sviluppo di un combustibile liquido per la produzione di razzi , che avrebbero soppiantato i comuni proiettili di artiglieria . Il 21 Dicembre del 1932 testò un motore a razzo a Kummersdorf . Il 1° Ottobre 1934 ebbe il suo ultimo comando militare . Nel Maggio del 1937 Dornberger e il suo gruppo furono trasferiti a Peenemunde , per collaborare alla creazione di nuove avveniristiche armi , tra cui le V1 e le V2 . Il terzo lancio di prova di una V2 , il 3 Ottobre 1942 , ebbe finalmente successo e il 7 Luglio 1943 il dott. Ernst Steinhoff , Werner von Braun e Dornberger si recarono in volo al quartier generale di Adolph Hitler per mostrargli il filmato del lancio di prova . In un discorso fatto a Peenemunde , sempre il 3 Ottobre 1942 , Walter Dornberger pronunciò una frase sibillina : << Questo terzo giorno del mese di Ottobre 1942 , è il primo di una nuova era nel settore dei trasporti , quello dei viaggi nello Spazio ……>> . Nel Dicembre del 1944 diventò un’autorità nel campo dei razzi da contraerea . Su proposta dello stesso Dornberger , Albert Speer sostituì la commissione delle armi a lungo raggio con i progetti dello scienziato . Il 2 Maggio del 1945 Dornberger , von Braun e altri cinque uomini partiti da HausIngeborg , mentre passavano dal piccolo villaggio austriaco di Schattwald , incrociarono soldati americani accampati per la notte . Altre fonti storiche affermano che i sette furono arrestati dalla Terza Armata del generale Patton nei pressi di Praga . Chiusi in un campo di internamento inglese alla fine della guerra , durante la prigionia fu intercettata una conversazione tra Dornberger e il generale Gerhard Bassenge , in cui Dornberger diceva che con von Braun avevano assodato , prima di essere catturati , che il Terzo Reich si avviava alla sconfitta e che avevano cercato un contatto con la General Electric Corporation , attraverso l’ambasciata tedesca in Portogallo , per venire ad un accordo sull’immunità, in cambio dei loro progetti tecnici . Nell’Agosto del 1945 , dopo aver partecipato all’Operazione Backfire , Dornberger fu portato a Londra per essere interrogato dagli inquirenti britannici sui crimini di guerra dalla Investigation Unit , per aver usato prigionieri in lavori forzati , per la produzione di V2 . Successivamente fu trasferito e detenuto per due anni a Bridgent , nel Galles del sud . Insieme ad altri scienziati missilistici tedeschi , Dornberger fu rilasciato e trasferito negli Stati Uniti , sotto l’egida dell’Operazione Paperclip , e lavorò per la United States Air Force per tre anni nello sviluppo dei missili teleguidati . Dal 1950 al 1965 prestò la sua opera per una non meglio identificata Aircraft Corporation , su diversi progetti segreti . Giocò un ruolo importante nella creazione del prototipo X-15 , primo aereo a superare la barriera del suono , e fu consulente chiave del Progetto X-20 Dyna-Soar . Ebbe anche un ruolo nella creazione di idee e progetti che portarono alla realizzazione delle moderne navette Space-Shuttle . Dornberger sviluppò anche la prima guida elettronica per i missili terra-aria per lo Strategic Air Command . Nel corso degli anni cinquanta , ebbe alcune divergenze di opinioni con Werner von Braun , e allora con diversi ingegneri aerospaziali fu trasferito alla base di Huntsville in Alabama per collaborare con l’Usaf a diversi progetti . Il più notevole fu il Krafft Ehricke , antesignano del razzo Centaur . Partecipò inoltre attivamente a diversi altri progetti di difesa . Dopo il pensionamento Dornberger andò in Messico e in seguito dopo tanti anni tornò in Germania , dove morì nel 1980 a Baden-Wurttemberg . Da quello che abbiamo appurato nella nostra ricerca , fu uno degli artefici del programma spaziale americano insieme a Werner von Braun e ad altri scienziati del Terzo Reich , che hanno fatto la storia sconosciuta dell’Astronautica , non riportata fino a qualche tempo fa sui libri di storia ufficiali , ma che alla fine sta riemergendo anche dagli archivi segreti della Seconda Guerra Mondiale .

CAPITOLO 31 / Rudolf Ladenburg

USS_Eldridge_DE-173_(1944)Per concludere questa ottava parte sui misteri della Seconda Guerra Mondiale , voglio parlare di un altro scienziato tedesco , di cui si hanno poche informazioni , ma quel poco è abbastanza interessante , come vedremo in seguito . Questo enigmatico personaggio è Rudolf Ladenburg , nato a Kiel il 6 Giugno del 1882 e passato a miglior vita a Princeton in New Jersey , negli Stati Uniti , il 6 Aprile del 1952 . Fu un fisico atomico emigrato dalla Germania nel 1932 in America . Era figlio di un professore di chimica oltre che farmacista ebreo , di nome Albert Ladenburg , che diede la sua opera presso l’Università di Kiel e poi presso l’Università di Breslavia . Dal 1900 al 1906 Rudolf Ladenburg studiò all’Università Ruprecht Karls di Heidelberg e successivamente all’Università Luddwig – Maximilian di Monaco . Conseguì il dottorato nel 1906 a Heidelberg sotto la direzione di Wilhelm Rontgen , scienziato che diede il nome all’unità di misura delle radiazioni nucleari . Dopo aver lavorato dal 1921 al 1924 all’Istituto di Fisica presso l’Università di Breslavia , Ladenburg divenne capo della divisione di fisica presso l’Istituto Kaiser Wilhelm . La sua principale ricerca esplorò le linee di dispersione negli spettri atomici , e uno dei suoi più grandi contributi alla fisica sperimentale , fu un approccio ragionato alla teoria della dispersione atomica , secondo il parere autorevole dello scienziato Hans Koppermann di Gottingen . Studiò inoltre anche le variazioni dell’idrogeno in stati eccitati . Come detto in precedenza , emigrò negli Stati Uniti nel 1932 , dove divenne professore-ricercatore presso il laboratorio di fisica Palmer , dell’Università di Princeton . Dall’Aprile del 1933 , dopo l’avvento del Nazismo e la salita al potere di Adolph Hitler in Germania , aiutò molti scienziati tedeschi a emigrare negli Stati Uniti d’America . Si ritirò dall’Università di Princeton nel 1950 e morì sempre a Princeton nel 1952 . Dopo aver accennato alla biografia di Rudolf Ladenburg , posso dire che alcuni anni fa ho letto il libro “ Esperimento Filadelfia “ , tra l’altro acquistato a un mercatino dell’usato di Taranto , scritto a due mani da William L. Moore , autore anche del libro “ The Roswell Incident “ , e Charles Berlitz , famoso autore di tanti libri sui misteri del nostro pianeta , fra cui quelli sul Triangolo delle Bermuda . Nel libro “ Esperimento Filadelfia “ , pubblicato nel 1979 dalla casa editrice Sonzogno di Milano , in un capitolo lo stesso Moore parlò di un’intervista a un certo dott. Rinehart , pseudonimo di un testimone che non voleva essere identificato per paura di indesiderate ritorsioni . In questa “ interessante “ intervista concessa a William Moore , Rinehart affermò testualmente che la proposta per il famoso “ esperimento “ partì non solo da Albert Einstein , con la sua teoria sul campo unificato e dal geniale Nikola Tesla , ma anche da Rudolf Ladenburg , anche perché con Einstein si conoscevano già dal 1908 , quando si trovava in Svizzera . Secondo Rinehart , che lo aveva conosciuto di persona , Ladenburg era un personaggio reticente , preciso , con delle manie aristocratiche , da vecchio prussiano ; i colleghi però lo rispettavano profondamente perché lo ritenevano un lavoratore e un pensatore solitario . Era un esperto nel settore delle mine , dei siluri e delle contromisure nei confronti di questo tipo di armi . Rinehart ricordò in particolare una conferenza o un colloquio al quale parteciparono numerose persone , dove ad un certo punto si passò a discutere del possibile sviluppo di una nuova arma tedesca . Il dott. W.W. Albrecht , pseudonimo anch’esso , era irritato perché alcuni personaggi e ufficiali di grado elevato stavano portando avanti delle idee non troppo intelligenti . Albrecht intervenne nella discussione citando Ladenburg come l’unica persona presente che aveva avuto esperienze nell’organizzazione militare tedesca , e disse che lo stesso era stato comandante di un sottomarino o qualcosa del genere durante la Grande Guerra . Rinehart ebbe però il sospetto che lo disse più per far colpo che per affermare una cosa vera . Non era sicuro che Ladenburg fosse un ufficiale sommergibilista o meno , ma comunque non gli importò molto , perché l’espediente ebbe successo . Raccontò che Ladenburg si alzò in piedi e affermò che i tedeschi avrebbero potuto creare con quello che avevano ( tecnologia non di questo mondo ? ) armi di nuova concezione . Il discorso impressionò alquanto gli ufficiali di grado elevato , che lasciarono perdere e tornarono ai temi della conferenza . Nell’estate e nell’autunno del 1939 Ladenburg lavorò a esperimenti di fissione nei laboratori di fisica a Princeton , dove pare che ne avesse discusso con lo stesso Einstein . Rinehart ricordò anche che risaliva più o meno al 1940 la proposta di progetti che precedettero l’esperimento con la nave , e che si pensava fossero il risultato delle lunghe discussioni tra Ladenburg e Einstein sull’impiego di campi elettromagnetici per neutralizzare mine e siluri . Fu lo stesso Einstein a scrivere la proposta , anche perché insieme a Ladenburg erano stati tra i primi a proporre progetti di ricerca , ma quando ne dovevano discutere con gli alti gradi , preferivano stare nelle “ ultime file “ . Il dott. John von Neumann , uno dei pionieri del calcolo elettronico e famoso matematico , capace di influenzare e di mettere in azione i potenti , forse uno degli artefici del Project Rainbow , nome in codice del Philadelphia Experiment , convinse gli apparati militari a effettuare l’esperimento , come detto , progettato anche da Ladenburg . Questi gli chiesero impressionati , vista l’alta tecnologia e l’energia necessarie alla cosa , se l’esperimento si riferiva alla Seconda Guerra Mondiale o a una ipotetica guerra futura. Questa misteriosa testimonianza pervenuta dall’enigmatico dott. Rinehart sull’altrettanto enigmatico dott. Rudolf Ladenburg , confermerebbe la sconvolgente storia dell’Esperimento Filadelfia , in attesa in generale di prove più probanti sui segreti della Seconda Guerra Mondiale , anche se con il passare degli anni le testimonianze si fanno sempre più difficili , visto che sono passati 74 anni dalla faccenda . La nostra ricerca continua nella prossima 9a parte ( 32° capitolo ) …..

( Sono disponibili sul nostro blog Internet le precedenti 7 parti con i 27 capitoli ) .

FONTI BIBLIOGRAFICHE

Corriere del Giorno , Taranto , domenica 26 Agosto 2001 .

Wikipedia , Italo Balbo .

Taccuino da altri mondi wordpress.com

Digilander.libero.it

Wikipedia , Walter Dornberger .

Libro , Annie Jacobsen , Operazione Paperclip , 2014 Edizioni Piemme SpA Milano

2013 Little, Brown and Company New York , USA .

Wikipedia , Rudolf Ladenburg .

W.W.W. energia alternativa . org

Libro , W.L. Moore , C. Berlitz , Esperimento Filadelfia , 1979 Editore Sonzogno

Milano .

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