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U.F.O SACRA SCRITTURA E TEOLOGIA

 Padre Balducci sul “Times” Focus, intervistato sulla vita nell’Universo così risponde
E.T. Esiste.

mani alieno dio

-Avv. Prof. Gianpaolo Di Bisceglie
La fede in Cristo non è incompatibile con UFO ed extraterrestri.Non credere agli ufo e all’esistenza di altri esseri è un peccato. La loro presenza non è solo provata da milioni di testimonianze,da scienziati atei ma è confermata da alcuni brani della sacra scrittura che in alcuni punti chiariscono la presenza di vita extraterrestre. Così recita il salmo 23:”del signore è la terra , l’universo e i suoi abitanti”. A questo punto , è necessario porsi il seguente interrogativo.Ora ,perché il salmista ha voluto ,dopo aver citato la terra,ricordare l’universo con i suoi abitantI?” Ciò vuol dire che la presenza di altri esseri è certa.Anche la teologia è d’accordo su questa tesi.Padre Aristide Serra,docente all’università  Marianum di Roma , ha tra l’altro precisato che nella parola universo , scritta nella Bibbia 66 volte è data per implicita e ovvia la presenza di altri mondi abitati.Altri teologi ricordano poi una citazione che è riconducibile alla stessa convinzione: La prima citazione riguarda Il Salmo 95 che al versetto II dispone:“Gioiscano i cieli e esulti la terra”.Il Cardinale Niccolò Cusano, filosofo e scienziato vissuto nel XV sec. a sostegno della vita nell’universo, affermava: “Non c’è stella dalla quale siamo autorizzati ad escludere l’esistenza di esseri, sia pure diversi da noi”.Un’altra autorevole e interessante dichiarazione,proviene da Padre Angelo Secchi, gesuita e astronomo scomparso purtroppo nel 1876: “E’ assurdo considerare i mondi che ci circondano come enormi deserti inabitati e cercare il significato del nostro universo in questo nostro piccolo mondo abitato” .L’affermazione, ci fa comprendere che l’universo, quello osservabile, è immenso e che è assurdo pensare che non pulluli di vita e bisogna aggiungere che “il nostro piccolo mondo abitato” altro non è che un microscopico granello di sabbia in un deserto infinito che non è brullo, ma ricco per non dire ricchissimo di tutti gli elementi basilari della vita a cominciare dall’acqua. Anche Padre Pio di Pietrelcina a sostegno della vita extraterrestre, a chi li chiese un giorno se gli extraterrestri esistessero veramente,ha risposto:”L’onnipotenza di Dio non si limita al solo pianeta terra. In altri pianeti esistono delle creature e altri esseri che non hanno peccato come noi e che pregano Dio”. Questo vuol dire,secondo un mio modesto parere,che siamo tutti figli di un unico Dio (magari chiamato in un modo diverso) terrestri ed extraterrestri , e che pertanto prima o poi dovremo unirci in un sentimento universale: abbracciare la fratellanza cosmica. Per rimanere sempre in ambito teologico, ancora una volta, il reverendo Dessauer di Monaco, partecipando ad un convegno di teologi e sociologi,rilasciò una dichiarazione sensazionale, affermando che la terra”è oggetto di attenzioni da parte di esseri intelligenti provenienti da altri pianeti. Gli uomini si devono preparare all’incontro con questi esseri.” L’affermazione è davvero sconvolgente e sempre più fa pensare che la chiesa dopo un lunghissimo silenzio, comincia ad appoggiare l’idea che non siamo soli nell’universo. Infatti, lo stesso Josè Luis Funes, astronomo gesuita nonché direttore della Specola Vaticana (L’osservatorio astronomico del Vaticano che si trova a Castel Gandolfo)ha dichiarato in modo esplicito che è fermamente convinto nell’esistenza della vita extraterrestre e aggiunge pure che “un giorno incontreremo gli alieni come nostri”fratelli”.Ancora una volta riaffiora il sentimento profondo della fratellanza cosmica.Non a caso, nel mese di novembre 2009, presso la Casina Pio IV, nella settimana di studi “Astrobiology” promossa dalla Pontificia Accademia delle Scienze, l’ottava sessione dei lavori che aveva come titolo”L’intelligenza altrove e vita ombra” si è occupata dell’ipotesi sull’esistenza di forme di vita senzienti in altri mondi e della possibilità della presenza di forme di vita diverse dalla nostra nel nostro mondo. Padre Funes ha dichiarato che le domande riguardanti l’origine della vita e la sua esistenza da qualche altra parte nell’universo, sono “molto interessanti” e meritano una seria considerazione e che questi interrogativi hanno molte implicazioni filosofiche e teologiche.

Enigmi vaticani e origini dell’uomo

vaticano
-Franco Pavone
Negli ultimi anni si stanno diffondendo per mezzo di scrittori di narrativa e saggistica , tante storie che qualche problema alle fondamenta stesse della Chiesa , basata sul creazionismo , ma che secondo tante dichiarazioni di gente illustre , non dovrebbe portare a stucchevoli divisioni tra fede e scienza,che dovrebbero andare a pari passo ,visti i comuni intenti di verità, come mi confermò personalmente anche l’astrofisica italiana Fiorella Terenzi , che insegna matematica fisica e astronomia alla Florida International University (FIU) di Miami,esponente di frontiera della scienza ufficiale che studia i suoni dell’universo con l’approccio non solo numerico ma umanistico all’astrofisica moderna. La dott.ssa Terenzi mi disse che: ” dove la scienza o la fede non arrivano, l’altra da una mano , non c’è contraddizione e neanche conflitto fra intuizione e ragione,analisi e arte,fede e scienza ,siamo noi che creiamo questi spaccamenti”. Detto questo , qualche anno fa è circolata una voce clamorosa filtrata dagli ambienti vaticani,che potrebbe confermare oltre la presenza di vita intelligente nel cosmo , anche quella aliena sul nostro pianeta,paventata da molti studiosi,facendo sorgere tanti dubbi sulle origini dell’uomo,creando una terza via di origini cosmica, dopo quella creazionistica della Chiesa o quella evoluzionistica Darwiniana,secondo cui discendiamo dai primati,da un brodo primordiale o secondo alcuni trilobite,primo organismo evoluente sulla Terra.Secondo alcune fonti ,confermate dalla dott.ssa keren Hudes che lavorò come consulente senior nel dipartimento legale della banca mondiale per più di vent’anni, laureata nell’università di Yale , la quale evidentemente aveva fonti privilegiate ,in una data imprecisa degli anni novanta del XX°secolo,durante alcuni lavori di ristrutturazione di una vecchia cantina di secoli ubicata sotto la biblioteca del Vaticano, sarebbero stati ritrovati scheletri di natura sconosciuta,che qualcuno ha ipotizzato essere di provenienza non terrestre , con crani allungati, non conformi a quelli umani di quella statura così piccola. Pare che a seguito dell’inusuale scoperta il servizio di sicurezza del Vaticano si sarebbe affrettato a interdire qualsiasi accesso alla biblioteca.Un portatore della Santa Sede avrebbe espresso timori molto grossi per questa clamorosa scoperta e secondo alcune fonti di stampa,l’allora di Papa Giovanni Paolo II ,pare dietro richiesta di alcune organizzazioni  segrete mondiali , diede ordine di stendere un velo di silenzio sulla eccezionale scoperta,che fu classificata Secretum Omega di livello 1 dal S.I.V , Il servizio segreto del vaticano,che corrisponde al Cosmic Top Secret della Nato.Questi presunti ritrovamenti in sotterranei antichi di secoli,confermerebbero che la Santa Sede sarebbero alla conoscenza dell’esistenza di creature aliene nell’universo già da tempo, e del resto la Chiesa sta seriamente esternando molte dichiarazioni sulla vita esogena e sulle origini extraterrestri dell’uomo. Stranamente negli anni venti del secolo scorso,julio Tello, il più autorevole archeologo del Perù,terra di misteri leggendari,durante una campagna di scavi in una zona a sud della capitale Lima,portò alla luce un’antica necropoli dove furono trovati scheletri in posizione seduta con teschi deformati e straordinariamente allungati su piccoli corpi,che sono gelosamente conservati ed esposti attualmente al museo  di storia di Paracas. La coincidenza è piuttosto sospetta.Ma facciamo un ulteriore passo indietro in tempi remoti , dove si percepisce che la Chiesa potrebbe essere a conoscenza di segreti inconfessabili sulle origini dell’uomo.Sin dai tempi di Mosè quando mostrò agli ebrei le cosiddette ”tavole della legge” sul monte Oreb,la montagna sacra che domina la penisola del Sinai,oggi denominata Gebel Musa , ovvero sia Monte Mosè ,usò una parola al plurale per identificare l’autore delle leggi ” sono scritte col dito di Dio”, ma per dire Dio ,usò la parola Elhoim che forse si riferiva agli angeli,che nel termine ebraico dovrebbe significare” messaggeri”.Forse Mosè incontrò messaggeri celesti di origini cosmica che volevano orientare l’umanità verso valori spiritualmente positivi e al  monoteismo? Sul fatto poi della presunta origine aliena negli archivi segreti della Chiesa Cattolica ,basta citare quello che in maniera inequivocabile è scritto nei testi sacri, e che somiglia molto a cocktail di ingegneria genetica umano-aliena ante-litteram, che a mio modesto avviso non sminuisce la genesi umana creazionistica come dottrina della chiesa, ma invece la rafforza ,perchè nella Bibbia si parla di un Dio Re dell’universo ,non solo della Terra.Nel capitolo 6 ,paragrafo 1-2 della Genesi c’è scritto :” quando gli uomini si cominciarono a moltiplicare sulla Terra e nacquero le loro figlie , i figli di Dio videro che le figlie degli uomini erano belle e ne presero per mogli quante ne vollero”.Sempre nella Genesi , capitolo 6,paragrafo 4, si legge che:” C’erano sulla terra i giganti a quei tempi e anche dopo quando i figli di Dio si univano alle figlie degli uomini e loro partorivano loro dei figli: sono questi gli eroi dell’antichità,uomini famosi”.Del resto sono tante le icone religiose che collegano il nostro mondo al cielo e al cosmo,come per esempio l’arca dell’alleanza,contenente le tavole della legge ricevute da Mosè e dai” messaggeri celesti”prima citati,ma secondo studiosi di frontiera un manufatto extraterrestre fonte di indicibile potenza. Secondo questi studiosi ,la difesa americana ,la NASA e il NORAD stavano tentando di mettere a punto delle armi di nuova concezione , definite ”salomoniche” ,definizione ripresa dal Re Salomone , utilizzando descrizion bibliche , e l’arca dell’alleanza rientrava in questi progetti TOP-SECRET.Un’altra icona biblica come” la torire di babele” è stata definita Etemenanki :”il luogo ove la terra si unisce al cielo .Secondo l’archeologo tedesco Helmuth Uhlig,esperto traduttore dal sumero ,la torre era puntata verso gli astri,e sulla sommità c’era il cosiddetto Shauru o stanza del Dio,dove era solito atterrare il Dio Marduk , come confermato anche dallo storico Erodo. Qualche tempo fa ha paragonato la torre al moderno progetto nasa dell’ascensore spaziale.Fantasie?Ma se pensiamo che Giordano Bruno,filosofo,scrittore e frate dominicano, libero pensatore italiano nato a Nola nel 1548, nel suo libro ”De l’infinito et mondi” osò teorizzare la pluralità dei mondi abitati e fu condannato per eresia della santa inquisizione ,portato a rogo nel 17 Febbraio del 1600, dove fu bruciato in campo dei fiori,vediamo che nella prima volta forse nella storia, uno studioso veniva eliminato per aver proposto una teoria scientifica nuova in Europa. Nel suo tomo ,egli affermò che : ”  di conseguenza, di ha buon senso non può immaginare che tutti questi innumerevoli mondi siano popolati e che non vi alberghino abitanti,uguali o perfino superiori a quelli della nostra terra ,ai quali,come noi,un sole invii i suoi raggi fecondi.”Anticipò,anche con più di 400 anni in anticipo,scrivendo di altri mondi,la scoperta dei cosiddetti esopianeti e del resto difese a spada tratta le teorie di Copernico, l’astronomo polacco,che non prevedeva certamente la terra come centro dell’universo.Una curiosa coincidenza prima della sua dipartita riguarda il soggiorno in Francia ,perchè oltre ad essere stato a Parigi,si recò a Tolosa ,dove oggi ha sede il Cnes,il centro spaziale francese,con una sottosezione dominata Geipan diretta attualmente da Xavier Passot,dove si studiano i rapporti di avvistamenti aerei non identificati. Se si è amanti della verità storica non si può non citare che anche Galeo Gailei rischiò il rogo per aver osato dichiarare che la terra girava attorno al sole e non viceversa,con l’aiuto del suo cannocchiale , a quei tempi un oggetto sicuramente eretico in quanto dava problemi all’establishment scientifico e religioso dell’epoca.Lo salvò dal rogo proprio il suo principale accusatore , il cardinale Roberto Bellarmino(1542-1621),come riportato dalla Collectanea Archivi Vaticani ,l’archivio segreto Vaticano , in un volume di 550 pagine sul suo processo .Anche in antichi dipinti religiosi ci sono rappresentazioni anomale che confermano come Giordano Bruno e Galileo Galilei non erano certamente eretici ma solo studiosi del loro tempo.Molti artisti di altre epoche storiche inserivano nelle loro opere strani oggetti che sembravano somigliare agli ordignioggi avvistamenti nei cieli di tutto il mondo ,osservati da loro stessi o testimoniati da altri.Ne citiamo solo uno ,ma ce ne sono tanti altri ,perchè tale dipinto è emblematico di tutta la questione ; ci riferiamo a una pittura del XV°secolo , intitolata ”La Madonna e San Giovannino”,scene di natività del pittore fiorentino Filippo Lippi,quadro esposto in un vecchio palazzo a Firenze nel salone saturno.L’oggetto ,che emana uno strano bagliore raffigurato nel dipinto,non può essere considerato una cometa come la stella di Betlemme ,perchè a differenza delle comete è opaco, ed è osservato da un pastore con il suo cane che abbaia all’oggetto stesso,di fianco alla spalla sinistra della Madonna , ed è risaputo che gli animali in presenza di strani ordigni hanno anormali reazioni.In Vaticano ,per definire il termine UFO, si utilizza una sigla latina :”RES INESPLICA VOLANTES”,a dimostrazione dell’interesse della Chiesa per questi fenomeni,generato anche da importanti riferimenti negli antichi testi sacri,come abbiamo visto  , oltre che nelle antiche vestigia , tante volte associate a ipotetici antichi astronauti,come per esempio le mura megalitiche di Baalbek in libano,Gobekli in Turchia ,la piana di Giza in Egitto , i misteri precolombiani delle Americhe ,ecc… Avvenimenti biblici come la distruzione di Sodoma e Gomorra richiamano alla mente un’esplosione nucleare , ma causata da chi o cosa , con l’onda d’urto nella zona piena di giacimenti di salgemma ,che trasformò la moglie del patriarca Lot in una statua di sale ,conseguenze fisiche somiglianti alle esplosioni nucleare di Hiroshima e Nagasaki durante gli atti finali della seconda guerra mondiale .La bibbia tra l’altro parla anche di patriarchi come Enoch ,che vengono rapiti in cielo da ordigni volanti misteriosi . E proprio un padre salesiano , Don Carlo Crespi fu autore di una scoperta ”scomoda” . Nato a Legnano nel 1891  e morto nel 1982 , fu un prete missionario che visse nella piccola città di Cuenca in Ecuador . Era una persona dai mille interessi come educatore ,musicista,botanico,umanista e antropologo.Nel 1927 si guadagnò rispetto da una tribù locale dei jibaro ,che gli donarono in segno di riconoscenza per la sua opera,manufatti archeologici risalenti ad un’epoca sconosciuta,trovati in un tunnel sotterraneo nella giungla dell’Ecuador. Molti di questi manufatti erano in oro,con incisioni di geroglifici in una lingua sconosciuta ,che ancora oggi nessuno è riuscito a decifrare. Padre Crespi si rese conto che quegli oggetti presentavano inquietanti analogie con l’iconografia delle antiche civiltà mesopotamiche e con civiltà antecedenti il diluvio universale , e si rese conto che quei geroglifici potevano essere la lingua madre dell’umanità prima del diluvio. Nel 1960 ottenne dal vaticano l’autorizzazione a creare un museo nella missione salesiana a Cuenca , dove conservò gli strani reperti da lui trovati, ma un misterioso incendio discusse la struttura .Padre Crespi riuscì a salvare alcuni pezzi che nascose in un luogo sconosciuto. Nel 1969 Juan Moricz un archeologo ungherese su indicazione di Crespi esplorò la caverna dove il prelato aveva trovato gli strani manufatti , e reperì in incisioni arcaiche simili a geroglifici: statue antiche ,oggetti d’oro,argento e bronzo,scettri,elmi , dischi e placche. Un’altra strana spedizione fu quella nel 1976 del ricercatore scozzese Stanley Hall, alla quale partecipò il famoso astronauta americano Neil Armostrong ,il primo uomo che mise piede sulla Luna il 21 Luglio 1969,protagonista del recente film sulla sua storia e dell’apollo 11 , interpretato dall’attore Ryan Gosling , dal titolo ”il primo uomo” . L’astronauta della Nasa riferì che i tre giorni nei quali rimase all’interno della caverna furono ancora più significativi del suo leggendario viaggio sulla luna .Secondo Padre Crespi la maggioranza dei reperti provenivano da una grande piramide sotterranea. Quando il prete morì la sua collezione è misteriosamente scomparsa, ma qualcuno ha rilevato che probabilmente i reperti sono stati inviati in  gran segreto a Roma,dove sarebbero custoditi in un caveau del Vaticano. Ma cosa si vuole occultare , quale valenza avrebbe per l’umanità sapere che discendiamo da un ‘unica avanzata civiltà globale antidiluviana? Questa antica civiltà viene dalle stelle e la chiesa ne è al corrente,teoria che contrasterebbe quella creazionistica? Se consultiamo una qualunque enciclopedia ,ogni antica civiltà terrestre parla di Dei venuti dal cielo. La Bibbia stessa ci dice che Dio è in cielo ,Re dell’universo , Gesù Cristo , quando è stato crocifisso è asceso al cielo, e gli angeli vengono dal cielo. Tutto riconduce al cielo e allo Spazio infinito. E strani avvenimenti tra famosi esponenti della Chiesa Vaticana  ed emissari, diciamo così del Cosmo , se ne possono raccontare. Papa Pacelli , ovvero Pio XII ,nel 1950 raccontò che mentre passeggiava nei giardini vaticani assistette allo stesso fenomeno del sole rotante verificatosi a Fatima nel 1917 che lui stesso potè guardare senza accecarsi , ma effettivamente era il Sole? Di sua mano vergò un documento dove narrava della vicenda, firmato da lui stesso,documento che fu esposto nel 2008 in una mostra Vaticana dedicata a lui stesso e nel cinquantenario della morte. Ma forse l’evento più clamoroso tra leggenda e realtà accadde ad Angelo Roncalli , il Papa buono Giovanni XXIII, che nel 1961 due anni prima di morire avrebbe incontrato un emissario cosmico nei giardini di Castel  Gandolfo , alla presenza di un testimone d’eccezione, il suo particolare segretario Monsignor Loris Francesco Capovilla. Pare che Papa Giovanni ebbe con questo” inviato ” un colloquio di circa venti minuti , del cui contenuto ovviamente non si sa nulla, poi l’emissario voltò le spalle (!) e se ne ritornò nell’oggetto luminoso da dove era disceso. Monsignor Capovilla non ha mai confermato,tenuto evidentemente al segreto ecclesiastico,ma neanche mai smentito questo straordinario incontro ,anzi in una dichiarazione affermò che il Papa gli confidò che<<i figli di Dio sono dappertutto ,anche se a volte abbiamo difficoltà a riconoscere i nostri stessi fratelli>>. In seguito in piena audienza generale Papa Giovanni dichiarò che <<potremmo senza dubbio ascoltare alcune voci che prima ci erano ignote ma si tratta sempre di voci che dal cielo scendono sulla Terra , e che  hanno il riflesso dell’onnipotenza del Padre Celeste >>. Da più fonti  , tra l’altro, si è anche saputo che Papa Giovanni impedì nel 1962 , durante la crisi di Cuba tra USA e URSS,l’olocausto nucleare , scrivendo accorate lettere ai due leader di John Kennedy e Nikita Kruscev. Ricordiamo che storicamente anche un ‘ altro Papa, Leone I , detto Leone Magno , fermò all’epoca dell’Impero Romano l’avanzata di Attila ,re degli unni,verso la conquista di Roma.Questi segreti sono ben custoditi dal già citato SIV,i servizi segreti del Vaticano,che ebbero la loro genesi  già  nel 1566,creati da Papa Pio V , che qualcuno chiama entità ,e come vedremo segreti ce ne sono .Non dimentichiamo poi i famosi archivi vaticani con i relativi enigmi degli ultimi 12 secoli dell’umanità e forse ancora più antecedenti ,con i suoi 85 km di scaffali,con camere climatizzate per poter conservare documenti molto importanti e ,tra l’altro , antichissimi, bunker a prova di bomba atomica; e da anni si parla di rifugi nucleari in Vaticano.Tornando ai tanti loro segreti,ne cito alcuni tra realtà e mistero, che difficilmente gli organi preposti confermeranno, come il ”cronovisore” , un ipotetico dispositivo in grado di captare e riprodurre immagini e suoni provenienti dal passato, invenzione attribuita Padre Pellegrino Ernetti , nato nel 1925 , ed è passato a miglior vita nel 1994.Egli era un monaco benedettino,profondo esperto di musica antica,filosofo,laureato in fisica,appassionato di elettronica e per molti anni esorcista ufficiale della Diocesi di Venezia.Per non dilungarci troppo, pare che tra l’altro , Padre Ernetti,in compagnia di un certo Wernher Von Braun e di un certo Enrico Fermi, quest’ultima voce non confermata , affermò aver assistito alla passione e crocifissione di Gesù .Queste rivelazioni provengono da una fonte molto attendibile ,il prelato francese Padre Francois Brune. Un altro mistero ecclesiastico fu anche riportato dall’agenzia Ansa e subito occultato dai circuiti internazionali ,quello della sonda Siloe,progetto ultrasegreto con tecnologia NASA , finanziato dal Vaticano , che prevedeva il monitoraggio di un misterioso corpo celeste in fase di avvicinamento del nostro Sistema Solare. L’etimologia del nome Siloe compare due volte nel Nuovo Testamento , in Luca 13.4 e Giovanni 9.7. In quest’ultimo passo del Vangelo si parla del miracolo della guarigione del cieco dalla nascita,da parte di Gesù. Siloe significa ”l’inviato” e Gesù Cristo rappresenta l’inviato per eccellenza . Un altro avvenimento misterioso riguarda un presunto incontro tra una delegazione di varie personalità guidate dal presidente americano Dwight Eisenhower nel 1954 con una delegazione ”aliena” nel campo di aviazione di Muroc Air Field , oggi denominata base Edwards . All’incontro avrebbe partecipato anche l’arcivescovo di Los Angeles James Mc Intyre e l’arcivescovo di Detroit  Edward Mooney , che successivamente senza chiedere il permesso informarono dell’incontro l’allora Papa Pio XII . Recentemente in un convegno il clamoroso evento è stato confermato da Laura Magdalene Eisenhower, pronipote del presidente. Come sappiamo Dwight Eisenhower fu il coordinatore dello sbarco alleato in Normandia ,il famoso D-day , una delle pagine più  famose della seconda guerra mondiale che ne hanno  deciso le sorti. Questi enigmi che ho citato la dicono lunga sui segreti vaticani. Vaticano che ,tra l’altro ,possiede osservatori astronomici in varie parti del mondo,oltre quello di Catel Gandolfo , come  a Tucson , in Arizona e quello che si trova in Alaska ,adibito alla ricerca extra terreste ,uno dei più tecnologicamente avanzati . Recentemente poi il teologo tedesco Armin Kreiner ,con il plauso del cardinale Gianfranco Ravasi ,responsabile del dicastero della cultura in vaticano , ha scritto un libro pubblicato dalla querignana ,edizioni cattoliche , intitolato ” Gesù,gli UFO e gli alieni ”, dove afferma che l’esistenza di entità extraterrestri non metterebbe minimamente in dubbio la tradizione cristiana.Nel mese di marzo del 2014 poi duecento esperti mondiali sulla ricerca di vita extraterrestri si sono riuniti ,guarda caso, proprio a Tucson in un convegno organizzato dalla direzione della Specola Vaticana, per rispondere alla millenaria domanda se siamo più o meno soli nell’universo. Ma perchè il Vaticano ne è così interessato? Sanno già qualcosa sulle origini dell’uomo che non è stato rivelato? In effetti, però , dichiarazioni più o meno ufficiali di  alti esponenti della chiesa non mancano.Durante un messa , lo stesso Papa Francesco,che piace molto alle masse per la sincerità espressa nei suoi discorsi , disse che: ” Se domani giungesse una spedizione di ”marziani e uno dicesse ”io voglio il battesimo”,cosa succederebbe?”. Padre George Coyne ,già direttore della Specola Vaticana,affermò:”Battezzare gli extraterrestri?”Perchè no?!”. Lo stesso Padre Pio,dichiarò che :” l’onnipotenza di Dio non si limita solo al pianeta Terra”. Monsignor Corrado Balducci demonologo e ufologo in pectore del Vaticano disse prima di passare a miglior vita :”Non credere agli UFO e alla presenza di altri esseri viventi è peccato”. Padre Guy Consolmagno , gesuita e astronomo della Specola Vaticana ,oltre che curatore di un museo delle meteoriti disse:”Tommaso D’Aquino parla di molteplici mondi ,la Bibbia e scienza divina, un lavoro su Dio.Non c’è nulla nelle sacre scritture che contraddice la vita intelligente nell’universo”.Per finire il cardinale Ersilio Tonini dichiarò che : ” Se gli extraterrestri esistono sono figli di Dio”.E con questo ci siamo limitati solo alla chiesa cattolica perchè se abbracciamo altre religioni,i misteri sono altrettanto sconvolgenti , anche se (ovviamente) abbiamo citato solo quelli relativamente noti . Certo è fuori dubbio che  la chiesa sa molto di  più di quello che afferma , sulla vita extraterrestri e sulle presunte origini aliene dell’uomo. Ma lungi da noi dare giudizi sommari, esponiamo secondo il nostro costume solo fatti e testimonianze ,la nostra non vuole essere certamente una sorta di critica alla chiesa,ma una esaltazione dei suoi affascinanti misteri religiosi secolari che riguardano anche la vita extraterreste intelligente e le ancora non chiarite origini dell’uomo,misteri che intrigano molto,frutto delle ricerche di tanti studiosi ; insondabili misteri che sono l’anticamera della scienza e della spiritualità,come sosteneva un certo Albert Eistein . Per finire citiamo una bella frase di Dante Alighieri estrapolata dalla sua celeberrima Divina Commedia:”Puro e disposto a salir le stelle”.

Le origini aliene dell’Umanita’

Alla scoperta delle nostre origini tra Mito e Scienza

uomo alieno

-Eugenio Palese

Vorrei iniziare facendo una breve premessa: mi corre l’obbligo di sottolineare che il nostro lavoro di ricerca, pur partendo da basi concrete sia storiche che scientifiche consiste nel formulare ipotesi che adattino, attraverso un ragionamento logico, miti e leggende, vecchi e nuovi, a tali basi. Per questo motivo tali ipotesi, pur essendo per loro natura opinabili, tracciano una strada che noi del C.U.T. seguiamo sin dalla nostra costituzione e che seguiremo fino a ché qualcuno ci dimostri, dati alla mano e senza pregiudizi, che ci stiamo sbagliando. Con questo non voglio dire che le nostre affermazioni sono la verità fino a prova contraria, anzi, ma vuole essere una sorta di “provocazione” a chi è in grado di squarciare quel velo di ignoranza (intesa letteralmente come “non conoscenza”) che accompagna l’uomo da quando si è reso conto che tutto ciò che lo riguarda è in realtà avvolto dal mistero più assoluto! Quando ci si approccia agli argomenti che noi trattiamo, se escludiamo quelle “menti sin troppo aperte” che vedono misteri e complotti ovunque, c’è la tendenza ad un eccesso di criticità e di scetticismo ingiustificato dovuto al fatto che siamo stati costretti, sin da piccoli, ad accettare ciò che ci viene insegnato come l’unica verità possibile. Questo atteggiamento sfocia il più delle volte in una sorta di fondamentalismo negazionista che non dà spazio ad alcuna forma di confronto! In realtà i “veri scettici” siamo noi! Si, è proprio così! Il più delle volte non ci si rende conto che persino i termini che noi utilizziamo tutti i giorni possono essere usati in modo errato perché hanno, in realtà, un significato diverso da quello erroneamente attribuito (quello che in giurisprudenza viene definito “errore ostativo”); cosicché il termine “scettico”, che deriva dal greco “skepticos”=incline al dubbio, può essere riferito solo a colui, o a coloro, che, avendo dei dubbi è portato a fare ricerca per cercare di dissiparli. Noi facciamo ricerca, quindi, noi siamo “i veri scettici”! Così come il termine “mitologico”, che viene utilizzato per attribuire ad un evento una sorta di alone fantastico, in realtà deriva dal greco “mitos” che nell’antica grecia faceva riferimento a dei fatti di cronaca realmente accaduti. Lo stesso termine “religione”, infine, a cui ufficialmente non viene attribuito un preciso significato ma che indica qualcosa che ha attinenza col “sacro”, in realtà, secondo molti antropologi e linguisti, anticamente era sinonimo di “conoscenza”! Tutto il nostro lavoro è incentrato, quindi, alla scoperta dell’uomo e delle sue origini, dove l’Ufologia è solo un pretesto ed un mezzo per cercare di dare risposte alle domande che ci poniamo da sempre (chi siamo…da dove veniamo… qual è il nostro scopo nella vita…etc. etc.) e, come affermiamo nel nostro “blog” alla voce “chi siamo”, la ricerca dell’alieno essere superiore non è fine a sé stesso ma solo una “scorciatoia” per ottenere risposte  a queste domande da “eventuali fratelli maggiori”, qualora siano effettivamente vicino a noi!
Da diverso tempo, ormai, si sta facendo strada una teoria, non proprio nuovissima, sulle origini e l’evoluzione dell’uomo: la “teoria del Disegno Intelligente” che si contrappone fortemente a quella dell’”Evoluzionismo Darwiniano”. Un nutrito gruppo di scienziati di varie branche sostengono l’inadeguatezza di quest’ultima, che presenta effettivamente parecchi lati oscuri, a spiegare la rapida evoluzione delle specie viventi (soprattutto l’uomo), che avrebbero avuto, quindi, troppo poco tempo per svilupparsi in maniera così diversificata, e rispondendo a tale inadeguatezza, sostengono che una “forma di intelligenza” è intervenuta, in un certo momento della Storia Universale, per creare la vita sulla Terra e provocare dei “salti evolutivi programmati”. Non si tratta dell’adattamento scientifico del “Creazionismo Religioso” in quanto il “disegno” riguarda non solo la Terra e le specie viventi che le abitano ma l’intero Universo (o addirittura il Multiverso). Tuttavia sembra proprio coincidere con quanto affermano, sia pure in maniera “allegorica”, tutte la grandi tradizioni spirituali (Religioni). Per quanto incredibile possa essere, tale teoria va presa molto seriamente in quanto ad affermarlo sono scienziati di primissimo livello (un esempio per tutti il Premio Nobel, scopritore del Genoma Umano, Francis Crick). Ecco un elenco di questi scienziati e le loro teorie: Due matematici kazaki, il dr. Vladimir I. Cherbak dell’Università Nazionale del Kazhakistan al-Farabi ed il dr. Maxim A. Makukov dell’Isituto Astrofisico Fesenkov sostengono la “Teoria del Seti Biologico”: secondo loro un segnale intelligente è incorporato nel nostro codice genetico; si tratta di una forma di segnale extraterrestre dalla maggiore longevità rispetto a qualsiasi altra forma di comunicazione in quanto una volta fissato rimane completo ed invariato su scala cosmologica, essendo il DNA la più durevole struttura conosciuta, e può essere spedito attraverso lo spazio ed il tempo. La struttura del DNA presenta in maniera assolutamente precisa delle impronte aritmetiche ed ideografiche del linguaggio simbolico (Semiotica) che porta ad una sola conclusione: è stato inventato miliardi di anni fa lontano dal nostro sistema solare da “ super-esseri” impiantandoli attraverso quella che viene definita “Panspermia Cosmica”! Questa teoria ha generato a sua volta un’altra teoria (molto sfruttata in cinematografia nella saga di “Matrix”), che identifica l’Universo come una sorta di Matrice Olografica” simile ad un programma informatico nella quale il “programmatore ha generato il codice genetico della vita”! Uno scienziato sostenitore di questa teoria è lo spagnolo Antonio Martinez, dottore in medicina ed oftalmologo, membro dell’ Associazione Internazionale Medici e chirurghi per l’Integrità Scientifica, il quale afferma che la “vita” non si può spiegare come un “ fattore casuale” soggetto a mutazioni improvvise come viene invece affermato nelle teorie neo-darwiniste. Com’è stato possibile che una specie si sia evoluta in un’altra più complessa ed in un tempo, cosmologicamente parlando, così relativamente breve? In effetti già da tempo i biologi hanno scoperto che un essere monocellulare per evolversi in uno pluricellulare ha bisogno, in condizioni ottimali, di almeno un miliardo di anni, figuriamoci in forme così diversificate come noi le conosciamo! Le similitudini tra la scienza attuale e le antiche tradizioni spirituali sono di una evidenza che ha dell’incredibile: il DNA si presenta nella sua struttura come una sorta di scala a chiocciola che necessita di 10 pioli per effettuare un giro completo: esattamente come avviene per l’Albero della Vita della Cabala Ebraica che conta 10 “Sephirot”! Lo studioso Stephen Skinner nel suo libro “Geometria Sacra” ha dimostrato che guardando il progetto geometrico del DNA dall’alto assume la forma della lettera greca Phi, che rappresenta il numero aureo 1,6180…, utilizzato in antichità come unità di misura delle distanze geomantiche dei siti sacri terrestri. Il fisico americano Andrej Linde sostiene che l’Universo (o meglio il Multiverso) possiede una impronta uniforme disegnata affinché possa adattarsi esso stesso all’uomo. Tale teoria è conosciuta come “Principio Antropico”, sviluppato per la prima volta nel 1997 dal fisico britannico Brandon Carter, docente all’Università di Cambridge, secondo il quale l’Universo presenta delle leggi fisiche “tarate” per far emergere la vita. Per Linde, quindi, la vita non sembra essere una componente accidentale dell’Universo ma “il suo fine ultimo”! Spazio, tempo e soprattutto coscienza sono componenti fondamentali dell’Universo e formano un sistema unico: la Creazione esiste in quanto vi è qualcuno che la osserva, ossia l’Uomo! Del resto le antiche tradizioni spirituali sostengono che “Tutto è uno”, ed a dimostrazione di ciò basti ricordare che la materia di cui sono fatti gli esseri viventi è a base di carbonio, elemento principale presente nelle Stelle. Anche il fisico americano James Gardner, attraverso la sua “Teoria dell’Universo Autocosciente”, afferma che le vere “costanti fondamentali dell’Universo sono la Vita e l’Intelligenza e che nei primi momenti di vita di questo e di altri Universi (cosiddetti “Universi a Grappolo”) un’intelligenza altamente evoluta (che convenzionalmente definiamo “Dio”) li ha provvisti di un insieme di leggi fisiche costanti sotto forma di un “codice cosmico” finalizzato alla vita che, una volta giunta al massimo dell’evoluzione, ossia alla “vera consapevolezza”, è destinata a ripetere il “ciclo”! (Ciò confermerebbe l’esistenza di antiche civiltà terrestri super-evolute che ci hanno preceduto ciclicamente!) Fin qui il parere degli “esperti”, e per questo il mio ringraziamento va all’ufologo Adriano Forgione per l’articolo di stampa rigorosamente scientifico che ha pubblicato sul web e da cui ho attinto per presentare queste affascinati teorie. Ma la parte “scientifica” non finisce qui, anche perché bisogna tentare di rispondere, azzardando sempre delle ipotesi, ad alcune domande fondamentali: chi può essere questa forma di vita altamente evoluta alla base della Creazione? Alieni? Oppure un Super Essere Primordiale (che definiamo convenzionalmente Dio), o ancora, come ipotizzano alcuni fisici quantistici attraverso la “Teoria dell’Universo Olografico”, il nostro ”Super Io Primordiale” (definito dagli stessi fisici con gli acronimi ZPE=zero point entity o ZPM=zero point module) che ci controlla e guida dall’Iperspazio in attesa di una ricongiunzione in una sorta di “Megaverso Congelato” da cui tutto ha avuto inizio, o, per finire, ci troveremmo in una sorta di “prigione digitale” controllata da alieni dove realtà, tempo e spazio sono solo una illusione, come afferma sulle pagine del Mirror Nick Bostrom, un filosofo transumanista dell’Università di Oxford, teoria avallata, tra l’altro, dal Direttore del Centro per il Calcolo Evolutivo ed Automatizzato del Jet Propulsory Laboratory della N.A.S.A. Rich Terrile. Si tratta, del resto, di una teoria non del tutto nuova se consideriamo il “Mito della Caverna” di Platone e quello del “Cogito Ergo Sum” (=penso quindi sono) di Cartesio con le quali viene spiegato che “l’uomo esiste solo perché è in grado di mettere in discussione la realtà!”
In conclusione vorrei riportare la teoria del Dr. Ellis Silver, un ecologista e ricercatore specializzato nelle tecniche di disinquinamento degli oceani, tratta dal suo libro da titolo “Humans are not from Earth: a scientific evaluetion of the evidence” (Gli umani non provengono dalla Terra: una valutazione scientifica dell’evidenza) e riportata dalla rivista Nexus: egli afferma che le prove della non originalità dell’uomo sulla Terra e che la sua evoluzione non sarebbe avvenuta insieme alle altre forme di vita sul pianeta sono evidenti in maniera rigorosamente scientifica: oltre alle differenze canoniche riguardanti l’intelligenza, la coscienza, la capacità di costruire manufatti attraverso il cosiddetto “pollice opponibile”, etc., le differenze fisiologiche tra l’uomo e le altre forme di vita si evidenziano nel fatto che mentre la Terra soddisfa pienamente l’esigenza degli altri esseri viventi, l’uomo sembra essere, malgrado sia la specie più evoluta e presente in ogni angolo del pianeta, un disadattato perché inadatto e non equipaggiato per l’ambiente terrestre: le scottature provocate dal Sole e l’abbagliamento dei nostri occhi ci dimostrano che la nostra pelle ed i nostri occhi sono inadatti a sopportare i raggi di questa stella; anche le difficoltà che le donne incontrano durante il parto perché la testa del bambino è troppo sviluppata può essere un segno di tale inadeguatezza; ed infine il fatto di soffrire di mal di schiena sembra mostrare che l’essere umano sia stato concepito per un ambiente a gravità più bassa. Gli animali ,come le piante, si sono adattate ciascuno al proprio ambiente ed alle proprie esigenze (p.e. le lucertole non hanno gli stessi problemi dell’uomo per l’esposizione alla luce solare). Sembra, addirittura, che il nostro orologio biologico sia tarato per la durata di 25 ore giornaliere e non di 24! Secondo Silver, quindi, la Terra potrebbe essere stata un’antica prigione dove tra i 60.000 ed i 200.000 anni fa furono portati i nostri progenitori in una sorta di “Botany Bay” ante litteram! Fantascientifica anche questa teoria? Secondo un recente documentario, rigorosamente scientifico, mandato in onda sull’emittente televisiva “Focus”, un gruppo di scienziati della N.A.S.A. e del Progetto S.E.T.I., affermano che per poter colonizzare pianeti di altri sistemi solari simili (ma non identici) alla Terra sarà più semplice ed efficace, piuttosto che “terraformare” questi ambienti, modificare il DNA umano per meglio adattare l’uomo alla “nuova casa” (così come si fa già da tempo per le colture O.G.M.). Questo procedimento biologico, a detta di questi scienziati, sarebbe possibile sin da adesso! Come ulteriore conferma di ciò vorrei riportare un brano di una mia vecchia ricerca del 2001 sulle nanotecnologie: “Tra i nuovi prodigi tecnologici che ci portiamo dal XX° secolo vi è quello della “nanotecnologia” il cui scopo è quello di manipolare la materia a livello atomico producendo “chip” grandi al massimo 100 nanometri (un nanometro corrisponde ad un milionesimo di millimetro, ossia allo spazio occupato da dieci atomi di idrogeno messi insieme o ad un millesimo delle dimensioni di un batterio). L’applicazione pratica di questi microchips si realizza soprattutto nel campo della medicina (nanobiologia o nanomedicina) per quanto attiene alla diagnostica ed alla somministrazione controllata di farmaci. L’importanza che questo tipo di tecnologia riveste nei paesi occidentali è tale da essere uno dei pochi settori a veder crescere gli stanziamenti per la ricerca in maniera costante (solo negli U.S.A. nel 2001 sono stati stanziati 22 milioni di dollari e nel 2002 avranno un incentivo del 22%). Anche in Italia la ricerca in questo campo è all’avanguardia tanto da non avere niente da invidiare agli U.S.A.: il Prof. Claudio Nicolini, biofisico dell’Università di Genova, ha costituito nel 1994 la Fondazione Elba con lo scopo di svolgere ricerche in diversi ambiti della nanotecnologia che vanno dall’elettronica alle cellule fotovoltaiche ed alla medicina.Come già detto la nanobiologia è l’attività che genera più attenzione da parte dei ricercatori, ed in merito a ciò va segnalata la creazione dei “dendrimeri” ossia della molecole sferiche ricche di ramificazioni e cavità interne il cui scopo è quello di “alloggiare frammenti di DNA da usare per la terapia genetica”. Ma questo è solo l’inizio: lo scienziato americano Robert Freitas, già progettista della N.A.S.A. ed ora in forza a grandi aziende del settore delle nanotecnologie, ha “profetizzato” nel suo libro “Nanomedicine” che in un futuro non molto lontano sarà possibile creare un globulo rosso artificiale costruito con 18 milioni di atomi di carbonio uniti in una struttura a forma di diamante capace di trattenere una quantità infinitamente maggiore di ossigeno rispetto a quelli naturali permettendo, ad esempio, di stare tre oro sott’acqua senza respirare e senza l’ausilio di bombole di ossigeno. Un altro scienziato americano, Eric Drexler, sostiene addirittura che sarà possibile creare macchine così piccole da poter entrare nelle cellule per riconoscere e riparare ogni sorta di danno!” Queste testimonianze dimostrano che siamo arrivati ad un bivio: un salto evolutivo senza precedenti ci ha portato in poco più di un secolo a traguardi di sviluppo impensabili e mai contemplati nella storia conosciuta dell’Umanità, è forse questo il preludio ad uno stato di coscienza superiore, avallata dai movimenti “new age” e definita dai fisici quantistici “salto quantico”, attraverso il quale avremo finalmente alcune risposte? O è solo l’inizio della fine? (In questo caso tutti gli scongiuri sono leciti!) Nel frattempo cerchiamo di ipotizzare una “storia più antica dell’Umanità” e delle sue origini attraverso lo studio di antichi miti e leggende che vanno “reinterpretate” alla luce di quanto finora affermato, riscrivendola in maniera meno “allegorica” e più attinente alle reali ed attuali nostre conoscenze. Per meglio comprendere questo lavoro di “reinterpretazione” partiamo da un esempio: immaginiamo di riunire 10 bambini in età prescolastica, facciamo vedere loro le immagini dell’allunaggio dell’Apollo 11 e la prima passeggiata dell’uomo in tuta spaziale sulla luna, diciamo loro di descrivere la scena a modo loro e di dare un nome ai personaggi (in questo caso gli astronauti) ed alle cose (la nave spaziale ed il modulo lunare); orbene, ciascuno di loro descriverà l’avvenimento in maniera apparentemente diversa, dando dei nomi di pura fantasia o presi magari dai loro cartoni animati preferiti, ma il cosiddetto “arco mitologico” (cioè quello che in cinematografia viene definita la storia centrale di una vicenda complessa, che si dirama, cioè, in varie direzioni e sfaccettature) è lo stesso per tutti! Così, presumibilmente, sono nati i miti e le leggende più antiche in ogni angolo della Terra: ogni popolo ha dato nomi diversi ai personaggi di “quella” storia ed in maniera allegorica hanno descritto le loro vicende, ma il nucleo centrale di queste (cioè l’arco mitologico) è identico: la creazione dell’uomo da parte di esseri superiori, gli dei venuti dal cielo che ci hanno portato la civiltà, il mito del Diluvio Universale, etc. Non c’è alcun testo biblico, nessun libro di storia antica che non inizi riportando “l’avvento di esseri venuti da cielo” che hanno creato l’uomo e che lo hanno accompagnato sin dall’esordio della sua esistenza insegnandoli le prime fondamentali regole di vita ed i primi rudementi della scienza! 
Cominciamo con l’esaminare il libro che sin da piccoli siamo “abituati” a leggere o sentirci raccontare la cui storia è sinonimo di “verità assoluta”: la “Sacra Bibbia”. In realtà, come sappiamo, la parte di “estrazione Cristiana” riguarda solo il “Nuovo Testamento”, cioè dalla nascita di Gesù Cristo in poi, mentre quello che ci interessa ai fini di questa ricerca è l’Antico Testamento, ripreso dalla tradizione ebraica e modificato ad uso e consumo dei fondatori del potere temporale della Chiesa Cattolica.La parte relativa alla Genesi ci narra della Creazione da parte del Signore di tutto il Creato ed in fine dell’uomo avvenuto nel Giardino dell’Eden ( di cui ci fa una esauriente descrizione Enoch nel suo racconto quando fu prelevato dagli Angeli mandati da Dio e portato al suo cospetto dopo aver visitato diversi punti del pianeta). Da questo sito uscirono, ad immagine e somiglianza di Dio, il primo uomo, Adamo, e la prima donna, Eva (anche se, in realtà, prima di lei era stata creata Lilith, poi “trasformatasi in demone”!). Attenzione: Adamo ed Eva furono i primi, dice la Bibbia, MA NON GLI UNICI! Del resto, avendo avuto solo figli maschi (Caino, Abele e poi Seth), come potevano dare origine all’Umanità? Secondo una recente teoria antropologica, avvallata anche da stimati matematici, per avere oggi una popolazione di 7 miliardi di individui, malgrado la guerre, le pestilenze e le calamità naturali, ci sarebbe voluto un nucleo iniziale di almeno 2.000 unità! Da qui si fa strada un’ipotesi apparentemente sconvolgente e sacrilega ma che ha una sua logica: e se il “Giardino dell’Eden” fosse stato una sorta di “laboratorio di genetica”? Di fatto gli antropologi sostengono che i Cro-Magnon (ossia i primi “homo sapiens”) apparvero all’improvviso e soppiantarono i Neanderthal, ed ancora oggi si cerca “l’anello mancante” che ne spieghi l’origine e la successiva evoluzione. E se fosse avvenuta, quindi, una sorta di manipolazione genetica (effettuata chiaramente sui Neanderthal)? Questa Teoria, fantasiosa per quanto possa sembrare, colmerebbe le lacune suddette! Anche il “Popol-Vuh”, la Bibbia dei Maya Quichè del Guatemala, ci narra della Creazione del primo uomo fatto ad immagine e somiglianza del suo Creatore (denominato Tepeu=Creatore o Gucumatz=Modellatore) che non aveva genitori, e che era il risultato di ben tre tentativi: in maniera allegorica il primo utilizzando del “fango”, il secondo utilizzando il “legno” ed infine il “mais” per giungere all’uomo “completo” (anche nella Bibbia ebraico-cristiana si sostiene che Dio utilizzò il fango per creare l’uomo!). Ma la cosa più importante è che entrambi gli “scritti”, così come tutti gli antichi testi che hanno caratterizzato le credenze spirituali delle civiltà più antiche in ogni angolo della Terra, ci descrivono una “catastrofe globale” di “carattere punitivo” che falcidiò i “primi prodotti” della Creazione perché “non idonei” a soddisfare le “aspettative” (o i bisogni?) del loro Creatore: il “Diluvio Universale”. Proprio questa “antica memoria collettiva” ci induce a credere nell’effettivo accadimento di tale cataclisma, peraltro descritto in maniera pressoché identica: “…il cielo si oscurò e piovve una pioggia nera…” (probabilmente non solo acqua!). Tornando alla tradizione cabalistica della Genesi Umana colpisce in maniera particolare la storia narrata nel Libro di Raziel: all’indomani della cacciata di Adamo ed Eva dal “Paradiso Terrestre” (quello “Celeste” si riferisce al luogo di origine o alla dimora del Creatore) per aver mangiato il “frutto proibito della conoscenza” (allegoria del principio “non devi sapere senza autorizzazione”, anche se, in realtà, alcune interpretazioni parlano del frutto proibito come riferimento a quello della “longevità” che viene descritto come simile ad una “mela” mentre quello del “sapere” sarebbe in realtà simile all’uva, il che spiegherebbe la longevità dei primi patriarchi discendenti di Adamo); ciò avvenne perché istigati da Satana, un Angelo “caduto”, un demone o comunque un ribelle rispetto al “potere precostituito”, con l’evidente obiettivo di “boicottare” sistematicamente l’operato del Creatore! Il Signore, impietositosi per il dolore provato da Adamo, inviò il suo fidato Arcangelo Raziel per consegnarli il “Libro della Conoscenza” che conteneva non solo tutta la conoscenza ma anche la storia passata, presente e futura dell’Umanità: tramite questo libro l’uomo non solo sarebbe stato in grado, se usato con saggezza, di realizzare “miracoli”, ma avrebbe consentito ad Adamo ed ai suoi discendenti di “fare ritorno in Paradiso e di ricongiungersi col Padre”! Se sostituiamo il termine “miracolo” con “scienza” (quindi con capacità tecnologica) e la frase “far ritorno in Paradiso” con “ritorno al luogo (o pianeta) di origine” forse avremo una interpretazione più plausibile! Siamo, comunque, davanti ad una contraddizione in termini: perché il Signore, dopo essersi adirato con Adamo per aver avuto accesso alla Conoscenza senza il “suo permesso” si sarebbe poi prodigato a donargli addirittura una sorta di “Enciclopedia Universale Omnicomprensiva”? Questo “libro” si sarebbe successivamente tramandato tra i vari patriarchi biblici citati nella Bibbia per giungere infine ai cosiddetti “illuminati” appartenenti alle varie sette massoniche susseguitesi nel corso della storia umana, tant’è che la setta dei Rosacroce, una delle più famose, fa risalire proprio ad Adamo l’origine della loro costituzione. Ma se questo “libro” esistesse veramente quale “veste “ assumerebbe? Per alcuni potrebbe essere la Torah! Nel libro “Codice Genesi” scritto alla fine degli anni ’90 e pubblicato in Italia agli inizi del secolo, dopo una strana iniziale censura, dalla casa editrice Rizzoli, si evince una sorprendente coincidenza con quanto fino adesso affermato. Innanzitutto vorrei brevemente accennare il contenuto di questo libro: in questo reportage giornalistico (perché di questo si tratta!), emerge il fatto, estremamente suggestivo, che nella Torah si celi in realtà un messaggio codificato attraverso il quale viene rivelata la storia passata, presente e futura dell’intera Umanità, intesa non solo in senso generale ma addirittura riguardante ogni singolo individuo, che sarebbe stato decodificato grazie alla scoperta di una “chiave matematica” elaborata grazie a dei computer di ultima generazione (compreso, pare, quello del Pentagono), per quel periodo (parliamo degli anni ’90). Sembrerebbe un racconto di fantascienza se non fosse che i protagonisti sono delle persone reali ed al di sopra di ogni sospetto: iniziamo con l’autore Michael Drosnin, giornalista del N.Y.Times, dichiaratamente scettico nonostante le sue scoperte; Eliahu Rips, consulente del suddetto e noto matematico israeliano di fama internazionale già ospite in Italia della trasmissione televisiva “Il Maurizio Costanzo Show” dove diede efficace dimostrazione della decodifica di alcuni passi del libro compresi quelli riguardanti alcuni ospiti in studio; i dottori Alexander Ratenberg ed Alex Polishuk, colleghi del precedente ed elaboratori del “programma” (chiave) che ha portato alla scoperta del codice; i geologi del M.I.T. David Neex e Yuval Bentov, altri consulenti di Drosnin; ed infine alti dirigenti politici e militari israeliani tra cui il Generale Ben Israel, già capo del Dipartimento Scientifico del Ministero della Difesa Israeliana. A dimostrazione dell’autenticità di quanto viene sostenuto nel libro prendo come esempio un solo caso: almeno un anno prima era stato decodificato dalla Torah l’attentato e la morte del premier israeliano Isaac Rabin ad opera di un fanatico ebreo ortodosso com’è puntualmente avvenuto! Ma due sono i capitoli che mi hanno colpito e che sono legati indissolubilmente a questa relazione: il 6° dal titolo “L’Arca d’Acciaio” ed il 10° dal titolo “L’Alieno”. Orbene, questi due capitoli ci parlano di una storia a dir poco eccezionale: l’atterraggio di un’ “Arca d’Acciaio” nei pressi della Penisola del Lisan nel Mar Morto in tempi remoti, con la quale esseri alieni avrebbero portato il DNA umano e “creato” l’uomo a loro immagine e somiglianza! Sciocchezze? Il Premio Nobel Francis Crick, scopritore del genoma umano, sosteneva, senza ombra di dubbio, che il nostro DNA era stato portato tramite un veicolo parlando esplicitamente di “nave spaziale” (cosiddetta Teoria della Panspermia Guidata)! Così come la storia dell’uomo inizia con la comparsa delle prime forme di comunicazione come la scrittura, che risalirebbe “ufficialmente” a 3-4mila anni prima di Gesù Cristo, come dicono gli storici, così risulterebbe dalla traduzione dei testi sacri ebraici! Tutto ciò sembra indicare che anche il “Codificatore” della Torah fosse, quindi, si un essere umano ma non di origine terrestre. La “chiave del codice” era stata portata sulla Terra dalla stessa astronave che portava il DNA; le affermazioni come :…”Dio creò l’uomo a sua immagine e somiglianza” (Genesi), …”Dio consegnò a Mosè la Torah sul Monte Sinai” (come si ricorda nella festività ebraica dello Shavout), sono indicazioni che fanno pensare come tale suggestiva ipotesi scaturita dal libro di Drosnin (alla quale nemmeno lui, a dire il vero, crede molto!) non sia del tutto campata in aria! Ulteriori importanti testimonianze ci vengono riportate da due storici del passato: Manetone e Beroso. Iniziamo dal primo: era un sacerdote egizio del culto di Serapide (dio greco-egizio simile a Zeus) durante il regno del Faraone Tolomeo I° nel III° secolo a.C.. A lui si deve la prima cronologia della più antiche dinastie dei Faraoni egizi, ma le sue “cronache” iniziano addirittura all’indomani dell’ultima glaciazione avvenuta all’incirca nel 36.525 a.C.: ” …per 13.900 anni ci fu il “governo degli Dei”, per i successivi 11.025 anni ci fu il “governo dei Semidei e degli Spiriti della morte seguaci di Horus”, ed infine arrivò quello degli “Uomini”! Prima di questa era vi era stato un periodo di circa 95.000 anni in cui il clima era stato più mite della fine della precedente era glaciale, condizione ideale per far sviluppare intellettualmente e tecnologicamente una civiltà (forse le mitiche Iperborea, Atlantide, Mu e Lemuria?), ed in quel periodo, probabilmente, furono disegnate i più famosi “portolani” tra cui la “Carta di Piri Reis”. Reperti particolari, i cosiddetti O.O.P.Art. (out of place arctifact=reperti fuori posto) che sono ancora oggi oggetto di diatriba tra archeologi “ortodossi” e “non”, possono, se non altro per dei fattori coincidenti, farci ipotizzare l’esistenza, in un remoto passato, di civiltà organizzate socialmente e tecnologicamente molto evolute; le stesse Piramidi, che vengono ormai scoperte in ogni angolo della Terra, da quelle egizie a quelle meno note della Cina, del Mar del Giappone, del Mar Nero, della Bosnia, etc., tutte risalenti ad oltre 12.000 anni fa, a testimonianza che queste civiltà non erano localizzate in limiti territoriali ma erano distribuite su tutto il pianeta, il che fa presupporre l’esistenza di un avanzato sistema globale di comunicazione. Passiamo ora a Beroso, o Berossus (dal greco bell-rà ushu=il Signore è il mio pastore): era un sacerdote e storico babilonese dedito all’astrologia, vissuto tra il 350 a.C. ed il 270 a.C., e probabile contemporaneo di Alessandro Magno i cui successori gli affidarono l’incarico di compilare un riassunto dei testi sumeri-accadici che parlavano dell’arrivo sulla Terra degli Annunaki e degli eventi successivi fino alla caduta di Babilonia e dell’Assiria raccolto nei tre volumi della “Storia di Babilonia”, testi andati irrimediabilmente perduti tranne che per alcuni frammenti. Il primo di questi tre volumi tratta argomenti cosmologici: l’arrivo degli Annunaki sulla Terra 432.000 anni (o 120 sars o seroi secondo la loro unità di misura temporale) prima del Diluvio Universale, Dei portatori di conoscenze nelle arti e nelle scienze, e la storia mitologica dei fratelli Enki (o Ea) ed Enlil, del loro cugino Kingu e della madre di questi Tiamat, sconfitta in seguito dal potente Dio Marduk (piccola nota in margine: Enki ed Enlil vengono rappresentati come due serpenti piumati od alati e riportati nel “caduceo” simbolo della medicina sin dai tempi dell’antica Grecia, inoltre ricordano molto i simboli sacri dei Totem dei pellerossa americani, ad ulteriore dimostrazione della “globalizzazione” di questi antichi miti). Il secondo volume narra della Storia Umana nella quale il Diluvio Universale fa da “spartiacque” tra due epoche ben distinte: la prima caratterizzata dal “Regno dei Dieci Sovrani Antidiluviani” che avevano regnato in tempi lunghissimi misurati in sars o seroi (1 sars=3.600 anni) e contraddistinti dalla presenza di esseri definiti “uomini pesce”, perché usciti dal mare e sulla testa portavano un “qualcosa” simile alla testa di un pesce e sul dorso una sorta di “coda”, ma avevano testa ed arti umani (forse indossavano scafandri da sub?), che portarono agli uomini la civiltà insegnando loro arti e scienze ed assumendo il ruolo di “consiglieri” di tali sovrani (il più famoso di questi “uomini pesce” aveva il nome di Oannes, come riportato nelle sue ricerche dal noto ricercatore russo Zacharia Sitchin). Dopo il Diluvio la durata dei regni diminuisce e vengono calcolati in neroi (1 neroi=600 anni). Il terzo volume narra dei personaggi storici e dei sovrani che si sono succeduti fino alla caduta del Regno di Babilonia ed in particolare di quello più famoso di Nabucodonosor immortalato nella famosa Opera il “Nabucco” di Giuseppe Verdi. Per questa sua grandiosa opera Beroso sosteneva di essersi basato su documenti ufficiali che coprivano una enorme estensione temporale, e la decifrazione di alcune tavolette con incisi dei testi cuneiformi decifrate da alcuni studiosi francesi nel XX° secolo confermano quanto descritto nei suoi testi! Altre conferme di quanto riportato da Beroso, soprattutto per quanto riguarda gli eventi di grande portata, le troviamo ancora nella Bibbia: la Creazione dell’Uomo, il Diluvio Universale (con il protagonista Noé che prende il nome greco di Sisistro e babilonese di Utnapishtim), la confusione delle lingue (narrata nella vicenda della Torre di Babele), la longevità di molti personaggi antidiluviani; ciò fa pensare ad una forte influenza da parte delle “credenze sumerico-babilonese” verso la la religione ebraico-cristiana e non solo: un esempio per tutte lo troviamo nella morte e resurrezione di Gesù Cristo che ricorderebbe quella del dio mesopotamico Marduk e di quello egizio Osiride! Ma Beroso non era solo uno storico: le sue conoscenze dell’astronomia e dell’astrologia erano strumenti essenziali per la conoscenza dell’uomo, del suo passato e del suo futuro, questo grazie al fatto che poteva consultare delle tavolette astronomiche vecchie di 500.000 anni, a testimonianza delle antichissime conoscenze mesopotamiche che hanno contribuito a mitizzare quell’antica civiltà. Grazie a queste antiche conoscenze poté affermare che la Luna aveva un emisfero sempre luminoso ed uno sempre oscuro, spiegando già da allora le fasi lunari; che la vita umana aveva, ai suoi tempi, una durata massima di 116 anni; che quando i pianeti del nostro sistema solare erano allineati nel segno del Capricorno il mondo subisce una “inondazione” e che se sono allineati nel segno del Cancro subisce gli effetti deleteri del Sole! Questa periodicità dei cataclismi, che egli metteva in relazione alle ere zodiacali, è alla base del concetto di ciclicità della Storia Umana: una serie di ere comuni a tutte le antiche civiltà porta al concetto che “la storia si ripete” (non fu un caso che un personaggio famoso che dedicò gran parte dei suoi studi su Beroso e sulle sue ricerche fu Nostradamus!). Questa nozione è legata (manco a dirlo!) alla concezione biblica della storia come Principio e Fine, ma l’una conseguente dell’altra; ne sono un esempio le “sacre scritture” qui riportate: …”Io, il Signore, sono il Primo ed Io stesso l’Ultimo”…-disse il Signore al Profeta Isaia-…”Io sono l’Alpha e l’Omega”…-dice il Signore-… – il Primo e l’Ultimo secondo il “Libro dell’Apocalisse”, ed essendo, quindi, eterno in quanto la Fine è un nuovo Principio, tutto è previsto e programmato, così come il Signore rivelò sempre al Profeta Isaia:…”Io dal Principio annuncio la Fine, e molto prima, quando non è ancora stato compiuto”…Da questo principio se ne deduce un altro (affermato sempre dal noto ricercatore Zacharia Sitchin): tutti i calendari lineari, come quello Maya ad esempio, stabiliscono la Fine dei Tempi solo in termini ciclici, come le ere zodiacali ed astronomiche, per poi ripartire con una nuova era!
Esaminiamo ora la Genesi dal punto di vista scientifico. Secondo la Bibbia di creò l’uomo dalla polvere (o dal fango) del suolo (la terra) e gli soffiò nelle narici l’”alito della vita” (quest’ultima descrizione ci porta alla mente l’immagine di un essere umano “attaccato” ad un “apparato di respirazione artificiale”).
Dal punto di vista scientifico ciò è plausibile: secondo il libro “Nanomedicine” (scritto dal Dr. Wei Chining, presidente dell’Accademia Americana di Nanomedicine e riguardante tutte le moderne applicazioni nel campo di questa modernissima branca della medicina), il corpo umano è composto da 41 elementi chimici tra cui il carbonio, il ferro, l’ossigeno, etc. (tra l’altro sono gli stessi elementi chimici che si trovano nelle stelle), e sono tutti presenti nella polvere di cui è composta la Terra.
Il problema è: come fanno tutti questi elementi ad aggregarsi ed a dare origine ad un essere umano?
Tra l’altro un osso umano è composto da 7 miliardi di miliardi di atomi, 100.000 miliardi di cellule, decine di organi e 9 principali apparati e sistemi!
Questa macchina biologica ed incredibilmente complessa è frutto del puro caso o nasce dal progetto di una entità intelligente superiore?
Lo stesso concetto di “vita” è impossibile da formularne una definizione accettata da tutti e la cui fonte è da tutti sconosciuta tranne che per coloro che hanno “fede” e ne attribuiscono le origini a Dio!
L’affermazione, poi, che Eva fu formata da una “costola” di Adamo, secondo le odierne conoscenze scientifiche, non susciterebbe dubbi circa l’effettuazione di una sorta di “clonazione/manipolazione genetica” ante litteram, anche se molto più avanzata rispetto alle tecniche moderne (anche se non di molto!).
Del resto oggi la chirurgia estetica fa uso della cartilagine delle costole per le sue capacità ricostruttive, in attesa di utilizzare “materia clonata” per la sostituzione di organi malati.
Dopo la cacciata dall’Eden diverse testimonianze riportano l’effettiva esistenza di Adamo ed Eva e del loro tipo di rapporto:
lo stesso Gesù Cristo, ad una domanda sul divorzio, replicò affermando:”…dal principio della Creazione Dio li fece maschio e femmina. Per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre, e i due saranno una sola carne. Perciò quello che Dio ha aggregato insieme l’uomo non lo separi…” (da Marco 19:6-9).
Al di là delle implicazioni giuridiche, che in questo caso a noi interessa poco o niente, è importante stabilire che il rapporto uomo-donna sin dalle origini bibliche non è un rapporto di sottomissione di uno rispetto l’altro né un rapporto paritario, bensì un rapporto “unico”, di complicità totale al fine di perpetuare la specie secondo i dettami impartiti da Dio.
Ciò risponderebbe alle classiche domande sul fine dell’esistenza umana!
Ma dal punto rigorosamente scientifico, grazie a delle recenti scoperte pubblicate sulla prestigiosa rivista “Science” a cui hanno contribuito scienziati italiani del C.N.R. e dell’Università di Sassari, si è scoperto che in realtà Adamo ed Eva sono nati contemporaneamente smentendo clamorosamente le due opposte tesi fin qui propugnate da due opposte ideologie: quella religiosa, che propende per la rigorosa tesi biblica secondo la quale dopo la “creazione” di Adamo da una sua costola fu “creata” Eva, e quella scientifica, fino ad oggi ritenuta l’unica valida dal punto di vista biologico, secondo la quale l’Eva “mitocondriale”, dal nome del DNA che si eredita solo per via materna e che si trova nei mitocondri, ossia delle “centraline energetiche” delle cellule, e non nel nucleo delle cellule, fosse nata prima dell’Adamo “cromosomiale Y”.
I genetisti hanno analizzato proprio questi due elementi, il DNA mitocondriale ed il cromosoma Y come se fossero una “scatola nera” dell’evoluzione umana ed andando indietro nel tempo di millenni hanno permesso di ricostruire i nostri “alberi genealogici” registrando tutte le linee di discendenza fino ad arrivare al momento della comparsa dei nostri “primi genitori” da cui noi tutti discendiamo, approssimativamente 150.000 anni fa!
Queste conclusioni non avvallerebbero, quindi, le “versioni ufficiali” cui siamo abituati sin dalla tenera età a seguire come verità indiscutibili (tanto per i credenti quanto per i non credenti), ma quella “eretica” della “manipolazione genetica” senz’altro più plausibile!
Se andiamo più indietro nel tempo ed esaminiamo la traduzione “letterale” di alcuni testi ancora più antichi come per incanto troviamo delle forti attinenze con le più recenti scoperte scientifiche.
E’ il caso dell’”Atra Hasis”, probabilmente il più antico poema della storia che narra della creazione dell’uomo.
Scritto in lingua accadica (la più antica scrittura mai attestata usata nell’antica Mesopotamia da Assiri e Babilonesi dalle quali sono derivati tutti i linguaggi scientifici), significa il “sommo saggio”, ma assume diversi nomi a secondo dei popoli che attinsero dalla sua storia originale, tra cui Utnapishtim (=”colui che ha trovato la vita”), che noi conosciamo col nome di Noé, fino al mitico Gilgamesh, e ci racconta un’altra Genesi, che ad un primo esame può sembrare un racconto di pura fantascienza, ma che stranamente riporta delle conoscenze scientifiche che coincidono con quelle attuali!
Tra l’altro lo stesso Beroso, o Berossus qualsivoglia (sacerdote babilonese a cui si deve la cosmogonia (origine dell”Universo) sumerica e la storia della Creazione su mandato (probabilmente) di Alessandro Magno, ci narra della venuta di esseri celesti: gli Annunaki (gli Elhoim degli ebrei), a cui si deve la creazione dell’uomo e la sua crescita culturale, nonché di tutta la cronologia delle dinastie reali sumeriche fino all’ultimo re Nabucodonosor (stranamente in questa sua opera sulla “Storia di Babilonia”, divisa in tre volumi di cui solo una parte è giunta a noi perché andata semidistrutta in uno dei tanti roghi della Biblioteca di Alessandria, la storia “ufficiale” dà come dato reale l’effettiva esistenza dei sovrani sumeri, ma pone una forte censura sull’effettiva esistenza degli Annunaki, anche se lo stesso Beroso affermò di aver tradotto l’intera storia da tavolette incise in tempi antichissimi, forse di migliaia di anni, senza tralasciare nulla).
Ma ecco un breve riassunto di un passo di questo poema riguardante proprio la Genesi, tradotta in maniera letterale e secondo le nostre attuali conoscenze scientifiche dal ricercatore e scrittore statunitense di origine azera Zacharia Sitchin (breve nota a margine: lo scrittore costruisce la sua teoria sulla traduzione letterale dei passi e non sull’interpretazione del testo originale come vorrebbero i blasonati accademici che dettano legge nel campo della cultura mondiale, tuttavia egli è in buona compagnia, infatti diversi autori e ricercatori famosi hanno seguito la sua stessa strada: da Mauro Biglino a Mario Pincherle e Peter Kolosimo, da Padre Barry Downing a Padre Enrique Lopez Guerrero , da Claude Vorilhon a Corrado Malanga e Biagio Russo, tutti sostenitori della cosiddetta “Teoria degli Antichi Astronauti”).
Voglio iniziare con un brevissimo antefatto: si narra della “venuta” di un popolo proveniente da un altro pianeta (Nibiru) guidati dal Dio Anu (=Signore del Cielo) e dei suoi figli Enlil (=Signore del Vento), governatore dell’E-Din (la base centrale posta presumibilmente in Mesopotamia) ed Enki (=Signore della Terra), governatore dell’Ab-Zu (sito minerario posto presumibilmente in Africa nell’attuale Zimbabwe), il cui obiettivo era lo sfruttamento delle risorse minerarie della Terra attraverso l’uso della manovalanza costituita dagli Igigi, la forza lavoro degli Annunaki.
Quando questi si rivoltarono ai loro capi per le insopportabili condizioni di lavoro a cui erano sottoposti si giunse ad un accordo grazie ad un’idea di Enki che fu sottoposta al Gran Consiglio degli Annunaki e da questi approvata: utilizzare come manodopera gli ominidi autoctoni del pianeta che noi conosciamo col termine di Homo Erectus o, più propriamente Uomo di Neanderthal, attraverso un’ibridazione genetica con gli stessi Annunaki affinché dargli le capacità fisiche ed intellettuali per meglio interagire con essi, farli, cioè, “a loro immagine e somiglianza”.
In realtà Enki, in gran segreto, aveva già avviato degli esperimenti con scarso successo, ma dopo l’autorizzazione del Gran Consiglio degli Annunaki, intraprese un vero e proprio “piano di ibridazione su larga scala”, e per far ciò chiese aiuto alla sua sposa: Ninti.
Ma chi era Ninti? Secondo le regole di successione degli Annunaki, poi adottati dai sovrani sumeri, la successione non riguardava necessariamente il primogenito ma il figlio che avrebbe avuto per primo un erede maschio dalla sorellastra (figlia dello stesso padre ma di madre diversa).
Qui entra in gioco Ninti: i due fratelli si contesero i suoi “favori” fino a quando Enki le propose di seguirlo presso l’Ab-Zu per aiutarlo nei suoi esperimenti in quanto lei ricopriva il ruolo di una sorta di Primo Ufficiale Medico, ottenendo anche l’obiettivo di renderla sua sposa.
Da questa unione,però, nacquero solo figlie femmine precludendo, quindi, la successione al trono di Enki; tuttavia ciò fu di sprone per cercare di “creare” un esemplare ibrido maschio quasi per “colmare questa mancanza”.
Il significato del nome Ninti era “Signora della Vita”, ma tutti la conosciamo con un nomignolo certamente più familiare: Mammi o Mama da cui Mamma, (questa particolarità ha probabilmente dato origine al mito della Grande Madre, prima vera religione dell’Umanità!).
Dal rapporto collaborativo, o per meglio dire di complicità, con Enki, dopo vari tentativi fallimentari che Beroso ci tramanda raccontandoci di esseri pre-umani dotati di ali o con due teste o ermafroditi, oppure con zampe o corna o, addirittura, con corpo di animale e testa umana (come per esempio i mitici centauri), l’obiettivo di creare un Adama (=terrestre) a loro immagine e somiglianza riuscì in pieno, al ché Ninti,con un tocco di orgoglio misto a malvagità, avrebbe dichiarato:”…E’ buono o cattivo il corpo di un uomo? Come il cuore mi suggerisce posso determinare il suo destino, buono o cattivo…)
I due Annunaki/Elohim, attraverso la manipolazione genetica, mescolando i geni degli ominidi preesistenti con i loro stessi geni, accelerarono il processo evolutivo dell’Uomo di Neanderthal, che si sarebbe evoluto in ogni caso così come era avvenuto nel loro luogo di origine (Nibiru), ma che in questo caso avrebbe “saltato” un baratro di almeno 40 milioni di anni!
Nota in margine: Con questa premessa risulta quantomeno strano che nel corso della storia conosciuta la donna avrebbe avuto un ruolo quasi da “comprimaria”, senza potere decisionale se non in rarissimi casi o attraverso la “manipolazione” di uomini dal carattere debole e facilmente influenzabili!
Il poema continua con la descrizione della tecnica di manipolazione genetica approntata dalle due divinità (che tralascio per non dilungarmi), il cui stadio finale consisteva nel reimpiantare l’ovulo fecondato in un utero femminile, ma non in quello di una femmina indigena, bensì in quello di una Annunaki; a tal proposito si offrì volontaria proprio Ninti ( o Mammi o Mama qualsivoglia, “Signora della Vita”), ed il suo sposo Enki annunciò all’Assemblea degli Annunaki che la sua compagna avrebbe “intrapreso l’opera” determinando, così, il destino del “nuovo essere”.
Giunse infine il momento del parto, e qui la storia si fa nebulosa a causa del danneggiamento delle tavolette che ne riportavano le trascrizioni originarie; sembrerebbe che, a causa di complicazioni e ritardi, fu necessario praticare quello che noi conosciamo come “taglio cesareo” per poter permettere la nascita del primo essere umano.
Quando ciò avvenne Ninti fu sopraffatta dalla gioia e, sollevando il neonato affinché tutti lo vedessero, pare avesse esclamato:” …Io l’ho creato! Le mie mani lo hanno fatto!…”
La successiva creazione di Eva resta avvolta nel mistero e per questo motivo sono giunte a noi diverse versioni della storia.
Quello che ci viene tramandato attraverso l’Atra Hasis riguarda la successiva creazione di altri Adama(=terrestri) grazie all’intervento di 14 femmine Annunaki di cui 7 avrebbero partorito maschi e 7 avrebbero partorito femmine, fino a raggiungere un numero tale da poter permettere un numero sufficiente di “forza lavoro”.
Mancava un’ultima cosa: la possibilità di far procreare gli Adama fra di loro senza l’ausilio degli Annunaki: fu probabilmente questa capacità che spinse gli uomini ad essere autonomi dopo quella che noi conosciamo come la “cacciata dal Paradiso Terrestre”, ma che, più probabilmente, fu una forma di emancipazione, così come i figli, una volta diventati adulti lasciano la casa dei genitori!
Ninti (o Mamma), da quel momento sarà ricordata come colei che ci ha dato la vita, che ci ha protetti in tenera età e che ci ha nutrito e continua a farlo con i “doni della terra” (acqua e cibo), rappresentando la prima divinità, e quindi la prima forma religiosa, che l’uomo abbia conosciuto!
Cosa può essere successo, quindi, prima dell’inizio della storia conosciuta, ossia quella che è possibile accertarne la veridicità grazie non solo alle scoperte di resti archeologici databili con estrema precisione, ma soprattutto attraverso l’uso dei simboli, dei linguaggi e delle scritture le quali, una volta tradotte, è stato possibile ricostruire parte del nostro passato? La storia “non ufficiale”, ossia quella tramandata da miti e leggende, avrebbe, in realtà, anch’essa delle “testimonianze archeologiche” attraverso gli O.O.P.Art (di cui abbiamo precedentemente fatto cenno), tuttavia l’interpretazione di tali resti ancor oggi sono difficilmente dimostrabili e comunque, come precedentemente accennato, osteggiati dalla “archeologia accademico-ortodossa”, tant’è che si parla di Archeologia Misteriosa o Proibita, od ancora Fanta o Pseudo Archeologia, la cui origine viene attribuita allo studioso americano Charles Fort, vissuto a cavallo tra il 19° ed il 20° secolo, che dedicò la sua intera vita alla paziente raccolta di tutte le notizie che riportassero fatti, oggetti e scoperte incredibili, che lo portarono alla convinzione che tutta la Storia dell’Umanità, sin dalle sue origini, fosse diretta da un “potere alieno”. La Società di Studi Fortiani si occupa a tutt’oggi della divulgazione di tali scoperte. Per concludere questa parte dedicata alla “mitologia dell’uomo” non si può fare a meno di accennare al lavoro svolto da colui che, a mio modesto parere, è il più grande ricercatore italiano in materia di antiche civiltà: Valentino Compassi, che qualcuno ricorderà come ospite in diverse occasioni del programma televisivo il “Maurizio Costanzo Show”. Un suo libro in particolare dal titolo “La Colonna di Fuoco”-sottotitolo: “Le Origini Interplanetarie delle Religioni”- edito dalla casa editrice Mondadori nel 1993, sviluppa in maniera completa ed esaustiva l’argomento in questione. Da questo libro voglio solo accennare al mito delle “Stanze del Dzyan”, un libro sacro custodito nel Tibet più segreto (forse la mitica Shangri-lah o Shamba-lah qualsivoglia), vestigia di una remota ed altissima tecnologia il cui contenuto spazia dalla Creazione dell’Universo alla comparsa di esseri celesti sulla Terra e la Creazione, da parte Loro, dell’Essere Umano con vari esperimenti di ingegneria genetica. Questo libro ha ben poco di mistico: inviolabile nella sua copia originale, è un libro colossale chiuso tra due tavole d’oro magistralmente cesellate ed è scritto con la “lingua degli Dei”, ed i suoi grandissimi fogli sono di colore nero e densi di simboli a carattere di oro zecchino. E’ un libro “magnetico” nel senso che appoggiando il palmo della mano sinistra(?) sui suoi simboli, avendo l’animo e la mente completamente scevri da qualsiasi impurità, si vedono passare avvenimenti, si odono voci, si percepiscono segreti svelati: sembra proprio la descrizione di una sorta di moderno tablet touch screen! Il testo è diviso in due parti: la prima tratta dell’Evoluzione Cosmica e consta di 7 stanze (=capitoli) ed in 53 capoversi; la seconda tratta dell’Antropogenesi (=genesi, creazione dell’uomo), e comprende 12 stanze e 49 capoversi. ( Anche nel caso delle “Stanze del Dzyan” l’accostamento al “Libro di Raziel”, di cui ho parlato precedentemente E’ D’OBBLIGO! ). Fu portato alla ribalta dalla studiosa russa Helena Petrovna Blavatsky nella seconda metà del 19° secolo: pare fosse venuta in possesso di una “copia”(?) da cui trasse diversi libri che ne commentavano il contenuto. Conosciuta anche come “sensitiva” era “accreditata” presso tutte le corti reali e le cancellerie europee; fondò nel 1875 la Società Teosofica a cui aderirono noti intellettuali e personaggi famosi dell’epoca, tra cui Rudolph Steiner, fondatore degli Istituti Steineriani ancor oggi attivi e frequentati dai rampolli dall’Alta Società e dai figli del Gotha politico internazionale. Le “Stanze del Dzyan” divenne il “testo sacro” di questo movimento la cui “cosmogonia teosofica”, come riportato si Wikipedia, “…prevede uno sviluppo dell’uomo tramite vari stadi intermedi tra la materia e lo spirito; l’uomo composto di corpo, spirito e anima (la mer-ka –ba egizia), cresce anch’esso attraverso vari stadi definiti: materia, corpo fisico, corpo eterico, corpo astrale, ragione, anima ed infine spirito. L’anima umana non ha né inizio né fine: essa è destinata ad un ciclo di reincarnazione, finché raggiunge la “sostanza assoluta del cosmo”. L’Antropologia Cosmica, poi, rappresenta una “scienza d’avanguardia” che ha l’obiettivo di dare una visione chiara sul passato remoto dell’uomo attraverso la scoperta dei significati occulti racchiusi in fatti storici e religiosi e la rielaborazione degli stessi, scrollandoci di dosso le diverse teorie scientifiche e religiose che vogliono l’uomo originato dalla terra o da soffi miracolosi! Compassi definisce l’Umanità:… una “Nave Spaziale Orfana”, la cui semenza è venuta dallo Spazio e che con affanno sta bruciando le tappe che dovrebbero ricondurla alla “Casa del Padre”, la “Casa d’ Origine”, e riconquistare, così, quello Spazio così per lungo tempo dimenticato ma che è ancora celato come ancestrale ricordo nel più profondo dell’animo, e dopo aver scoperto la sua vera origine, tutta la sua storia e tutto il suo sapere, e quando l’attuale specie umana terrestre discenderà, divisa in poche équipes di uomini e donne, su un pianeta atto ad ospitarli con il compito di perpetuare la razza terrestre, essi verranno sottoposti ad interventi di ingegneria genetica ed il loro DNA verrà manipolato per dar loro una perenne “tessera di riconoscimento anatomico” acciocché la loro provenienza possa essere riconosciuta in campo interplanetario… Questo affermava Valentino Compassi oltre 20 anni prima dei tecnici della N.A.S.A.! Un’ultima doverosa precisazione riguarda il termine Dzyan: deriva da Dhy’a’ni , Dei formatori e costruttori (come Tepeu e Gucumatz per i Maya) che, assieme ai Lh’a’, Dei celesti con poteri sovrumani, ed ai Lh’a’myn, Dei risplendenti inferiori, misero ordine sul pianeta Terra e cominciarono a costruire Razze Umane, alcune distrutte perché non riuscite (così come si narra nel Popol Vuh dei Maya Quiché), fino a giungere alla Quinta Schiatta che tutt’ora alberga sulla Terra. Per concludere questa parte dedicata a Valentino Compassi vorrei solo accennare ad alcune particolarità emerse dalle sue ricerche: la prima riguarda una figura comune a tutte le religioni più antiche che è quella della Grande Madre che col nome Gea raffigurava la Terra; gli egizi la identificarono con la Dea Hator, la”Grande Nutrice”; ma in tre tavolette paleo-babilonesi si racconta una meravigliosa storia della Creazione dell’Umanità ad opera di una Grande Dea dal titolo (tradotto) “Quando gli Dei erano uomini”, il cui nome era Mama, un nome ancor oggi “famoso” in tutto il mondo! La seconda particolarità la riscontriamo nell’”olimpo” delle divinità sumerico-babilonesi dove la figura della Grande Madre era invece rappresentata dalla Luna denominata Ninna, mentre il pianeta Venere, identificato come Dea dell’Amore, era denominato Nanna: questo accostamento ci colpisce in maniera particolare perché ancor oggi questi nomi vengono sussurrati ai piccoli per addormentarli, inoltre la Luna e Venere sono i primi due astri che appaiono nel cielo subito dopo il tramonto del Sole ed indicano l’approssimarsi della notte.
Ma cosa è successo, ad un certo punto, a questa presunta “civiltà umana” che ha perso la memoria della sua esistenza?
Frammenti di ricordi atavici vengono alla luce attraverso “storie leggendarie” ma che stranamente diventano meno fantastiche alla luce delle scoperte scientifiche e tecnologiche dell’uomo che da oltre un secolo sta bruciando le tappe della sua evoluzione!
Di particolare rilevanza è il caso del semiologo americano Thomas A. Sebeok (voglio rammentare che la semiologia studia il significato dei segni e deriva dal greco semeion) al quale un ente governativo americano che si occupa del controllo dell’energia nucleare chiese come fare, in caso di cataclisma globale o di distruzione quasi totale dell’umanità a causa di un conflitto nucleare o anche di immani calamità naturali, a tramandare alle generazioni future, figli di quei pochi “fortunati” sopravvissuti, la conoscenza e, soprattutto, la pericolosità che potavano comportare scoperte quali, per l’appunto, quella dell’energia nucleare? Dopo aver escluso qualsiasi manufatto tecnologico e qualsiasi testimonianza scritta, dato che, presumibilmente, non avrebbero capito né l’utilizzo della tecnologia né il linguaggio ed il simbolismo utilizzato nella scrittura, egli arrivò alla conclusione che ’unico modo per perpetuare quanto meno il “senso del pericolo” che potevano generare particolari scoperte era l’uso del Tabù, del Mito, della Superstizione, ciò attraverso la creazione di una sorta di Religione che impartisse determinati “comandamenti” da perpetuare oralmente alle future generazioni attraverso l’utilizzo di una sorta di “casta sacerdotale” composta, in realtà, da scienziati esperti in tutte le discipline che avrebbero avuto il compito di “controllare la crescita della nuova umanità” e di trasmettere, a loro volta, la loro effettiva conoscenza ai più fedeli dei loro adepti. Da qui il vero significato del termine Religione che, anticamente, era sinonimo di Conoscenza!
Questa serissima relazione, stilata da un serio e stimato professore su richiesta di un ente governativo della prima potenza mondiale, apre scenari a dir poco fantascientifici: la concreta possibilità che antichissime civiltà tecnologicamente progredite siano esistite ed organizzate in una società globale in un periodo remotissimo e che degli immani cataclismi naturali, o generati da conflitti nucleari ,le abbiano spazzate via non lasciando, in apparenza, alcuna memoria storica.
Miti come quello del Diluvio Universale, comune a tutte le prime civiltà storicamente accertate, farebbe da “spartiacque”, è il caso di dire, tra il “ciclo precedente” ed il nostro “successivo”, e solo le recenti scoperte archeologiche, come per esempio quelle di antiche piramidi scoperte in ogni angolo della terra, sembrerebbero rappresentare, se non delle prove, quanto meno dei forti indizi circa la teoria suddetta, e l’Atlantide di Platone non rappresenterebbe più una semplice leggenda ma un punto di partenza per una più accurata ricerca del nostro “passato dimenticato”! Questa nuova strada renderebbe più plausibile, alla luce delle teorie di Sebeok, il retaggio di antiche superstizioni ed i racconti di maghi e spiriti maligni che in origine potevano essere degli uomini come noi in possesso di mirabolanti conoscenze tecnologiche che ai “posteri ignoranti” potevano sembrare manifestazioni di magia.
Spesso le storie fantastiche inerenti a periodi remotissimi vengono etichettate col termine “mitologiche”, quindi assumono la forma del Mito. Ma cos’è il Mito? Deriva dal greco “mytos” che significa letteralmente “parola” e stà ad indicare il racconto di un fatto di cronaca realmente accaduto e tramandato attraverso la sola tradizione orale perché avvenuto in un periodo in cui la scrittura ancora non esisteva o (più probabilmente) era una “conoscenza segreta” a beneficio di pochi. Comprendere il Mito è di fondamentale importanza per conoscere la vere origini delle superstizioni, intese letteralmente come credenze e riti sopravvissuti ad avvenimenti passati, giunti sino a noi come “manifestazioni folkloristiche” perché hanno perso, con il trascorrere del tempo, il loro vero significato.
DA WIKIPEDIA: La parola mito deriva dal greco “mythos” che significa parola, discorso, racconto mentre la parola “mitologia” designa l’insieme dei miti tramandati da un popolo ma anche gli studi sul mito stesso. Il mito, propriamente parlando, è quindi la più ricca fonte di informazione della storia umana; esso può essere considerato un racconto sacro che svela i misteri e che dà la risposta a molti interrogativi degli uomini: come sono nati l’Universo e l’Uomo, come hanno avuto origine gli Astri e la Terra, le piante e gli animali, e spiega come si sono formate le società civili, la scienza, la tecnica e l’arte con l’aiuto degli eroi umani e soprannaturali. E’ in definitiva il “discorso” per eccellenza, la storia che si è narrata sull’esistenza di esseri antropomorfi, spesso immortali ed onnipotenti, che vissero avventure e compirono azioni fantastiche, interessandosi a ciò che avveniva tra i mortali, modificando il Mondo con il loro intervenendo; narrazioni investite di sacralità relativa, quindi, alle origini del Mondo e alle modalità con cui il Mondo stesso e le creature viventi hanno raggiunto la forma presente in un certo contesto socio-culturale in uno o più popoli specifici. Creazioni dunque, nate dal genio primitivo che possiamo intendere come la trasfigurazione poetica di avvenimenti reali del mondo e della natura o di quello delle prime società umane. Spesso le vicende narrate nel mito hanno luogo in un’epoca che precede la storia scritta. Nel dire che il Mito è una narrazione sacra s’intende che esso viene considerato verità di fede e che gli viene attribuito un significato religioso spirituale. Ciò naturalmente non implica che la narrazione sia vera, né che sia falsa. Si differenzia dalla “Leggenda” in quanto questa, oltre a derivare dal latino Legenda=”ciò che deve essere letto”, si riferisce ad un racconto scritto, quindi più recente del Mito, che può riguardare anche racconti di natura fantastica in quanto mescola il “reale” con il “meraviglioso”. Vi sono vari tipi di mito: è “eziologico” se narra l’origine di un nome, “antropogonico” se tratta dell’origine dell’uomo e del genere umano, “cosmogonico” se descrive l’origine del cosmo, ed infine “teogonico” se narra dell’origine degli dei.
Questa descrizione letterale del Mito non è fine a sé stessa: alcuni esempi possono fare luce su alcune “credenze” che, bollate per secoli come pure superstizioni, si sono rivelate incredibilmente “reali” grazie alle moderne scoperte scientifiche! Prendiamo, ad esempio, il Mito Cosmogonico per eccellenza, citate nei sacri testi risalenti alle più famose civiltà arcaiche ( i Veda Indiani, il Popol Vuh dei Maya, le Stanze del Dzyan dei Tibetani), ossia quello dell’”Uovo Cosmico”! ( A dire il vero in essi sono presenti anche chiari riferimenti antropogonici che tratterò appositamente in un’altra occasione!).
Da una seria ricerca effettuata dal noto ricercatore ed ufologo Valentino Compassi e riportata nel suo libro dal titolo “La colonna di Fuoco: origine interplanetaria delle religioni” voglio accennare proprio la parte riguardante il Mito dell’Uovo Cosmico:…”le cognizioni e le credenze cosmogoniche e cosmologiche dell’India Antica sono davvero sorprendenti; le teorie e gli studi concernenti la nascita dell’Universo, formulata migliaia di anni fa dagli studiosi e dagli scienziati indiani, risultano essere l’originale delle clamorosa enunciazioni e scoperte degli attuali scienziati, anzi, diremo che le spiegazioni e le dimostrazioni dei remoti concetti sulla nascita dell’Universo sembrano essere molto più precise di quelle odierne. La teoria che oggi viene accettata dalla gran parte degli studiosi è quella del cosiddetto “Big Bang”, l’immane esplosione del primordiale “Uovo Cosmico”, che ha generato l’Universo visibile. Questo inimmaginabile “Uovo Cosmico Primordiale” racchiudeva tutto ciò che ora è divenuto Universo Visibile: galassie, ammassi stellari, nebulose, pulsar, quasar, polvere interstellare, buchi neri eccetera. Questo immenso Uovo esplose generando il “Tutto”: una concentrazione nucleare immane, una potenza inimmaginabile che violentemente esplose lanciando materia infuocata per ogni dove, che tutt’oggi continua ad allontanarsi dal punto di origine creando, appunto, le galassie in fuga. Tra miliardi di anni avverrà quello che gli scienziati chiamano “implosione”: tutti i componenti dell’attuale Universo Visibile cominceranno a “ricadere” verso il punto della primordiale deflagrazione; tutto l’Universo scomparirà e con esso tutti i sistemi di vita, e si riformerà l’immane “Uovo Cosmico” che entrerà in una nuova fase di “gestazione”, e dopo altri miliardi di anni riesploderà, ricreando un nuovo Universo. Un immenso moto perpetuo cosmico che è stato paragonato alla funzione del cuore: le diastole e le sistole del cuore del cielo! Questa definizione ricorre proprio nel testo sacro dei Maya Quiché del Guatemala, il “Popol Vuh”, dove lo sterminato Universo viene paragonato ad un’immensa pompa cardiaca, un cuore che assorbe e rigetta tutto ciò che naviga nello spazio infinito (che infinito però non è in quanto, secondo la teoria del “Megaverso”, non è che uno dei tanti), tant’è che gli astronomi Maya parlavano proprio di “Huracan”= “il Cuore dell’Universo”! Ma se gli scienziati moderni hanno varato ed accettato questa bellissima teoria, quasi di un Universo pensante, anche antichissimi scienziati non erano da meno: nel meraviglioso e remoto testo tibetano “le Stanze del Dzyan” (dove il termine stanza stà per capitolo) è scritto dell’Uovo Cosmico che esplode per effetto di un “dardo luminoso”, generando così l’Universo visibile. Nel manoscritto in lingua sanscrita “Manava Darmashastra” è scritto:”…Tutto questo Universo all’origine non era altro che tenebre mancante di forme distinte, impossibile d’essere circoscritto dalla ragione, incomprensibile, esso si trovava immerso in un sonno profondo…Da questa prima causa impercettibile ed esterna, che è insieme “l’essere ed il non essere”, fu generato il Divino che è celebrato col nome di Brahma. Egli, dopo aver riposato il suo tempo nell’Uovo d’Oro, lo divise in due parti…Così alternando il risveglio al sonno, l’Ente immutabile fa rivivere o morire tutto questo vasto complesso di creature mobili ed immobili…”. Nel famoso “Rig-Veda” indiano, remoti testi sanscriti risalenti tra il 4.000 ed il 6.000 a.C., viene riferito questo passo:”…In una oscurità profonda, come abisso tenebroso senza luce, il Germe che dormiva ancora nel suo dorato involucro esplose, quale unica natura, sotto l’influenza del calore ardente…”. Ecco sintetizzato, in questa descrizione, la moderna Teoria del “Big Bang”! Anche gli antiche Fenici possedevano delle cognizioni astronomiche e cosmogoniche di avanguardia e ciò viene documentato dalla loro conoscenza sulla nascita dell’Universo e sul moto della sua espansione. Anch’essi conoscevano il Mito dell’Uovo Cosmico e la primordiale esplosione a cui diedero il nome di “Mot” il fango primordiale dal quale ebbe origine l’attuale Universo Visibile, proprio come quello degli antichi scienziati indiani, dove erano racchiusi tutti i germi della Creazione. Quando Mot esplose tutti i componenti vennero lanciati nello spazio e, dopo periodi di assestamento, i Mondi si popolarono di esseri celesti intelligenti e coscienti, che si chiamavano Zophesamin(=coloro che guardano i cieli). L’Uovo Cosmico dell’antica tradizione indiana era chiamato “Hiranyagarbha” o “Germe d’Oro”, a sua volta racchiuso nel suo immenso involucro denominato “Hiranyakosha”. Nel testo denominato “Visuddimagga scritto da Buddhagosa nel 300°.C., è detto testualmente: 1) periodicamente il Mondo (inteso come Universo) attraversa la fase di contrazione (denominata “Samvattati”) e quella di espansione (denominata Vivattati); 2) il tempo è diviso in 2 eoni (denominati “Mahakappa”), ciascuno dei quali consiste in quattro periodi definiti gli “incontabili” (=”Asamkheyya”), ossia: a) l’incontabile della contrazione (implosione dell’Universo); b) l’incontabile in uno stato contratto (Uovo Cosmico in gestazione); c) l’incontabile dell’evoluzione (esplosione del Big Bang); d) l’incontabile in uno stato evolutivo (l’Universo in espansione). Pur velate da forme poetiche tipiche della lingua orientale, in questa descrizione sono contenute nozioni di altissimo livello tecnologico e di pura scienza astronomica; da dove avevano attinto queste nozioni gli antichissimi scienziati indiani? Si è parlato di Libri Sacri scritti nella lingua degli Dei e di manoscritti antichissimi che si perdono nella notte dei tempi, da cui questo Mito ha attinto. Forse contenevano nozioni portate a conoscenza degli uomini da esseri superiori provenienti dallo spazio infinito che poi furono chiamate Divinità? Tra l’altro questi periodi erano calcolati con mirabile precisione matematica in svariati miliardi di anni! Per gli indiani il tempo si divideva in tre categorie: c’è il Tempo di Brahma, definito “Kalpa” ossia il “Gran Tempo dell’Essere Supremo, cui dei, semidei, uomini ed animali erano subordinati; poi c’è il Tempo degli Dei, definito “Manvatara”, esseri superiori intermediari tra Brahma e gli uomini; ed infine il Tempo degli Uomini, definito “Yuga”, in quanto esseri terrestri…” (Questa suddivisione del tempo ci viene descritta anche dallo storico greco del III° secolo a.C. Manetone, famoso per aver stilato la prima cronologia delle dinastie dei Faraoni Egizi, che ci narra di una Terra sottomessa al “Governo degli Dei”, a cui succedette un Mondo governato da “Semidei e Spiriti della Morte seguaci del Dio Horus”, ed infine arrivò il tempo degli Uomini, ai quali, a tutt’oggi, è affidato il destino del Mondo!). Per concludere la descrizione di questo antichissimo Mito vorrei citare un ultimo esempio a dimostrazione della precisione utilizzata dagli antichi scienziati indiani: l’Uovo Cosmico Primordiale della cosmologia indiana (tratta dal Puràna, ossia l’insieme dei testi sacri indiani), ne calcola la sua grandezza in 500 milioni di yojnas (secondo la loro unità di misura), corrispondenti, all’incirca, a 4 miliardi e mezzo di km.
Fin qui l’affascinante racconto dell’Uovo Cosmico che ci dimostra come le antichissime civiltà ci abbiano tramandato nozioni scientifiche attualissime ammantate da un alone fantastico da renderle talmente incredibili nel corso dei secoli da assumere la fisionomia di una vera e propria superstizione, intesa nel senso dispregiativo del termine. Ne è un ulteriore prova la recentissima scoperta di due scienziati: il professor Roger Penrose dell’ Università di Oxford (Regno Unito) ed il professor Vaha Gurzadyan dell’Università di Yerevan (Armenia), che hanno individuato i luoghi del nostro Universo in cui una Super Civiltà Avanzata potrebbe essere esistita prima del Big Bang, esaminando delle anomalie della Mappa della Radiazioni Cosmiche interpretate come prova dell’esistenza di società tecnologicamente avanzate esistite prima della nascita del nostro Universo! .
Perché non abbiamo “memoria” di ciò che è avvenuto prima di quella che viene definita “storia ufficiale”? Forse le antiche ed avanzate civiltà (Iperborea, Atlantide, Mu e Lemuria) avevano raggiunto capacità troppo elevate da giustificarne una loro implosione od addirittura una distruzione e l’oblio della loro storia da parte dei loro stessi Creatori? In realtà oggi riscontriamo due evidenti limitazioni umane: la prima relativa alle capacità intellettive dell’essere umano, potenzialmente illimitate, ma che per un oscuro motivo trovano “ostacoli” che ne limitano fortemente lo sviluppo; la seconda relativa alla breve aspettativa di vita dell’uomo. Per quanto riguarda la prima è importante la teoria dell’astrofisica italiana, già docente all’Università “Normale” di Pisa, D.ssa Giuliana Conforto che nel suo libro “La futura scienza di Giordano Bruno” sostiene che la parte callosa che divide i due emisferi del cervello limita enormemente le capacità cerebrali dell’uomo perché impedisce la comunicazione tra di loro, tranne che nella fase “rem” del sonno e per un tempo limitatissimo (pare che molte ”intuizioni geniali” sorgano proprio in questa fase). Si tratta, forse, di una modifica genetica successiva alla creazione dell’uomo fatto, forse, “troppo” ad immagine e somiglianza del Creatore? ( Del resto nel Popol Vuh si afferma che gli uomini avevano la capacità di “vedere” ovunque e molto lontano come gli dei per poi perdere tale potere nella fase finale della loro creazione, un modo allegorico per descrivere un’intelligenza superiore di cui era dotato uno degli “esperimenti” precedenti all’essere umano così come noi lo conosciamo!). Per ciò che concerne la seconda limitazione, un fatto storico balza all’evidenza: i grandi Patriarchi biblici, da Adamo in poi, hanno vissuto per quasi 1000 anni ciascuno. I re sumeri e babilonesi, come abbiamo visto, vivevano addirittura in seroi (=3.600 anni) prima del Diluvio Universale, ed in neroi (=600anni) dopo lo stesso. La storia “ufficiale”, invece, ci dice che ai tempi degli antichi romani la vita media non superava i 30 anni! Cosa ha limitato l’aspettativa di vita umana? In realtà la scienza odierna afferma che non esiste nulla che spieghi il motivo per cui le cellule umane, una volta raggiunto l’equilibrio in età matura tra quelle morte e quelle nuove, all’improvviso decadono portandoci alla vecchiaia ed infine alla morte! Secondo gli stessi scienziati una volta individuata la “causa” (sicuramente di natura “genetica”) sarà possibile, tramite “manipolazione genetica”, portare l’aspettativa di vita ad un termine illimitato, una sorta di eterna giovinezza, ossia il raggiungimento dell’immortalità, ed uno dei fini dell’essere umano sarà raggiunto, forse, entro il 21° secolo! E’ il caso di dire chi vivrà vedrà!

IL CUT COME LA MITOLOGICA FENICE RISORGE DALLE SUE CENERI…SIAMO TORNATI.

Perchè in fondo è così…La vita cambia ,il tempo passa velocemente ,ogni giorno sempre di più ,come se avesse fretta di qualcosa … A volta il tempo e i suoi effetti fanno paura
e a volte invece ,riserva sorprese … Ebbene si,credevamo che con dei piccoli incidenti di percorso tutto si sgretolasse. Credevamo che fosse la fine di un meraviglioso percorso insieme…Per non parlare di non potervi più deliziare con i risultati delle nostre ricerche , del nostro amore per la cultura e per la sapienza. Già,sembra assurdo ma anche noi abbiamo avuto paura,ma sapete cosa? La paura esiste,persiste,è reale.Ma sapete un’altra cosa?Il tempo e solo il tempo ha dimostrato che la paura ,a volte,ci può essere amica in quanto,essa fa si che le insicurezze diventino un punto di forza , e cosi è stato…A volte si aspetta che il temporale passi e altre volte ,invece,si impara a ballare sotto la pioggia ,aspettando che esca l’arcobaleno.Eh si,abbiamo passato un periodo buio , ma comunque insieme,sempre.E’ proprio vero quando dicevano che l’unione fa la forza . Un po’ come in fisica , calcolare la forza risultante , dunque sommare varie forze, per poi un unico risultato avere . Detto questo,dopo esserci ritemprati, siamo pronti ad affrontare nuove sfide con rinnovato ardore ed entusiasmo con la nostra genuina passione per tali tematiche di confine con la nostra consueta apertura mentale ,senza disprezzo prima dell’indagine e il tutto grazie all’apporto di due nuove giovani componenti che rappresentano la nuova linfa del nostro centro.Come al solito , siamo disposti a collaborare con chiunque voglia confrontarsi con noi.Rinnovando l’invito a mandarci lavori che pubblicheremo con grande orgoglio e onore , citando l’autore o la fonte dell’articolo.

-Vincenzo Puletto (Presidente/Fondatore CUT)
-Eugenio Palese
Franco Pavone
-Avv. Prof. Gianpaolo Di Bisceglie
-Valentina Catapano
-Valeria Catapano

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60 anni fa Laika , un ricordo e una riflessione

di Franco Pavone – Componente Centro Ufologico Taranto

SPUTNIK II SPACE DOGPremesso il fatto che il sottoscritto è un amante degli animali , i cani in
particolar modo , visto che ho allevato due yorkshire , Rocky e l’attuale
Michael , cani che considero alla stregua di figli , e che preferisco
chiamare esseri viventi e non cani , anche perché a dispetto di qualcuno
pure loro hanno cuore , cervello e anima e a cui manca solo la parola , non
posso esimermi come ricercatore appassionato di storia dell’astronautica ,
e di tutte le altre materie di studio di cui mi occupo con la passione prima
accennata , dal rievocare e fare delle riflessioni sulla tragica storia della
cagnetta Laika , il cui vero nome era Kudrjavka ( ricciolina ) .
Parlare di esseri viventi è fondamentale , perché se non abbiamo
considerazione delle creature con cui dividiamo il nostro martoriato
pianeta , dove il rispetto per la vita umana , animale e vegetale sembra sia
diventato quasi impossibile ,
in questa era contemporanea a dir poco complicata , dove violenze fisiche
e psicologiche varie , che non stiamo in questa sede a elencare , e un
progresso tecnologico non andato di pari passo con quello di mentalità ,
non riesco ad immaginare come potremo un giorno interagire con altre
civiltà del Cosmo . Quando Laika , che pare significasse
“ piccolo abbaiatore “ , fu lanciata dal cosmodromo di Baikonour in
Kazakistan il 3 Novembre 1957 , seconda capsula spaziale lanciata
dall’URSS dopo lo Sputnik I° , si pensava anche di far coincidere il lancio
con il 40° anniversario della Rivoluzione d’Ottobre del 7 Novembre 1917 ,
in nome della supremazia sovietica nella gara spaziale con gli Stati Uniti in
periodo di Guerra Fredda , quando si sacrificavano in nome della scienza
militare sia vite umane che animali . Conosciamo bene del resto l’epopea
dei fratelli Judica Cordiglia , che oltre ad aver intercettato il battito
cardiaco della stessa Laika , captarono anche le invocazioni di alcuni
cosmonauti perduti rimasti sconosciuti . Chi come persone della mia età ha
seguito le imprese spaziali americane e sovietiche di quel tempo , le prime
pionieristiche esplorazioni spaziali , essendo come ho detto prima un
grande appassionato di astronautica , con in testa il primo sbarco umano
sulla Luna del 21 Luglio 1969 dove all’età di 15 anni per tutta la notte fui
attento spettatore in televisione di quell’ impresa lunare , sono sempre
rimasto colpito dalla storia di Laika . La sua missione di bastardina

randagia cominciò quando fu raccolta dalle strade di Mosca , una delle
tante creature a quattro zampe che vagavano libere per le vie , incuranti del
fatto che un giorno sarebbero potute diventare cavie per esperimenti , in
nome di una ideologia atta a dimostrare la presunta supremazia in campo
spaziale . Incrocio tra un husky siberiano e un terrier , Laika fu condotta
nella Città delle Stelle , il centro spaziale sovietico dove si allenavano i
futuri cosmonauti , e sottoposta ad allenamenti estenuanti , come quello
nella centrifuga , che provocava in lei un aumento abnorme dei battiti
cardiaci e un terrore che le sarebbe rimasto in eterno , oltre ad essere
rinchiusa in strettissime gabbie per settimane , per abituarla alla
permanenza nell’angusta capsula spaziale Sputnik II° . Laika si affezionò
ai suoi istruttori , non presagendo il destino a cui andava incontro ,
capitanati da Oleg Gazenko , che in seguito si è più volte dichiarato pentito
per aver causato inutili sofferenze alla povera bestiola , che non hanno
portato significativi progressi alla scienza spaziale . In effetti mi sono
sempre chiesto perché non sono stati mandati subito cosmonauti volontari
in questa missione , per testare gli effetti dell’assenza di gravità , della
permanenza umana nello Spazio e delle reazioni al bombardamento dei
raggi cosmici sull’organismo , invece di una cagnetta che in mancanza di
parola non poteva difendere i suoi diritti , anche perché la gara spaziale
non ammetteva ritardi . Chi si arroga la presunzione di decidere che
l’uomo è più intelligente di un cane o di una qualsiasi altra creatura
senziente ? E a proposito del concetto di intelligenza , rammento un
romanzo di letteratura di anticipazione del 1972 , letteratura infinite volte
preveggente su tali tematiche , dal titolo : Conscience Interplanetary ,
pubblicato in Italia dalla collana Urania Mondatori n. 655 il 13 Ottobre
1974 con il titolo “ Chi è intelligente ? “, romanzo dello scrittore
americano Joseph Green , che in precedenza aveva lavorato per la NASA ,
specializzato nella pubblicazione di brochure e materiale scientifico per il
pubblico interessato alle imprese spaziali . In questo romanzo uno speciale
corpo di “ esperti “ , denominati “ filosofi ambientali “ , aveva il compito
di prendere le difese delle specie aliene intelligenti contro l’ingordigia
umana , ma non tutti avvallavano le loro decisioni . I Conservazionisti si
opponevano alla salvaguardia delle specie intelligenti aliene , magari
perché avevano forme diverse dalla natura umana , tipo : foche , farfalle ,
cristalli ecc. , in nome di uno sfruttamento economico , fisico e
psicologico, trattandole come creature inferiori . Il filosofo ambientale
protagonista del romanzo , girava la galassia di mondo in mondo per

stabilire il grado di intelligenza delle varie razze che venivano scoperte ,
così da evitare e di ripetere i conosciuti atti di sterminio della storia
terrestre , con popoli perseguitati perché ritenuti inferiori . Ma ovviamente
i casi erano molto diversi tra loro , perché non esisteva una definizione
universale di intelligenza : ognuno nel proprio mondo e nel proprio
contesto aveva il suo tipo di intelligenza . Quindi il filosofo ambientale
protagonista del romanzo doveva salvare specie endogene “ stupide “ ,
dando dimostrazione che in qualcosa pure loro avevano una parvenza di
intelligenza . In effetti come decidere dove finisce l’istinto e dove
comincia l’intelligenza ? Questa mia citazione di un’opera pubblicata anni
fa è illuminante in rapporto alla storia di Laika , un essere vivente
intelligente che per mancanza di parola e di una diversa forma anatomica ,
non ha potuto difendere la propria vita , non disponendo all’epoca di un
filosofo ambientale che ne prendeva le difese . Quindi ribadisco , dove
comincia l’istinto e dove la ragione ? Cosa balenava nella mente di Laika
nel terrore che accompagnò il suo lancio nello Spazio ? Quali erano i suoi
pensieri di creatura intelligente ? Siamo sicuri che l’uomo è l’essere più
intelligente ? Da qualche tempo nutro seri dubbi su questo assunto . Mi
auguro solo che Laika abbia sofferto il meno possibile , anche perché nel
2002 a un congresso di medicina spaziale organizzato a Houston nel
Texas, il dott. Dimitri Malashenkov , lo specialista che ne seguì le sorti ,
affermò che la cagnetta morì dopo 5 ore dal lancio , dopo aver compiuto la
4a la orbita intorno alla Terra , perché la temperatura nella navicella
cominciò a oscillare tra il caldo e il freddo estremi . Il cuore di Laika
cominciò a battere in maniera irregolare e andò in fibrillazione . L’assenza
di peso ne rallentò quindi le pulsazioni e il suo cuore cessò di battere . Ma
forse morì di paura , solo per il fatto stesso di essere rinchiusa in
quell’abitacolo stretto , e nella solitudine dello Spazio , oltre allo stress
sonoro del lancio . Probabilmente si trovava meglio come randagia nei
vicoli di Mosca , dove rincorreva i gatti e stava in compagnia con altri
cani, non immaginando che quegli uomini che la stavano addestrando e a
cui si era affezionata , stavano organizzando il suo lungo celeste funerale ,
che sarebbe durato 6 mesi e 2570 orbite , vittima della crudeltà umana ,
che per mezzo di cavie animali , sperimenta anche nuovi farmaci in nome
di una scienza inumana e del profitto delle multinazionali farmaceutiche .
Che diritto abbiamo quando pur di salvare vite umane usiamo gli animali
come carne da macello . Del resto non dimentichiamo che durante la
Seconda Guerra Mondiale , anche cavie umane furono usate per

agghiaccianti esperimenti dai “ medici “ nazisti e da quelli giapponesi
della sinistra Unità 731 . L’uomo è recidivo in questo senso . Ma come ho
detto poc’anzi , dove comincia l’istinto e dove l’intelligenza ?
Forse lo sa solo Dio .

Svelato il mistero della materia mancante dell’universo

shape=(5000,5000)Potrebbe nascondersi nei debolissimi filamenti di gas, che come una gigantesca ragnatela pervadono tutto l’universo e collegano le galassie, la massa mancante dell’universo, ossia la materia ordinaria che manca all’appello nei calcoli degli astrofisici. Lo indicano due ricerche indipendenti coordinate da Anna de Graaff, dell’università di Edimburgo, e da Hideki Tanimura, dell’Istituto di Astrofisica Spaziale di Orsay, e pubblicate sul sito arXiv.

I cosmologi hanno infatti un problema di ‘inventario’: non riescono a osservare molta della materia che compone l’universo. Oltre alla sfida di individuare energia oscura e materia oscura, due componenti invisibili e misteriose che costituiscono più del 95% del cosmo, c’è anche un altro problema meno noto: manca all’appello anche parte della materia visibile, che compone tutto quello che conosciamo, dalle stelle, ai pianeti, agli esseri umani.

Quando gli astronomi osservano l’universo, vedono infatti in stelle, nebulose, nubi di gas e polveri presenti nelle galassie, solo circa il 50% della materia ordinaria, ma manca all’appello l’altra metà. È stato teorizzato che la materia mancante dovrebbe trovarsi in forma di filamenti di gas molto rarefatto che si trovano tra le galassie, ma finora queste strutture non erano mai state individuate.

Analizzando i dati del satellite Planck, dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa), che ha osservato l’universo neonato, e confrontandoli con i dati relativi a oltre 2 milioni di galassie, i ricercatori per la prima volta hanno visto le tracce della materia mancante. In particolare nei dati di Planck gli astrofisici hanno cercato il segnale termico chiamato effetto Sunyaev-Zel’dovich che consente di individuare oggetti celesti molto deboli nella radiazione cosmica di fondo che permea l’universo, residuo dell’esplosione del Big Bang. E proprio grazie al confronto tra le mappe di Plank con quelle delle galassie, e alla sovrapposizione delle immagini, i ricercatori hanno trovato il debolissimo segnale di quei filamenti di gas molto rarefatti che sfuggono alle osservazioni dirette.

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Buzz Aldrin e Marte: andiamoci e restiamoci!

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Aldrin-astronauta-ovni-apoloXI-picL’umanità deve andare su Marte e restarci, passando dalla Luna: a proclamarlo è Buzz Aldrin, ospite d’eccezione oggi dell’ultima giornata del Wired Next Fest a Milano. Inondato dagli applausi di una Wired House gremita, l’astronauta americano passato alla storia come secondo essere umano a calcare il suolo del nostro satellite, ha condiviso memorie del suo leggendario viaggio e le sue idee sul futuro dell’esplorazione spaziale. A cominciare dall’obiettivo Marte, di cui l’87enne astronauta è sostenitore al punto da presentarsi con una maglietta che recita ‘Porta il tuo culo su Marte!’. Ma per Aldrin il pianeta rosso non va semplicemente visitato: “Marte andrebbe occupato con missioni continue che si possono succedere a distanza di anni per sostituire i coloni: dobbiamo andare e restare, non solo lasciare impronte e bandiere.

L’America deve guidare una coalizione di nazioni: in 8 anni potremmo tornare sulla Luna per assemblare gli habitat e i lander riutilizzabili e da lì andare su Marte. Ai nostri tempi non avevamo davvero un piano, stavamo rincorrendo la tecnologia: la collaborazione è migliore della competizione”. Nella sua visione le tappe della conquista marziana passano quindi dal satellite che lui stesso contribuì a conquistare nel 1969: “I contribuenti americani non sosterrebbero mai un ritorno sulla Luna in sé, ma solo come parte di un piano verso Marte. Ma per questo servono voli commerciali tra la Terra e la Luna e un propulsore che sia efficiente ed economico, non il nostro vecchio Saturn”. In questo il ruolo dei privati come SpaceX è essenziale: “Il governo americano non dovrebbe entrare in competizione, dovrebbe lasciare che le aziende aerospaziali private competano tra di loro, e poi esprimere il suo parere e scegliere il propulsore migliore”. Ma anche lo stesso sistema industriale e tecnologico soffre rallentamenti: “Il nostro presidente parla della palude di Washington: effettivamente l’industria aerospaziale tra fusioni, lobbismo, soldi e operato del Congresso si è paralizzata. Bisogna sistemare questa cosa, perché o esploriamo o ci estingueremo”.

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Giove: Tra tempeste giganti e suoni misteriosi

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Giove da 52mila km

JPL/Nasa: Foto di Giove da 52mila km

La ionosfera di Giove emette suoni dolci e spettrali. Potete ascoltarli nel nuovo video pubblicato su YouTube dalla Nasa, che riportiamo in questa notizia. Se possiamo sentirli è grazie agli strumenti della missione Juno, che durante uno dei passaggi ravvicinati ha raccolto questa emozionante testimonianza. Confrontando i dati con quelli raccolti lo scorso 2 febbraio si vede inoltre nello spettrogramma che la densità di plasma è cresciuta rispetto al passaggio precedente. Nella nota ufficiale l’Agenzia Spaziale spiega che i toni tratteggiano la densità elettronica, e sono probabilmente associati a un’interazione tra il veicolo spaziale e le particelle cariche nella ionosfera gioviana. Al momento non sappiamo ancora quale sia la fonte esatta di questi suoni – che è argomento di studio.

Curioso il fatto che se un essere umano stesse sorvolando Giove probabilmente non sentirebbe nulla perché le frequenze sono nell’ordine dei 150 kHz (potete ascoltare qui), troppo alte perché il nostro orecchio possa captarle. I suoni non sono l’unico “bottino” raccolto da Juno nel corso dell’ultimo passaggio ravvicinato. La camera JunoCam come sempre ha svolto un lavoro egregio, che ha permesso agli scienziati di raccogliere informazioni preziose come la presenza di cicloni polari con diametri di mille chilometri, sistemi di tempeste che si spingono in profondità, e un campo magnetico circa 10 volte quello terrestre.

Altra sorpresa è stata regalata dal Juno Microwave Radiometer (MWR), che misura il flusso della radiazione elettromagnetica emessa dalla superficie per effetto della sua temperatura. La sua azione parte dallo strato esterno di nuvole di ammoniaca e arriva fino a quelli più interni, a circa 550 chilometri. Emerge che la presenza di ammoniaca è variabile e sembra aumentare negli strati più interni.

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Tracce di civiltà tecnologiche nascoste nel Sistema Solare

centroufologicotaranto@gmail.com – Mi Piace !

sistema-solare-300x200.jpgDove cercare- e magari trovare- le prove dell’esistenza di altre civiltà evolute, così avanzate da poter viaggiare nello spazio? Per un astrofisico americano, forse non bisogna andare troppo lontano: potremmo scoprirle proprio nel nostro sistema solare. E persino qui, sulla Terra, ammesso che il passare inesorabile del tempo non le abbia cancellate per sempre.

È il senso dello studio di Jason T. Wright, professore associato di astronomia e astrofisica all’Università di Stato della Pennsylvania. In un articolo pubblicato sul sito online ArXiv.org, il ricercatore ipotizza che in epoche remote una civiltà indigena ora estinta possa essersi sviluppata su Marte (quando era ancora dotato di acqua), su Venere (prima che l’effetto-serra la rendesse bollente e invivibile) o persino sul nostro pianeta, prima- molto prima- dell’esplosione della vita dell’età Cambriana (avvenuta circa 540 milioni di anni fa). Una posizione coraggiosa, che sintetizza così nell’abstract dell’articolo.

“Una delle principali questioni aperte dell’astrobiologia è se ci sia o ci sia mai stata vita altrove nel sistema solare. Una delle implicazioni di questo lavoro di ricerca è che stiamo cercando vita microscopica o al massimo non intelligente, anche se gli artefatti tecnologici potrebbero essere molto più facili da individuare. Il lavoro del SETI (sigla che sta per Search for Extra Terrestrial Life, N.d.A.), in questo ambito, presuppone comunque che siano di origine extrasolare, anche se si sa che la vita esiste sulla Terra da eoni.

Ma se una precedente specie di tipo tecnologico, magari in grado di viaggiare nello spazio, è mai comparsa nel sistema solare, potrebbe aver prodotto artefatti o altre tracce tecnologiche sopravvissute fino ai giorni nostri (…) Qui io discuto le origini e le possibili posizioni delle tracce di queste precedenti specie avanzate, che potrebbero essere comparse sulla Terra in epoche antiche o su un altro corpo celeste, ad esempio su Venere prima dell’effetto serra o su Marte provvisto di acqua.
Nel caso di Venere, l’arrivo del surriscaldamento globale potrebbe aver cancellato tutte le evidenze della sua esistenza sulla superficie venusiana. Nel caso della Terra, l’erosione e, sostanzialmente, le placche tettoniche possono aver eliminato la maggior parte delle prove, se mai questa specie ha vissuto qui un miliardo di anni fa. I resti di tracce tecnologiche indigene dovrebbero essere estremamente vecchie, limitando i luoghi in cui potrebbero essere trovate al di sotto della superficie di Marte o della Luna oppure nel sistema solare esterno.”

Affermazioni sorprendenti, anche perché finora gli unici ad aver ipotizzato che in un passato remoto creature capaci di viaggiare nello spazio abbiano popolato i pianeti o i satelliti del sistema solare- Terra e Luna incluse- sono stati solo scrittori di fantascienza, ricercatori alternativi e ufologi, non certo docenti di astronomia. Nel tempo, sono persino state “avvistate” piramidi, sculture e basi segrete sul Pianeta Rosso, oppure obelischi, strade e altre complesse costruzioni sulla superficie lunare, ma finora la scienza aveva sempre riso di queste discusse scoperte.

Jason T. Wright, evidentemente, non ritiene che queste teorie siano solo delle mere sciocchezze, ma le considera spunti di partenza per una riflessione. Scrive ancora: “Strutture rimaste sepolte sotto la superficie potrebbero sopravvivere ed essere riscoperte, almeno fino a quando non subiscono delle collisioni così colossali con meteoriti che la loro natura artificiale viene eliminata. La semplice distruzione invece le renderebbe non più funzionali, ma potrebbero essere ancora riconoscibili come tecnologiche.” E ancora: “Potremmo congetturare che insediamenti o basi su questi corpi celesti siano stati costruiti sotto la superficie per una varietà di ragioni ed essere ancora ritrovabili ai nostri giorni.”
Ma come verificare la fondatezza di queste azzardate ipotesi? L’astronomo americano ritiene che l’archeologia spaziale– un ambito di ricerca nato di recente- potrebbe aiutare a svelare le tracce di una eventuale specie tecnologica primigenia originata sulla Terra e poi forse distrutta da un cataclisma cosmico o forse emigrata altrove nello spazio. “Tali scoperte potrebbero aver luogo utilizzando gli strumenti della nascente archeologia spaziale che include la ricerca, l’individuazione e l’interpretazione di artefatti umani nello spazio”, spiega il professore. “Forse molto più probabilmente i radar in grado di esplorare il sottosuolo utilizzati nello studio della geologia delle superfici planetarie potrebbero rilevare tracce di edifici sepolti o di altri artefatti.”

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Una storia inedita della Seconda Guerra Mondiale , tra misteri , segreti , nuove rivelazioni e conferme . 8a parte . di Franco Pavone

Prosegue il nostro lavoro di ricerca storica sugli enigmi del secondo conflitto mondiale , collegati anche ai nostri studi ufologici , cercando di reperire fatti , situazioni , drammi , eroismi , progetti segreti e personaggi più o meno conosciuti della guerra che ha cambiato il mondo , cercando in archivi , giornali e riviste d’epoca e recenti , libri , internet , che magari anche se non trattano dell’argomento guerra in questione , conservano reminescenze , dettagli , ricordi e fatti inediti o quasi; perché alcune volte in dossier dove non si pensa possa esserci un fatto collegato alla guerra , si trovano aneddoti importanti che gettano una nuova luce su questo tragico periodo dell’Umanità . Voglio occuparmi nella mia ricerca in alcuni dei prossimi capitoli , di personaggi italiani e stranieri noti o sconosciuti ai più , e di cui si hanno scarse informazioni sulla loro vita e sulle loro implicazioni con la guerra. A volte si scoprono cose interessanti che chiariscono tanti risvolti su episodi fondamentali della stessa .

CAPITOLO 28 / Rosario Di Lorenzo

soldatiIl quotidiano tarantino “ Corriere del Giorno “ , che purtroppo causa la perdurante crisi economica che ha travolto anche l’editoria , ha chiuso le pubblicazioni , riportò Domenica 26 Agosto 2001 nella pagina dedicata alle “ lettere al Corriere “ , una missiva proveniente da Londra scritta da Denys Simmons , un ufficiale dell’esercito inglese , dove raccontò che nel Giugno del 1942 fu fatto prigioniero dai tedeschi a Tobruk , durante le battaglie contro l’Afrika Corps del Generale Rommel , “ la volpe del deserto “ . In seguito fu trasferito in un campo di prigionia in Italia vicino Chieti , a quel tempo sotto il controllo tedesco , dove restò per più di un anno . Dopo la resa italiana agli Alleati e quindi dopo l’8 Settembre , i tedeschi decisero di trasferirlo in Germania , ma durante il trasporto in treno , Simmons riuscì a fuggire con altri due ufficiali nei pressi di Carsoli in Abruzzo . Il loro intento era quello di attraversare le linee nemiche per ricongiungersi con le truppe Alleate nei pressi di Cassino . Dopo alcune settimane durante le quali furono aiutati soprattutto da una famiglia di Meta vicino Civitella Roveto nei pressi di Balsorano , vennero in contatto con due ufficiali della Regia Aeronautica italiana e tre soldati , diretti anche loro verso il fronte , e decisero di proseguire insieme . Con i due piloti e uno dei soldati che si chiamava Rosario , fecero amicizia , proseguendo a piedi per circa una settimana attraverso monti e boschi , dormendo dove capitava sia all’aperto che in alcuni capanni , mangiando quello che trovavano grazie anche a qualche buon cuore contadino . Il 10 Novembre , quando erano quasi vicini alle linee Alleate e ascoltavano già i rimbombi dell’artiglieria , mentre riposavano in un casolare in località Donato Val di Comino , traditi da un collaborazionista del luogo , vennero catturati da una pattuglia tedesca . I due piloti essendo vestiti in abiti civili riuscirono a fuggire mischiandosi con alcuni abitanti della frazione , mentre Denys Simmons , gli inglesi e i tre soldati che indossavano ancora le divise , furono fatti prigionieri . Rosario durante la cattura portava ancora la pistola di ordinanza , quindi fu separato dagli altri e tragicamente fucilato la mattina dopo . Simmons e gli altri furono deportati in Germania , dove rimasero fino al termine della guerra . L’ufficiale inglese non venne quindi a sapere dove Rosario era stato sepolto e se i familiari erano stati informati della sua morte . Simmons non si perse d’animo e alla fine della guerra contattò il Commissariato Generale Onoranze Funebri Caduti in Guerra del Ministero della Difesa inglese , dove lo informarono che l’italiano si chiamava Rosario Di Lorenzo ed era nato a Taranto . Venne anche a conoscenza che alcuni anni dopo la guerra i parenti del soldato trasferirono i suoi resti sepolti dal cimitero comunale di San Donato Val di Comino , alla tomba di famiglia a Taranto . Durante la sua ricerca Simmons venne a sapere che secondo i documenti ufficiali del Ministero inglese Rosario prima di essere passato per le armi , fu costretto a scavarsi la fossa . I parenti non sapevano cosa fosse realmente avvenuto e perché fu passato per le armi . E’ plausibile che i due soldati sopravvissuti , se sono sopravvissuti alla guerra , abbiano dato loro queste informazioni , ma Simmons nella lettera al Corriere si rese disponibile a chiarire le circostanze della sua tragica fine , quindi chiese al Direttore del Corriere del Giorno di aiutarlo a rintracciare i membri restanti della famiglia , tramite un’inserzione sul giornale . Non sappiamo come questo scambio epistolare si sia concluso , ci siamo ripromessi di approfondire la storia in seguito con la nostra ricerca , visto che Rosario Di Lorenzo era anche un nostro concittadino ; ma intanto citiamo la risposta che il Direttore del Corriere ha dato sul giornale all’ex ufficiale dell’Esercito di Sua Maestà britannica : << Davvero un bel gesto quello di mister Simmons , che nonostante siano passati tanti anni , mantiene un ricordo così vivido di questo drammatico episodio , tanto da essersi cimentato in ricerche impegnative e non certo facili . Ci chiediamo quanti al suo posto lo avrebbero fatto per un’amicizia durata appena una settimana , ma che è sopravvissuta intatta nel tempo . Il Corriere del Giorno è ben lieto di offrire il suo contributo , facendo da tramite tra mister Simmons e i familiari dello sfortunato soldato italiano nato a Taranto >> . Per concludere , questa storia dimostra come anche durante una delle pagine più drammatiche del XX° secolo , certi valori come la vera amicizia e la solidarietà , emergevano tra i militari , anche di diversa nazionalità nonostante la guerra , valori che in questi tempi di violenze e sopraffazioni gratuite , grazie anche agli ameni esempi dei politici , causate anche dall’ eccessivo benessere di pochi a scapito dei problemi generali delle masse , e da una tecnologia non sempre al servizio dell’uomo , ma al contrario fonte di stress vari , mi sembrano inconcepibili . Agli attuali parenti di Rosario Di Lorenzo porgiamo le più sentite condoglianze postume da parte del Centro Ufologico Taranto .

CAPITOLO 29 / Italo Balbo

Italo Balbo nato a Quartesana il 6 G220px-Profilo_Italo_Balbo.jpgiugno del 1896 e morto a Tobruk il 28 Giugno del 1940 , è stato un aviatore , generale della Regia Aeronautica e politico italiano iscritto al Partito Nazionale Fascista . Partecipò come quadriumviro alla marcia su Roma , diventando in seguito comandante generale della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale e sottosegretario all’economia . Nel 1929 fu nominato Ministro dell’Aeronautica e siccome era considerato un potenziale rivale politico di Mussolini, vista la popolarità che aveva raggiunto , fu allontanato , diventando nel 1934 governatore della Libia . Figlio di Camillo Balbo e Malvina Zuffi , entrambi maestri elementari , piemontese il padre , romagnola la madre , nella sua famiglia si rispettava in toto la monarchia e il servizio militare . Prestò servizio durante la Prima Guerra Mondiale nel battaglione Alpini “ Val Fella “ e dopo la nomina a tenente il 16 Ottobre 1917 , fece domanda per essere assegnato al Deposito Aeronautico di Torino per un corso di pilotaggio , la sua grande passione . Nel 1924 sposò la contessa Emanuela Florio , da cui ebbe tre figli . Nonostante il fatto che in gioventù era stato di idee repubblicano-mazziniane , dopo il 1920 entrò nella Massoneria e fece parte della Loggia “ Giovanni Bovio “ , anche se il Gran Consiglio del Fascismo aveva approvato il divieto per gli iscritti al Partito Nazionale Fascista di far parte della stessa . Dovendo però pensare al suo futuro e quindi a sistemarsi , aderì al Partito . Il 6 novembre 1926 venne nominato sottosegretario di Stato all’Aviazione e cominciò ad organizzare la nuova Regia Aeronautica , che essendo ai primi passi aveva bisogno di essere ammodernata , e oltre ad avere un alto esponente del fascismo al suo comando , permetteva a Mussolini di avere sotto controllo un tale popolare personaggio . Balbo prese il brevetto di pilota nel 1927 all’età di 31 anni , e creò una sede definitiva per il Ministero dell’Aeronautica . In seguito iniziò la fondazione della “ città dell’aria “ a Guidonia , dove sorse un modernissimo centro ricerche di ingegneria aeronautica , con scienziati del calibro di Gaetano Arturo Crocco , Luigi Crocco , Antonio Ferri , ecc. , probabili futuri componenti del Gabinetto RS 33 , oltre al prof. Luigi Broglio , padre della ricerca spaziale italiana , oltre che direttore del futuro poligono di lancio del primo satellite orbitale italiano San Marco , nella Guyana francese . Quindi diede vita nella nuova cittadella scientifica Guidonia-Montecelio a un centro studi per promuovere lo sviluppo aeronautico . Altra creazione di Italo Balbo fu la Scuola Alta Velocità . In seguito Mussolini lo nominò Generale di Squadra Aerea e il 12 Settembre 1929 , a soli 33 anni Italo Balbo fu nominato Ministro dell’Aeronautica , carica che fino a quel momento era stata ad appannaggio di Benito Mussolini . Nel 1932 Balbo guidò due voli transatlantici in formazione , proponendo in seguito a Mussolini la creazione di un unico Ministero della Difesa , anticipando il futuro , ma vista l’accesa rivalità tra la Regia Marina e la Regia Aeronautica , oltre alla gelosia di Mussolini verso il giovane Ministro aviatore , il progetto naufragò . Durante il 1929 convinse l’ingegnere Alessandro Marchetti ( la SIAI –Marchetti fu collegata alla connection Gabinetto RS 33 ) a mettere a punto idrovolanti S55A , nel tentativo di attraversare in formazione l’oceano Atlantico . La traversata fu effettuata nell’Atlantico meridionale con 12 velivoli supportati da 5 cacciatorpediniere della Regia Marina . Partiti da Orbetello il 17 Dicembre 1930 guidati da Balbo , gli aerei arrivarono a Rio de Janeiro il 15 Gennaio 1931 . Per celebrare il Decennale della Regia Aeronautica Balbo dal 1° Luglio al 12 Agosto 1933 guidò una seconda trasvolata atlantica di 25 idrovolanti S55X verso il Canada , in occasione della Century of Progress , esposizione universale che si tenne a Chicago negli Stati Uniti tra il 1933 e il 1934 . Il 26 Giugno del 1933 Italo Balbo era apparso sulla copertina della famosa rivista Time . Il Governatore dell’Illinois , il Sindaco e la città di Chicago riservarono ai trasvolatori italiani un’accoglienza trionfale e dedicarono a Balbo una strada nelle vicinanze del lago Michigan , la Balbo Avenue , tutt’ora esistente . I discendenti indiani Sioux presenti all’esposizione lo nominarono capo indiano con il nome di “ Capo Aquila Volante “ . All’epoca prima della Seconda Guerra Mondiale , i rapporti fra Italia e Stati Uniti erano ottimi e proseguendo il suo volo fino a New York , fu acclamato per le strade , dove gli intitolarono un viale e dove fu ricevuto anche dal Presidente Franklin Delano Roosevelt . Rientrato in Italia fu promosso Maresciallo dell’Aria . Successivamente si oppose alla concessione di bombardieri alla Regia Marina e alla realizzazione di portaerei , con il motivo che avrebbe sottratto fondi , materiali , oltre che indipendenza alla da poco fondata Regia Aeronautica . La mancata costruzione di portaerei influì negativamente sulle missioni della Marina durante la Seconda Guerra Mondiale , in special modo nella battaglia di Capo Matapan , ma la colpa non fu solo relativa all’opposizione di Balbo , viste anche le posizioni conservatrici della Regia Marina . Italo Balbo raggiunse una enorme popolarità e forse venne considerato politicamente insidioso per Mussolini ; proprio per questo probabilmente venne promosso Governatore della Tripolitania , della Cirenaica e del Fezzan , che nel 1934 si fusero nell’attuale Libia . Il Ministero dell’Aeronautica ritornò nelle mani di Mussolini ; del resto Balbo era il meno servile dei gerarchi fascisti , infatti dopo l’occupazione tedesca della Cecoslovacchia nel Marzo del 1938 , accusò gli altri membri del Gran Consiglio del Fascismo di lustrare le scarpe alla Germania , e fu l’unico a criticare la decisione del Duce di allearsi al Reich di Hitler , oltre a preoccuparsi per la cooperazione militare e scientifica con i nazisti , condivisa anche da Galeazzo Ciano , Emilio De Bono e Dino Grandi , forse anche in virtù della documentazione sui files fascisti del Gabinetto RS 33 . Assieme a Ciano accusò Adolph Hitler di aver violato il Patto d’Acciaio firmandone uno con Stalin nell’Agosto 1939 , che successivamente con l’inizio della Seconda Guerra Mondiale il 1° Settembre 1939 , portò alla spartizione della Polonia . Balbo era contrario all’entrata in guerra dell’Italia al fianco della Germania nazista , in una ipotetica guerra lampo promulgata da Hitler , anzi propose un’alleanza con il Regno Unito e la Francia ; Mussolini invece rimase fedele alla Germania . Il 28 Giugno 1940 Balbo si alzò in volo da Derna in Libia , dove era al comando di un contingente di quasi 200.000 uomini , diretto al campo d’aviazione T.2 di Tobruk con due trimotori S.M.79 , uno pilotato dallo stesso Balbo e uno dal Generale Felice Porro , comandante della 5a Squadra Aerea . Dell’equipaggio faceva parte anche il Capitano Nello Quilici , direttore del Corriere Padano e padre del documentarista Folco Quilici. Giunti in vista di Tobruk verso le 17 , i piloti videro delle colonne di fumo, risultato di un bombardamento inglese con aerei Bristol Blenheim . Balbo ordinò l’atterraggio , per rendersi conto della situazione , senza però avvisare la base . Scambiato per un bombardiere inglese dalla contraerea e dall’incrociatore San Giorgio alla fonda nel porto , fu preso di mira dallo stesso incrociatore e colpito . L’aereo del generale Porro con una manovra diversiva non fu centrato , mentre l’aereo di Balbo , colpito in pieno , precipitò in fiamme al suolo , con la conseguente morte di tutto l’equipaggio . Il 29 Giugno Mussolini lo ricordò con poche parole : << Un bell’alpino , un grande aviatore , un autentico rivoluzionario . Il solo che sarebbe stato capace di uccidermi >> . Con grande signorilità e stile , segno di nobiltà d’animo e di rispetto verso il nemico , un aereo britannico paracadutò sul campo italiano una corona di alloro con un biglietto di cordoglio . La salma di Italo Balbo e degli altri caduti rimasero in Libia fino al 1970 , quando l’ondata di nazionalismo libico fomentato dal colonnello Mu’ammar Gheddafi , minacciò la distruzione dei cimiteri italiani nell’ex colonia dell’Impero . La famiglia Balbo fece rimpatriare la salma in Italia , dove fu tumulata a Orbetello con tutti i membri dell’equipaggio , con l’eccezione di Nello Quilici . La vedova di Balbo , Emanuela Florio , disse che la morte del marito fu dovuta a un ordine venuto da Roma . Il prefetto di Ferrara dove la Florio viveva , Temistocle Testa , sollecitò il capo della polizia Bocchini , a intervenire sulla vedova Balbo per invalidare le sue dichiarazioni . Claudio Marzola , il capopezzo imbarcato sull’incrociatore San Giorgio , autore dell’abbattimento dell’aereo di Balbo , confermò l’errore di valutazione . Dello stesso parere sono o furono giornalisti e storici come : Indro Montanelli , Mario Cervi , Arrigo Petacco e Gregory Alegi . La teoria del complotto ebbe credito anche per la presenza a bordo dell’aereo di Balbo di Nello Quilici , direttore del Corriere Padano , che tante volte aveva sfidato la censura fascista , ma il figlio Folco Quilici smentì l’ipotesi della cospirazione , visti i tanti soldati impiegati e gli altri elementi raccolti per il suo libro Tobruk 1940 “ , pubblicato nel 2004 , e confermò la causa dell’abbattimento dovuto al mancato riconoscimento dell’aereo di Balbo . Nel 2006 Quilici fu contattato da Aldo Massa , che il giorno dell’abbattimento dell’aereo di Balbo era di vedetta in un bunker in cemento armato dotato di un’ampia feritoia . Grazie a questo tipo di testimonianza Quilici venne a sapere che quel giorno nella rada di Tobruk si trovava alla fonda un misterioso sottomarino , che in seguito fu identificato nel sommergibile posamine italiano Marcantonio Bragadin , arrivato da Napoli . La raffica che abbattè l’aereo di Balbo partì dal sommergibile , causando lo schianto e l’incendio dell’aereo. Nel trambusto che seguì , il Bragadin salpò la sera stessa . Lo storico e giornalista Arrigo Petacco relazionò nel 1997 su un documento ritrovato tra le carte segrete di Mussolini , che reca la data del 1° Luglio 1940 , dove la versione ufficiale pare sia confermata . Fin qui la storiografia ufficiale . Ma a noi del CUT piace andare a scavare nelle pieghe della Storia dettagli inusuali collegati alle nostre ricerche , che aggiungono risvolti nuovi e misteriosi al mosaico della Storia stessa . Anche Italo Balbo non è esente da questi risvolti , non presenti nei libri di Storia ufficiali , visto che sia lui che Filippo Eredia , suo braccio destro , erano di casa a Vergiate , dove come sappiamo pare fu ritrovato un VNC ( velivolo non convenzionale ) , UFO ante-litteram così definito durante l’epoca fascista . Dai documenti in possesso degli studiosi si apprende che Balbo avrebbe fatto parte dell’élite del Gabinetto RS/33 , come grande esperto aeronautico , con stretti contatti con Guglielmo Marconi, referente ufficiale dello stesso organismo , come dimostra un articolo pubblicato sul quotidiano “ La Sera “ del 15 Luglio 1933 , che menzionava reciproci telegrammi tra i due . La Storia ufficiale dice che Balbo decollava per le sue mirabolanti imprese aeree da Sesto Calende o appunto da Vergiate . Filippo Eredia era responsabile dell’Ufficio Meteorologico di Stato , forniva a Balbo notizie sulle condizioni atmosferiche ed era di casa negli stabilimenti della Marchetti , industria che sarebbe implicata nell’affaire files fascisti del Gabinetto RS 33 . Alla fine della guerra proprio Eredia stranamente divenne uno dei più accaniti scettici d’ufficio sul fenomeno UFO , in effetti un film già visto in questi studi . Ricordiamo che sempre secondo le fonti in possesso degli studiosi , proprio su un giornale varesino si parlò , dopo il recupero dell’ordigno di Vergiate , dell’esistenza di forme di vita su Marte in contatto con la Terra . Il giornale in questione era la “ Cronaca Prealpina “ del 20 Giugno 1933 . Ancora stranamente gli americani non bombardarono gli stabilimenti Marchetti , durante i loro raid della Seconda Guerra Mondiale , quando invece ne avevano bombardati altri nove nell’area . L’appartenenza di Balbo al Gabinetto RS 33 fascista , aggiunge alla sua biografia un capitolo molto interessante e rivelatore sui misteri di quel periodo storico , con qualche residuo , ma motivato dubbio sulla sua morte .

CAPITOLO 30 / Walter Dornberger

220px-Bundesarchiv_Bild_146-1980-009-33,_Walter_Dornberger.jpgNel libro “ Operazione Paperclip “ di Annie Jacobsen , reporter americana del Los Angeles Times Magazine , pubblicato nel 2013 dall’editore Little Brown and Company di New York , e in
Italia nel 2014 dalle Edizioni Piemme di Milano , giornalista tra l’altro autrice anche del bestseller “ Area 51 “ pubblicato nel 2011 , così la stessa giornalista fa la recensione del tedesco Walter Dornberger :

Generale responsabile in tempo di guerra dello sviluppo delle armi , e ufficiale del personale tecnico nei tunnel di Nordhausen , dove venivano usati lavoratori schiavi . Fu arrestato dai britannici per crimini di guerra , internato in Inghilterra e in seguito rilasciato in custodia agli alleati americani . Con l’Operazione Paper Clip lavorò per l’Aeronautica Militare statunitense e poi alla Bell Aircraft Corporation ( multinazionale , diciamo noi , che ricorda la retroingegneria aliena di Philip J. Corso) . Fino agli anni 50 fu impiegato come consulente dello Stato Maggiore in tema di missili e armi spaziali ; era dotato di un’autorizzazione top secret e si recava spesso al Pentagono “ . Così la Jacobsen . Generale di artiglieria in entrambe le guerre mondiali , fu durante la Seconda Guerra Mondiale uno dei componenti del programma sulle V2 nel centro sperimentale di Peenemunde . Nato a Gielen il 6 Settembre 1895 , si arruolò nel 1914 . Nell’Ottobre del 1918 come tenente di artiglieria fu fatto prigioniero dai marines americani e rimase per due anni in un campo di prigionia francese . Dopo la Prima Guerra Mondiale completò un corso di ingegneria con lode presso l’Istituto Tecnico di Berlino . Nel 1930 si laureò in ingegneria meccanica alla Scuola Tecnica di Charlottenburg , sempre a Berlino . Nel 1935 ebbe un dottorato honoris causa dal Colonnello Karl Emil Becker , che lo nominò preside della nuova facoltà di tecnologia militare . Nell’Aprile del 1930 fu nominato esperto balistico dell’Esercito tedesco , come assistente nello sviluppo di un combustibile liquido per la produzione di razzi , che avrebbero soppiantato i comuni proiettili di artiglieria . Il 21 Dicembre del 1932 testò un motore a razzo a Kummersdorf . Il 1° Ottobre 1934 ebbe il suo ultimo comando militare . Nel Maggio del 1937 Dornberger e il suo gruppo furono trasferiti a Peenemunde , per collaborare alla creazione di nuove avveniristiche armi , tra cui le V1 e le V2 . Il terzo lancio di prova di una V2 , il 3 Ottobre 1942 , ebbe finalmente successo e il 7 Luglio 1943 il dott. Ernst Steinhoff , Werner von Braun e Dornberger si recarono in volo al quartier generale di Adolph Hitler per mostrargli il filmato del lancio di prova . In un discorso fatto a Peenemunde , sempre il 3 Ottobre 1942 , Walter Dornberger pronunciò una frase sibillina : << Questo terzo giorno del mese di Ottobre 1942 , è il primo di una nuova era nel settore dei trasporti , quello dei viaggi nello Spazio ……>> . Nel Dicembre del 1944 diventò un’autorità nel campo dei razzi da contraerea . Su proposta dello stesso Dornberger , Albert Speer sostituì la commissione delle armi a lungo raggio con i progetti dello scienziato . Il 2 Maggio del 1945 Dornberger , von Braun e altri cinque uomini partiti da HausIngeborg , mentre passavano dal piccolo villaggio austriaco di Schattwald , incrociarono soldati americani accampati per la notte . Altre fonti storiche affermano che i sette furono arrestati dalla Terza Armata del generale Patton nei pressi di Praga . Chiusi in un campo di internamento inglese alla fine della guerra , durante la prigionia fu intercettata una conversazione tra Dornberger e il generale Gerhard Bassenge , in cui Dornberger diceva che con von Braun avevano assodato , prima di essere catturati , che il Terzo Reich si avviava alla sconfitta e che avevano cercato un contatto con la General Electric Corporation , attraverso l’ambasciata tedesca in Portogallo , per venire ad un accordo sull’immunità, in cambio dei loro progetti tecnici . Nell’Agosto del 1945 , dopo aver partecipato all’Operazione Backfire , Dornberger fu portato a Londra per essere interrogato dagli inquirenti britannici sui crimini di guerra dalla Investigation Unit , per aver usato prigionieri in lavori forzati , per la produzione di V2 . Successivamente fu trasferito e detenuto per due anni a Bridgent , nel Galles del sud . Insieme ad altri scienziati missilistici tedeschi , Dornberger fu rilasciato e trasferito negli Stati Uniti , sotto l’egida dell’Operazione Paperclip , e lavorò per la United States Air Force per tre anni nello sviluppo dei missili teleguidati . Dal 1950 al 1965 prestò la sua opera per una non meglio identificata Aircraft Corporation , su diversi progetti segreti . Giocò un ruolo importante nella creazione del prototipo X-15 , primo aereo a superare la barriera del suono , e fu consulente chiave del Progetto X-20 Dyna-Soar . Ebbe anche un ruolo nella creazione di idee e progetti che portarono alla realizzazione delle moderne navette Space-Shuttle . Dornberger sviluppò anche la prima guida elettronica per i missili terra-aria per lo Strategic Air Command . Nel corso degli anni cinquanta , ebbe alcune divergenze di opinioni con Werner von Braun , e allora con diversi ingegneri aerospaziali fu trasferito alla base di Huntsville in Alabama per collaborare con l’Usaf a diversi progetti . Il più notevole fu il Krafft Ehricke , antesignano del razzo Centaur . Partecipò inoltre attivamente a diversi altri progetti di difesa . Dopo il pensionamento Dornberger andò in Messico e in seguito dopo tanti anni tornò in Germania , dove morì nel 1980 a Baden-Wurttemberg . Da quello che abbiamo appurato nella nostra ricerca , fu uno degli artefici del programma spaziale americano insieme a Werner von Braun e ad altri scienziati del Terzo Reich , che hanno fatto la storia sconosciuta dell’Astronautica , non riportata fino a qualche tempo fa sui libri di storia ufficiali , ma che alla fine sta riemergendo anche dagli archivi segreti della Seconda Guerra Mondiale .

CAPITOLO 31 / Rudolf Ladenburg

USS_Eldridge_DE-173_(1944)Per concludere questa ottava parte sui misteri della Seconda Guerra Mondiale , voglio parlare di un altro scienziato tedesco , di cui si hanno poche informazioni , ma quel poco è abbastanza interessante , come vedremo in seguito . Questo enigmatico personaggio è Rudolf Ladenburg , nato a Kiel il 6 Giugno del 1882 e passato a miglior vita a Princeton in New Jersey , negli Stati Uniti , il 6 Aprile del 1952 . Fu un fisico atomico emigrato dalla Germania nel 1932 in America . Era figlio di un professore di chimica oltre che farmacista ebreo , di nome Albert Ladenburg , che diede la sua opera presso l’Università di Kiel e poi presso l’Università di Breslavia . Dal 1900 al 1906 Rudolf Ladenburg studiò all’Università Ruprecht Karls di Heidelberg e successivamente all’Università Luddwig – Maximilian di Monaco . Conseguì il dottorato nel 1906 a Heidelberg sotto la direzione di Wilhelm Rontgen , scienziato che diede il nome all’unità di misura delle radiazioni nucleari . Dopo aver lavorato dal 1921 al 1924 all’Istituto di Fisica presso l’Università di Breslavia , Ladenburg divenne capo della divisione di fisica presso l’Istituto Kaiser Wilhelm . La sua principale ricerca esplorò le linee di dispersione negli spettri atomici , e uno dei suoi più grandi contributi alla fisica sperimentale , fu un approccio ragionato alla teoria della dispersione atomica , secondo il parere autorevole dello scienziato Hans Koppermann di Gottingen . Studiò inoltre anche le variazioni dell’idrogeno in stati eccitati . Come detto in precedenza , emigrò negli Stati Uniti nel 1932 , dove divenne professore-ricercatore presso il laboratorio di fisica Palmer , dell’Università di Princeton . Dall’Aprile del 1933 , dopo l’avvento del Nazismo e la salita al potere di Adolph Hitler in Germania , aiutò molti scienziati tedeschi a emigrare negli Stati Uniti d’America . Si ritirò dall’Università di Princeton nel 1950 e morì sempre a Princeton nel 1952 . Dopo aver accennato alla biografia di Rudolf Ladenburg , posso dire che alcuni anni fa ho letto il libro “ Esperimento Filadelfia “ , tra l’altro acquistato a un mercatino dell’usato di Taranto , scritto a due mani da William L. Moore , autore anche del libro “ The Roswell Incident “ , e Charles Berlitz , famoso autore di tanti libri sui misteri del nostro pianeta , fra cui quelli sul Triangolo delle Bermuda . Nel libro “ Esperimento Filadelfia “ , pubblicato nel 1979 dalla casa editrice Sonzogno di Milano , in un capitolo lo stesso Moore parlò di un’intervista a un certo dott. Rinehart , pseudonimo di un testimone che non voleva essere identificato per paura di indesiderate ritorsioni . In questa “ interessante “ intervista concessa a William Moore , Rinehart affermò testualmente che la proposta per il famoso “ esperimento “ partì non solo da Albert Einstein , con la sua teoria sul campo unificato e dal geniale Nikola Tesla , ma anche da Rudolf Ladenburg , anche perché con Einstein si conoscevano già dal 1908 , quando si trovava in Svizzera . Secondo Rinehart , che lo aveva conosciuto di persona , Ladenburg era un personaggio reticente , preciso , con delle manie aristocratiche , da vecchio prussiano ; i colleghi però lo rispettavano profondamente perché lo ritenevano un lavoratore e un pensatore solitario . Era un esperto nel settore delle mine , dei siluri e delle contromisure nei confronti di questo tipo di armi . Rinehart ricordò in particolare una conferenza o un colloquio al quale parteciparono numerose persone , dove ad un certo punto si passò a discutere del possibile sviluppo di una nuova arma tedesca . Il dott. W.W. Albrecht , pseudonimo anch’esso , era irritato perché alcuni personaggi e ufficiali di grado elevato stavano portando avanti delle idee non troppo intelligenti . Albrecht intervenne nella discussione citando Ladenburg come l’unica persona presente che aveva avuto esperienze nell’organizzazione militare tedesca , e disse che lo stesso era stato comandante di un sottomarino o qualcosa del genere durante la Grande Guerra . Rinehart ebbe però il sospetto che lo disse più per far colpo che per affermare una cosa vera . Non era sicuro che Ladenburg fosse un ufficiale sommergibilista o meno , ma comunque non gli importò molto , perché l’espediente ebbe successo . Raccontò che Ladenburg si alzò in piedi e affermò che i tedeschi avrebbero potuto creare con quello che avevano ( tecnologia non di questo mondo ? ) armi di nuova concezione . Il discorso impressionò alquanto gli ufficiali di grado elevato , che lasciarono perdere e tornarono ai temi della conferenza . Nell’estate e nell’autunno del 1939 Ladenburg lavorò a esperimenti di fissione nei laboratori di fisica a Princeton , dove pare che ne avesse discusso con lo stesso Einstein . Rinehart ricordò anche che risaliva più o meno al 1940 la proposta di progetti che precedettero l’esperimento con la nave , e che si pensava fossero il risultato delle lunghe discussioni tra Ladenburg e Einstein sull’impiego di campi elettromagnetici per neutralizzare mine e siluri . Fu lo stesso Einstein a scrivere la proposta , anche perché insieme a Ladenburg erano stati tra i primi a proporre progetti di ricerca , ma quando ne dovevano discutere con gli alti gradi , preferivano stare nelle “ ultime file “ . Il dott. John von Neumann , uno dei pionieri del calcolo elettronico e famoso matematico , capace di influenzare e di mettere in azione i potenti , forse uno degli artefici del Project Rainbow , nome in codice del Philadelphia Experiment , convinse gli apparati militari a effettuare l’esperimento , come detto , progettato anche da Ladenburg . Questi gli chiesero impressionati , vista l’alta tecnologia e l’energia necessarie alla cosa , se l’esperimento si riferiva alla Seconda Guerra Mondiale o a una ipotetica guerra futura. Questa misteriosa testimonianza pervenuta dall’enigmatico dott. Rinehart sull’altrettanto enigmatico dott. Rudolf Ladenburg , confermerebbe la sconvolgente storia dell’Esperimento Filadelfia , in attesa in generale di prove più probanti sui segreti della Seconda Guerra Mondiale , anche se con il passare degli anni le testimonianze si fanno sempre più difficili , visto che sono passati 74 anni dalla faccenda . La nostra ricerca continua nella prossima 9a parte ( 32° capitolo ) …..

( Sono disponibili sul nostro blog Internet le precedenti 7 parti con i 27 capitoli ) .

FONTI BIBLIOGRAFICHE

Corriere del Giorno , Taranto , domenica 26 Agosto 2001 .

Wikipedia , Italo Balbo .

Taccuino da altri mondi wordpress.com

Digilander.libero.it

Wikipedia , Walter Dornberger .

Libro , Annie Jacobsen , Operazione Paperclip , 2014 Edizioni Piemme SpA Milano

2013 Little, Brown and Company New York , USA .

Wikipedia , Rudolf Ladenburg .

W.W.W. energia alternativa . org

Libro , W.L. Moore , C. Berlitz , Esperimento Filadelfia , 1979 Editore Sonzogno

Milano .