CENTRO UFOLOGICO TARANTO MAGAZINE

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Conferenze CUT: Federicus 2016 – 17 Aprile

immagine-e1446478010417Siamo lieti di comunicare ai nostri lettori , che il Centro Ufologico Taranto è stato per la seconda volta invitato a partecipare e relazionare alla serie di conferenze nell’ambito della 5a edizione della manifestazione Federicus 2016 , organizzata ad Altamura dalla organizzazione Fortis Murgia con la collaborazione dell’Archivio Biblioteca Museo Civico ( ABMC ) e con il patrocinio del Comune di Altamura . Quest’anno la manifestazione si svolgerà per le strade del centro storico nel trittico 23-24-25 Aprile 2016 e sarà imperniata sulle superstizioni . Noi del Centro Ufologico Taranto terremo una conferenza Domenica 17 Aprile 2016 alle ore 18.30 dal titolo Superstizione e scienza popolare , con 4 relazioni tenute dal nostro presidente Vincenzo Puletto , da Eugenio Palese , da Franco Pavone e da Antonello Vozza , nella storica sala conferenze dell’Archivio Biblioteca Museo Civico . Federicus 2016 , che nel 2015 ha visto la partecipazione di oltre 200.000 visitatori nelle varie giornate di festa , avrà anche oltre alle varie rappresentazioni nelle vie del centro storico , iniziative legate a mostre e conferenze , tra cui la nostra . Ringraziamo ancora una volta la Dott.essa Elena Silvana Saponaro , presidente ABMC di Altamura per l’invito e la fiducia accordataci , che cercheremo di non deludere , come del resto lo scorso anno 2015 . Stiamo cercando anche di sdoganare nel nostro ambito l’ufologia in Italia , oltre a dare un piccolo contributo a Federicus 2016 . L’abbiamo introdotta nei salotti buoni della cultura , vedi Ministero Beni Culturali , invitati per la seconda da un funzionario del Ministero stesso . Senza tralasciare l’esperienza di aver portato in passato un ufologia priva di sensazionalismi in ambito scolastico . Probabilmente serietà , lavoro , collaborazione con tutti i centri culturali che ce la chiedono con garbo e rispetto reciproco , alla fine pagano , e senza avere inoltre scopi di lucro e nessuna velleità di premi e riconoscimenti . Noi del CUT consideriamo l’ufologia non solo il mero avvistamento della luce nel cielo o il rilascio di documenti top secret che potrebbero anche essere fuorvianti, ma anche uno studio filosofico e sociologico di tutto quello che ci circonda al cospetto dell’Universo , ed il mezzo per conoscere le vere origini e la vera storia dell’uomo , e anche per cercare di capire il senso spirituale dell’altrove , dell’alieno al nostro mondo in senso lato . Che nell’Universo o in altre dimensioni del Cosmo non siamo soli , di questo siamo ormai arciconvinti , aldilà della plausibilità o meno dell’esistenza degli UFO . Per questo siamo contenti di poterci confrontare con culture in diversi contesti e sentieri storici , in questo caso inerenti il Medioevo dell’uomo , forse uno dei periodi più affascinanti della Storia , più particolarmente i misteri della nostra splendida regione Puglia . Nei nostri studi la Storia ha un posto importante , perché se non conosciamo bene il nostro passato , non possiamo proporci nel futuro . Come l’anno scorso a Federicus 2015 abbiamo dissertato della laicità di Federico II di Svevia , degli affascinanti misteri di Castel del Monte collegati ai nostri studi ufologici , avendo un plauso dagli organizzatori capitanati dalla Dott.essa Elena Silvana Saponaro , funzionario del Ministero Beni Culturali e del Turismo , oltre che Direttrice dei Musei Archeologici di Altamura e di Ruvo di Puglia , oltre che Presidente dell’Archivio Biblioteca Museo Civico ( ABMC ) di Altamura , quest’anno a Federicus 2016 parleremo delle Superstizioni collegate ai nostri studi . Gli organizzatori di questo 5° evento ormai conosciuto a livello europeo , come Federicus , completa un triennio iniziato nel 2014 basto su Fede , Laicità e Superstizione . Confidiamo come sempre di dare il nostro appassionato e serio contributo agli organizzatori .

Il Gruppo CUT .

ExoMars: Cominciano i Test

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E’ cominciata la fase di test per la missione ExoMars. La sonda sta rispondendo ai comandi e se tutto procederà come previsto potrà entrare nella fase operativa per metà aprile. Lo rende noto l’Agenzia Spaziale Europea (Esa), che ha organizzato la missione in collaborazione con l’agenzia spaziale russa Roscosmos. Il centro di controllo della missione che si trova in Germania, a Darmstadt, informa che la sonda è in ottime condizioni e perfettamente in rotta verso il pianeta rosso.
”L’industria europea che ha costruito ExoMars ha fatto un ottimo lavoro”, ha osservato il direttore di volo dell’Esa, Michel Denis.

E’ stato superato il problema che si era presentato alcune ore dopo la ricezione del segnale, quando la temperatura del motore principale della sonda Tgo (Trace Gas Orbiter) era salita più del previsto. In accordo con gli ingegneri dell’azienda che ha costruito il veicolo, la Thales Alenia Space, si è deciso di cambiare l’orientamento della sonda di pochi gradi, in modo che l’ugello del motore non fosse più di fronte al Sole, e la temperatura è tornata nella norma.

Conclusa la fase di test il prossimo controllo della sonda, con il “check-up” completo di tutti gli strumenti, è previsto in giugno, quando il veicolo sarà a metà del suo viaggio. La sonda Tgo, alla quale è agganciato il lander Schiaparelli, è uno dei più grandi veicoli ‘combinati’ mai inviate su Marte. L’Italia è in prima fila nella missione con l’Agenzia Spaziale Italiana (Asi), che è il principale contributore, e con l’industria, Finmeccanica e Thales Alenia Space (Thales-Finmeccanica).

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Oristano, il frate che studia gli UFO

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Sa bene che le sue teorie non hanno avuto né potranno avere l’avallo ufficiale dei suoi superiori, tanto sono ardite. Ma Padre Marco Ardu è un frate con una quantità di primavere alle spalle tale da potersi permettere di dichiarare la propria convinzione senza paura: “Gli extraterrestri esistono”. E la Chiesa lo sa. Il frate francescano non è un Fox Mulder in caccia di X-Files, ma un religioso ormai in pensione che da tre anni vive a Oristano dopo aver girato la Sardegna per 47 anni tra Cagliari e Sassari a raccogliere fondi per aiutare i confratelli che lavoravano nelle missioni in tutto il mondo. La convinzione sull’esistenza degli extraterrestri non la esibisce solo a parole, ma la mette anche per iscritto: “La Stella di Natale” è il titolo (apparentemente innocuo e anonimo) di un piccolo libro, edito da Epdo, scritto proprio da Padre Marco Ardu.

La sorpresa comincia a rivelarsi dal sottotitolo: “Quale Stella?”. La “Stella” a cui Padre Marco Ardu fa riferimento nel suo libro è quella che, per l’iconografia cristiana, avrebbe guidato i Re Magi sino alla grotta in cui si trovava Gesù bambino. Cosa era in realtà quella entità luminosa? Non una stella cometa, come vuole la tradizione, ma forse un Ufo. Il frate francescano argomenta a lungo la sua teoria: «Da chi era composta “la moltitudine dell’esercito celeste che lodava Dio? La notte di Natale a Betlemme?…. Parlano, si fanno capire , sono credibili da uomini di questa terra. Potrebbero guidare “macchine aeree” che accendono luce. Tale luce come potrebbero chiamarla gli uomini che a quei tempi non conoscevano gli aerei?». La risposta è scontata: “Stella”.

«A mio parere – scrive il francescano – anche ai Magi i “messaggeri” apparvero la notte di Natale e essi videro la luce che chiamarono stella». E se quella “stella” «probabilmente faceva luce anche di giorno» forse era il prodotto di una tecnologia avanzatissima, usata da una civiltà non terrestre che, sempre secondo il religioso, ha avuto il compito di annunciare la nascita del Cristo.
La questione della Stella è centrale nel libro, ma altrettanto centrale è la questione dell’esistenza di extraterrestri: «Non ho mai letto che solo l’uomo è formato di anima e corpo. Non mi sembra impossibile che esistano esseri non terrestri, se non uguali, almeno simili all’uomo»

La Chiesa stessa sarebbe convinta di questo. Nella prefazione il professor Antonio Murziani cita un episodio che sarebbe accaduto nel 1961 all’allora pontefice Giovanni XXIII: «Papa Roncalli, passeggiando nei giardini di Castelgandolfo, insieme col suo segretario monsignor Capovilla, fu avvicinato da un essere alieno, simile a noi terrestri, sceso da un disco volante, atterrato insieme a altri nelle estreme vicinanze. Secondo i cronisti del periodo, Papa Giovanni si avvicinò a quell’essere e parlò con lui. Alla fine dell’incontro disse a monsignor Capovilla: “I figli di Dio sono dappertutto, anche se, a volte, abbiamo difficoltà a riconoscere i nostri fratelli”. Parole mai smentite da monsignor Capovilla, oggi cardinale».

Fantasie? Pensieri in libertà? Padre Marco chiarisce la natura non scientifica e neppure dottrinale del libro: «Chiedo perdono se dovessi dire sciocchezze e, quindi, cose totalmente false. Certo non lo faccio di proposito, ma solo per sbaglio».

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Maurizio Baiata: Attivato il Frammento UFO in suo Possesso?

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frammentoLa redazione di Mistero ed il giornalista ufologo Maurizio Baiata sono da qualche giorno -ufficialmente- alla ricerca di un visitatore di nazionalità indiana della loro mostra di qualche tempo fa a Torino dedicata a Mistero, nella quale è stato esposto (nella apposita sezione dal giornalista curata) il frammento di un UFO ricevuto nel lontano 1997 da Michael Wolf, passando per Paola Harris, amica ed assistente del giornalista.

[ Da Panorama.it, intervista diretta a Baiata – Chi è Michael Wolf: a suo dire (di Wolf e Baiata), appartenuto al Majestic 12, all’ NSA, con la funzione di spia psichica e diplomatico con varie razze aliene; si attribuiva diversi titoli mai verificati. Prima della morte per tumore, a 58 anni, spedisce vari campioni a vari ricercatori di quello che riteneva trattarsi metallo derivante da un UFO crash ]

A quanto pare, questo pezzo di Silicio puro al 99% (con un 1% sconosciuto), ha reagito a questo visitatore, dopo che lo stesso vi si era soffermato per parecchio tempo e che vi aveva esercitato (come potete leggere dall’account facebook di Mistero e dal blog di Maurizio Baiata): l’oggetto pare essersi illuminato; e lo staff di Mistero lo sta cercando per ripetere la singolarità.

Il CUT riflette la notizia e spera che questo evento non sia come la precedente “smoking gun” curata da Jaime Maussan, che tutti ricorderete. Sul sito su riportato potete leggere l’articolo integrale con varie analisi di diversi ricercatori.

Il CUT con Franco Pavone su Mistero di Dicembre

Siamo lieti di comunicare ai nostri lettori che la rivista cartacea Mistero Magazine del programma televisivo omonimo Mistero Adventure in onda sul network Italia Uno Mediaset , ha pubblicato sul n.33 di Dicembre 2015 in questi giorni in edicola , un articolo del nostro componente Franco Pavone dal titolo ” Progetto Aquarius ” .
Ringraziamo la redazione di Mistero Magazine , in particolar modo Alessandro Bongiorni e Simona Gonzi , per aver pubblicato uno dei tanti lavori del Centro Ufologico Taranto .

Cogliamo l’occasione per augurare ai nostri lettori un BUON NATALE e UN FELICE 2016 .

La redazione CUT .

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Per Non Dimenticare

2guerr678Ricorre in questi giorni, esattamente l’ 11 novembre 2015, il 75° anniversario del bombardamento sul porto di Taranto degli aerosiluranti inglesi Swordfish che l’11 novembre 1940 quasi decimarono la flotta italiana alla fonda in mar grande durante la seconda guerra mondiale. La missione inglese capitanata sulla portaerei Illustrious dall’ammaraglio Cunningham fu organizzata nei minimi particolari con missioni di ricognizione per studiare la planimetria del porto della nostra città. Le navi della così detta SuperMarina a cominciare dalla corazzata Conte di Cavourerano ignare di cosa le attendeva anche se oare che i vertici stessi della marina erano a conocenza del pericolo, visto che secondo il libro di Antonino Trizzino “Navi e Poltrone” alcuni ufficiali erano collegati alla massoneria. L’ operazione denominata “Judgement” provocò la messa fuori uso di metà della flotta, con due bombardamenti successivi degli aerosiluranti che decollarono dalle portaerei inglesi situate a poca distanza dall’isola greca di Cefalonia. Le scarse e non appropriate difese del porto di Taranto resero più facili le incursioni degli aerei britannici, anche perché senza radar e con reti antisiluri che non toccavano precisamente il fondale, e con solo degli aerofoni della prima guerra mondiale a intercettare il nemico, il bombardamento fu cosa semplice; anche se i vertici militari fecero un diverso bilancio dei caduti minimizzando le perdite: 36 militari perirono e 46 furono i feriti, con la gente di Taranto che si affacciò sul lungomare, con i parenti dei marinai preoccupati ovviamente per la sorte dei loro cari. Tra l’altro il padre del nostro presidente Vincenzo Puletto era CapoPezzo sulla Conte di Cavour. Questa tragica pagina della nostra storia, una delle più famose della seconda guerra mondiale, ispirò tra l’altro all’impero giapponese il bombardamento  di Pearl Harbour. Noi del CUT, dopo 75 anni, vogliamo commemorare i caduti di quel giorno, essendo un avvenimento della nostra città, ad imperituro ricordo delle generazioni future, per far capire gli eroismi e le tragiche fatalità della guerra.

 

In ricordo delle vittime,

di Franco Pavone, per la redazione CUT.

Alla scoperta di pianeti abitabili e tracce di vita

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Articolo del Prof. Gianpaolo Di Bisceglie

HEC_All_ESINell’ Universo osservabile, ci sono almeno cento miliardi di galassie e ognuna delle quali, possiede almeno duecento miliardi di stelle. Nella via Lattea,(la nostra Galassia)le stelle sarebbero addirittura, più di trecento miliardi. Sappiamo, anche, che l’uomo è costituito in gran parte degli stessi elementi chimici che compongono le stelle e i corpi celesti e che l’acqua, che troviamo sulla terra, proviene in gran parte da comete e asteroidi. Dunque gli ingredienti della vita, derivano dall’Universo(siamo figli delle stelle).Sappiamo ancora, che l’ossigeno, l’azoto, il carbonio, la giusta temperatura e altro, non sono in realtà gli unici ed indispensabili elementi fondamentali, per creare la vita, in quanto è stato scientificamente provato che, anche sulla terra, esistono batteri chiamati estremofili,che vivono in ambienti dove la temperatura è di oltre 200 gradi e si nutrono di sostanze radioattive. Pertanto è assurdo, pensare, che il nostro egocentrismo ci porti ad asserire e a credere che siamo soli nell’Universo e che soltanto la nostra terra sia l’unico corpo celeste più adatto ad ospitare la vita. Siamo un granello di sabbia in un deserto infinito, non arido ma ricco di vita. Scienziati, di fama internazionale, asseriscono che soltanto nella nostra galassia, esisterebbero almeno diciassette miliardi di mondi abitabili e probabilmente abitati. Comunque, in passato, la vita è esistita in altri pianeti,a cominciare dal pianeta Marte, che rimane il corpo celeste più ricco di fascino e mistero e dal fatto che in un meteorite caduto sulla terra, sono stati trovati dei batteri fossilizzati. L’Universo pullula di vita e diverse sonde, da tempo, sono in cerca di pianeti che si trovino nella cosiddetta fascia abitabile. Molti si chiedono che cosa si intende per fascia abitabile o fascia dei riccioli d’oro. Astronomi e scienziati, dichiarano che la fascia abitabile, è quella regione dello spazio, che può presentare acqua allo stato liquido. L’eventuale pianeta scoperto, deve trovarsi nella giusta posizione dalla sua stella dalla quale riceve luce e calore, cioè non deve essere né troppo vicino, altrimenti l’acqua(eventualmente presente), evaporerebbe, né troppo lontano poiché, in questo caso, l’acqua congelerebbe. La NASA, ha lanciato in orbita dal 2009, la sonda Kepler che ha scoperto più di 700 pianeti potenzialmente abitabili, ma soprattutto alcuni che, battezzati i “cugini della terra” vengono di seguito indicati:
Kepler 186 F. E’ un pianeta abitabile in orbita attorno ad una stella nana rossa, ad una distanza che potrebbe consentire la presenza di acqua liquida in superficie. Il nuovo corpo celeste chiamato Kepler 186 F fa parte di un sistema di 5 pianeti in orbita attorno alla stella Kepler 186, più fredda e circa la metà per dimensione e massa del nostro sole. Il corpo celeste, potrebbe essere roccioso. Kepler 186 F ruota attorno alla sua stella una volta ogni 130 giorni e da Kepler 186, riceve circa un terzo dell’energia che la terra riceve dal sole. Facendo le debite proporzioni e considerazioni, si potrebbe immaginare che a mezzogiorno, su Kepler 186 F, la luce che arriva è simile a quella che sulla terra giunge circa un’ora prima del tramonto del nostro sole. Thomas Barclay ricercatore presso la Bay Ana Environmental Research Institute e coautore della ricerca, sostiene che la presenza di un pianeta, nella cosiddetta fascia abitabile ,non comporta necessariamente che sulla sua superficie ci sia vita, in quanto la stessa, dipende da molti fattori a cominciare dal tipo di atmosfera che ricopre il pianeta. La scoperta è sensazionale. Il pianeta si trova a circa 500 anni luce dalla terra, nella Costellazione del Cigno(Via Lattea).La sonda kepler, in orbita dal 2009, ha scoperto ancora i seguenti pianeti molto simili alla terra:
KEPLER 22 B.(l’esopianeta più simile alla terra, si trova nella costellazione del Cigno).Si trova alla giusta distanza dalla sua stella che è di tipo G2 cioè gialla come il nostro sole, può avere acqua liquida sulla sua superficie, quindi oceani. La temperatura media è di 22 gradi. Dista circa 600 anni luce dalla terra. Impiega 289 giorni per fare un giro completo intorno al suo sole. L’abitabilità è confermata. L’unico interrogativo è se ha una composizione in prevalenza rocciosa o liquida.
KOI704
Pianeta abitabile del tutto simile alla terra. Può contenere montagne, deserti, oceani, fiumi e si può camminare e non si esclude di trovare forme di vita. Orbita intorno alla stella KOI 701 attorno alla quale orbitano 4 pianeti. Il pianeta n° 4 cioè KOI704 è quello più simile alla terra. Dista 1.200 anni luce dalla terra. E’ più grande del 40% della terra, ha una maggiore attrazione gravitazionale e quindi si farebbe molta fatica a camminare. Si potrebbero trovare animali con corpi massicci e dotati di molte gambe e otto zampe. Ci vogliono milioni di anni per arrivare.
Tutti questi pianeti presentano la giusta composizione di terre emerse ed oceani il che consentirebbe la vita.
Il telescopio Kepler, lanciato in orbita dal 2009, ha scoperto che la Terra ha un altro gemello. E’ un cugino più anziano e ha passato 6 miliardi di anni intorno alla zona abitabile della sua stella. Si chiama Kepler 452 B: Secondo la NASA potrebbe aver ospitato la vita. L’evento, sensazionale è descritto in un articolo pubblicato sulla Gazzetta del mezzogiorno del 24 Luglio 2015 che così recita:”Un’altra Terra, un pianeta cugino, forse gemello, vicino e con tutte le caratteristiche potenziali necessarie per aver ospitato o ospitare a tutto oggi la vita: un sole simile al nostro, un anno lungo quasi quanto quello terrestre (orbita attorno alla sua stella ogni 385 giorni) e si trova a 1.400 anni luce da noi, una forza di gravità,temperatura, clima e terreno favorevoli alla presenza di acqua. La storica scoperta è stata annunciata dai dirigenti della NASA con parole cariche di emozione. “Siamo più vicini a rispondere alla domanda che l’umanità si fa da millenni se siamo soli nell’universo”.
“Siamo alla vigilia di poter osservare un pianeta simile alla terra, ha detto Jon Grunsfeld direttore delle Missioni Scientifiche della NASA. “Abbiamo scoperto il pianeta più vicino gemello o almeno cugino della terra, ha precisato Grunsfeld. E’ Kepler 452 B” nome che è stato dato dagli astrofisici, che lo hanno scoperto. A individuarlo è stato il telescopio Kepler, che si propone lo scopo di individuare stelle lontane, simili al sole, con i loro possibili pianeti. Nonostante un problema tecnico nel 2013, abbia mandato Kepler in pensione anticipata, le centinaia di miliardi di dati che ha memorizzato, continuano ad essere elaborati dai laboratori a terra della NASA che si avvalgono del contributo utilissimo, del telescopio Hubble: ecco allora che Kepler ha portato all’identificazione non solo di circa 5.000 candidati pianeti ma di una dozzina di questi tra cui 452 b con i loro sistemi solari simili alla terra. Kepler 452 B, è stato spiegato durante il briefing della NASA , è di dimensioni una volta e mezzo la terra e riceve dalla sua stella, il doppio dell’energia che la Terra, riceve dal nostro sole, il che fa presumere la possibile esistenza di piante e quindi del processo di fotosintesi che sostiene la vita. Il pianeta ha 6 miliardi di anni ed è la cosa più vicina ad un posto che qualcuno potrebbe chiamare casa, è l’ultimo e il più accreditato ad essere il sosia della terra, grazie anche alla vicinanza ad una stella madre del tutto simile al nostro Sole, che renderebbe possibile la presenza di forme di vita(ammesso che vi siano gli ingredienti necessari per svilupparla).E’ il primo pianeta potenzialmente abitabile che è stato individuato. In precedenza, il primato era detenuto da Kepler 22B, il primo gemello scoperto nel 2011.Ubicato a 600 anni luce da noi, Kepler 22B ha un raggio pari a due volte e mezzo quello del nostro pianeta e si trova alla giusta distanza dal suo Sole, intorno a cui orbita in un anno di 290 giorni. Non molto simili ma comunque interessanti, sono i due pianeti (pure scoperti) Kepler 62 e ,62 f .Questi sono i due pianeti più esterni di un sistema solare fatto di 5 mondi extrasolari posti intorno alla stella Kepler 62 molto simile al Sole. Anch’essi risultano orbitare nella zona abitabile ossia nella regione in cui arrivano luce e calore tali da poter mantenere acqua liquida sulla superficie. Nel 2017, ha annunciato Grunsfeld, la NASA manderà in orbita un nuovo telescopio, con l’unico scopo di studiare i pianeti vicini con caratteristiche simili alla terra.
Riprendendo quanto anticipato, all’inizio della relazione, anche Marte è ricco di fascino, e in un prossimo futuro, neanche troppo lontano, sarà reso abitabile, grazie alle missioni della NASA, finalizzate a bonificare l’atmosfera marziana, rendendola più respirabile.
Nato dalla combinazione di gas e detriti che assemblandosi tra di loro, hanno formato un ambiente roccioso, in passato,Marte, aveva un’atmosfera densa, acqua liquida, clima umido e un vulcanesimo molto attivo come il MONTE OLIMPO che ora è inattivo e si trova sopra una catena montuosa chiamata TARSIS. Il Monte Olimpo è la vetta più alta del sistema solare. La perdita di atmosfera, ha fatto ghiacciare l’acqua. Inoltre, secondo una teoria,(condivisibile) la caduta di un’enorme asteroide, ha provocato l’espulsione dell’acqua presente su Marte, generando un enorme cratere da impatto. Marte, purtroppo,non ha più un campo magnetico (magnetosfera) che lo protegge dalle radiazioni solari.
Attualmente ha un’atmosfera molto rarefatta, che è l’un per cento di quella terrestre ed è formata da biossido di carbonio che attribuisce al pianeta, l’appellativo di pianeta rosso. Oggi, è arido e freddo. Si possono raggiungere temperature di 230 gradi sotto zero. Presenta un territorio, con deserti, canion, dune. La sonda Phinix ha scoperto anche tracce di acqua ghiacciata.
La NASA, inoltre,tramite i rover, ha scoperto la presenza di metano(gas) prodotto o da Vulcani(ma su Marte il Monte Olimpo è inattivo) oppure può essere prodotto da acqua liquida calda presente sotto la superficie, ma adesso nessun rover è riuscito a trovare delle tracce di acqua liquida (ad eccezione di probabili goccioline rinvenute sul piede del rover, e comunque si evidenziano linee che farebbero pensare a fiumi prosciugati) oppure ancora, il metano potrebbe essere prodotto da batteri che si trovano sotto la superficie. E’ questa l’ipotesi più credibile. Pertanto la NASA, ha dichiarato che questa scoperta potrebbe far pensare alla presenza di vita extraterrestre sia pure in forma microbica.
Inoltre,come già accennato,all’inizio della relazione, in un meteorite marziano, (che si è formato dalla caduta di un asteroide che ha staccato uno strato della roccia marziana)caduto sulla terra, sono stati trovati cristalli di magnetite, gli stessi che dei batteri presenti nelle profondità degli oceani della terra, producono per avere un orientamento. Questo fa pensare che sul meteorite, ci sono batteri fossilizzati che hanno creato cristalli di magnetite. Quindi su Marte, c’è stata o c’è una forma di vita sia pure microbica.
I rover, hanno scoperto, anche che su Marte nevica(sono presenti cristalli di ghiaccio)che si verificano dei Fulmini a secco, importanti, per creare energia e nelle calotte polari, i robot, hanno trovato acqua(non si comprende bene, se è ghiaccio o acqua liquida).
I robot, continuamente alla ricerca di tracce di vita,hanno scoperto sotto la superficie marziana, la SILICE, che si trova sulla terra, negli ambienti idrotermali e, sopra la superficie, l’iperclorato(propellente per i fuochi di artificio). Tirando le somme, anche Marte è ricco di elementi importanti per la vita e secondo un mio modesto parere, non è un luogo arido e tanto inospitale. Se scendesse un’astronave su un deserto della terra, gli occupanti, penserebbero la stessa cosa, di ciò che oggi si pensa di Marte?Su Marte, ci sono strutture che sembrerebbero i resti di una città bombardata, nonché una ricca vegetazione e infine strutture che fanno pensare alle piramidi egizie e tanto altro ancora. E’ soltanto pura illusione, sono scherzi della natura o c’è qualcosa di anomalo? Dopo aver visto le immagini e le foto prodotte dall’ESA e dalla NASA che riguardo alla presunta vegetazione, si limita ad affermare che “potrebbero essere spruzzi di terriccio provocati dall’evaporazione di acqua calda” rimango fortemente nel dubbio e lascio a tutti quelli che sono interessati alla problematica della vita su altri corpi celesti, la curiosità di interpretare ed esprimere un parere su ciò che l’Universo contiene. Prima di concludere, per ora l’analisi di ciò che finora è stato scoperto,è di fondamentale importanza, portare a conoscenza degli interessati ,delle eccezionali scoperte che alcune sonde hanno fatto su alcune Lune di Giove e Saturno:
EUROPA: LUNA DI GIOVE
La superficie è ghiacciata, ma sotto di essa, è molto probabile che ci sia un oceano di acqua liquida.
TITANO: LUNA DI SATURNO,è la più grande degli oltre 60 satelliti di Saturno.
Molto freddo,(la temperatura media superficiale è di circa – 180 gradi centigradi.) L’atmosfera è molto spessa; In questo mondo gelido, la parte solida , l’equivalente delle rocce, è fatta di ghiaccio, le dune sono formate da grani di idrocarburi, sono presenti laghi e mari di metano ed etano liquidi, nubi e atmosfera densa di metano.
Sotto la crosta solida, però la sonda Cassini, ha scoperto un oceano d’acqua, con tanto di maree. La scoperta, pubblicata sulla rivista Scienze, è stata annunciata dal team italiano di Luciano Less.
ENCELADO: LUNA DI SATURNO
Scoperti dei gaiser.getti di acqua bollente dal suolo.
Infine non ci dimentichiamo di Plutone, che è costituito da montagne di ghiaccio, di Urano e Nettuno, la cui superficie è fatta di ghiaccio e acqua ghiacciata. Concludendo, se l’acqua è presente, dovunque nell’Universo, se gli stessi elementi basilari per la vita, ivi compreso gli aminoacidi,gli troviamo nelle stelle e nei corpi celesti, allora, dobbiamo accettare l’idea che non siamo soli nell’Universo, perchè è da lì che proveniamo, e pertanto dobbiamo abbracciare, tutti insieme, il sentimento della fratellanza cosmica.

Articolo di Franco Pavone su Mistero di Settembre 2015

Siamo lieti di comunicare ai nostri lettori che la rivista cartacea Mistero Magazine del programma omonimo di ITALIA UNO Mediaset ,ha pubblicato nel n. 30 di Settembre 2015 in questi giorni in edicola , un articolo del nostro componente Franco Pavone dal titolo ” L’incidente di Bayan Kara Ula ” . Ringraziamo il direttore di Mistero Magazine Andrea Delogu per aver pubblicato uno dei lavori del Centro Ufologico Taranto .

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Maurizio Baiata: Intervista a Jaime Maussan

Nota CUT: Vi riportiamo integralmente l’articolo/intervista eseguita e trascritta dal noto giornalista ed ufologo Italiano Maurizio Baiata all’altrettanto noto ufologo Jaime Maussan, sotto accusa per le recenti “Roswell Slides”. Riportiamo integralmente dal blog di Maurizio Baiata [ http://mauriziobaiata.net ]

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lalieno-di-roswell-di-jaime-maussan-il-de-pro-L-rYUqOALa questione delle “Roswell Slides” (erroneamente definite tali sin dall’inizio) è giunta ad una svolta velocemente. In meno di due settimane dall’evento del 5 Maggio a Mexico City, le tanto attese diapositive si sono dimostrate un terribile boomerang per il giornalista messicano Jaime Maussan e per quanti lo hanno supportato e accompagnato fin sul palco del mastodontico Auditorium Nacional, dove una platea di circa 7 mila spettatori ha assistito a una conferenza Mirrormultimediale di cinque ore e un numero imprecisato di persone l’ha seguita in diretta streaming, al costo di una ventina di dollari americani. Un giornale messicano ha parlato di due milioni di contatti internet (collegarsi costava circa 16 euro) mentre Maussan a chi scrive ha parlato di alcune migliaia, come confermato da una testata seria come il Mirror britannico. Una discrepanza enorme, assurda e inconcepibile per organi di comunicazione che si rispettino. E per tutta questa storia.

L’intervista che segue è stata realizzata in Inglese via collegamento Skype, in due giorni diversi occasioni e non è stata preparata né audioregistrata. Il primo colloquio solo in audio, il secondo anche in video.

Martedì 12 Maggio 2015

Baiata: Jaime, grazie, non mi aspettavo una risposta così repentina alla mia chiamata di stamattina. Ok, a te la scelta. Da dove partiamo?

Maussan: Dal fatto che ciò che sta accadendo è ingiusto. Tutti si basano sulla scritta che appare sulla targhetta della teca, considerandola la prova definitiva del falso, ma vorrei arrivarci fra un momento. Mi sconcerta che nessuno abbia mostrato e stia mostrando alcun interesse per i risultati delle ricerche forensi che hanno individuato in quel cadavere una serie di anomalie rilevanti che lo differenziano da un corpo umano. Come le spiegano? Come spiegano la presenza di sole sei costole? Cosa hanno di umano? Gli anatomo-patologi messicani – le loro perizie scritte saranno pubblicate a breve – hanno tutti concordato che la lunghezza delle ossa, la difformità del femore distale (prossimo al ginocchio), l’assenza dell’articolazione del polso e delle clavicole, le minimali caratteristiche facciali con denti inesistenti e naso appena percettibile, costituiscono un complesso morfologico completamente improprio per un mammifero e fanno escludere che si tratta di un essere umano.

Baiata: Quindi, che peso dovremmo dare a questi dati anomali?scritta decifrata

Maussan: Che dovrebbero essere presi in considerazione. Invece, a causa della scritta decifrata mediante il sistema di digitalizzazione usato da Frank Warren (e diversi altri, Ndr), sono emerse le parole “Corpo Mummificato di un Bambino di Due Anni”, mentre alle analisi dei nostri esperti nessun termine risultava leggibile. Sono quindi del parere che i dati, per come sono stati analizzati, proposti e interpretati, siano stati condizionati dal presupposto che l’immagine mostrasse un essere umano. Da qui si sono scatenati contro di me i molti che non fanno indagini sul campo e vivono su Internet. Noi dimostreremo che le lettere non sono leggibili. Le stiamo testando di nuovo.

Baiata: Perché non avete interpellato David Rudiak, al quale si deve l’elaborazione del famoso “Ramey Memo” che portò alla decifrazione parziale, ma molto significativa, del telex, il foglio di carta che ha in mano il Generale Ramey nella foto scattata durante la conferenza stampa del “pallone sonda” a Fort Worth, a seguito dell’incidente di Roswell del Luglio 1947? Lì anche c’era solo una fotografia, ma ne è venuta fuori una “quasi pistola fumante”…

Maussan: Glielo abbiamo chiesto! Rudiak ci ha lavorato su e persino lui non è stato in grado di tirare fuori niente da quella targhetta. Lo stesso vale per i foto analisti del Pentagono: non sono riusciti ad evidenziare e decifrare niente.

(NOTA dell’Autore: sarebbe stato giusto chiedere qui come mai la scritta sulla targhetta, nella seconda diapositiva virata in blu, appaia coperta, sbianchettata).

Baiata: Alle accuse dovresti rispondere tu, con una dichiarazione ufficiale, questo si attende la maggioranza delle persone. Considera che in Italia, come negli Stati Uniti, è opinione prevalente che sia tutto falso.

Maussan: Tom Carey e Donald Schmitt stanno preparando il testo della dichiarazione ufficiale, che sarà firmata da noi congiuntamente…

(Nota: Poche ore dopo questa intervista, Tom Carey rilasciava un comunicato a titolo personale e dai toni pacati in cui ribadiva che pur non potendo dimostrare che quello ritratto nelle diapositive sia il corpo di un alieno, altresì non si diceva convinto che fosse umano. Don Schmitt, dal canto suo, il 14 Maggio ha preso le distanze da tutta la faccenda, chiedendo accoratamente scusa ai suoi estimatori perché per tre anni, trascinato dallo zelo, non ha visto l’altra faccia della medaglia: che poteva trattarsi di una mummia umana).

(… Maussan): Va ricordato che abbiamo tutto in Spagnolo. Stiamo traducendo in Inglese i documenti dei patologi dell’Istituto Nacional de Medicina Legal y Ciencias Forenses e poi li presenteremo sottotitolati. Prima di emettere una sentenza, di dare tutto per scontato sulla base della targhetta, bisognerebbe vedere e valutare tutto quello che abbiamo prodotto in questi anni di ricerche. Poi giudicare.

Baiata: Se Adam Dew è il proprietario delle diapositive e ha cercato di proporle a John Rao di Open Minds, come mai quest’ultimo ha rinunciato? E, cosa rispondi a chi dà ormai per assodato che quella è una piccola mummia umana esposta in un museo?

Maussan: Confermo, il proprietario è Adam Dew. Rao non ha acquistato le diapositive perché dubita che si tratti di qualcosa di alieno. La questione della “Mummia” per me è un’ipotesi circostanziale (indiretta, basata su elementi collegabili a un determinato evento, ma non decisiva, Nd.R.) e altrettanto valida e circostanziale potrebbe essere l’ipotesi che i corpi, che erano custoditi in un hangar, siano stati messi in scatole di legno e quindi trasportati altrove, per essere analizzati in ambiente militare, dove sarebbero state scattate le foto. Anche la targhetta costituisce un elemento circostanziale e in un’aula di tribunale non verrebbe accettata come prova. Quello che conta non è quella scritta, è il corpo. E ancora più importante è la ricostruzione forense, assolutamente neutrale, che è stata realizzata e che ha dimostrato che il cadavere ha una lunghezza di circa 120 centimetri. Ora, qualcuno può spiegarmi come possa la mummia di un bambino di due anni essere lunga 120 cm, se nella media un bimbo di due anni non supera gli 87 centimetri di altezza? Non è un bambino.

Baiata: Avrei molte altre domande, ma preferisco lasciarti alle decine di chiamate telefoniche che ti stanno arrivando. Jaime, attendo che tu mi faccia pervenire copie alla massima risoluzione delle diapositive originali.

Maussan: Promesso.

Giovedì 14 Maggio

Impegni personali mi hanno indotto ad attendere altri due giorni, poi Maussan mi ha chiamato nuovamente via skype, stavolta in video.

Maussan: Maurizio, vorrei aggiornare le mie dichiarazioni alla luce di nuovi sviluppi, precisando alcune cose importanti.

Baiata: Ok, Jaime, non posso registrare ora. Ma sono pronto.

Maussan: Ok. Tutta la storia della “Mummia” per me fa parte di una campagna di disinformazione tesa al discredito ai miei danni e di altre persone. Una campagna che ha convinto la gente che si tratta di una mummia. L’hanno descritta così sulla base della dicitura sulla targhetta, hanno stabilito che era stata esposta in un museo per lungo tempo, eppure non ne hanno trovato alcuna immagine. Hanno detto che la mummia è stata seppellita molti anni fa. Certo, questo è possibile, in tutto il mondo esistono musei etnologici e archeologici che espongono mummie.

Baiata: Quindi?

Maussan: Ripeto: mostratemi le foto di questa mummia. Credo però che il problema vada ricercato alla fonte dalla quale la notizia della mummia è scaturita, ovvero Anthony Bragalia. Chi è Anthony Bragalia? Prova a porre la domanda a chiunque e nessuno saprà risponderti. Esiste davvero questo signor Anthony Bragalia? Potrebbe trattarsi di un nome fittizio, dietro cui si cela un personaggio infiltrato nell’ambiente ufologico. Chi lo conosce? Anche se non fosse tale, cosa lo muove? Dichiara di essere un esperto in mummie, di averne studiate circa 400 e allora come mai è stato lui il primo ad aver rilasciato informazioni sulle diapositive? Non si era reso conto che si trattava di una mummia?

Baiata:Descritto come un esperto ufologo, avevo visto Bragalia molto attivo e informato quindi, essendo italoamericano, sai come è fra “paesani”, avevo pensato di stabilire un contatto con lui, ma al suo defilarsi avevo rinunciato, ora certamente lo cercherò di nuovo.

Maussan: Fu lui a contattare anni fa Don Schmitt e Tom Carey, che appartenevano al “Roswell Dream Team” e gli passò dei documenti classificati e informazioni di fonte militare, che usarono per il loro libro “Witness to Roswell” e lo ringraziarono pubblicamente. Da qui il suo nome prese a circolare nella comunità ufologica e infatti anche Bragalia è entrato nel Dream Team. Ma Schmitt e Carey non lo conoscono di persona.

Baiata: Strana questa assenza di notizie su Bragalia.

(in merito a Bragalia, vedi nota 1-2-3 con le dichiarazioni di Richard Dolan, Stephen Bassett e Peter Robbins. Ndr).

Maussan: Esatto. Non circolano sue foto. Nessuno ha mai visto la sua faccia, in campo ufologico. Carey e Schmitt l’hanno invitato a Roswell, ma ha declinato, adducendo ragioni di salute, o che non poteva prendere l’aereo. Con lui, solo comunicazioni solo telefoniche. Non si sa dove abiti. È stato invitato per l’evento di Mexico City, ha rifiutato. C’è di più. Eppure, guarda caso, a proposito della “Mummia”, pochi giorni fa il giornalista televisivo spagnolo José Antonio Caravaca, anche lui ufologo, ha ricevuto una telefonata da Bragalia, che gli ha detto di aver individuato il museo in cui il corpo era stato custodito.

José Antonio Caravaca con la ricostruzione presentata in TV in Spagna durante il programma Cuarto Millenio.
José Antonio Caravaca con la ricostruzione presentata in TV in Spagna durante il programma Cuarto Millenio.
Baiata: Jaime, dagli USA all’Europa, il coro di critiche si arricchisce ogni giorno di voci sempre più dure nei tuoi confronti, come quella del nostro amico inglese Philip Mantle.

Maussan: A questo punto devo dire cosa penso di Mantle. Puoi citarlo tranquillamente. Penso che stia facendo tutto questo solo per redimersi dalla pessima figura fatta con il Santilli Footage. Per riacquistare credibilità. Ma preferisco tornare al punto principale, la “Mummia”. Dove sarebbe finita? Dicono che è stata sepolta. Ok, ma le prove, allora? Nessuna. Invece, noi abbiamo prodotto un testimone oculare, Eleazar Benavides, ex militare che vide gli esseri nell’hangar di Roswell e per lui la somiglianza fra quello che vide e il corpo nelle diapositive è totale.

L’antropologo Miguel Botella, dell’Università di Grenada, non ha dubbi: è la mummia di un bambino.
L’antropologo Miguel Botella, dell’Università di Grenada, non ha dubbi: è la mummia di un bambino.
Baiata: E questa testimonianza ti ha portato a dire “Diapositive di Roswell”, non ti sembra di aver sbagliato?

Maussan: Non sono stato io a chiamarle in questo modo, ma altri. Voglio arrivare a una precisazione importante. Mi riferisco a quello che ti ho detto due giorni fa, che non eravamo stati in grado di decifrare niente dalla targhetta. Ebbene ora siamo riusciti a decifrare alcuni termini e coincidono con quelli riscontrati da altri. Abbiamo decifrato i seguenti termini: “… BODY TWO YEAR OLD BOY”. Ma non siamo riusciti a decifrare il “MUMMIFIED”, che ancora non risulta leggibile. Quindi abbiamo “… CORPO DI UN BAMBINO DI DUE ANNI”. Ora, non è possibile che sia il corpo mummificato di un bambino di due anni, come hanno ribadito anche oggi gli anatomo-patologi dell’Istituto di Medicina Legale e Scienze Forensi. È impossibile perché l’altezza massima di un piccolo di due anni è 87 centimetri e inoltre, se si fosse trattato di un bambino Anasazi, sarebbe stato di altezza ancora minore. Un’ultima cosa. Sembra che in quel museo arrivarono due corpi. Di uno sappiamo. Dell’altro invece si sa che non venne preso in carico, perché le sue fattezze erano troppo impressionanti per i visitatori.

Baiata: Grazie, Jaime.

Maussan: Grazie a te, Maurizio.

Note

1. Il 23 Aprile 2015, Bragalia dichiarava in merito alla presentazione di Mexico City, sul blog UFO Conjectures (http://ufocon.blogspot.it/2015/04/jose-antonio-caravaca-and-jaime-maussan.html): “Ovviamente, sono stato invitato, ma non ci andrò perché non mi presto ad ‘apparizioni’ di alcun tipo, a meno che non riguardino la mia vita professionale”.

(In precedenza, Bragalia aveva detto, sempre su UFO Conjectures: “Ci sono veramente molte differenze tra una mummia umana e l’umanoide ritratto nelle slides, forse persino una trentina che antropologi e periti forensi hanno notato. Tutte queste differenze verranno dettagliate nel corso della presentazione”.)

2. Fra i ricercatori da me interpellati, Richard Dolan, che era presente sul palco a Mexico City, ha subito attacchi feroci per il suo coinvolgimento e ha preso anche lui le distanze.

Baiata: Richard, conosci Anthony Bragalia, lo hai mai incontrato?

Dolan: Con Tony Bragalia ho avuto diverse lunghe conversazioni telefoniche prima che decidessi di andare a Città del Messico. Devo dire che l’ho trovato aperto e coinvolgente. Molto sincero e cortese. Non credo che nessuno nel nostro settore lo abbia incontrato di persona. La sua professione, è un dirigente di una società che si occupa di ricerca di personale qualificato per inserimento lavorativo (un cacciatore di teste), gli impone di mantenere separata la sua immagine dalla ricerca sugli UFO.

Baiata: Chi è stato contattato per primo e chi ha tirato fuori la notizia dell’esistenza delle diapositive?

Dolan: Don Schmitt mi disse che non era stato Tony ad entrare in possesso delle diapositive, ma per primi sono stati contattati loro due (da Adam Dew, NdR) e prima che Tony ne venisse a conoscenza. A meno che io non stia facendo confusione. Don e Tom hanno ricostruito tutta la storia e me l’hanno riferita quando eravamo in Messico. Se ricordo correttamente, una donna che si occupava di pulizie e di rimozione dei rifiuti da abitazioni private, acquisì le diapositive nel 1998. Osservandole, si accorse che valeva la pena conservarle. Un paio di anni dopo, notò che la scatola contenente le diapositive stava rompendosi e fu allora che si accorse delle due fotografie che ritraevano un corpo. Volendo disfarsene, le diede a suo fratello, il quale dopo qualche tempo decise di mettersi in contatto con dei ricercatori UFO per vedere cosa ne sarebbe potuto uscire e per primi contattò Don e Tom. Il fratello in questione, però, era anche amico di Adam Dew, quindi se ho capito bene, ha coinvolto Adam nella faccenda. Mentre Adam indagava in proprio nel Midland Texas, in cerca di ulteriori informazioni su Hilda e Bernard Ray, sembra che qualcuno sia venuto a conoscenza della storia o abbia sentito una conversazione, e chiamò Nick Redfern al telefono. Se non sbaglio, Nick ne parlò con Rich Reynolds, quello del sito blog e così la storia è trapelata. Ora, in tutto questo, credo che Tony Bragalia sia stato coinvolto attraverso conversazioni con Don o Tom. Il che accadde nella fase iniziale.

3. Ecco quanto dichiarato da Stephen Bassett, l’attivista esopolitico leader del Paradigm Research Group di Washington, DC.

Baiata: Steve, hai mai incontrato di persona Anthony Bragalia, dal momento che il suo nome era apparso fra i relatori convocati in alcune delle Exopolitics Conferences da te organizzate, ha mai partecipato di persona a una di esse?

Bassett: Non credo, Maurizio. Non ha mai preso parte ad alcuna delle X-Conferences, a quanto mi risulta. Si tratta di eventi a carattere prettamente “didattico”. Le diapositive presentavano problemi. Non bisogna attendersi che abbiano un qualche impatto sul processo di Disclosure che continua ad andare avanti. Mi auguro che la questione venga risolta presto.

Questo articolo è poco più del classico sasso in uno stagno. Non aggiunge molto a quanto si sia appreso sin qui a proposito della “débacle di Mexico City”, ovvero lo “scandalo delle Roswell Slides”, la truffa miliardaria della mummia aliena” eccetera eccetera. Nell’attesa dei dati delle “perizie” degli anatomo-patologi messicani, mentre il massimo esperto spagnolo si è pronunciato per la “mummia di un bambino” nel programma TV Cuarto Millenio condotto da José Antonio Caravaca, a me restava di contattare via email Anthony Bragalia. Il contatto è riuscito. Bragalia, Italiano di terza generazione, si è mostrato cortese e disponibile, per un’intervista che presto conto di presentare su queste stesse colonne e, ovviamente del museo di Mesa Verde non mancheremo di parlare.

Ahhh… Mesa Verde, era quel posto sperduto nel deserto dove Rod Steiger e James Coburn fanno saltare la banca nel mitico “Giù la testa di Sergio Leone”. Entrati nel caveau, però dentro non c’era neppure un grammo d’oro, ma i nostri eroi avrebbero portato alla libertà tanta povera gente e poi… era la Rivoluzione.

Maurizio Baiata, 19 Maggio 2015

Incidenti Aerei: GermanWings e Malaysian Airlines

Nota CUT: Pubblichiamo questo articolo alla luce di un nuovo mistero aereo, il volo GermanWings sulla tratta Barcellona-Dusseldorf. Vi raccomandiamo di prendere questo articolo con le pinze. Di questo nuovo incidente, al momento, sappiamo ben poco. Solo che il co-pilota, dopo aver chiuso fuori il pilota (fuori per essere andato in bagno), con oltre 600 ore di volo e 10 anni di esperienza, e con quello che il procuratore ha definito “respiro regolare” (segno che era pienamente cosciente di se) ha effettuato una rapida discesa fino allo schianto fatale che è costato la vita a 148 persone, più pilota e copilota (fonte: huffingtonpost.it). Purtroppo non possiamo che rivolgere un pensiero alle vittime, perchè come al solito, quando ci sono di mezzo segreti (civili o militari che siano) sono sempre gli innocenti ad andarci di mezzo. Buona lettura.

Scrivici all’indirizzo: centroufologicotaranto@gmail.com

Lo Stato della Malesia ha annunciato di aver interrotto le ricerche del volo MH370 della Malaysia Airlines, scomparso nell’oceano Indiano lo scorso 8 marzo: il velivolo, che viaggiava da Kuala Lumpur a Pechino, aveva a bordo 239 persone.

Lo riferisce la BBC secondo cui il governo malese ha classificato la vicenda come un incidente. Basandosi sulle analisi dei satelliti, i resti del volo MH370 dovrebbero trovarsi nel mare a largo di Perth, in Australia.

Ma se davvero l’aereo fosse caduto in quella zona di mare dell’Australia si sarebbero trovati i rottami, soprattutto quelli che si staccano per primi la coda e le ali, poi si sarebbe trovata la scia di carburante in mare ed i corpi dei passeggeri e invece non è stato trovato nulla di questo. Neppure è stato trovato alcun rottame, alcuna scatola nera, alcuna pista radar, come sarebbe logico e come è sempre avvenuto tutte le volte in cui un aereo è precipitato in mare.

Questa versione ufficiale dell’immersione dell’aereo in profondità, rimasto intatto, ci sembra assolutamente fantasiosa.

Peraltro l’ultimo segnale partito dall’aereo è quello che proviene da un’area in cui si trova questo atollo di Diego Garcia, nelle isole Chagos dove c’è una base militare della Marina degli Stati Uniti e quindi un aeroporto militare. Gli abitanti delle isole Chagos lo hanno visto, era un aereo con la livrea malesiana e hanno detto che volava in direzione della base militare di Diego Garcia. Ma poi sono stati zittiti e smentiti.

Diego Garcia è la stessa base, concessa in affitto dalla Gran Bretagna agli Usa fino al 2016, da cui decollavano i jet carichi di soldati e di bombe diretti in Iraq e in Afghanistan. E dove atterravano i voli segreti delle «rendition», le discusse operazioni forzate di estradizione dei terroristi islamici finiti a Guantanamo. Dunque un luogo fortemente condizionato dai servizi segreti americani, presumibilmente direttamente in contatto proprio con il presidente degli Stati Uniti Barak Obama e con il suo entourage, il quale, per quel che diremo poi, sembrerebbe non essere stato del tutto informato di ciò che si andava compiendo e di non essere affatto d’accordo con il preambolo di tutta la storia che di qui a poco racconteremo.

La base navale di Diego Garcia in questa vicenda entra in gioco anche per un’altra straordinaria rivelazione. In un villino di Shah Alam, alla periferia di Kuala Lumpur, dove viveva con moglie e figli Zaharie uno dei piloti del B777, la polizia malese scopre che il pilota possedeva un simulatore di volo che si era costruito in salotto assemblando tre computer. L’hard disk rivela che egli si esercitava ad atterrare, proprio con il B777, sulla pista di Diego Garcia e su altre due piste una in India, l’altro nello Sri Lanka, dove presumibilmente l’aereo ha fatto rifornimento. Quindi il dirottamento era programmato da tempo e almeno uno dei due piloti, ma più probabilmente tutti e due, avevano dato la loro adesione al progetto.

Ma le stranezze di quel volo non finiscono qui. A bordo dell’aereo dirottato viaggiavano con passaporti falsi (acquistati sul mercato clandestino thailandese) due agenti segreti iraniani di cui si conoscono anche i nomi: Pouria Nourmohammadi Mehradad e Delavar Seyedmohammarderza, un agente segreto australiano che sapeva che cosa si stava facendo (diremo perché;) e quattro agenti segreti cinesi segno di una collaborazione almeno trilaterale fra segmenti dell’intelligence degli Stati Uniti, segmenti dell’intelligence dell’Iran e segmenti dell’intelligence della Cina, evidentemente maturata a seguito della volontà dell’Iran di rinunciare al programma nucleare, collaborazione trilaterale che certamente non avrà fatto piacere a qualcuno, il quale infatti – a suo modo – si è ribellato.

Inoltre si scopre che sull’aereo c’erano anche 20 funzionari del Pentagono specialisti in guerra elettronica, forse anche dipendenti di un’impresa di Rothschild oppure no. Di questi comunque dodici sono di origine malese e otto sono di origine cinese. In più ci sono i quattro ingegneri cinesi soci del banchiere Jacob Rothschild (alta elite finanziaria) insieme al quale avevano realizzato questo brevetto miliardario sui semiconduttori, che consentiva a chi lo acquistava di realizzare apparecchiature militari che sfuggivano ai controlli dei radar. Ricordiamo che proprio sui semiconduttori si basa oggi il conflitto globale nell’era elettronica.

Questo brevetto, dopo la misteriosa scomparsa del velivolo, sarebbe rimasto interamente nelle mani del quinto socio, l’unico che non era a bordo di quell’aereo: il finanziere anglo-israeliano Jacob Rothschild il quale lo avrebbe registrato appena quattro giorni dopo la scomparsa dell’aereo in cui si trovavano i suoi soci. Ma allora perché questa missione di tutte queste persone prima a Kuala Lumpur e poi a Pechino? Perché questa missione era così protetta? Forse perché se gli scienziati cinesi già finanziati nella ricerca dal banchiere inglese Jacop Rothschild erano contitolari del brevetto evidentemente potevano venderlo a chiunque e partecipando Rothschild – evidentemente – avevano in animo di venderlo con la supervisione e il permesso della massime autorità americane alla Cina e alla Malesia. Ma Cina e Malesia sono impegnate nella campagna di distacco delle loro monete dal dollaro e nell’appoggio allo Stato dell‘Iran per cui in una seconda fase Cina e Malesia avrebbero potuto cedere questo brevetto all’Iran, mentre però il banchiere Rothschild quinto socio del brevetto, ne avrebbe potuto assicurare l’uso ai paesi occidentali Insomma vendi tu che vendo io e insieme guadagniamo alla faccia dei fessi che si fanno le guerre!

Quindi questo brevetto, stava per essere ceduto alle massime autorità della Repubblica popolare cinese dopo che – forse – era stato evidentemente ceduto anche alle massime autorità della Repubblica Malese (e tanto giustificava la nazionalità cinese e malese dei venti ingegneri del Pentagono, colleghi degli ingegneri cinesi titolari del brevetto). Quindi in origine c’era presumibilmente una sinergia fra Cina Malesia e Stati Uniti almeno per la gestione del brevetto. Poi però – evidentemente – questa sinergia si è brutalmente interrotta.

E qui dobbiamo registrare l’ennesimo mistero che caratterizza questa storia del B777 malese scomparso. I poliziotti malesi hanno accertato che nella stiva del B777 c’era, tra le merci, un carico di mangosteen. I mangosteen sono dei frutti tropicali che maturano a giugno. Si tratta di un albero tropicale che può crescere solo in condizioni di calore costante. L’esposizione a temperature inferiori a 4 ° C uccide una pianta matura.

A causa di restrizioni sulle importazioni, il mangosteen non è comunemente disponibile al grande pubblico. Viene esportato dalle regioni del sud-est asiatico (Vietnam) ed è disponibile solo in alcuni mercati di nicchia del Nord America, dell’ Europa e -forse – dei paesi arabi. Non risulta che sia commercializzato in Malesia o in Cina. Peraltro l’8 marzo, quando il volo MH370 è decollato, i mangosteen non erano neppure sulla pianta. Quindi nel pacco c’era sicuramente qualcosa di strano.

Gli 007 russi del Gru (Glavnoye Razvedyvatel’noye Upravleniye) pare avessero segnalato al Ministero della Sicurezza cinese la presenza di un carico «altamente sospetto» per esempio una bomba batteriologica che poteva provocare una epidemia di peste bubbonica a Pechino e – forse – una bomba tradizionale. Questo carico era sbarcato il 17 febbraio 2014 (quindi circa un mese prima) alle isole Seychelles portato da un container trasportato dalla imbarcazione americana Maersk Alabama (Stati Uniti) società che svolge solitamente operazioni coperte per conto del Pentagono. Senonchè, quando il carico si trovava ancora sulla Maersk Alabama le due guardie giurate che lo sorvegliavano, Mark Daniel Kennedy e Jeffrey Keith Reynolds, sono state assassinate in circostanze misteriose. Ciò è avvenuto il 24 febbraio 2014, quindi pochi giorni prima del volo da Kuala Lumpur (Malesia) per Pechino (Cina) (8 marzo). Entrambe le guardie giurate lavoravano per la Trident Group, società di sicurezza privata che ha scortato varie volte materiale atomico e batteriologico per conto del Pentagono. Quindi presumibilmente si trattava di una fornitura di armi a paesi arabi amici, che poi è stata dirottata su Kuala Lumpur. Infatti il carico era decollato, con un volo della Emirates, verso Kuala Lumpur in Malesia dopo una sosta a Dubai, negli Emirati Arabi. Domanda: perché doveva andare a Kuala Lumpur? E perché doveva andare poi a Pechino ricongiungendosi a quella strana missione?

A seguito della segnalazione russa, la Cina «per sicurezza» voleva fare atterrare il volo MH 370 sull’isola di Hainan, evidentemente perché a Pechino c’era qualcuno che lo attendeva con qualche telecomando a distanza e comunque per limitare i danni se danni l’aereo portava con sé. Ma l’aereo lì non ci è mai arrivato. Secondo il Gru il volo MH 370 sarebbe stato dirottato sulla base americana di Diego Garcia nell’Oceano Indiano perché anche Barak Obama voleva dare una sbirciatina al pacco misterioso nel quale la merce evidentemente era stata sostituita. Come dire che nemmeno Barak Obama il presidente della repubblica degli Stati Uniti era stato informato di questa operazione e tanto meno il presidente della Repubblica popolare cinese.

La prova di questo è l’arrivo sullo sperduto atollo di Diego Garcia dopo l’atterraggio del Boeing degli esperti medici del Center for Disease Control and Prevention americano e del Centro di Prevenzione delle Malattie del Ministero della Sanità cinese nel quadro – evidentemente – di una collaborazione cino-americana ad altissimo livello (ma non anche a livelli più bassi) per prevenire qualcosa di molto grave che taluni all’insaputa anche dei presidenti americano e cinese stavano tramando alle loro spalle. Perché taluni evidentemente non solo volevano dare avvio al conflitto regionale Israele-Iran, ma volevano dare avvio anche al terzo conflitto planetario, facendo apparire tutta la vicenda come un’operazione di intelligence, voluta a tradimento dalle massime autorità americane e dal presidente Barak Obama ai danni della Cina.

Dalla base di Diego Garcia il Boeing sarebbe poi volato negli Usa, dove tuttora si troverebbe. E il carico pericoloso sarebbe stato trasportato anch’esso negli Usa dove sarebbe stato distrutto il 19 marzo 2014 nel Nuovo Messico. Qui infatti è stata registrata un’esplosione con un pennacchio di fumo rilevato persino dai satelliti.

Ma da oggi la versione ufficiale è che l’aereo è scomparso per un incidente.

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