CENTRO UFOLOGICO TARANTO MAGAZINE

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Progetto Genesi: Terraformiamo l’Universo

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hawking-675In attesa di trovare risposta alla fatidica domanda “Siamo soli nell’Universo?”, potrebbe essere il genere umano l’alieno colonizzatore di nuovi mondi. C’è, infatti, un progetto, ambizioso, che si propone di seminare la vita al di fuori del Sistema solare, trasferendo microrganismi dalla Terra verso pianeti nei quali non è ancora sbocciata.

Si chiama Progetto Genesi. A idearlo un fisico teorico tedesco, Claudius Gros, della Goethe University di Francoforte, che lo ha illustrato sulla rivista “Astrophysics and Space Science”. Intervistato dalla rivista Science, il promotore del progetto precisa che “la sonda con a bordo i microrganismi terrestri da inviare su un esopianeta sarà accelerata da vele solari, come la missione Starshot”.

Il riferimento è alla missione volta a esplorare la stella Alpha Centauri, finanziata dal miliardario Yuri Milner e sostenuta da scienziati del calibro di Stephen Hawking. Proprio nelle scorse settimane un team internazionale di astronomi ha annunciato suNature la scoperta di un esopianeta di tipo terrestre potenzialmente abitabile, in orbita intorno a Proxima Centauri, la stella più vicina al Sole, a una distanza di soli 4,2 anni luce. Un inezia in termini astronomici.

Il Progetto Genesi prevede di inviare, nell’arco di 50 o 100 anni al massimo, tante piccolissime sonde. Ognuna di esse trasporta un carico di batteri, o addirittura micro-laboratori di biologia e genetica per sintetizzare microrganismi che non esistono sulla Terra, modellandoli in base alle condizioni presenti sul pianeta che si troveranno a visitare.

“Questo progetto apre la porta alla possibilità di sintetizzare in situsistemi biologici utili ai fini dell’esplorazione spaziale – commenta Sara Piccirillo, biologa dell’Unità Volo Umano e Microgravità dell’Agenzia spaziale italiana (Asi) -. S’inserisce, infatti, nell’ambito di ricerca della cosiddetta biologia sintetica, a cui la Nasa ha cominciato a lavorare già da alcuni anni, con l’obiettivo di sviluppare tecnologie in grado di espandere e sostenere la presenza dell’uomo nel Sistema solare. Tra i principali benefici di questa ricerca – aggiunge la studiosa dell’Asi – la possibilità di approfondire le conoscenze non soltanto sull’abitabilità degli esopianeti, ma anche sui processi coinvolti nello sviluppo di una biosfera in grado di autosostenersi”.

I primi microrganismi a sbarcare su nuovi pianeti, in base al progetto, saranno quelli in grado di attuare fotosintesi. Lo scopo sarà arricchirebbe di ossigeno l’atmosfera dell’esopianeta. Consentendo così alla sonda madre, in orbita intorno al nuovo mondo, di far sbarcare una seconda capsula con nuovi microrganismi. Fondamentale accortezza: preservare i pianeti in cui la vita sia già presente. Pena, il rischio di una contaminazione esterna con microrganismi alieni. In questo caso terrestri.

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Una Sonda Per Salvare La Terra

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asteroideMaiami, 10 settembre 2016 – «BENNU, stiamo arrivando». È partita da Cape Canaveral, la sonda della Nasa Osiris-Rex che nell’agosto 2018 si poserà sull’Asteroide Bennu, raccoglierà dei campioni di roccia e polvere e poi farà rientro sulla Terra nel 2023. Questa straordinaria avventura spaziale ci permetterà di capire, per la prima volta, quale è l’origine della materia organica che più di quattro miliardi di anni fa, cadendo sul nostro pianeta, ha dato origine alla vita. Bennu, che sta vagando nel sistema solare, ha una forma sferica e un diametro medio di 560 metri.
La missione Osiris-Rex ha anche un altro scopo: quello di effettuare una mappatura del sasso celeste e raccogliere più informazioni possibili in quanto proprio Bennu, potrebbe presentare una minaccia per la Terra. Gli scienziati hanno infatti calcolato che esiste una probabilità su 2.700 che possa arrivarci addosso fra qualche centinaio di anni. La sonda, dopo aver orbitato intorno al sole per circa un anno, che gli farà da fionda, punterà verso Bennu che verrà raggiunto ad agosto del 2018.

DA QUEL momento la missione avrà una seconda fase perché si dovrà studiare, con una adeguata mappatura, il sito su cui effettuare il prelievo delle rocce che scatterà a luglio del 2020. «È una missione scientificamente molto interessante – sottolinea Enrico Flamini, scienziato dell’Agenzia spaziale italiana – perché verrà riportato sulla terra un campione di 60 grammi su cui possono essere effettuate moltissime analisi. E da questi campioni idrati e forse anche organici potremmo risalire anche alle origini della nostra vita. La sonda Osiris arriverà vicinissimo all’asteroide dopo aver scelto la zona da scavare. Non atterrerà sul corpo celeste ma, dopo aver raggiunto una distanza di quattro-cinque metri, farà uscire un braccio robotico che darà una robusta ‘grattatina’ al sasso, porterà le rocce all’interno di una speciale capsula, riaccenderà i motori e tornerà sulla Terra dove atterrerà nel settembre del 2013».

MA QUESTO è solo l’inizio perché, ci anticipa il dottor Flamini, «nel 2021 partirà la missione Arm (Asteroid redirect mission ndr) che sarà tecnologicamente molto più spettacolare. E in questa missione il nostro paese è in prima linea perché siamo in partnership con la Nasa. Abbiamo già individuato gli asteroidi obiettivo tra quelli che ruotano più vicino alla Terra. Una sonda lo raggiungerà intorno al 2024, si poserà sulla sua superficie, aggancerà un grosso masso, di più di 4 metri di diametro, e lo porterà in orbita intorno alla Luna».
Quindi partirà la seconda fase della missione. «Dalla Terra – prosegue Flamini – un gruppo di astronauti lo raggiungerà per effettuare analisi e carotaggi. Tornando alla missione Osiris, sicuramente potremo avere, dai campioni, maggiori certezze di ciò che è accaduto quattro miliardi di anni fa». Questa missione ha anche una ‘pennellata’ tricolore perché la bussola stellare che permetterà alla sonda di orientarsi tra le stelle è stata realizzata da Leonardo-Finmeccanica di Campi di Bisenzio. Si tratta di una specie di telescopio che guarda le stelle, le riconosce e con un velocissimo computer calcola la rotta. «La missione Osiris-Rex – ha sottolineato Roberto Battiston, presidente dell’Asi – è una delle nuove sfide dello spazio come risorsa economica perché si potrebbero sfruttare gli asteroidi come miniere spaziali».

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Franco Pavone (Componente CUT) su Mistero di Settembre 2016

Comunichiamo ai nostri lettori che un altro articolo del Centro Ufologico Taranto è stato pubblicato sulla rivista Mistero Magazine del programma omonimo Mistero Adventure del network ITALIA UNO . Si tratta dell’articolo : Quasar , radio-stelle e civiltà aliene del nostro componente Franco Pavone . Ringraziamo ancora una volta la redazione di Mistero Magazine per l’ennesima pubblicazione . Il numero attualmente in edicola è quello di Settembre 2016 . image.png

Juncker: “Parlo con Dirigenti di Altri Pianeti”

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« Gli orizzonti ci attendono. […] Bisogna sapere che coloro ci osservano da lontano sono inquieti. Io ho visto, sentito e ascoltato diversi dirigenti di altri pianeti che sono molto inquieti perchè si interrogano sulla strada che l’ unione europea sta per intraprendere. Bisogna quindi rassicurare sia gli europei si coloro che ci osservano da più lontano. »

E’ con queste parole che  Jean-Claude Juncker, il presidente della Commissione Europea, afferma di aver incontrato “dirigenti di altri pianeti”. Parole che dette da qualsiasi uomo della strada non hanno valore, ma giorno 28 Giugno 2016 a dirle è un leader politico. Cosa ci attende nel prossimo futuro. Dopo le dichiarazioni di Roberto Pinotti (già presidente Centro Ufologico Nazionale) che coinvolgono il governo Russo, è l’ Europa a fare i suoi passi nella politica aliena.

Abbiamo visto un uomo che ha esagerato nei termini, con parole metaforiche da interpretare, o abbiamo visto un uomo che ha detto chiaramente di aver incontrato gli alieni? Ed a fronte delle dichiarazioni di Pinotti dobbiamo inserire queste notizie come tasselli nel mosaico geopolitico mondiale?

UFO su Alberobello il 10 Luglio 2016

https://www.youtube.com/watch?v=YjmUuFJRLsM&feature=youtu.be

Un utente ci invia tramite il nostro account facebook [ https://www.facebook.com/centroufologicotaranto/ ] un video da lui ripreso, pubblicato successivamente su youtube [ https://www.youtube.com/watch?v=YjmUuFJRLsM&feature=youtu.be ], dove filma un oggetto volante all’apparenza bianco e di forma allungata, che riflette la luce del sole, che si è spostato verso il mare dopo un’ora e mezza che era rimasto immobile nel cielo, attorno alle ore 17. Sulla base di queste nozioni, e del video in bassa qualità, non è possibile definire la natura dell’oggetto, per cui rimane un ovni in senso stretto, un oggetto volante non identificato. Ringraziamo l’utente della segnalazione. Cliccate sull’immagine per accedere al video.

Continuate a scriverci al centroufologicotaranto@gmail.com o tramite il nostro account facebook https://www.facebook.com/centroufologicotaranto/ come il nostro amico.

Franco Pavone (componente CUT) su Mistero di Agosto 2016

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Siamo lieti di comunicare che sulla rivista Mistero Magazine del programma omonimo di Italia Uno  Mistero Adventure , di Agosto 2016 in questi giorni in edicola , è stato pubblicato un articolo del nostro componente Franco Pavone , dal titolo : Sandia la base top secret , a cui è stata dedicata anche la copertina della rivista stessa . Ringraziamo ancora una volta la redazione di Mistero Magazine per aver pubblicato un lavoro del Centro Ufologico Taranto .

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Pinotti Files – Parte 2

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Sempre a Mosca ho anche conosciuto un esponente del Vaticano coinvolto che non si trovava lì per caso. Ma chi mi ha colpito di più è stato il Generale Alexey Savin. Come ha già riferito in Rete il 21 febbraio 2013 su Pravda.Ru Svetlana Smetanina, in epoca sovietica il Ministero della Difesa dell’URSS stava lavorando ad un progetto segreto volto a creare un super-soldato dalle capacità paranormali. E nell’ambito di questo progetto, un gruppo di scienziati sarebbe riuscito ad entrare in contatto con una civiltà aliena. E nel 2013 il responsabile di questo progetto top secret ha condiviso, per la prima volta, alcuni dettagli con dei giornalisti. In un normale giorno d’inverno a Mosca, nel comfort di una stanza con un camino, ai giornalisti è stata rilasciata questa notizia sensazionale. E Alexey Savin, un alto ufficiale in pensione del Ministero della Difesa, Tenente Generale della riserva, munito di PhD e membro dell’Accademia delle Scienze Naturali, ha dichiarato che alla fine degli anni 80 del secolo scorso, un gruppo di ricercatori provenienti dall’Unità Gestione Esperti dello Stato Maggiore Generale era riuscito ad effettuare un contatto con i rappresentanti di una civiltà extraterrestre. È interessante notare che nel 2013 nessuno dei giornalisti presenti è stato particolarmente sorpreso da queste affermazioni e che questi, piuttosto, sono apparsi semmai confortati da questa “confessione“. Vasily Yeremenko, un Maggiore Generale  della riserva dell’FSB (la struttura di intelligence che ha sostituito il KGB nel 1991, n.d.r.), docente di Applicazioni Legali nel campo della Difesa presso l’Accademia di Sicurezza, è stato il primo a parlare con la stampa. In epoca sovietica aveva operato nel KGB ed era stato supervisore dell’Aeronautica Militare dell’ex Unione Sovietica e dello sviluppo della tecnologia aeronautica. Tra i suoi incarichi vi era, da parte delle Forze Aeree, quello della raccolta di informazioni sugli episodi inerenti la comparsa di oggetti volanti non identificati (NLO). Secondo Vasily Yeremenko, all’epoca vi era una grande quantità di informazioni del ge- nere. L’unità missilistica aveva fornito anche una direttiva in caso di rilevamento di UFO. E l’obbiettivo principale era quello di non creare le circostanze relative a forme di reciproca aggressione. Nel biennio 1983-1984, sul banco di prova della Accademia delle Scienze di Vladimirovka, il Ministero della Difesa e del KGB avevano avviato uno studio a largo raggio sui fenomeni paranormali. Il centro di formazione militare non era stato una scelta casuale. Infatti gli esperti erano da tempo giunti alla conclusione che gli UFO appaiono inevitabilmente in luoghi in cui sono stati testati equipaggiamenti e armamenti militari. “Possiamo dire che abbiamo imparato a contattare gli UFO a Vladimirovka. Per fare questo, abbiamo notevolmente aumentato il numero di voli militari nonchè il movimento degli equipaggiamenti. Se l’intensità da parte nostra aumentava, gli UFO si manifestavano puntualmente con una probabilità del 100 per cento“, aveva spiegato Yeremenko. Dopo sei mesi di esperimenti, l’autorevole commissione arrivò a tre principali conclusioni. Primo, la scienza moderna non è ancora in grado di identificare tali fenomeni. Secondo, potrebbe anche trattarsi di mezzi di ricognizione degli Stati Uniti o del Giappone. Terzo, potrebbero essere anche manifestazioni di una civiltà extraterrestre. Comunque “l’argomento degli UFO è oggi onnipresente. Proprio a causa della loro sconvolgente natura, seri scienziati non sono disposti a precisare la loro posizione su questo tema. Spesso i piloti di aerei vedono questi oggetti, ma hanno il divieto a parlare dell’argomento, così come anche gli astronauti. Delle loro esperienze d’incontro con gli UFO parlano in via confidenziale, ma hanno paura di parlarne pubblicamente“, ha detto Vasily Yeremenko. Egli ritiene che quest’argomento richieda un approccio serio perché si tratta di un problema di sicurezza. Tuttavia, questo è ancora un argomento riservato, sia negli Stati Uniti che in Russia. Il Tenente Generale Alexey Savin ha proceduto a rivelare alcuni aspetti del coinvolgimento del Ministero della Difesa. Egli ha guidato l’Unità Gestione Esperti dello Stato Maggiore Generale, il cui compito era quello di esaminare diversi fenomeni insoliti. Il progetto principale del gruppo è stato quello di un programma statale teso alla scoperta di risorse umane di carattere intellettuale. L’obiettivo del programma è stato quello di individuare le modalità per far funzionare il cervello umano secondo un regime speciale caratterizzato da super-poteri, rendendo così una persona una sorta di superuomo. Il Consiglio Scientifico del programma è stato guidato da Natalya Bekhtereva, che fino alla sua morte ha servito come direttore scientifico dell’Istituto per lo studio del cervello umano presso l’Accademia delle Scienze di Russia. Oltre 200 professionisti altamente qualificati provenienti da tutto il paese hanno partecipato al programma. “Nel processo di ricerca, siamo giunti alla conclusione che l’essere umano corrisponde ad una specie di sistema energetico il cui sistema di informazioni riceve dati dall’esterno. Proprio per questo motivo un essere umano può manifestare capacità paranormali“, ha affermato Alexey Savin. Al fine di identificare questa fonte esterna d’informazioni, sono stati creati tre gruppi. Un gruppo era formato da scienziati, un altro era di estrazione militare, e il terzo era composto da sole donne. E il gruppo delle donne è stato quello che ha fatto i progressi più significativi nella ricerca. Savin ha spiegato che con grande determinazione esse “ricercavano un contatto con i rappresentanti di altre civiltà. E ciò è stato realizzato“. Secondo lui, è stato sviluppato uno speciale metodo che permetteva al cervello umano di entrare in sintonia durante il tentativo di contatto.
“Abbiamo dovuto sintonizzare il contorno energetico del cervello umano in base ad una particolare onda, simile ad un onda radio“, ha spiegato Alexey Savin. Nessuna ipnosi, nessun farmaco, ovvero altri metodi similari sono stati utilizzati nel corso dell’esperimento. Uno speciale sistema di test è stato sviluppato anche per distinguere i rapporti che derivavano da fasi caratterizzate da allucinazioni e di pazzia da parte dei partecipanti all’esperimento. I risultati sperimentali sono stati impressionanti: a sei dei partecipanti è stata concessa una possibilità di contatto fisico, e due di loro sono riusciti anche a visitare una nave aliena. Secondo Savin, rappresentanti di civiltà extraterrestri si rivelarono gradualmente, rilasciando informazioni come meglio credevano. In particolare, essi hanno parlato della loro struttura di governo e del loro sistema d’istruzione. Non è stata ottenuta nessuna informazione di carattere militare. L’unica cosa che gli alieni decisero di condividere è stata quella inerente uno schema di apparecchiature per la diagnosi e il trattamento di varie malattie. Il responsabile dell’esperimento ha spiegato che gli esseri umani erano considerati – da loro – come dei bambini piccoli. “La nostra civiltà è in effetti troppo giovane per essere di loro interesse come soggetto per un dialogo. Perché anch’essa fa parte dell’universo, e può danneggiare – attraverso le nostre sciocche azioni – loro stessi e altre civiltà“. Il programma di comunicazione con intelligenze extraterrestri è stato sviluppato per diversi anni fino a quando poi non intervenne la politica.

Roberto Pinotti

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Pinotti Files – Parte 1

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Per chi non lo sapesse, gli UFO in lingua russa sono definiti “Neoposnannie Lietaiuscie Obiekti” (NLO), e, a 
parte l’interesse manifestato da Stalin alla fine degli anni Quaranta (il dittatore fu sollevato quando 
le spie russe in USA gli confermarono che non erano un’arma segreta americana), l’ufologia in
 Russia nasce dal 1960 col pionieristico gruppo moscovita aggregatosi attorno alla leggendaria 
figura dello scrittore, giornalista scientifico e scacchista Alexandr Petrovich Kazantsev (che fece 
conoscere nel mondo il famoso “caso Tunguska” della Siberia nel 1908, investigato in loco fra le
 due guerre mondiali da Leonid Kulik e più recentemente riproposto da Vladimir Rubtsov), al suo se
gretario Arkhadi Tikhonov, all’astronomo Felix Zhigel padre dell’ufologia russa e ad altri personaggi minori. In parallelo si manifestava l’attività di studiosi che guardavano 
altresì ai misteri del passato, dal tema delle presenze extraterrestri (da Matest Agrest a
 Vyacheslav Zaitsev e da G. V. Shatsky a Vladimir Avinsky) a quello sull’enigma di Atlantide e dei
 continenti perduti (con il grande studioso Nikolai Jirov). Chi scrive ha avuto frequenti e positivi contatti con costoro specie sulle tematiche legate agli UFO e alle intelligenze extraterrestri fin dagli anni Sessanta. E nel 1967 è stato il primo ad apprendere da Mosca la notizia della avvenuta costituzione della prima commissione russa per lo studio degli UFO (diretta dal Generale Anatoli Stoliarov dell’Aeronautica Militare Sovietica). Poi nel 1974 la mia visita a Mosca al “gruppo di lavoro” capitanato da Alexandr Kazantsev e Felix Zhigel (con un Tikhonov, un Rotsius, un Fomin, un Bozhich, una Ivanova e altri), consolidò il rapporto, e non è un caso il fatto che nel 1994, collassato lo Stato Sovietico, sia stato proprio il sottoscritto con il CUN, grazie al valido Boris Shurinov, a divulgare in Occidente l’importante Dossier segreto del KGB sugli UFO in URSS (inviato prima che alla stampa italiana agli Enti di Stato e di Governo e di Intelligence della nostra Repubblica che allora ci hanno ringraziato formalmente e per iscritto).  Ma non è tutto. Perché dietro le quinte qualcosa si muove. Di recente, a Mosca, a livello istituzionale chi scrive ha avuto su invito, fra il 2015 e il 2016, dei colloqui riservati e importanti che per certi aspetti potrebbero apparire anche alquanto spiazzanti, visto che quasi tutte le risposte certi ambienti russi affermano di averle già, dai tempi della “glasnost” e della “perestroika” gorbacioviane in poi. E con esse anche dei contatti con esseri extraterrestri (ad alto livello e a carattere psichico, tramite sensitivi di provata validità inquadrati in una struttura operativa statale di ricerca analoga a quella super-segreta dei “remote viewers” americani, le “spie psichiche” della CIA cui nel 2016 NEWSWEEK ha dedicato un’ampia inchiesta giornalistica). Mi è stato confermato (Cfr. LUCI NEL CIELO: Italia e UFO, le prove che il Duce sapeva di Roberto Pinotti, Mondadori, Milano 2011) anche che simili contatti li avrebbero avuti pure i nazisti negli anni 30 fino alla Seconda Guerra Mondiale e nel dopoguerra anche gli americani, beninteso. Ma i nazisti sarebbero stati “bocciati” per il loro egoistico modus operandi e gli USA con la loro politica imperialistica e arrogante oggi sarebbero dunque al palo. Già dal 1954, attraverso una sensitiva di Washington, esponenti dell’Intelligence USA si sarebbero confrontati con entità extraterrestri che avrebbero preso le distanze dalla Guerra Fredda e dal non positivo orientamento dei militari in USA. La decisione USA di secretare tutto tenendo il mondo all’oscuro non piacerebbe affatto agli interlocutori alieni. Stati Uniti e URSS avrebbero comunque entrambi “copiato” in parte tecnologie e mezzi alieni, e ne disporrebbero per fini riservati e a livello militare. A differenza degli americani, i russi avrebbero però mantenuto dei canali ancora aperti, e il fatto che essi avrebbero infine compreso che le istruzioni che si possono ricevere dagli Extraterrestri devono essere a vantaggio di tutti e vanno condivise ai fini di un mondo migliore sarebbe all’origine di questo tuttora vigente rapporto con i loro interlocutori superni. Interlocutori che ieri come oggi sono a loro dire di varia natura, provenienza e morale. Ma quelli che interagirebbero con loro (a differenza di taluni manifestatisi ai tedeschi prima e agli  americani poi) sarebbero civiltà eticamente avanzate. A Mosca starebbe prendendo corpo l’idea di creare una auspicabile “triangolazione” Russia-Italia-Vaticano mediante sensitivi addestrati in base a criteri che loro ben conoscono e che consentono di trasformare un soggetto normale in una sorta di valido “ponte psichico” con “Loro”. Questo team dovrebbe lavorare in via riservata e sinergica, con il supporto russo (informazioni, corsi, istruttori) in quanto espressione di attività pregresse e consolidate a livello riservato nella Federazione Russa. I volontari scelti all’uopo per essere istruiti devono essere consapevoli del fatto che in buona misura i risultati sono garantiti, ma che pertanto ciò può cambiare la vita della persona coinvolta. Ci vuole dunque gente volontaria ma matura (né troppo giovani né troppo vecchi),  liberi da impegni lavorativi gravosi e magari anche affettivi, che potrebbero essere in conflitto con l’attività richiesta. All’Hotel Hilton di Mosca ho anche incontrato un ex-diplomatico di grande cultura e fascino ma di difficile definizione circa il suo ruolo attuale di “consulente” governativo, che più che dirmi cose lui (e lo ha fatto, anche in campo parapsicologico ed esoterico, ma non poi troppo) me ne ha chieste (su di me). Siamo in Russia e occorre dunque ricordare che tutto è anche un gioco di “matrioske”, l’una dentro l’altra, in modo che alla fine più credi di sapere e in realtà meno comprendi. Ma va bene così.

Roberto Pinotti

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4 Milioni di volte Grazie

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logo-pngVisto il clima politico scegliamo ironicamente questo titolo da campagna elettorale, ma tra il serio ed il faceto vogliamo ringraziare davvero tutti i lettori che ci seguono, con il nostro impegno di continuare a fare sempre meglio e con la promessa di attuare nuove iniziative.

In questi 8 anni di blog abbiamo attraversato diverse fasi, alti e bassi, abbiamo visto numerosi componenti passare, restare ed andar via, tra strette di mano e colpi di stiletto, abbiamo tenuto numerose iniziative, giornali, radio (ricordiamo che noi extrat..erroni siamo stati ospitati da Radio Padania!), iniziative scolastiche e non dimentichiamo le nostre due stagioni televisive in quel di Blustar TV, ormai chiusa, e negli ultimi due anni la nostra presenza ad Altamura, con le conferenze del quarto e quinto anno di “Federicus”.

Queste quattro milioni di visite contano più di un anniversario, e continueremo a divulgare come abbiamo sempre fatto, con apertura mentale e senza pregiudizi in nessun campo, perchè i riconoscimenti come in questi casi arrivano da soli.

Con affetto,

il presidente e fondatore Vincenzo Puletto, insieme a tutti i componenti ed amici Franco Pavone, Eugenio Palese, Antonello Vozza e Gianpaolo di Bisceglie.

 

Verso Alpha Centauri in 20 Anni

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Crux_and_Alpha_Cen_1Le distanze. Alpha Centauri è il sistema stellare più vicino alla Terra ma resta comunque a una distanza proibitiva per affrontare qualsiasi viaggio, almeno per l’uomo. Poco più di 4,3 anni luce che, in termini terrestri, significano qualcosa come 40mila miliardi (40.000.000.000.000) di chilometri. Anche la sonda più veloce ci impiegherebbe circa 30mila anni.

Gli scienziati e i ‘visionari’ della Breakthrough Initiaves hanno in mente invece tempi molto più umani. Secondo loro, è possibile imprimere un’accelerazione a una serie di piccoli moduli spaziali fino a sfiorare i 200 milioni di chilometri all’ora, il 20 per cento della velocità della luce. Una volta in orbita i mini-satelliti dovrebbero dispiegare un sottilissimo e ampio foglio, come un aquilone (spesso pochi atomi e largo qualche metro).

Il ‘vento’ che dovrebbe sospingerle invece questa volta sarà artificiale. Una serie di raggi laser prodotti da tante sorgenti molto potenti dovrà colpire il bersaglio generando, in un paio di minuti, 100 gigawatt, tanta energia quanta ne serve per far decollare uno Space Shuttle. Ma la mira dovrà essere molto precisa perché anche il minimo errore potrebbe compromettere il successo della missione. La sfida tecnologica per riuscire nell’impresa sta quasi tutta qui. E nel trovare le risorse per svilupparla e renderla realtà. I costi stimati dalla Breakthrough variano dai cinque ai dieci miliardi di dollari. Milner si è impegnato a finanziare la prima fase di ricerca con 100 milioni.

L’idea della vela non è nuova. Di recente la Planetary society ha testato una“lightsail” portata in orbita dalla SpaceX e la Nasa sta pensando a un modello simile utilizzando il vento solare per arrivare ai confini dell’eliopausa.

I tempi. Come termine di paragone possiamo prendere l’oggetto artificiale più lontano mai arrivato: la sonda Voyager 1, decollata nel 1977 ora oltre i confini del Sistema solare, ha percorso circa 18 ore luce in quasi 40 anni. Arrivare su Alpha Centauri (un sistema costituito da tre stelle, con Proxima Centauri, una nana rossa, che orbita attorno alle altre due) non sarà dunque questione di giorni e nemmeno di mesi. Anche a quella incredibile velocità le sonde impiegheranno circa 20 anni per giungere a destinazione. Una volta arrivate scatteranno foto e raccoglieranno dati preziosi anche (si spera) sul pianeta delle dimensioni della Terra che orbita attorno alla coppia centrale. Ma serviranno più di altri quattro anni per riceverli perché tanto ci metteranno, viaggiando alla velocità della luce, a fare il percorso inverso fino a noi. Anche se ancora, tra i dettagli forniti sulla missione, non è specificato con quale sistema (e con quale energia) questi minuscoli dispositivi potranno spedirci a terra il risultato delle loro osservazioni.

Perché tanti mini-satelliti? Il modello scelto è quello di inviare una ‘flotta’ costituita da un migliaio di piccole sonde, delle dimensioni di un chip, del peso di pochi grammi. Il progresso tecnologico rende già possibile concentrare in pochissimo spazio strumenti molto sofisticati. Le dimensioni e il peso ridotti saranno un vantaggio per l’energia da impiegare sia nel decollo che nella spinta definitiva.

Gli scienziati, inoltre, puntano sul vantaggio del numero. Il tragitto verso Alpha Centauri non promette di essere un viaggio facile. C’è il rischio (soprattutto con le energie in gioco a quelle velocità) che le polveri danneggino i dispositivi, per non parlare dell’impatto con piccoli asteroidi o frammenti. Spedirne diversi assicura molte più possibilità di successo rispetto all’invio di una singola sonda.

A dirigere il progetto sarà Pete Worden, ex direttore dell’Ames Research Center della Nasa e nello staff figurano nomi come il premio Nobel Saul Perlmutter e Ann Druyan, vedova di Carl Sagan e produttore della serie tv ”Cosmos”. Assieme a Hawking e lo stesso Milner, il terzo nome del board è quello del fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg, il cui interesse per una sfida fantascientifica affianca Facebook a Google nello sforzo di spingere oltre le nuove frontiere dello sviluppo tecnologico.

Spostare i confini del possibile è nella natura dell’uomo, così la pensa Stephen Hawking. “Quello che ci rende unici è trascendere i nostri limiti. La gravità ci spinge al suolo ma io sono appena arrivato in America volando”, ha detto l’astrofisico con la sua proverbiale acutezza. E ha lanciato la sfida con parole ricche di speranza: “Oggi ci impegniamo in questo prossimo grande salto nel cosmo, perché siamo umani e la nostra natura è volare”.

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