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Buzz Aldrin e Marte: andiamoci e restiamoci!

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Aldrin-astronauta-ovni-apoloXI-picL’umanità deve andare su Marte e restarci, passando dalla Luna: a proclamarlo è Buzz Aldrin, ospite d’eccezione oggi dell’ultima giornata del Wired Next Fest a Milano. Inondato dagli applausi di una Wired House gremita, l’astronauta americano passato alla storia come secondo essere umano a calcare il suolo del nostro satellite, ha condiviso memorie del suo leggendario viaggio e le sue idee sul futuro dell’esplorazione spaziale. A cominciare dall’obiettivo Marte, di cui l’87enne astronauta è sostenitore al punto da presentarsi con una maglietta che recita ‘Porta il tuo culo su Marte!’. Ma per Aldrin il pianeta rosso non va semplicemente visitato: “Marte andrebbe occupato con missioni continue che si possono succedere a distanza di anni per sostituire i coloni: dobbiamo andare e restare, non solo lasciare impronte e bandiere.

L’America deve guidare una coalizione di nazioni: in 8 anni potremmo tornare sulla Luna per assemblare gli habitat e i lander riutilizzabili e da lì andare su Marte. Ai nostri tempi non avevamo davvero un piano, stavamo rincorrendo la tecnologia: la collaborazione è migliore della competizione”. Nella sua visione le tappe della conquista marziana passano quindi dal satellite che lui stesso contribuì a conquistare nel 1969: “I contribuenti americani non sosterrebbero mai un ritorno sulla Luna in sé, ma solo come parte di un piano verso Marte. Ma per questo servono voli commerciali tra la Terra e la Luna e un propulsore che sia efficiente ed economico, non il nostro vecchio Saturn”. In questo il ruolo dei privati come SpaceX è essenziale: “Il governo americano non dovrebbe entrare in competizione, dovrebbe lasciare che le aziende aerospaziali private competano tra di loro, e poi esprimere il suo parere e scegliere il propulsore migliore”. Ma anche lo stesso sistema industriale e tecnologico soffre rallentamenti: “Il nostro presidente parla della palude di Washington: effettivamente l’industria aerospaziale tra fusioni, lobbismo, soldi e operato del Congresso si è paralizzata. Bisogna sistemare questa cosa, perché o esploriamo o ci estingueremo”.

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