CENTRO UFOLOGICO TARANTO MAGAZINE

PORTALE DI DIVULGAZIONE E INFORMAZIONE UFOLOGICA, MISTERI SPAZIALI, STORICI E PALEONTOLOGICI

Juncker: “Parlo con Dirigenti di Altri Pianeti”

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« Gli orizzonti ci attendono. […] Bisogna sapere che coloro ci osservano da lontano sono inquieti. Io ho visto, sentito e ascoltato diversi dirigenti di altri pianeti che sono molto inquieti perchè si interrogano sulla strada che l’ unione europea sta per intraprendere. Bisogna quindi rassicurare sia gli europei si coloro che ci osservano da più lontano. »

E’ con queste parole che  Jean-Claude Juncker, il presidente della Commissione Europea, afferma di aver incontrato “dirigenti di altri pianeti”. Parole che dette da qualsiasi uomo della strada non hanno valore, ma giorno 28 Giugno 2016 a dirle è un leader politico. Cosa ci attende nel prossimo futuro. Dopo le dichiarazioni di Roberto Pinotti (già presidente Centro Ufologico Nazionale) che coinvolgono il governo Russo, è l’ Europa a fare i suoi passi nella politica aliena.

Abbiamo visto un uomo che ha esagerato nei termini, con parole metaforiche da interpretare, o abbiamo visto un uomo che ha detto chiaramente di aver incontrato gli alieni? Ed a fronte delle dichiarazioni di Pinotti dobbiamo inserire queste notizie come tasselli nel mosaico geopolitico mondiale?

UFO su Alberobello il 10 Luglio 2016

https://www.youtube.com/watch?v=YjmUuFJRLsM&feature=youtu.be

Un utente ci invia tramite il nostro account facebook [ https://www.facebook.com/centroufologicotaranto/ ] un video da lui ripreso, pubblicato successivamente su youtube [ https://www.youtube.com/watch?v=YjmUuFJRLsM&feature=youtu.be ], dove filma un oggetto volante all’apparenza bianco e di forma allungata, che riflette la luce del sole, che si è spostato verso il mare dopo un’ora e mezza che era rimasto immobile nel cielo, attorno alle ore 17. Sulla base di queste nozioni, e del video in bassa qualità, non è possibile definire la natura dell’oggetto, per cui rimane un ovni in senso stretto, un oggetto volante non identificato. Ringraziamo l’utente della segnalazione. Cliccate sull’immagine per accedere al video.

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Franco Pavone (componente CUT) su Mistero di Agosto 2016

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Siamo lieti di comunicare che sulla rivista Mistero Magazine del programma omonimo di Italia Uno  Mistero Adventure , di Agosto 2016 in questi giorni in edicola , è stato pubblicato un articolo del nostro componente Franco Pavone , dal titolo : Sandia la base top secret , a cui è stata dedicata anche la copertina della rivista stessa . Ringraziamo ancora una volta la redazione di Mistero Magazine per aver pubblicato un lavoro del Centro Ufologico Taranto .

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Pinotti Files – Parte 2

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Sempre a Mosca ho anche conosciuto un esponente del Vaticano coinvolto che non si trovava lì per caso. Ma chi mi ha colpito di più è stato il Generale Alexey Savin. Come ha già riferito in Rete il 21 febbraio 2013 su Pravda.Ru Svetlana Smetanina, in epoca sovietica il Ministero della Difesa dell’URSS stava lavorando ad un progetto segreto volto a creare un super-soldato dalle capacità paranormali. E nell’ambito di questo progetto, un gruppo di scienziati sarebbe riuscito ad entrare in contatto con una civiltà aliena. E nel 2013 il responsabile di questo progetto top secret ha condiviso, per la prima volta, alcuni dettagli con dei giornalisti. In un normale giorno d’inverno a Mosca, nel comfort di una stanza con un camino, ai giornalisti è stata rilasciata questa notizia sensazionale. E Alexey Savin, un alto ufficiale in pensione del Ministero della Difesa, Tenente Generale della riserva, munito di PhD e membro dell’Accademia delle Scienze Naturali, ha dichiarato che alla fine degli anni 80 del secolo scorso, un gruppo di ricercatori provenienti dall’Unità Gestione Esperti dello Stato Maggiore Generale era riuscito ad effettuare un contatto con i rappresentanti di una civiltà extraterrestre. È interessante notare che nel 2013 nessuno dei giornalisti presenti è stato particolarmente sorpreso da queste affermazioni e che questi, piuttosto, sono apparsi semmai confortati da questa “confessione“. Vasily Yeremenko, un Maggiore Generale  della riserva dell’FSB (la struttura di intelligence che ha sostituito il KGB nel 1991, n.d.r.), docente di Applicazioni Legali nel campo della Difesa presso l’Accademia di Sicurezza, è stato il primo a parlare con la stampa. In epoca sovietica aveva operato nel KGB ed era stato supervisore dell’Aeronautica Militare dell’ex Unione Sovietica e dello sviluppo della tecnologia aeronautica. Tra i suoi incarichi vi era, da parte delle Forze Aeree, quello della raccolta di informazioni sugli episodi inerenti la comparsa di oggetti volanti non identificati (NLO). Secondo Vasily Yeremenko, all’epoca vi era una grande quantità di informazioni del ge- nere. L’unità missilistica aveva fornito anche una direttiva in caso di rilevamento di UFO. E l’obbiettivo principale era quello di non creare le circostanze relative a forme di reciproca aggressione. Nel biennio 1983-1984, sul banco di prova della Accademia delle Scienze di Vladimirovka, il Ministero della Difesa e del KGB avevano avviato uno studio a largo raggio sui fenomeni paranormali. Il centro di formazione militare non era stato una scelta casuale. Infatti gli esperti erano da tempo giunti alla conclusione che gli UFO appaiono inevitabilmente in luoghi in cui sono stati testati equipaggiamenti e armamenti militari. “Possiamo dire che abbiamo imparato a contattare gli UFO a Vladimirovka. Per fare questo, abbiamo notevolmente aumentato il numero di voli militari nonchè il movimento degli equipaggiamenti. Se l’intensità da parte nostra aumentava, gli UFO si manifestavano puntualmente con una probabilità del 100 per cento“, aveva spiegato Yeremenko. Dopo sei mesi di esperimenti, l’autorevole commissione arrivò a tre principali conclusioni. Primo, la scienza moderna non è ancora in grado di identificare tali fenomeni. Secondo, potrebbe anche trattarsi di mezzi di ricognizione degli Stati Uniti o del Giappone. Terzo, potrebbero essere anche manifestazioni di una civiltà extraterrestre. Comunque “l’argomento degli UFO è oggi onnipresente. Proprio a causa della loro sconvolgente natura, seri scienziati non sono disposti a precisare la loro posizione su questo tema. Spesso i piloti di aerei vedono questi oggetti, ma hanno il divieto a parlare dell’argomento, così come anche gli astronauti. Delle loro esperienze d’incontro con gli UFO parlano in via confidenziale, ma hanno paura di parlarne pubblicamente“, ha detto Vasily Yeremenko. Egli ritiene che quest’argomento richieda un approccio serio perché si tratta di un problema di sicurezza. Tuttavia, questo è ancora un argomento riservato, sia negli Stati Uniti che in Russia. Il Tenente Generale Alexey Savin ha proceduto a rivelare alcuni aspetti del coinvolgimento del Ministero della Difesa. Egli ha guidato l’Unità Gestione Esperti dello Stato Maggiore Generale, il cui compito era quello di esaminare diversi fenomeni insoliti. Il progetto principale del gruppo è stato quello di un programma statale teso alla scoperta di risorse umane di carattere intellettuale. L’obiettivo del programma è stato quello di individuare le modalità per far funzionare il cervello umano secondo un regime speciale caratterizzato da super-poteri, rendendo così una persona una sorta di superuomo. Il Consiglio Scientifico del programma è stato guidato da Natalya Bekhtereva, che fino alla sua morte ha servito come direttore scientifico dell’Istituto per lo studio del cervello umano presso l’Accademia delle Scienze di Russia. Oltre 200 professionisti altamente qualificati provenienti da tutto il paese hanno partecipato al programma. “Nel processo di ricerca, siamo giunti alla conclusione che l’essere umano corrisponde ad una specie di sistema energetico il cui sistema di informazioni riceve dati dall’esterno. Proprio per questo motivo un essere umano può manifestare capacità paranormali“, ha affermato Alexey Savin. Al fine di identificare questa fonte esterna d’informazioni, sono stati creati tre gruppi. Un gruppo era formato da scienziati, un altro era di estrazione militare, e il terzo era composto da sole donne. E il gruppo delle donne è stato quello che ha fatto i progressi più significativi nella ricerca. Savin ha spiegato che con grande determinazione esse “ricercavano un contatto con i rappresentanti di altre civiltà. E ciò è stato realizzato“. Secondo lui, è stato sviluppato uno speciale metodo che permetteva al cervello umano di entrare in sintonia durante il tentativo di contatto.
“Abbiamo dovuto sintonizzare il contorno energetico del cervello umano in base ad una particolare onda, simile ad un onda radio“, ha spiegato Alexey Savin. Nessuna ipnosi, nessun farmaco, ovvero altri metodi similari sono stati utilizzati nel corso dell’esperimento. Uno speciale sistema di test è stato sviluppato anche per distinguere i rapporti che derivavano da fasi caratterizzate da allucinazioni e di pazzia da parte dei partecipanti all’esperimento. I risultati sperimentali sono stati impressionanti: a sei dei partecipanti è stata concessa una possibilità di contatto fisico, e due di loro sono riusciti anche a visitare una nave aliena. Secondo Savin, rappresentanti di civiltà extraterrestri si rivelarono gradualmente, rilasciando informazioni come meglio credevano. In particolare, essi hanno parlato della loro struttura di governo e del loro sistema d’istruzione. Non è stata ottenuta nessuna informazione di carattere militare. L’unica cosa che gli alieni decisero di condividere è stata quella inerente uno schema di apparecchiature per la diagnosi e il trattamento di varie malattie. Il responsabile dell’esperimento ha spiegato che gli esseri umani erano considerati – da loro – come dei bambini piccoli. “La nostra civiltà è in effetti troppo giovane per essere di loro interesse come soggetto per un dialogo. Perché anch’essa fa parte dell’universo, e può danneggiare – attraverso le nostre sciocche azioni – loro stessi e altre civiltà“. Il programma di comunicazione con intelligenze extraterrestri è stato sviluppato per diversi anni fino a quando poi non intervenne la politica.

Roberto Pinotti

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Pinotti Files – Parte 1

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Per chi non lo sapesse, gli UFO in lingua russa sono definiti “Neoposnannie Lietaiuscie Obiekti” (NLO), e, a 
parte l’interesse manifestato da Stalin alla fine degli anni Quaranta (il dittatore fu sollevato quando 
le spie russe in USA gli confermarono che non erano un’arma segreta americana), l’ufologia in
 Russia nasce dal 1960 col pionieristico gruppo moscovita aggregatosi attorno alla leggendaria 
figura dello scrittore, giornalista scientifico e scacchista Alexandr Petrovich Kazantsev (che fece 
conoscere nel mondo il famoso “caso Tunguska” della Siberia nel 1908, investigato in loco fra le
 due guerre mondiali da Leonid Kulik e più recentemente riproposto da Vladimir Rubtsov), al suo se
gretario Arkhadi Tikhonov, all’astronomo Felix Zhigel padre dell’ufologia russa e ad altri personaggi minori. In parallelo si manifestava l’attività di studiosi che guardavano 
altresì ai misteri del passato, dal tema delle presenze extraterrestri (da Matest Agrest a
 Vyacheslav Zaitsev e da G. V. Shatsky a Vladimir Avinsky) a quello sull’enigma di Atlantide e dei
 continenti perduti (con il grande studioso Nikolai Jirov). Chi scrive ha avuto frequenti e positivi contatti con costoro specie sulle tematiche legate agli UFO e alle intelligenze extraterrestri fin dagli anni Sessanta. E nel 1967 è stato il primo ad apprendere da Mosca la notizia della avvenuta costituzione della prima commissione russa per lo studio degli UFO (diretta dal Generale Anatoli Stoliarov dell’Aeronautica Militare Sovietica). Poi nel 1974 la mia visita a Mosca al “gruppo di lavoro” capitanato da Alexandr Kazantsev e Felix Zhigel (con un Tikhonov, un Rotsius, un Fomin, un Bozhich, una Ivanova e altri), consolidò il rapporto, e non è un caso il fatto che nel 1994, collassato lo Stato Sovietico, sia stato proprio il sottoscritto con il CUN, grazie al valido Boris Shurinov, a divulgare in Occidente l’importante Dossier segreto del KGB sugli UFO in URSS (inviato prima che alla stampa italiana agli Enti di Stato e di Governo e di Intelligence della nostra Repubblica che allora ci hanno ringraziato formalmente e per iscritto).  Ma non è tutto. Perché dietro le quinte qualcosa si muove. Di recente, a Mosca, a livello istituzionale chi scrive ha avuto su invito, fra il 2015 e il 2016, dei colloqui riservati e importanti che per certi aspetti potrebbero apparire anche alquanto spiazzanti, visto che quasi tutte le risposte certi ambienti russi affermano di averle già, dai tempi della “glasnost” e della “perestroika” gorbacioviane in poi. E con esse anche dei contatti con esseri extraterrestri (ad alto livello e a carattere psichico, tramite sensitivi di provata validità inquadrati in una struttura operativa statale di ricerca analoga a quella super-segreta dei “remote viewers” americani, le “spie psichiche” della CIA cui nel 2016 NEWSWEEK ha dedicato un’ampia inchiesta giornalistica). Mi è stato confermato (Cfr. LUCI NEL CIELO: Italia e UFO, le prove che il Duce sapeva di Roberto Pinotti, Mondadori, Milano 2011) anche che simili contatti li avrebbero avuti pure i nazisti negli anni 30 fino alla Seconda Guerra Mondiale e nel dopoguerra anche gli americani, beninteso. Ma i nazisti sarebbero stati “bocciati” per il loro egoistico modus operandi e gli USA con la loro politica imperialistica e arrogante oggi sarebbero dunque al palo. Già dal 1954, attraverso una sensitiva di Washington, esponenti dell’Intelligence USA si sarebbero confrontati con entità extraterrestri che avrebbero preso le distanze dalla Guerra Fredda e dal non positivo orientamento dei militari in USA. La decisione USA di secretare tutto tenendo il mondo all’oscuro non piacerebbe affatto agli interlocutori alieni. Stati Uniti e URSS avrebbero comunque entrambi “copiato” in parte tecnologie e mezzi alieni, e ne disporrebbero per fini riservati e a livello militare. A differenza degli americani, i russi avrebbero però mantenuto dei canali ancora aperti, e il fatto che essi avrebbero infine compreso che le istruzioni che si possono ricevere dagli Extraterrestri devono essere a vantaggio di tutti e vanno condivise ai fini di un mondo migliore sarebbe all’origine di questo tuttora vigente rapporto con i loro interlocutori superni. Interlocutori che ieri come oggi sono a loro dire di varia natura, provenienza e morale. Ma quelli che interagirebbero con loro (a differenza di taluni manifestatisi ai tedeschi prima e agli  americani poi) sarebbero civiltà eticamente avanzate. A Mosca starebbe prendendo corpo l’idea di creare una auspicabile “triangolazione” Russia-Italia-Vaticano mediante sensitivi addestrati in base a criteri che loro ben conoscono e che consentono di trasformare un soggetto normale in una sorta di valido “ponte psichico” con “Loro”. Questo team dovrebbe lavorare in via riservata e sinergica, con il supporto russo (informazioni, corsi, istruttori) in quanto espressione di attività pregresse e consolidate a livello riservato nella Federazione Russa. I volontari scelti all’uopo per essere istruiti devono essere consapevoli del fatto che in buona misura i risultati sono garantiti, ma che pertanto ciò può cambiare la vita della persona coinvolta. Ci vuole dunque gente volontaria ma matura (né troppo giovani né troppo vecchi),  liberi da impegni lavorativi gravosi e magari anche affettivi, che potrebbero essere in conflitto con l’attività richiesta. All’Hotel Hilton di Mosca ho anche incontrato un ex-diplomatico di grande cultura e fascino ma di difficile definizione circa il suo ruolo attuale di “consulente” governativo, che più che dirmi cose lui (e lo ha fatto, anche in campo parapsicologico ed esoterico, ma non poi troppo) me ne ha chieste (su di me). Siamo in Russia e occorre dunque ricordare che tutto è anche un gioco di “matrioske”, l’una dentro l’altra, in modo che alla fine più credi di sapere e in realtà meno comprendi. Ma va bene così.

Roberto Pinotti

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4 Milioni di volte Grazie

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logo-pngVisto il clima politico scegliamo ironicamente questo titolo da campagna elettorale, ma tra il serio ed il faceto vogliamo ringraziare davvero tutti i lettori che ci seguono, con il nostro impegno di continuare a fare sempre meglio e con la promessa di attuare nuove iniziative.

In questi 8 anni di blog abbiamo attraversato diverse fasi, alti e bassi, abbiamo visto numerosi componenti passare, restare ed andar via, tra strette di mano e colpi di stiletto, abbiamo tenuto numerose iniziative, giornali, radio (ricordiamo che noi extrat..erroni siamo stati ospitati da Radio Padania!), iniziative scolastiche e non dimentichiamo le nostre due stagioni televisive in quel di Blustar TV, ormai chiusa, e negli ultimi due anni la nostra presenza ad Altamura, con le conferenze del quarto e quinto anno di “Federicus”.

Queste quattro milioni di visite contano più di un anniversario, e continueremo a divulgare come abbiamo sempre fatto, con apertura mentale e senza pregiudizi in nessun campo, perchè i riconoscimenti come in questi casi arrivano da soli.

Con affetto,

il presidente e fondatore Vincenzo Puletto, insieme a tutti i componenti ed amici Franco Pavone, Eugenio Palese, Antonello Vozza e Gianpaolo di Bisceglie.

 

Verso Alpha Centauri in 20 Anni

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Crux_and_Alpha_Cen_1Le distanze. Alpha Centauri è il sistema stellare più vicino alla Terra ma resta comunque a una distanza proibitiva per affrontare qualsiasi viaggio, almeno per l’uomo. Poco più di 4,3 anni luce che, in termini terrestri, significano qualcosa come 40mila miliardi (40.000.000.000.000) di chilometri. Anche la sonda più veloce ci impiegherebbe circa 30mila anni.

Gli scienziati e i ‘visionari’ della Breakthrough Initiaves hanno in mente invece tempi molto più umani. Secondo loro, è possibile imprimere un’accelerazione a una serie di piccoli moduli spaziali fino a sfiorare i 200 milioni di chilometri all’ora, il 20 per cento della velocità della luce. Una volta in orbita i mini-satelliti dovrebbero dispiegare un sottilissimo e ampio foglio, come un aquilone (spesso pochi atomi e largo qualche metro).

Il ‘vento’ che dovrebbe sospingerle invece questa volta sarà artificiale. Una serie di raggi laser prodotti da tante sorgenti molto potenti dovrà colpire il bersaglio generando, in un paio di minuti, 100 gigawatt, tanta energia quanta ne serve per far decollare uno Space Shuttle. Ma la mira dovrà essere molto precisa perché anche il minimo errore potrebbe compromettere il successo della missione. La sfida tecnologica per riuscire nell’impresa sta quasi tutta qui. E nel trovare le risorse per svilupparla e renderla realtà. I costi stimati dalla Breakthrough variano dai cinque ai dieci miliardi di dollari. Milner si è impegnato a finanziare la prima fase di ricerca con 100 milioni.

L’idea della vela non è nuova. Di recente la Planetary society ha testato una“lightsail” portata in orbita dalla SpaceX e la Nasa sta pensando a un modello simile utilizzando il vento solare per arrivare ai confini dell’eliopausa.

I tempi. Come termine di paragone possiamo prendere l’oggetto artificiale più lontano mai arrivato: la sonda Voyager 1, decollata nel 1977 ora oltre i confini del Sistema solare, ha percorso circa 18 ore luce in quasi 40 anni. Arrivare su Alpha Centauri (un sistema costituito da tre stelle, con Proxima Centauri, una nana rossa, che orbita attorno alle altre due) non sarà dunque questione di giorni e nemmeno di mesi. Anche a quella incredibile velocità le sonde impiegheranno circa 20 anni per giungere a destinazione. Una volta arrivate scatteranno foto e raccoglieranno dati preziosi anche (si spera) sul pianeta delle dimensioni della Terra che orbita attorno alla coppia centrale. Ma serviranno più di altri quattro anni per riceverli perché tanto ci metteranno, viaggiando alla velocità della luce, a fare il percorso inverso fino a noi. Anche se ancora, tra i dettagli forniti sulla missione, non è specificato con quale sistema (e con quale energia) questi minuscoli dispositivi potranno spedirci a terra il risultato delle loro osservazioni.

Perché tanti mini-satelliti? Il modello scelto è quello di inviare una ‘flotta’ costituita da un migliaio di piccole sonde, delle dimensioni di un chip, del peso di pochi grammi. Il progresso tecnologico rende già possibile concentrare in pochissimo spazio strumenti molto sofisticati. Le dimensioni e il peso ridotti saranno un vantaggio per l’energia da impiegare sia nel decollo che nella spinta definitiva.

Gli scienziati, inoltre, puntano sul vantaggio del numero. Il tragitto verso Alpha Centauri non promette di essere un viaggio facile. C’è il rischio (soprattutto con le energie in gioco a quelle velocità) che le polveri danneggino i dispositivi, per non parlare dell’impatto con piccoli asteroidi o frammenti. Spedirne diversi assicura molte più possibilità di successo rispetto all’invio di una singola sonda.

A dirigere il progetto sarà Pete Worden, ex direttore dell’Ames Research Center della Nasa e nello staff figurano nomi come il premio Nobel Saul Perlmutter e Ann Druyan, vedova di Carl Sagan e produttore della serie tv ”Cosmos”. Assieme a Hawking e lo stesso Milner, il terzo nome del board è quello del fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg, il cui interesse per una sfida fantascientifica affianca Facebook a Google nello sforzo di spingere oltre le nuove frontiere dello sviluppo tecnologico.

Spostare i confini del possibile è nella natura dell’uomo, così la pensa Stephen Hawking. “Quello che ci rende unici è trascendere i nostri limiti. La gravità ci spinge al suolo ma io sono appena arrivato in America volando”, ha detto l’astrofisico con la sua proverbiale acutezza. E ha lanciato la sfida con parole ricche di speranza: “Oggi ci impegniamo in questo prossimo grande salto nel cosmo, perché siamo umani e la nostra natura è volare”.

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USA: Eserciti di Omini Verdi e Ibridi

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Senate Armed Services Committee Holds Hearing Army Chief Of Staff Nomination Hearing For Army Gen. Mark MilleyUn generale che parla in pubblico di Alieni? Sembrerebbe proprio così: durante un discorso ufficiale, ripreso dalle tv, l’uomo al vertice dell’ U.S. Army  ha citato- tra i pericoli di cui l’esercito deve guardarsi- anche i contingenti ibridi e gli omini verdi, spesso sinonimo di Extraterrestri. Ma è proprio così? Molto probabilmente, in questo caso, le apparenze ingannano…

Lo scorso 21 aprile, Mark A. Milley, Capo di Stato Maggiore dell’esercito americano, ospite della Norwich University, un collegio militare del Vermont, ha preso la parola davanti ai giovani cadetti dei ROTC (ovvero Reserve Officers’ Training Corps) durante il simposio per il 100° anniversario della loro fondazione. Nel suo intervento, ha elencato tutte le criticità che un soldato deve oggi affrontare, in un panorama sempre più difficile da decifrare.

“Se il mondo nel 1916 era complesso, se lo era nel 1945, ora nel 2016 lo è assai di più e ve lo posso dire per esperienza personale”, ha detto il generale, per poi aggiungere:”Voi  avrete a che fare con terroristi, avrete a che fare con eserciti ibridi, avrete a che fare con omini verdi, avrete a che fare con tribù, dovrete affrontare tutte queste situazioni e le dovrete affrontare tutte in contemporanea”.  Il discorso ha destato la massima attenzione degli ufologi: il capo supremo dell’U.S Army, in questo modo, non avrebbe di fatto ammesso che esistono truppe ibride- ovvero,  incroci umani/alieni- e che gli Extraterrestri sono qui, pericolosamente tra noi?

Sui blog e sui siti che si occupano di questi argomenti, lo speech del Generale Milley è stato ripreso con grande enfasi. Eppure la realtà sembra essere molto diversa, come spiega Open Minds che ha fornito una interpretazione molto convincente di queste parole apparentemente strane del Capo di Stato Maggiore americano, ma che diventano normali e logiche, se si conosce il gergo militare. A partire dal termine “Hybrid armies”, con il quale si indicano truppe in parte non convenzionali. Ad esempio, i combattenti che non appartengono ad un vero e proprio Stato (come i terroristi dell’ISIS) o che ricorrono anche alla cyber guerra, con attacchi  ai sistemi di comunicazione e di informazione.

Tuttavia, anche la definizione “little green men”- che per gli appassionati di ufologia ha un solo significato, quello spesso ironico di “piccolo alieno”- in realtà in ambito militare viene usata per concetti ben diversi. Gli omini verdi sono i militari che non indossano divise, che si spostano sui mezzi privi di segni di riconoscimento e di cui non si può affermare con totale certezza l’appartenenza. Come i contingenti che stanno affiancando i ribelli ucraini: per gli Stati Uniti sono corpi speciali russi, ma Mosca nega di aver mai mandato lì proprie truppe.

Insomma, dice il sito americano, il Generale Milley non ha fatto altro che parlare da militare a dei militari, con il gergo da loro comunemente usato e perfettamente comprensibile. Non c’è stato nessun passo falso, nessuna ammissione  involontaria della presenza di entità aliene sulla Terra. Almeno per ora, dai vertici militari USA non è arrivata la “disclosure” che tanti ricercatori alternativi invocano e che alcuni di loro si aspettano in tempi brevi. Forse- se mai ci sarà- arriverà da parte dell’eterno nemico, anche adesso, a Guerra Fredda ufficialmente finita: la Russia.

La notizia è riportata dal sito ANSUI. In un’intervista ripresa da MEMRI TV (la televisione del Middle East Media Research Institute), trasmessa lo scorso ottobre dal canale russo all-news RT, l’ammiraglio in pensione Vladimir Nikolayevich Chernavin, – l’ultimo comandante della Marina Militare dell’URSS e poi a capo della flotta navale russa fino al 1992, nonché ex viceministro alla Difesa- ha candidamente parlato di UFO da lui stesso avvistati quando era in servizio e di molteplici avvistamenti  del genere custoditi negli archivi moscoviti.

“Ce ne sono stati centinaia di resoconti del genere. Quando comandavo un sottomarino, ho visto questo fenomeno nell’Oceano Atlantico e nel Mar dei Caraibi”, ha ammesso. E ha raccontato un episodio specifico: “Ho visto un oggetto volante sopra una postazione sovietica. Ha assunto forme diverse, ma per lo più sembrava un cappello tondeggiante”. “Come un CD?”, gli ha chiesto l’intervistatore.

“Brillava molto- ha replicato l’ammiraglio- la luce cambiava e il disco si spostava assai velocemente. Sorvolava un punto, poi scompariva e riappariva da un’altra parte. Poi poteva immergersi e sparire del tutto. Dopo un po’, sarebbe rispuntato fuori dall’acqua, ma con una forma differente.” Infine, la conclusione: “Dovremmo osservare questo tipo di fenomeni eccezionali, credevo allora e ancora credo che non possiamo ignorarli.”

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Commento alla Conferenza Federicus 2016 : Superstizione e scienza popolare, di Franco Pavone

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altamura 005Domenica 17 Aprile 2016 il nostro Centro è stato per la seconda volta ospite gradito dell’Archivio Biblioteca Museo Civico ( A.B.M.C. ) di Altamura e dell’Associazione Fortis Murgia , nell’ambito delle varie conferenze legate alle manifestazioni denominate Federicus 2016 giunte alla 5a edizione , connesse agli studi medievali su Federico II° di Svevia , dove abbiamo tenuto una serie di relazioni dal titolo “Superstizione e scienza popolare ” . Questo nuovo invito ci è pervenuto sempre dal Presidente della Fortis Murgia avvocato Gianni Moramarco e dalla Dott.essa Elena Silvana Saponaro Presidente dell’A.B.M.C. , funzionario del Ministero per le Attività Culturali e del Turismo , oltre che Direttrice dei Musei Archeologici di Altamura e di Ruvo di Puglia . Quest’anno Federicus 2016 completava un triennio di manifestazioni imperniate su fede laicità e superstizione , ed infatti l’evento 2016 era dedicato alle superstizioni . Inutile dire che anche quest’anno l’accoglienza e l’ospitalità ricevute sono state di grande cordialità , rispetto , serietà e organizzazione , ma di questo non avevamo il ben che minimo dubbio , e dà ancora una volta al nostro Centro ulteriori nuovi e interessanti sviluppi culturali tra i nostri studi misteriosofici , sociologici e filosofici con gli studi altamurani imperniati sulla storia medievale di Federicus , aldilà degli studi ufologici che sono solo per noi il punto di partenza per ricerche che si dipanano a 360° in tutto ciò che è da studiare . Per un leggero imprevisto problema di salute , il nostro Presidente Vincenzo Puletto  non è potuto intervenire alla conferenza , quindi le nostre relazioni con i relativi sottotitoli sono state tenute solo da Franco Pavone , Eugenio Palese e Antonello Vozza . Anche quest’anno il servizio fotografico è stato preparato da Gabriele Pavone . In attesa della conferenza , che è stata moderata dalla prof.essa Vita Palmiotta docente in lettere e Storia , e

dalla dott.essa Maria Bruno della redazione di Fortis Murgia news , la dott.essa Elena Saponaro ci ha guidato in un excursus nel centro storico di Altamura , facendoci visitare una mostra su disegni e ricostruzioni sempre dedicata alle superstizioni e consentendoci di ammirare ancora una volta il fascino secolare della cattedrale di Altamura , fatta costruire da Federico II° di Svevia . Dopo i saluti di rito con il Presidente della Fortis Murgia , avvocato Gianni Moramarco , e i dirigenti della stessa associazione , oltre ai saluti e gli auguri pervenuti dal Sindaco di Altamura  Dott. Giacinto Forte , la conferenza è iniziata con l’introduzione alla stessa della prof.essa Vita Palmiotta che ha messo in evidenza il fatto che i componenti del Centro Ufologico Taranto sono degli appassionati  che fanno appunto della loro passione materia di studio e ricerca in vari campi della scienza e della Storia . In precedenza la dott.essa Maria Bruno aveva presentato il programma generale della conferenza e di tutte le manifestazioni inerenti Federicus 2016 , come mostre , altre conferenze , tra cui quella su religioni e superstizioni , con un ospite d’eccezione come il famoso critico d’arte prof. Philippe Daverio , e le varie rappresentazioni in costume per le vie del centro storico e i claustri di Altamura . Facciamo ora un breve cenno sulle relazioni , che  poi pubblicheremo in toto sul nostro sito Internet . Ha iniziato Franco Pavone , ricordando l’assenza del Presidente Vincenzo Puletto , e dicendo che i relatori del CUT avrebbero parlato anche a suo nome . La relazione di Franco Pavone , intitolata ” Superstizione tra razionale e irrazionale ” , ha messo in evidenza uno studio umanistico , sociologico e filosofico sulle origini delle superstizioni collegato anche agli studi ufologici , e sul contrasto con il razionalismo scientifico e l’empirismo , chiedendosi cos’è effettivamente razionale e cosa è irrazionale in un’epoca molto empirica come la nostra , anche se da molte parti si va alla ricerca di una scienza più umana , e se siamo un pò tutti superstiziosi …… Eugenio Palese nella sua relazione intitolata ” Evoluzione delle superstizioni : tra scienza e inganno , tra mito e tradizione ” , ha rimarcato il fatto che anche oggi assistiamo , sia pure sotto forma di tradizioni folkloristiche , a manifestazioni popolari che si rifanno ad antiche credenze ( come ad esempio la festa di Halloween ) , inoltre , anche se in misura minore rispetto al passato , c’è chi ancora mette addirittura in dubbio la validità delle leggi della scienza e della natura rimanendo ancorati ad antiche superstizioni …… Antonello Vozza nella sua relazione intitolata ” Paure primordiali ” , ha evidenziato le connessioni tra religione e superstizione , rimarcando il fatto che è nato prima l’uomo della religione . La religione nasce come organismo di controllo del sapere . Le prime caste sacerdotali , si pensi alla più famosa casta egizia , erano notoriamente il centro della conoscenza e del sapere . I templi erano la capitale di arti e scienze , come astronomia , matematica , geometria , medicina …… Questi sono solo accenni sulle relazioni che poi pubblicheremo come detto sul nostro sito Internet. Dopo aver ascoltato le nostre dissertazioni , la prof.essa Palmiotta e la dott.essa Bruno hanno ringraziato i relatori del CUT , apprezzando le argomentazioni degli stessi , anche per la non semplice ricerca sull’argomento della superstizione collegata ai nostri studi ufologici . La dott.essa Bruno di Fortis Murgia ha auspicato di rivedere il CUT ad Altamura anche nel 2017 , e noi saremo ben lieti di aderire se riceveremo l’invito . Se va tutto come previsto le nostre relazioni federiciane del 2015 e del 2016 verranno inserite nel bimestrale volume
” Altamura ” 2015 – 2016 dall’ Archivio Biblioteca Museo Civico della città , di cui è presidente la dott.essa Saponaro . Il plauso ricevuto anche quest’anno dagli organizzatori è per noi un grande motivo di soddisfazione , perchè vuol dire che i nostri interventi hanno interessato anche il pubblico presente . Interagire con il periodo medievale di Federico II° ad Altamura è stato per noi in questi due anni un motivo di crescita culturale , visto il diverso contesto , e anche per gli organizzatori di Federicus 2016 ha rappresentato nuove conoscenze alternative verso i nostri studi di frontiera . La cultura secondo noi non dovrebbe avere confini ideologici , politici , religiosi o etnici , ma dovrebbe essere solo ricerca del sapere e dell’ignoto , come promulgava del resto Federico II° di Svevia , e noi siamo perfettamente d’accordo . Al termine della conferenza il prof. Luigi Mininni direttore responsabile di Fortis Murgia e addetto stampa , ha consegnato alla prof.essa Vita Palmiotta e ai relatori del Centro Ufologico Taranto delle targhe ricordo con l’effige di Federico II° di Svevia e di figure inerenti le superstizioni , rimarcando il fatto che il CUT ha sorpreso anche quest’anno gli organizzatori e il pubblico presente con le loro relazioni attinenti il tema non facile della superstizione , collegato con gli studi ufologici del Centro , tra cui la dott.essa in lettere moderne Annamaria Dezio , che ha trovato le nostre relazioni interessanti e coinvolgenti , ponendoci varie domande sulla nostra attività di ricercatori . Per concludere , anche quest’anno la festa medievale Federicus ha ottenuto un enorme successo , tra rappresentazioni , cortei , mostre e conferenze , tra cui la nostra . Le persone quantificate ad Altamura nel periodo degli eventi pare abbiano superato la soglia delle 300.000 presenze , ed è la ennesima dimostrazione che tale manifestazione è ormai conosciuta a livello internazionale . Siamo quindi onorati di aver dato il nostro piccolo contributo a questo evento . Del resto proprio in questi giorni Altamura è agli onori della cronaca anche per la ricostruzione del volto dell’Homo Arcaicus ritrovato anni fa nella grotta di Lamalunga , che ha destato l’interesse di studiosi stranieri e della National Geographic Society . Per noi del CUT quindi aver fatto parte dei contesti culturali di questa città è un ulteriore motivo di crescita , grazie soprattutto agli amichevoli rapporti di stima con la dott.essa Elena Silvana Saponaro e agli amici della Fortis Murgia , perchè come pensiamo sempre , la cultura non ha confini .

Kepler: Altri 9 Pianeti come la Terra

Kepler ci ha regalato con le sue scoperte nuovi pianeti vicini di casa, 1284 per la precisione di cui almeno 9 potrebbero essere simili alla Terra. Non stiamo parlando ovviamente del famoso astronomo che nei primi due decenni del 1600 trovò le leggi a cui i pianeti che girano attorno al Sole, compresa la Terra, devono, obbedire ma della sonda NASA specializzata nella caccia a pianeti che girano invece attorno a stelle a noi vicine.

Di esopianeti già ce ne aveva regalati 2.000 negli anni scorsi ma ora, in una conferenza stampa giustamente annunciata e tenuta con toni di soddisfazione e orgoglio, gli scienziati americani ci dicono che il numero complessivo di pianeti che Kepler ha scovato è complessivamente di 3284. Quanto ai pianeti simili alla Terra, e forse abitabili, il loro numero passa con un balzo, da 12 a 21. Un bel giorno quindi per l’astrofisica, ma in fondo per tutti noi: quello di trovare un nostro gemello è infatti un sogno che coviamo fin dall’antica Grecia, che passa attraverso molti filosofi come lo sfortunato Giordano Bruno e persino poeti, come il nostro ottimo Giacomo Leopardi, che era un innamorato del cielo tanto da scrivere, come prima opera adolescenziale, proprio una storia dell’astronomia, per la verità bruttina.

Se tutto questo è giusto occorre però fare alcune precisazioni. Prima di tutto Kepler non vede i pianeti che scopre, ma ne intuisce la presenza in vari modi. Il più utilizzato è quello di osservare delle variazioni veramente minimali della luce attorno alla stella che il satellite sta osservando, se il pianeta è infatti fra noi e questa stella, come cha fatto Mercurio solo 2 giorni fa, quando gli passa davanti la sua luce viene leggermente alterata. Parliamo di meno del 1% e se vogliamo fare un raffronto terrestre pensiamo a un lampione, magari su un lungomare la sera, in cui intravediamo un piccolo oscillare della luce dovuto, per esempio. a una farfalla notturna che gli gira intorno e che non vediamo, ma di cui possiamo intuire la presenza dopo aver eliminato ogni altra ipotesi ragionevole. Il pianeta non lo vediamo, ma con misure molto molto curate possiamo escludere tutte le altre cause e capirne anche alcune caratteristiche fondamentali, come per esempio se sia un pianeta roccioso come Terra, Marte Venere e Mercurio oppure gassoso come Giove Saturno e Urano. Possiamo poi capire quanto grande è, anche se con notevole indeterminazione e, come in questo caso, arrivare alla conclusione che si tratta con estrema probabilità di pianeti rocciosi e con una massa da 1 a 2 volte la massa della Terra.

Anche qui attenzione, perché con una massa circa due volte la Terra una persona di 50 kg andrebbe a pesarne almeno il doppio sui 100, quindi abitabili sì ma fino a un certo punto almeno da noi. Qui entriamo nel discorso “vita”: il fatto che vengano dichiarati abitabili dipende dalla loro distanza dalla stella madre, il pianeta deve essere nelle condizioni Goldilocks, ci si rifà a “Riccioli d’oro” una famosa favola che si racconta anche in Italia piccoli, il pianeta non deve essere così vicino alla stella da rimanere infuocato, ricordiamo il caso di Mercurio, il più vicino al Sole, che arriva a temperature di centinaia di gradi. Non deve d’altronde stare così lontano da essere un mondo sostanzialmente ghiacciato, ricordiamo che Plutone va a 200 gradi sotto zero e oltre. Questo è il minimo ovviamente, anche Marte è in queste condizioni, ma che ci sia vita proprio non pare, forse c’è stata, vedremo.

Un’ultima questione che va affrontata e che aumenta in modo enorme la nostra possibilità di trovare, prima o dopo un gemello della nostra Terra, è che il validissimo satellite Keplero in realtà sta in effetti guardando intorno a casa nostra, le sue capacità di misura si fermano a stelle molto vicino a noi. E qui arriviamo noi europei, con il satellite Plato in costruzione e il cui disegno ottico, i 32 piccoli telescopi che lo compongono, sono una geniale idea italiana. Lui potrà vedere di più e più lontano.

Stiamo per ora scandagliando poche migliaia di stelle nei pressi del nostro Sole, ma giusto per dare un numero che fa girare la testa, la nostra Galassia ha almeno 200 miliardi di stelle ed è solo una fra i 100 miliardi di galassie che contiamo in cielo oggi con i telescopi automatici. Possiamo quindi in buona fede e con altissima probabilità dire che un gemello della Terra, o anche tanti, ci sono da qualche parte e prima o poi li troveremo. Forse non riusciremo mai a metterci in contatto con gli ET da qualche parte nel cosmo, comunque siano fatti, perché le distanze cosmiche superano il tempo di vita di una civiltà di molto.

Parliamo di milioni o miliardi di anni e basta pensare che noi, come Homo sapiens, siamo sulla Terra da 40 a 50.000 anni e probabilmente stiamo facendo il possibile per scomparire al più presto. Speriamo che i nostri vicini si comportino meglio di noi e che se un giorno dovessero arrivare non siano, come sostiene Stephen Hawking, magari cattivi e ci usino come alimento. Ma queste sono idee bizzarre di un astrofisico molto bizzarro, anche se geniale.

<a href=”http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2016-05-11/la-sonda-nasa-keplero-trova-1286-nuovi-pianeti-150544.shtml?uuid=ADAV1jF&refresh_ce=1″>Fonte || Link</a>

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