CENTRO UFOLOGICO TARANTO MAGAZINE

PORTALE DI DIVULGAZIONE E INFORMAZIONE UFOLOGICA, MISTERI SPAZIALI, STORICI E PALEONTOLOGICI

Ex NASA: “Ho Visto Uomini Camminare Su Marte” – Back in ’79

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I forum frequentati dai teorici della cospirazione questa settimana sono andati letteralmente in fiamme, dopo che una donna, la quale dice di essere un’ex dipendente della Nasa, ha sostenuto di avere le prove di una missione umana su Marte spedita nel 1979.

Jackie, il nome con il quale si è presentata, ha rivelato la sconcertante notizia nel corso di un’intervista alla radio americana Coast to Coast AM.

La donna ha raccontato che nel 1979 lavorava nel team incaricato di analizzare i dati telemetrici inviati a Terra dalla sonda Viking, la prima navicella automatica terrestre atterrata su Marte.

È stato durante l’analisi delle immagini che Jackie vide qualcosa di inaspettato: “Ho visto due uomini in tuta spaziale, non quelle ingombranti solitamente usate per le missioni spaziale, ma più simili ad una tuta di protezione”. Come riporta il Daily Mail, secondo Jackie, altri sei impiegati avrebbero visto i due uomini camminare sulla superficie di Marte.

La Nasa non ha confermato la storia, ma questo non ha fermato i teorici della cospirazione nel rivendicare la testimonianza come una prova dell’esistenza di un programma segreto spaziale.

“Ci sono alcuni problemi con la testimonianza di Jackie”, ha detto Nigel Watson, esperto di UFO. “In primo luogo, il Viking non inviava immagini televisive in diretta. E poi l’utilizzo dei termini tecnologici sembra confuso. Inoltre, rimandendo anonima, è praticamente impossibile sapere se davvero ha lavorato per la Nasa”.

La storia, tuttavia, colpisce non poco i teorici della cospirazione, i quali credono che la Nasa e le altre agenzia spaziali terrestre stiano portando avanti un programma segreto per l’esplorazione di Marte per la costruzione di colonie.

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Federicus II: le relazioni del CUT!

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Pubblichiamo le relazioni che abbiamo portato alla conferenza “Federicus: Misteri tra Cielo e Terra”, che abbiamo tenuto giorno 26 Aprile scorso. Noterete che la manca la relazione del presidente Vincenzo Puletto, semplicemente perchè ha parlato a braccio senza avere una relazione da cui attingere.

Basta cliccare sui nostri faccioni per scaricare le rispettive relazioni. Buona lettura!

Relazione di Franco Pavone

Franco

Relazione di Eugenio Palese

Eugenio

Relazione di Antonello Vozza

Antonello

I tanti australopitechi diversi del tempo di Lucy

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Il ramo evolutivo della famiglia dell’uomo ha un nuovo membro, è una specie vissuta nello stesso periodo e negli stessi luoghi di Lucy – la femmina di Australopithecus afarensis, scoperta nel 1974 dal paleontologo Donald Johanson nella regione etiopica dell’Afar, i cui resti dimostravano che camminava in posizione eretta. Per questo la nuova specie è stata battezzata Australopithecus deyiremeda: nella lingua degli abitanti della regione “deyiremeda” significa “parente stretto”. I resti di A. deyiremeda sono stati trovati nel sito di Woranso-Mille, ad appena 35 chilometri dal luogo in cui erano stati scoperti i fossili di Lucy, e la loro datazione riporta a un arco di tempo, tra 3,3 e 3,5 milioni di anni fa, sovrapponibile a quello di A. afarensis.

Si è a lungo pensato che i fossili di ominidi del Pliocene medio (3,6-2,6 milioni di anni fa circa) trovati negli anni settanta e ottanta in Etiopia e Tanzania appartenessero tutti alla specie A. afarensis. Poi, però, le scoperta nel 1996 di una mandibola parziale risalente a 3,6 milioni di anni fa, in Ciad, e, nel 2001 in Kenya di alcuni crani risalenti a 3,5- 3,3 milioni di anni fa, hanno riaperto il dibattito, portando alla definizione di due nuove specie: A. bahrelghazali e Kenyanthropus platyops.

I fossili di A. deyiremeda – una mascella superiore e due mandibole – mostrano alcuni tratti evoluti simili a quelli di K. platyops, ma la forma generale è più primitiva, soprattutto nella parte anteriore, ricorda quella di A. afarensis, escludendo con certezza che i resti trovati a Woranso-Mille appartenessero a un Kenyanthropus. A. deyiremeda appare anche differente da A. bahrelghazali, anche se la povertà delle testimonianze fossili di quest’ultimo non permettono di pronunciarsi con altrettanta sicurezza.

In ogni caso, dice Yohannes Haile-Selassie, curatore di antropologia al Cleveland Museum of Natural History e primo firmatario dell’articolo pubblicato su “Nature” in cui è descritta la scoperta, “la nuova specie è l’ennesima conferma che la specie di Lucy, Australopithecus afarensis, non era l’unica ad aggirarsi nella regione di Afar durante il Pliocene medio”.

Questo però solleva un nuovo interrogativo: come hanno fatto a convivere nella stessa zona due specie come A. afarensis e A. deyiremeda per un periodo così lungo e per di più caratterizzato da un ecosistema stabile? Probabilmente, osservano i ricercatori, grazie allo sfruttamento di nicchie ecologiche differenti e a preferenze alimentari e strategie di foraggiamento diverse.

La risposta potrà venire da esami ancora più accurati dei reperti. Le mascelle di A. deyiremeda, A. afarensis e K. platyops rimandano a differenze nella posizione dei muscoli masticatori e nelle dimensioni delle corone dei denti. Queste a loro volta offrono l’opportunità di studiare il comportamento alimentare e la dieta delle tre specie attraverso studi di biomeccanica, valutando l’usura dentale e misurando gli isotopi stabili presenti nei fossili.

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Gli Emirati Arabi in Viaggio Verso Marte

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imageIl 6 maggio gli Emirati Arabi Uniti hanno illustrato al mondo la loro missione su Marte.
La sonda che sarà lanciata nel 2020 è stata battezzata “Al-Amal” (Speranza) e studierà l’atmosfera del pianeta rosso. La presentazione della missione è avvenuta a Dubai davanti ad una delegazione di governo dello stato arabo, guidata dal vice presidente ed Emiro di Dubai sceicco Mohammed bin Rashid, da parte del team che sta lavorando al suo sviluppo.

Si tratterà di un notevole balzo in avanti per l’esplorazione spaziale degli Emirati Arabi Uniti, che per adesso conta solo due piccoli satelliti terrestri.

Secondo lo sceicco “Questa sonda rappresenta la speranza per milioni di giovani arabi che cercano un futuro migliore. Non c’è futuro, non c’è conquista, non c’è vita senza speranza“. Sempre nelle intenzioni degli arabi la missione marziana dovrà essere un contributo alla conoscenza umana e “diventare una pietra miliare per la civiltà araba, un vero investimento per le generazioni future”

Gli obiettivi della missione saranno mappare il clima del pianeta rosso e studiarne l’atmosfera dalla sua orbita.

Gli strumenti scientifici a bordo della sonda saranno tre:

– EXI (Emirates eXploration Imager), una fotocamera digitale per riprendere immagini a colori ad alta risoluzione)
– EMUS (Emirates Mars Ultraviolet Spectrometer), uno spettrometro agli ultravioletti per studiare l’alta atmosfera e tracciare le “fughe” di ossigeno ed idrogeno fin nello spazio esterno
– EMIRS (Emirates Mars Infrared Spectrometer), uno spettrometro ad infrarossi che misurerà le variazioni di temperatura, ghiaccio, vapore acqueo e polvere nell’atmosfera

Nel team della missione ci sono diverse donne ai livelli apicali come Nour Al Teneiji che gestisce tutti gli aspetti finanziari della missione o Sarah Amiri la Project Manager.

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29 Maggio 2015: Presentazione del libro « Mysterious » di Irma Saracino

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Il CUT è felice di condividere con voi un evento della nostra città, la presentazione di un romanzo dedicato al mistero, scritto dalla Professoressa Irma Saracino dal titolo Mysterious. Tra le pagine del libro troverete anche una dedica al nostro gruppo per aver dato qualche idea all’autrice! L’evento di presentazione si terrà al Mondadori Bookstore di via De Cesare, 35, a Taranto, alle ore 20. Il libro è disponibile sia in versione retail che in formato digitale sui circuiti addetti come Amazon et similia.

Di seguito la copertina e la sinossi:

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Mistero, amore, potere, bene e male caratterizzano i tessuti narrativi dei racconti presenti in questo libro, in cui ogni singolo personaggio affronta, nelle trame, situazioni, intrecci spesso al di sopra della sua razionalità. E si procede oltre il “limite”, oltre la vita alla ricerca di verità ancora da scoprire o da temere. La realtà, punto di partenza, travalica i confini della certezza e sfocia nell’ imponderabile, nel metafisico. Talvolta lo scontro è violento, si ha l’impatto con il male che si personifica ed assume sembianze umane o, ancora, il soprannaturale interviene nel nome di una giustizia che non ha niente di terreno. I racconti assumono, spesso, i toni e le caratteristiche dei thriller e sono unità a sé stanti, ben definite e compiute che si intrecciano in percorsi mozzafiato e dai ritmi serrati, ma il vero protagonista è il Mistero. “Il Mistero permea il nostro percorso su questa terra, fedele compagno ci è vicino lungo vie solitarie e alle volte dolorose. Basta sentirlo, seguirlo, senza chiedersi nulla e capire che anche la realtà non è poi così reale, ma può essere sogno. E la vita, come la morte, forse, sono solo un’illusione.” (Irma Saracino)

Maurizio Baiata: Intervista a Jaime Maussan

Nota CUT: Vi riportiamo integralmente l’articolo/intervista eseguita e trascritta dal noto giornalista ed ufologo Italiano Maurizio Baiata all’altrettanto noto ufologo Jaime Maussan, sotto accusa per le recenti “Roswell Slides”. Riportiamo integralmente dal blog di Maurizio Baiata [ http://mauriziobaiata.net ]

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lalieno-di-roswell-di-jaime-maussan-il-de-pro-L-rYUqOALa questione delle “Roswell Slides” (erroneamente definite tali sin dall’inizio) è giunta ad una svolta velocemente. In meno di due settimane dall’evento del 5 Maggio a Mexico City, le tanto attese diapositive si sono dimostrate un terribile boomerang per il giornalista messicano Jaime Maussan e per quanti lo hanno supportato e accompagnato fin sul palco del mastodontico Auditorium Nacional, dove una platea di circa 7 mila spettatori ha assistito a una conferenza Mirrormultimediale di cinque ore e un numero imprecisato di persone l’ha seguita in diretta streaming, al costo di una ventina di dollari americani. Un giornale messicano ha parlato di due milioni di contatti internet (collegarsi costava circa 16 euro) mentre Maussan a chi scrive ha parlato di alcune migliaia, come confermato da una testata seria come il Mirror britannico. Una discrepanza enorme, assurda e inconcepibile per organi di comunicazione che si rispettino. E per tutta questa storia.

L’intervista che segue è stata realizzata in Inglese via collegamento Skype, in due giorni diversi occasioni e non è stata preparata né audioregistrata. Il primo colloquio solo in audio, il secondo anche in video.

Martedì 12 Maggio 2015

Baiata: Jaime, grazie, non mi aspettavo una risposta così repentina alla mia chiamata di stamattina. Ok, a te la scelta. Da dove partiamo?

Maussan: Dal fatto che ciò che sta accadendo è ingiusto. Tutti si basano sulla scritta che appare sulla targhetta della teca, considerandola la prova definitiva del falso, ma vorrei arrivarci fra un momento. Mi sconcerta che nessuno abbia mostrato e stia mostrando alcun interesse per i risultati delle ricerche forensi che hanno individuato in quel cadavere una serie di anomalie rilevanti che lo differenziano da un corpo umano. Come le spiegano? Come spiegano la presenza di sole sei costole? Cosa hanno di umano? Gli anatomo-patologi messicani – le loro perizie scritte saranno pubblicate a breve – hanno tutti concordato che la lunghezza delle ossa, la difformità del femore distale (prossimo al ginocchio), l’assenza dell’articolazione del polso e delle clavicole, le minimali caratteristiche facciali con denti inesistenti e naso appena percettibile, costituiscono un complesso morfologico completamente improprio per un mammifero e fanno escludere che si tratta di un essere umano.

Baiata: Quindi, che peso dovremmo dare a questi dati anomali?scritta decifrata

Maussan: Che dovrebbero essere presi in considerazione. Invece, a causa della scritta decifrata mediante il sistema di digitalizzazione usato da Frank Warren (e diversi altri, Ndr), sono emerse le parole “Corpo Mummificato di un Bambino di Due Anni”, mentre alle analisi dei nostri esperti nessun termine risultava leggibile. Sono quindi del parere che i dati, per come sono stati analizzati, proposti e interpretati, siano stati condizionati dal presupposto che l’immagine mostrasse un essere umano. Da qui si sono scatenati contro di me i molti che non fanno indagini sul campo e vivono su Internet. Noi dimostreremo che le lettere non sono leggibili. Le stiamo testando di nuovo.

Baiata: Perché non avete interpellato David Rudiak, al quale si deve l’elaborazione del famoso “Ramey Memo” che portò alla decifrazione parziale, ma molto significativa, del telex, il foglio di carta che ha in mano il Generale Ramey nella foto scattata durante la conferenza stampa del “pallone sonda” a Fort Worth, a seguito dell’incidente di Roswell del Luglio 1947? Lì anche c’era solo una fotografia, ma ne è venuta fuori una “quasi pistola fumante”…

Maussan: Glielo abbiamo chiesto! Rudiak ci ha lavorato su e persino lui non è stato in grado di tirare fuori niente da quella targhetta. Lo stesso vale per i foto analisti del Pentagono: non sono riusciti ad evidenziare e decifrare niente.

(NOTA dell’Autore: sarebbe stato giusto chiedere qui come mai la scritta sulla targhetta, nella seconda diapositiva virata in blu, appaia coperta, sbianchettata).

Baiata: Alle accuse dovresti rispondere tu, con una dichiarazione ufficiale, questo si attende la maggioranza delle persone. Considera che in Italia, come negli Stati Uniti, è opinione prevalente che sia tutto falso.

Maussan: Tom Carey e Donald Schmitt stanno preparando il testo della dichiarazione ufficiale, che sarà firmata da noi congiuntamente…

(Nota: Poche ore dopo questa intervista, Tom Carey rilasciava un comunicato a titolo personale e dai toni pacati in cui ribadiva che pur non potendo dimostrare che quello ritratto nelle diapositive sia il corpo di un alieno, altresì non si diceva convinto che fosse umano. Don Schmitt, dal canto suo, il 14 Maggio ha preso le distanze da tutta la faccenda, chiedendo accoratamente scusa ai suoi estimatori perché per tre anni, trascinato dallo zelo, non ha visto l’altra faccia della medaglia: che poteva trattarsi di una mummia umana).

(… Maussan): Va ricordato che abbiamo tutto in Spagnolo. Stiamo traducendo in Inglese i documenti dei patologi dell’Istituto Nacional de Medicina Legal y Ciencias Forenses e poi li presenteremo sottotitolati. Prima di emettere una sentenza, di dare tutto per scontato sulla base della targhetta, bisognerebbe vedere e valutare tutto quello che abbiamo prodotto in questi anni di ricerche. Poi giudicare.

Baiata: Se Adam Dew è il proprietario delle diapositive e ha cercato di proporle a John Rao di Open Minds, come mai quest’ultimo ha rinunciato? E, cosa rispondi a chi dà ormai per assodato che quella è una piccola mummia umana esposta in un museo?

Maussan: Confermo, il proprietario è Adam Dew. Rao non ha acquistato le diapositive perché dubita che si tratti di qualcosa di alieno. La questione della “Mummia” per me è un’ipotesi circostanziale (indiretta, basata su elementi collegabili a un determinato evento, ma non decisiva, Nd.R.) e altrettanto valida e circostanziale potrebbe essere l’ipotesi che i corpi, che erano custoditi in un hangar, siano stati messi in scatole di legno e quindi trasportati altrove, per essere analizzati in ambiente militare, dove sarebbero state scattate le foto. Anche la targhetta costituisce un elemento circostanziale e in un’aula di tribunale non verrebbe accettata come prova. Quello che conta non è quella scritta, è il corpo. E ancora più importante è la ricostruzione forense, assolutamente neutrale, che è stata realizzata e che ha dimostrato che il cadavere ha una lunghezza di circa 120 centimetri. Ora, qualcuno può spiegarmi come possa la mummia di un bambino di due anni essere lunga 120 cm, se nella media un bimbo di due anni non supera gli 87 centimetri di altezza? Non è un bambino.

Baiata: Avrei molte altre domande, ma preferisco lasciarti alle decine di chiamate telefoniche che ti stanno arrivando. Jaime, attendo che tu mi faccia pervenire copie alla massima risoluzione delle diapositive originali.

Maussan: Promesso.

Giovedì 14 Maggio

Impegni personali mi hanno indotto ad attendere altri due giorni, poi Maussan mi ha chiamato nuovamente via skype, stavolta in video.

Maussan: Maurizio, vorrei aggiornare le mie dichiarazioni alla luce di nuovi sviluppi, precisando alcune cose importanti.

Baiata: Ok, Jaime, non posso registrare ora. Ma sono pronto.

Maussan: Ok. Tutta la storia della “Mummia” per me fa parte di una campagna di disinformazione tesa al discredito ai miei danni e di altre persone. Una campagna che ha convinto la gente che si tratta di una mummia. L’hanno descritta così sulla base della dicitura sulla targhetta, hanno stabilito che era stata esposta in un museo per lungo tempo, eppure non ne hanno trovato alcuna immagine. Hanno detto che la mummia è stata seppellita molti anni fa. Certo, questo è possibile, in tutto il mondo esistono musei etnologici e archeologici che espongono mummie.

Baiata: Quindi?

Maussan: Ripeto: mostratemi le foto di questa mummia. Credo però che il problema vada ricercato alla fonte dalla quale la notizia della mummia è scaturita, ovvero Anthony Bragalia. Chi è Anthony Bragalia? Prova a porre la domanda a chiunque e nessuno saprà risponderti. Esiste davvero questo signor Anthony Bragalia? Potrebbe trattarsi di un nome fittizio, dietro cui si cela un personaggio infiltrato nell’ambiente ufologico. Chi lo conosce? Anche se non fosse tale, cosa lo muove? Dichiara di essere un esperto in mummie, di averne studiate circa 400 e allora come mai è stato lui il primo ad aver rilasciato informazioni sulle diapositive? Non si era reso conto che si trattava di una mummia?

Baiata:Descritto come un esperto ufologo, avevo visto Bragalia molto attivo e informato quindi, essendo italoamericano, sai come è fra “paesani”, avevo pensato di stabilire un contatto con lui, ma al suo defilarsi avevo rinunciato, ora certamente lo cercherò di nuovo.

Maussan: Fu lui a contattare anni fa Don Schmitt e Tom Carey, che appartenevano al “Roswell Dream Team” e gli passò dei documenti classificati e informazioni di fonte militare, che usarono per il loro libro “Witness to Roswell” e lo ringraziarono pubblicamente. Da qui il suo nome prese a circolare nella comunità ufologica e infatti anche Bragalia è entrato nel Dream Team. Ma Schmitt e Carey non lo conoscono di persona.

Baiata: Strana questa assenza di notizie su Bragalia.

(in merito a Bragalia, vedi nota 1-2-3 con le dichiarazioni di Richard Dolan, Stephen Bassett e Peter Robbins. Ndr).

Maussan: Esatto. Non circolano sue foto. Nessuno ha mai visto la sua faccia, in campo ufologico. Carey e Schmitt l’hanno invitato a Roswell, ma ha declinato, adducendo ragioni di salute, o che non poteva prendere l’aereo. Con lui, solo comunicazioni solo telefoniche. Non si sa dove abiti. È stato invitato per l’evento di Mexico City, ha rifiutato. C’è di più. Eppure, guarda caso, a proposito della “Mummia”, pochi giorni fa il giornalista televisivo spagnolo José Antonio Caravaca, anche lui ufologo, ha ricevuto una telefonata da Bragalia, che gli ha detto di aver individuato il museo in cui il corpo era stato custodito.

José Antonio Caravaca con la ricostruzione presentata in TV in Spagna durante il programma Cuarto Millenio.
José Antonio Caravaca con la ricostruzione presentata in TV in Spagna durante il programma Cuarto Millenio.
Baiata: Jaime, dagli USA all’Europa, il coro di critiche si arricchisce ogni giorno di voci sempre più dure nei tuoi confronti, come quella del nostro amico inglese Philip Mantle.

Maussan: A questo punto devo dire cosa penso di Mantle. Puoi citarlo tranquillamente. Penso che stia facendo tutto questo solo per redimersi dalla pessima figura fatta con il Santilli Footage. Per riacquistare credibilità. Ma preferisco tornare al punto principale, la “Mummia”. Dove sarebbe finita? Dicono che è stata sepolta. Ok, ma le prove, allora? Nessuna. Invece, noi abbiamo prodotto un testimone oculare, Eleazar Benavides, ex militare che vide gli esseri nell’hangar di Roswell e per lui la somiglianza fra quello che vide e il corpo nelle diapositive è totale.

L’antropologo Miguel Botella, dell’Università di Grenada, non ha dubbi: è la mummia di un bambino.
L’antropologo Miguel Botella, dell’Università di Grenada, non ha dubbi: è la mummia di un bambino.
Baiata: E questa testimonianza ti ha portato a dire “Diapositive di Roswell”, non ti sembra di aver sbagliato?

Maussan: Non sono stato io a chiamarle in questo modo, ma altri. Voglio arrivare a una precisazione importante. Mi riferisco a quello che ti ho detto due giorni fa, che non eravamo stati in grado di decifrare niente dalla targhetta. Ebbene ora siamo riusciti a decifrare alcuni termini e coincidono con quelli riscontrati da altri. Abbiamo decifrato i seguenti termini: “… BODY TWO YEAR OLD BOY”. Ma non siamo riusciti a decifrare il “MUMMIFIED”, che ancora non risulta leggibile. Quindi abbiamo “… CORPO DI UN BAMBINO DI DUE ANNI”. Ora, non è possibile che sia il corpo mummificato di un bambino di due anni, come hanno ribadito anche oggi gli anatomo-patologi dell’Istituto di Medicina Legale e Scienze Forensi. È impossibile perché l’altezza massima di un piccolo di due anni è 87 centimetri e inoltre, se si fosse trattato di un bambino Anasazi, sarebbe stato di altezza ancora minore. Un’ultima cosa. Sembra che in quel museo arrivarono due corpi. Di uno sappiamo. Dell’altro invece si sa che non venne preso in carico, perché le sue fattezze erano troppo impressionanti per i visitatori.

Baiata: Grazie, Jaime.

Maussan: Grazie a te, Maurizio.

Note

1. Il 23 Aprile 2015, Bragalia dichiarava in merito alla presentazione di Mexico City, sul blog UFO Conjectures (http://ufocon.blogspot.it/2015/04/jose-antonio-caravaca-and-jaime-maussan.html): “Ovviamente, sono stato invitato, ma non ci andrò perché non mi presto ad ‘apparizioni’ di alcun tipo, a meno che non riguardino la mia vita professionale”.

(In precedenza, Bragalia aveva detto, sempre su UFO Conjectures: “Ci sono veramente molte differenze tra una mummia umana e l’umanoide ritratto nelle slides, forse persino una trentina che antropologi e periti forensi hanno notato. Tutte queste differenze verranno dettagliate nel corso della presentazione”.)

2. Fra i ricercatori da me interpellati, Richard Dolan, che era presente sul palco a Mexico City, ha subito attacchi feroci per il suo coinvolgimento e ha preso anche lui le distanze.

Baiata: Richard, conosci Anthony Bragalia, lo hai mai incontrato?

Dolan: Con Tony Bragalia ho avuto diverse lunghe conversazioni telefoniche prima che decidessi di andare a Città del Messico. Devo dire che l’ho trovato aperto e coinvolgente. Molto sincero e cortese. Non credo che nessuno nel nostro settore lo abbia incontrato di persona. La sua professione, è un dirigente di una società che si occupa di ricerca di personale qualificato per inserimento lavorativo (un cacciatore di teste), gli impone di mantenere separata la sua immagine dalla ricerca sugli UFO.

Baiata: Chi è stato contattato per primo e chi ha tirato fuori la notizia dell’esistenza delle diapositive?

Dolan: Don Schmitt mi disse che non era stato Tony ad entrare in possesso delle diapositive, ma per primi sono stati contattati loro due (da Adam Dew, NdR) e prima che Tony ne venisse a conoscenza. A meno che io non stia facendo confusione. Don e Tom hanno ricostruito tutta la storia e me l’hanno riferita quando eravamo in Messico. Se ricordo correttamente, una donna che si occupava di pulizie e di rimozione dei rifiuti da abitazioni private, acquisì le diapositive nel 1998. Osservandole, si accorse che valeva la pena conservarle. Un paio di anni dopo, notò che la scatola contenente le diapositive stava rompendosi e fu allora che si accorse delle due fotografie che ritraevano un corpo. Volendo disfarsene, le diede a suo fratello, il quale dopo qualche tempo decise di mettersi in contatto con dei ricercatori UFO per vedere cosa ne sarebbe potuto uscire e per primi contattò Don e Tom. Il fratello in questione, però, era anche amico di Adam Dew, quindi se ho capito bene, ha coinvolto Adam nella faccenda. Mentre Adam indagava in proprio nel Midland Texas, in cerca di ulteriori informazioni su Hilda e Bernard Ray, sembra che qualcuno sia venuto a conoscenza della storia o abbia sentito una conversazione, e chiamò Nick Redfern al telefono. Se non sbaglio, Nick ne parlò con Rich Reynolds, quello del sito blog e così la storia è trapelata. Ora, in tutto questo, credo che Tony Bragalia sia stato coinvolto attraverso conversazioni con Don o Tom. Il che accadde nella fase iniziale.

3. Ecco quanto dichiarato da Stephen Bassett, l’attivista esopolitico leader del Paradigm Research Group di Washington, DC.

Baiata: Steve, hai mai incontrato di persona Anthony Bragalia, dal momento che il suo nome era apparso fra i relatori convocati in alcune delle Exopolitics Conferences da te organizzate, ha mai partecipato di persona a una di esse?

Bassett: Non credo, Maurizio. Non ha mai preso parte ad alcuna delle X-Conferences, a quanto mi risulta. Si tratta di eventi a carattere prettamente “didattico”. Le diapositive presentavano problemi. Non bisogna attendersi che abbiano un qualche impatto sul processo di Disclosure che continua ad andare avanti. Mi auguro che la questione venga risolta presto.

Questo articolo è poco più del classico sasso in uno stagno. Non aggiunge molto a quanto si sia appreso sin qui a proposito della “débacle di Mexico City”, ovvero lo “scandalo delle Roswell Slides”, la truffa miliardaria della mummia aliena” eccetera eccetera. Nell’attesa dei dati delle “perizie” degli anatomo-patologi messicani, mentre il massimo esperto spagnolo si è pronunciato per la “mummia di un bambino” nel programma TV Cuarto Millenio condotto da José Antonio Caravaca, a me restava di contattare via email Anthony Bragalia. Il contatto è riuscito. Bragalia, Italiano di terza generazione, si è mostrato cortese e disponibile, per un’intervista che presto conto di presentare su queste stesse colonne e, ovviamente del museo di Mesa Verde non mancheremo di parlare.

Ahhh… Mesa Verde, era quel posto sperduto nel deserto dove Rod Steiger e James Coburn fanno saltare la banca nel mitico “Giù la testa di Sergio Leone”. Entrati nel caveau, però dentro non c’era neppure un grammo d’oro, ma i nostri eroi avrebbero portato alla libertà tanta povera gente e poi… era la Rivoluzione.

Maurizio Baiata, 19 Maggio 2015

Commento alla Conferenza “Federicus: Misteri tra Terra e Cielo”

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EnzoDomenica 26 Aprile 2015 il nostro Centro è stato graditissimo ospite dell’Archivio Biblioteca Museo Civico ( A.B.M.C. ) di Altamura , dove ha tenuto una serie di relazioni nell’ampia sala conferenze gremita da un centinaio di convenuti attenti e interessati. L’invito ci è pervenuto nell’ambito delle iniziative legate alle manifestazioni denominate Federicus 2015 giunte alla 4° edizione , connesse agli studi su Federico Secondo di Svevia e sul misterioso e affascinante Castel del Monte . I contatti sono stati elaborati con la Dott.essa Elena Silvana Saponaro , funzionario del Ministero per i Beni e le attività culturali e del Turismo dal Dicembre 1979 con la qualifica di Archeologa Direttore Coordinatore , dove dal 1987 presta la sua attività lavorativa presso il Museo Nazionale Archeologico di Altamura come responsabile dell’ufficio catalogo , della didattica e della tutela del territorio in ambito medievale . La Dott.essa Elena laureata in Filosofia e con Diploma di Laurea in Operatrice dei Beni Culturali , ha al suo attivo diversi attestati di docenza e un master In Management dei Beni Culturali. Ha scritto per diverse riviste numerosi articoli inerente la sua attività e interessi culturali , e riveste la carica di Presidente dell’A.B.M.C. di Altamura sopra citato , con il quale ci ha gentilmente invitato . I contatti presi nell’ambito della Soprintendenza Archeologica di Taranto , sede di lavoro del componente CUT Franco Pavone che ha svolto il necessario ruolo di collegamento tra il Centro Ufologico Taranto , la Dott.essa Saponaro e il suo contesto culturale , sono stati imperniati sulla massima disponibilità tra ambo le parti , con la stessa Dott.essa Elena che ci ha suggerito di ricercare connessioni tra i nostri studi e l’epopea di Federico Secondo di Svevia e Castel del Monte , cosa che noi con la nostra passione e seria ricerca abbiamo puntualmente fatto . Apro una parentesi dovuta . L’accoglienza e l’ospitalità ricevute sono state di una squisitezza , di un rispetto reciproco , di una cordialità , di una serietà e di una organizzazione che ci ha fatto onore ( cose che a Taranto non sempre abbiamo trovato ) e che dà al nostro Centro un ulteriore sviluppo culturale , aldilà del tipo di ricerca e studio svolto sia da noi che dall’ A.B.M.C. di Altamura , e non solo dell’ufologia in senso lato , ma della cultura in generale , perché quando si ha a che fare con persone intelligenti dalla notevole apertura mentale e libero pensiero , culturalmente elevate , senza preconcetti di sorta e senza disprezzo prima dello scambio di esperienze di studio e ricerca , non possono che nascere eventi interessanti di tale portata . Purtroppo devo ancora constatare che a Taranto poche volte siamo stati accolti in questo modo e dove in certi contesti i fatti non sono seguiti alle promesse . Con la Dott.essa Saponaro nel poco tempo a disposizione seguito ai contatti preliminari , si è passati istantaneamente da parte sua dall’invito ai fatti , e questo è il biglietto da vista della loro associazione e della nostra , aldilà di tante meschinerie di altri contesti e la cosa è confortante . Ovviamente appena giunti ad Altamura ci sono state le presentazioni di rito tra la Dott.essa Elena e gli altri componenti del CUT capitanati dal Presidente Vincenzo Puletto , con Eugenio Palese, Antonello Vozza e Gabriele Pavone figlio di Franco che ha preparato un bel servizio fotografico sulla conferenza . Prima dell’evento che è iniziato intorno alle ore 18,30 la Dott.essa Saponaro ci ha fatto visitare l’A.B.M.C. dove abbiamo potuto ammirare i vari tesori ivi conservati , quelli archivistici come antiche pergamene , la biblioteca composta da quasi 90.000 volumi tra cui rari incunaboli e cinquecentine , i tesori archeologici e gli splendidi arazzi . L’A.B.M.C. di Altamura nacque da un’idea del conte Celio Sabini in una lettera del 6 Settembre 1946 indirizzata al Prof. Francesco Lospalluto e accompagnata dalla donazione di 1122 volumi e 562 fascicoli . Il conte Sabini auspicava all’epoca la costituzione in Altamura di un Archivio – Biblioteca – Museo – Civico per raccogliere materiale pugliese e più propriamente altamurano , come documenti , pubblicazioni , libri e altro ancora e il progetto si concretizzò il 4 Novembre 1948 .

EugenioVoglio ora riportare alcune belle frasi nella premessa di presentazione della Dott.essa Elena Saponaro sulla brochure dedicata all’ A.B.M.C. di Altamura : “ La biblioteca è un luogo di incontro un po’ particolare , dove il sapere si acquisisce in modo silenzioso e discreto , dove ognuno si sente protagonista della sua ricerca e della sua sete di conoscenza , dove si può dare libero sfogo alla curiosità . Non si varca mai la soglia di questo luogo senza provare un sentimento di rispetto per un ambiente nel quale spesso perdiamo la dimensione del tempo insieme a persone tutte silenziosamente uguali , immerse nel proprio mondo . La biblioteca è anche questo : dedicare tempo a sé stessi , il piacere di lasciarsi stupire , di scoprire il nuovo o di riscoprire quanto già si sapeva . Essa ci ammonisce , ci ricorda che il sapere è immenso e ci richiama a una maggiore umiltà , in un mondo caratterizzato dalla comunicazione sempre più veloce , ma a volte semplicemente effimera “ . Concordiamo pienamente . La conferenza è iniziata con la presentazione da parte della Dott.essa Saponaro delle manifestazioni su Federicus 2015 e del nostro Centro a un pubblico composto anche da docenti e avvocati , da gente di cultura oltre che da studiosi interessati , e quindi ha introdotto il Presidente CUT Vincenzo Puletto che ha illustrato le varie attività del nostro Centro , la sua costituzione nel 1998 , le conferenze tenute anche all’estero , le mostre , le serate monotematiche , le apparizioni televisive , ecc. Ha poi rimarcato il fatto che la nostra associazione è totalmente apartitica , aconfessionale , non settaria e totalmente no profit , come del resto è anche l’associazione di cui è Presidente la Dott.essa Saponaro che subito dopo ha presentato i vari relatori . Facciamo ora un breve cenno sui contenuti delle relazioni che pubblicheremo prossimamente sul nostro sito internet https://centroufologicotaranto.wordpress.com . Eugenio Palese nella sua relazione intitolata : Castel del Monte , un faro per la conoscenza , ha evidenziato il fatto che non si può attribuire con assoluta certezza la costruzione di Castel del Monte a Federico Secondo di Svevia , ai Cavalieri Templari , a dei monaci cistercensi , o addirittura alla collaborazione di tutti e tre insieme . L’idea sulle sue funzioni è quella di un Laboratorio Esoterico o comunque un luogo di incontro di sapienti , tra cui il matematico pisano Leonardo Fibonacci e l’astronomo / astrologo Michele Scoto . Ha parlato anche di una mappatura geomantica che unisce tutti i siti sacri mondiali come per esempio la Piana di Giza in Egitto e la Cattedrale di Chatress in Francia , specificando che la Geomanzia è un’antica arte divinatoria sorta agli albori della civiltà dell’uomo originaria dell’Antico Egitto …

AntonelloAntonello Vozza nelle sua relazione intitolata : F.A.Q. – Frequently Asked Question – , si è posto delle domande sul significato dell’ufologia , pretesto per andare alla ricerca di tutto ciò che è conscenza , do come veramente è andata la storia umana , le nostre vere origini , cosa che sicuramente faceva lo stesso Federicus e Castel del Monte ne è la conferma . Ha parlato del fatto di come le ricerche ufologiche si intersecano con Federico Secondo e lo stesso Castel del Monte , affermando che la struttura è costruita in un punto non casuale . Sulla Terra esistono una serie di condotti linfatici che trasportano più energia di altri punti , condotti che in gergo vengono chiamati “ Ley Lines “ o linee di forza …

Franco Pavone nella sua relazione intitolata : Misteriosi fenomeni astronomici durante il regno di Federicus , ha rimarcato il fatto che anche all’epoca di Federico Secondo di Svevia e di Castel del Monte , molti furono i fenomeni astronomici e misteriosi che si verificarono a quei tempi , come del resto ai tempi dell’Impero Romano , con i sapienti di corte che cercavano di interpretarli senza i mezzi tecnologici oggi a disposizione . Ha fatto un collegamento tra Castel del Monte e un crop-circle apparso in Inghilterra a Bishop Cannings nel 2000 , avente delle configurazioni ottagonali con il famoso castello , evidenziando il fatto che molti di questi agroglifi si formano in luoghi di culto come Stonehenge o Avebury, o vicino a osservatori radio-astronomici come Chilbolton …

FrancoQuesti sono solo accenni sulle relazioni . Come detto a breve si potranno leggere in toto sul nostro sito internet . Al termine delle dissertazioni la Dott.essa Saponaro ha ringraziato il pubblico presente per la partecipazione e ha lodato i relatori per aver trovato connessioni tra gli studi su Federicus , Castel del Monte e le nostre ricerche , accennando al fatto che abbiamo anche reperito alcune cose di cui neanche loro erano a conoscenza . La professoressa Mariella Forte e una collega francese presenti in sala ci hanno posto alla fine delle domande sui nostri studi , richiedendoci copia delle relazioni che hanno trovato molto interessanti e ricche di spunti da approfondire e questo per noi è motivo di soddisfazione , perché vuol dire che abbiamo raggiunto lo scopo di interessare chi ci ascolta e di proporre nuove idee . La gentilissima ( e non è una novità ) Dott.essa Elena Saponaro , organizzatrice della conferenza ci ha già prenotato per altri incontri che eventualmente terremo con sommo piacere , a cominciare forse da Federicus 2016 . Ormai i contatti e la conoscenza tra le nostre due associazioni culturali è avvenuta e sarà fonte probabilmente di ulteriori conferenze , visto il comune denominatore che ci contraddistingue sul fatto di proporre cultura , conoscenza e verità e visti i tempi che corrono la cosa è sinonimo di intelligenza e sapere, contrasto a tutti i tipi di violenze . Fortunatamente la conoscenza , qualunque essa sia , non ha confini ideologici , politici o religiosi , come promulgava anche Federicus , ma solo lo scopo di allargare gli orizzonti e la cultura senza altri scopi reconditi .

Puro e disposto a salir le stelle .

Nota CUT: Ringraziamo repubblica.it , taranto.nightguide.it e lastoriaviva.it per aver pubblicizzato l’evento.

Palco

Elena

Sala

Quell’ Alieno di Maussan

Durante la notte del 5 Maggio scorso sono state diffuse attraverso una conferenza indetta dall’ ufologo Jaime Maussan, di origine messicana e molto attivo sul suo territorio (e corrispondente estero del Centro Ufologico Nazionale), come da lui stesso promesso, le presunte foto dei corpi recuperati nello storico schianto di Roswell, che vi mostriamo di seguito:

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Adesso, senza tediarvi con tutte le analisi che trovate a caterve su internet, possiamo dirvi che le foto e le rispettive analisi, in attesa del documentario promesso dalla conferenza (che a quanto pare conterrà anche delle analisi di componenti della Kodak che attestano l’autenticità delle immagini oltre a vari esperti che sosterranno la validità extraterrestre del corpo), sono eccessivamente vaghe, come qualsiasi cosa trovate su internet.

Ed in quell’alieno che vede Maussan, molti vedono semplicemente un corpo mummificato, altri addirittura una scimmia, o addirittura un corpo simile a quelli ritrovati nell’incidente nucleare Kazhako.

Insomma, al momento questo alieno lascia più domande che risposte. Il problema adesso è: Maussan credeva di avere in mano la pistola fumante tanto bramata dai ricercatori di vita ET? Qualunque cosa oggi viene frantumata da internet, e questo, Maussan, lo sa bene.

Noi del CUT non ci esprimiamo perchè non abbiamo elementi necessari per stabilire nè la veridicità nè tantomeno la falsità delle immagini. Comunicheremo appena possibile nuovi aggiornamenti.

Siamo lieti di informare i nostri utenti che il Centro Ufologico Taranto è stato invitato a partecipare e relazionare alla serie di conferenze relative a Federico II dal titolo “Federicus”, giunta alla quarta edizione, conferenza inglobata nel programma di eventi culturali che si terrà in tutta la città di Altamura. Ad invitarci, la dottoressa Elena Saponaro, Presidente dell’ Archivio Biblioteca Museo Civico di Altamura, a cui rivolgiamo i nostri più sentiti ringraziamenti. In basso l’estratto dal programma che ci riguarda.

26.04.2015 – h. 18,30: CASTEL del MONTE, MISTERI tra TERRA e CIELO
Conferenza a cura Centro Ufologico Taranto (CUT) – Sala conferenze ABMC (p.za Zanardelli n. 33 Altamura)
Interventi: Vincenzo Puletto, presidente C.U.T, Eugenio Palese, Franco Pavone, Antonello Vozza

Veniteci a trovare e partecipate numerosi a tutto l’evento, che comprende non solo la nostra conferenza, ma anche mostre fotografiche, gallerie d’arte, concerti e spettacoli!

Di seguito il link per il sito da cui accedere al programma: http://www.federicus.it/

Incidenti Aerei: GermanWings e Malaysian Airlines

Nota CUT: Pubblichiamo questo articolo alla luce di un nuovo mistero aereo, il volo GermanWings sulla tratta Barcellona-Dusseldorf. Vi raccomandiamo di prendere questo articolo con le pinze. Di questo nuovo incidente, al momento, sappiamo ben poco. Solo che il co-pilota, dopo aver chiuso fuori il pilota (fuori per essere andato in bagno), con oltre 600 ore di volo e 10 anni di esperienza, e con quello che il procuratore ha definito “respiro regolare” (segno che era pienamente cosciente di se) ha effettuato una rapida discesa fino allo schianto fatale che è costato la vita a 148 persone, più pilota e copilota (fonte: huffingtonpost.it). Purtroppo non possiamo che rivolgere un pensiero alle vittime, perchè come al solito, quando ci sono di mezzo segreti (civili o militari che siano) sono sempre gli innocenti ad andarci di mezzo. Buona lettura.

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Lo Stato della Malesia ha annunciato di aver interrotto le ricerche del volo MH370 della Malaysia Airlines, scomparso nell’oceano Indiano lo scorso 8 marzo: il velivolo, che viaggiava da Kuala Lumpur a Pechino, aveva a bordo 239 persone.

Lo riferisce la BBC secondo cui il governo malese ha classificato la vicenda come un incidente. Basandosi sulle analisi dei satelliti, i resti del volo MH370 dovrebbero trovarsi nel mare a largo di Perth, in Australia.

Ma se davvero l’aereo fosse caduto in quella zona di mare dell’Australia si sarebbero trovati i rottami, soprattutto quelli che si staccano per primi la coda e le ali, poi si sarebbe trovata la scia di carburante in mare ed i corpi dei passeggeri e invece non è stato trovato nulla di questo. Neppure è stato trovato alcun rottame, alcuna scatola nera, alcuna pista radar, come sarebbe logico e come è sempre avvenuto tutte le volte in cui un aereo è precipitato in mare.

Questa versione ufficiale dell’immersione dell’aereo in profondità, rimasto intatto, ci sembra assolutamente fantasiosa.

Peraltro l’ultimo segnale partito dall’aereo è quello che proviene da un’area in cui si trova questo atollo di Diego Garcia, nelle isole Chagos dove c’è una base militare della Marina degli Stati Uniti e quindi un aeroporto militare. Gli abitanti delle isole Chagos lo hanno visto, era un aereo con la livrea malesiana e hanno detto che volava in direzione della base militare di Diego Garcia. Ma poi sono stati zittiti e smentiti.

Diego Garcia è la stessa base, concessa in affitto dalla Gran Bretagna agli Usa fino al 2016, da cui decollavano i jet carichi di soldati e di bombe diretti in Iraq e in Afghanistan. E dove atterravano i voli segreti delle «rendition», le discusse operazioni forzate di estradizione dei terroristi islamici finiti a Guantanamo. Dunque un luogo fortemente condizionato dai servizi segreti americani, presumibilmente direttamente in contatto proprio con il presidente degli Stati Uniti Barak Obama e con il suo entourage, il quale, per quel che diremo poi, sembrerebbe non essere stato del tutto informato di ciò che si andava compiendo e di non essere affatto d’accordo con il preambolo di tutta la storia che di qui a poco racconteremo.

La base navale di Diego Garcia in questa vicenda entra in gioco anche per un’altra straordinaria rivelazione. In un villino di Shah Alam, alla periferia di Kuala Lumpur, dove viveva con moglie e figli Zaharie uno dei piloti del B777, la polizia malese scopre che il pilota possedeva un simulatore di volo che si era costruito in salotto assemblando tre computer. L’hard disk rivela che egli si esercitava ad atterrare, proprio con il B777, sulla pista di Diego Garcia e su altre due piste una in India, l’altro nello Sri Lanka, dove presumibilmente l’aereo ha fatto rifornimento. Quindi il dirottamento era programmato da tempo e almeno uno dei due piloti, ma più probabilmente tutti e due, avevano dato la loro adesione al progetto.

Ma le stranezze di quel volo non finiscono qui. A bordo dell’aereo dirottato viaggiavano con passaporti falsi (acquistati sul mercato clandestino thailandese) due agenti segreti iraniani di cui si conoscono anche i nomi: Pouria Nourmohammadi Mehradad e Delavar Seyedmohammarderza, un agente segreto australiano che sapeva che cosa si stava facendo (diremo perché;) e quattro agenti segreti cinesi segno di una collaborazione almeno trilaterale fra segmenti dell’intelligence degli Stati Uniti, segmenti dell’intelligence dell’Iran e segmenti dell’intelligence della Cina, evidentemente maturata a seguito della volontà dell’Iran di rinunciare al programma nucleare, collaborazione trilaterale che certamente non avrà fatto piacere a qualcuno, il quale infatti – a suo modo – si è ribellato.

Inoltre si scopre che sull’aereo c’erano anche 20 funzionari del Pentagono specialisti in guerra elettronica, forse anche dipendenti di un’impresa di Rothschild oppure no. Di questi comunque dodici sono di origine malese e otto sono di origine cinese. In più ci sono i quattro ingegneri cinesi soci del banchiere Jacob Rothschild (alta elite finanziaria) insieme al quale avevano realizzato questo brevetto miliardario sui semiconduttori, che consentiva a chi lo acquistava di realizzare apparecchiature militari che sfuggivano ai controlli dei radar. Ricordiamo che proprio sui semiconduttori si basa oggi il conflitto globale nell’era elettronica.

Questo brevetto, dopo la misteriosa scomparsa del velivolo, sarebbe rimasto interamente nelle mani del quinto socio, l’unico che non era a bordo di quell’aereo: il finanziere anglo-israeliano Jacob Rothschild il quale lo avrebbe registrato appena quattro giorni dopo la scomparsa dell’aereo in cui si trovavano i suoi soci. Ma allora perché questa missione di tutte queste persone prima a Kuala Lumpur e poi a Pechino? Perché questa missione era così protetta? Forse perché se gli scienziati cinesi già finanziati nella ricerca dal banchiere inglese Jacop Rothschild erano contitolari del brevetto evidentemente potevano venderlo a chiunque e partecipando Rothschild – evidentemente – avevano in animo di venderlo con la supervisione e il permesso della massime autorità americane alla Cina e alla Malesia. Ma Cina e Malesia sono impegnate nella campagna di distacco delle loro monete dal dollaro e nell’appoggio allo Stato dell‘Iran per cui in una seconda fase Cina e Malesia avrebbero potuto cedere questo brevetto all’Iran, mentre però il banchiere Rothschild quinto socio del brevetto, ne avrebbe potuto assicurare l’uso ai paesi occidentali Insomma vendi tu che vendo io e insieme guadagniamo alla faccia dei fessi che si fanno le guerre!

Quindi questo brevetto, stava per essere ceduto alle massime autorità della Repubblica popolare cinese dopo che – forse – era stato evidentemente ceduto anche alle massime autorità della Repubblica Malese (e tanto giustificava la nazionalità cinese e malese dei venti ingegneri del Pentagono, colleghi degli ingegneri cinesi titolari del brevetto). Quindi in origine c’era presumibilmente una sinergia fra Cina Malesia e Stati Uniti almeno per la gestione del brevetto. Poi però – evidentemente – questa sinergia si è brutalmente interrotta.

E qui dobbiamo registrare l’ennesimo mistero che caratterizza questa storia del B777 malese scomparso. I poliziotti malesi hanno accertato che nella stiva del B777 c’era, tra le merci, un carico di mangosteen. I mangosteen sono dei frutti tropicali che maturano a giugno. Si tratta di un albero tropicale che può crescere solo in condizioni di calore costante. L’esposizione a temperature inferiori a 4 ° C uccide una pianta matura.

A causa di restrizioni sulle importazioni, il mangosteen non è comunemente disponibile al grande pubblico. Viene esportato dalle regioni del sud-est asiatico (Vietnam) ed è disponibile solo in alcuni mercati di nicchia del Nord America, dell’ Europa e -forse – dei paesi arabi. Non risulta che sia commercializzato in Malesia o in Cina. Peraltro l’8 marzo, quando il volo MH370 è decollato, i mangosteen non erano neppure sulla pianta. Quindi nel pacco c’era sicuramente qualcosa di strano.

Gli 007 russi del Gru (Glavnoye Razvedyvatel’noye Upravleniye) pare avessero segnalato al Ministero della Sicurezza cinese la presenza di un carico «altamente sospetto» per esempio una bomba batteriologica che poteva provocare una epidemia di peste bubbonica a Pechino e – forse – una bomba tradizionale. Questo carico era sbarcato il 17 febbraio 2014 (quindi circa un mese prima) alle isole Seychelles portato da un container trasportato dalla imbarcazione americana Maersk Alabama (Stati Uniti) società che svolge solitamente operazioni coperte per conto del Pentagono. Senonchè, quando il carico si trovava ancora sulla Maersk Alabama le due guardie giurate che lo sorvegliavano, Mark Daniel Kennedy e Jeffrey Keith Reynolds, sono state assassinate in circostanze misteriose. Ciò è avvenuto il 24 febbraio 2014, quindi pochi giorni prima del volo da Kuala Lumpur (Malesia) per Pechino (Cina) (8 marzo). Entrambe le guardie giurate lavoravano per la Trident Group, società di sicurezza privata che ha scortato varie volte materiale atomico e batteriologico per conto del Pentagono. Quindi presumibilmente si trattava di una fornitura di armi a paesi arabi amici, che poi è stata dirottata su Kuala Lumpur. Infatti il carico era decollato, con un volo della Emirates, verso Kuala Lumpur in Malesia dopo una sosta a Dubai, negli Emirati Arabi. Domanda: perché doveva andare a Kuala Lumpur? E perché doveva andare poi a Pechino ricongiungendosi a quella strana missione?

A seguito della segnalazione russa, la Cina «per sicurezza» voleva fare atterrare il volo MH 370 sull’isola di Hainan, evidentemente perché a Pechino c’era qualcuno che lo attendeva con qualche telecomando a distanza e comunque per limitare i danni se danni l’aereo portava con sé. Ma l’aereo lì non ci è mai arrivato. Secondo il Gru il volo MH 370 sarebbe stato dirottato sulla base americana di Diego Garcia nell’Oceano Indiano perché anche Barak Obama voleva dare una sbirciatina al pacco misterioso nel quale la merce evidentemente era stata sostituita. Come dire che nemmeno Barak Obama il presidente della repubblica degli Stati Uniti era stato informato di questa operazione e tanto meno il presidente della Repubblica popolare cinese.

La prova di questo è l’arrivo sullo sperduto atollo di Diego Garcia dopo l’atterraggio del Boeing degli esperti medici del Center for Disease Control and Prevention americano e del Centro di Prevenzione delle Malattie del Ministero della Sanità cinese nel quadro – evidentemente – di una collaborazione cino-americana ad altissimo livello (ma non anche a livelli più bassi) per prevenire qualcosa di molto grave che taluni all’insaputa anche dei presidenti americano e cinese stavano tramando alle loro spalle. Perché taluni evidentemente non solo volevano dare avvio al conflitto regionale Israele-Iran, ma volevano dare avvio anche al terzo conflitto planetario, facendo apparire tutta la vicenda come un’operazione di intelligence, voluta a tradimento dalle massime autorità americane e dal presidente Barak Obama ai danni della Cina.

Dalla base di Diego Garcia il Boeing sarebbe poi volato negli Usa, dove tuttora si troverebbe. E il carico pericoloso sarebbe stato trasportato anch’esso negli Usa dove sarebbe stato distrutto il 19 marzo 2014 nel Nuovo Messico. Qui infatti è stata registrata un’esplosione con un pennacchio di fumo rilevato persino dai satelliti.

Ma da oggi la versione ufficiale è che l’aereo è scomparso per un incidente.

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