CENTRO UFOLOGICO TARANTO MAGAZINE

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Verso Alpha Centauri in 20 Anni

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Crux_and_Alpha_Cen_1Le distanze. Alpha Centauri è il sistema stellare più vicino alla Terra ma resta comunque a una distanza proibitiva per affrontare qualsiasi viaggio, almeno per l’uomo. Poco più di 4,3 anni luce che, in termini terrestri, significano qualcosa come 40mila miliardi (40.000.000.000.000) di chilometri. Anche la sonda più veloce ci impiegherebbe circa 30mila anni.

Gli scienziati e i ‘visionari’ della Breakthrough Initiaves hanno in mente invece tempi molto più umani. Secondo loro, è possibile imprimere un’accelerazione a una serie di piccoli moduli spaziali fino a sfiorare i 200 milioni di chilometri all’ora, il 20 per cento della velocità della luce. Una volta in orbita i mini-satelliti dovrebbero dispiegare un sottilissimo e ampio foglio, come un aquilone (spesso pochi atomi e largo qualche metro).

Il ‘vento’ che dovrebbe sospingerle invece questa volta sarà artificiale. Una serie di raggi laser prodotti da tante sorgenti molto potenti dovrà colpire il bersaglio generando, in un paio di minuti, 100 gigawatt, tanta energia quanta ne serve per far decollare uno Space Shuttle. Ma la mira dovrà essere molto precisa perché anche il minimo errore potrebbe compromettere il successo della missione. La sfida tecnologica per riuscire nell’impresa sta quasi tutta qui. E nel trovare le risorse per svilupparla e renderla realtà. I costi stimati dalla Breakthrough variano dai cinque ai dieci miliardi di dollari. Milner si è impegnato a finanziare la prima fase di ricerca con 100 milioni.

L’idea della vela non è nuova. Di recente la Planetary society ha testato una“lightsail” portata in orbita dalla SpaceX e la Nasa sta pensando a un modello simile utilizzando il vento solare per arrivare ai confini dell’eliopausa.

I tempi. Come termine di paragone possiamo prendere l’oggetto artificiale più lontano mai arrivato: la sonda Voyager 1, decollata nel 1977 ora oltre i confini del Sistema solare, ha percorso circa 18 ore luce in quasi 40 anni. Arrivare su Alpha Centauri (un sistema costituito da tre stelle, con Proxima Centauri, una nana rossa, che orbita attorno alle altre due) non sarà dunque questione di giorni e nemmeno di mesi. Anche a quella incredibile velocità le sonde impiegheranno circa 20 anni per giungere a destinazione. Una volta arrivate scatteranno foto e raccoglieranno dati preziosi anche (si spera) sul pianeta delle dimensioni della Terra che orbita attorno alla coppia centrale. Ma serviranno più di altri quattro anni per riceverli perché tanto ci metteranno, viaggiando alla velocità della luce, a fare il percorso inverso fino a noi. Anche se ancora, tra i dettagli forniti sulla missione, non è specificato con quale sistema (e con quale energia) questi minuscoli dispositivi potranno spedirci a terra il risultato delle loro osservazioni.

Perché tanti mini-satelliti? Il modello scelto è quello di inviare una ‘flotta’ costituita da un migliaio di piccole sonde, delle dimensioni di un chip, del peso di pochi grammi. Il progresso tecnologico rende già possibile concentrare in pochissimo spazio strumenti molto sofisticati. Le dimensioni e il peso ridotti saranno un vantaggio per l’energia da impiegare sia nel decollo che nella spinta definitiva.

Gli scienziati, inoltre, puntano sul vantaggio del numero. Il tragitto verso Alpha Centauri non promette di essere un viaggio facile. C’è il rischio (soprattutto con le energie in gioco a quelle velocità) che le polveri danneggino i dispositivi, per non parlare dell’impatto con piccoli asteroidi o frammenti. Spedirne diversi assicura molte più possibilità di successo rispetto all’invio di una singola sonda.

A dirigere il progetto sarà Pete Worden, ex direttore dell’Ames Research Center della Nasa e nello staff figurano nomi come il premio Nobel Saul Perlmutter e Ann Druyan, vedova di Carl Sagan e produttore della serie tv ”Cosmos”. Assieme a Hawking e lo stesso Milner, il terzo nome del board è quello del fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg, il cui interesse per una sfida fantascientifica affianca Facebook a Google nello sforzo di spingere oltre le nuove frontiere dello sviluppo tecnologico.

Spostare i confini del possibile è nella natura dell’uomo, così la pensa Stephen Hawking. “Quello che ci rende unici è trascendere i nostri limiti. La gravità ci spinge al suolo ma io sono appena arrivato in America volando”, ha detto l’astrofisico con la sua proverbiale acutezza. E ha lanciato la sfida con parole ricche di speranza: “Oggi ci impegniamo in questo prossimo grande salto nel cosmo, perché siamo umani e la nostra natura è volare”.

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USA: Eserciti di Omini Verdi e Ibridi

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Senate Armed Services Committee Holds Hearing Army Chief Of Staff Nomination Hearing For Army Gen. Mark MilleyUn generale che parla in pubblico di Alieni? Sembrerebbe proprio così: durante un discorso ufficiale, ripreso dalle tv, l’uomo al vertice dell’ U.S. Army  ha citato- tra i pericoli di cui l’esercito deve guardarsi- anche i contingenti ibridi e gli omini verdi, spesso sinonimo di Extraterrestri. Ma è proprio così? Molto probabilmente, in questo caso, le apparenze ingannano…

Lo scorso 21 aprile, Mark A. Milley, Capo di Stato Maggiore dell’esercito americano, ospite della Norwich University, un collegio militare del Vermont, ha preso la parola davanti ai giovani cadetti dei ROTC (ovvero Reserve Officers’ Training Corps) durante il simposio per il 100° anniversario della loro fondazione. Nel suo intervento, ha elencato tutte le criticità che un soldato deve oggi affrontare, in un panorama sempre più difficile da decifrare.

“Se il mondo nel 1916 era complesso, se lo era nel 1945, ora nel 2016 lo è assai di più e ve lo posso dire per esperienza personale”, ha detto il generale, per poi aggiungere:”Voi  avrete a che fare con terroristi, avrete a che fare con eserciti ibridi, avrete a che fare con omini verdi, avrete a che fare con tribù, dovrete affrontare tutte queste situazioni e le dovrete affrontare tutte in contemporanea”.  Il discorso ha destato la massima attenzione degli ufologi: il capo supremo dell’U.S Army, in questo modo, non avrebbe di fatto ammesso che esistono truppe ibride- ovvero,  incroci umani/alieni- e che gli Extraterrestri sono qui, pericolosamente tra noi?

Sui blog e sui siti che si occupano di questi argomenti, lo speech del Generale Milley è stato ripreso con grande enfasi. Eppure la realtà sembra essere molto diversa, come spiega Open Minds che ha fornito una interpretazione molto convincente di queste parole apparentemente strane del Capo di Stato Maggiore americano, ma che diventano normali e logiche, se si conosce il gergo militare. A partire dal termine “Hybrid armies”, con il quale si indicano truppe in parte non convenzionali. Ad esempio, i combattenti che non appartengono ad un vero e proprio Stato (come i terroristi dell’ISIS) o che ricorrono anche alla cyber guerra, con attacchi  ai sistemi di comunicazione e di informazione.

Tuttavia, anche la definizione “little green men”- che per gli appassionati di ufologia ha un solo significato, quello spesso ironico di “piccolo alieno”- in realtà in ambito militare viene usata per concetti ben diversi. Gli omini verdi sono i militari che non indossano divise, che si spostano sui mezzi privi di segni di riconoscimento e di cui non si può affermare con totale certezza l’appartenenza. Come i contingenti che stanno affiancando i ribelli ucraini: per gli Stati Uniti sono corpi speciali russi, ma Mosca nega di aver mai mandato lì proprie truppe.

Insomma, dice il sito americano, il Generale Milley non ha fatto altro che parlare da militare a dei militari, con il gergo da loro comunemente usato e perfettamente comprensibile. Non c’è stato nessun passo falso, nessuna ammissione  involontaria della presenza di entità aliene sulla Terra. Almeno per ora, dai vertici militari USA non è arrivata la “disclosure” che tanti ricercatori alternativi invocano e che alcuni di loro si aspettano in tempi brevi. Forse- se mai ci sarà- arriverà da parte dell’eterno nemico, anche adesso, a Guerra Fredda ufficialmente finita: la Russia.

La notizia è riportata dal sito Ufo e dintorni. In un’intervista ripresa da MEMRI TV (la televisione del Middle East Media Research Institute), trasmessa lo scorso ottobre dal canale russo all-news RT, l’ammiraglio in pensione Vladimir Nikolayevich Chernavin, – l’ultimo comandante della Marina Militare dell’URSS e poi a capo della flotta navale russa fino al 1992, nonché ex viceministro alla Difesa- ha candidamente parlato di UFO da lui stesso avvistati quando era in servizio e di molteplici avvistamenti  del genere custoditi negli archivi moscoviti.

“Ce ne sono stati centinaia di resoconti del genere. Quando comandavo un sottomarino, ho visto questo fenomeno nell’Oceano Atlantico e nel Mar dei Caraibi”, ha ammesso. E ha raccontato un episodio specifico: “Ho visto un oggetto volante sopra una postazione sovietica. Ha assunto forme diverse, ma per lo più sembrava un cappello tondeggiante”. “Come un CD?”, gli ha chiesto l’intervistatore.

“Brillava molto- ha replicato l’ammiraglio- la luce cambiava e il disco si spostava assai velocemente. Sorvolava un punto, poi scompariva e riappariva da un’altra parte. Poi poteva immergersi e sparire del tutto. Dopo un po’, sarebbe rispuntato fuori dall’acqua, ma con una forma differente.” Infine, la conclusione: “Dovremmo osservare questo tipo di fenomeni eccezionali, credevo allora e ancora credo che non possiamo ignorarli.”

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Commento alla Conferenza Federicus 2016 : Superstizione e scienza popolare, di Franco Pavone

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altamura 005Domenica 17 Aprile 2016 il nostro Centro è stato per la seconda volta ospite gradito dell’Archivio Biblioteca Museo Civico ( A.B.M.C. ) di Altamura e dell’Associazione Fortis Murgia , nell’ambito delle varie conferenze legate alle manifestazioni denominate Federicus 2016 giunte alla 5a edizione , connesse agli studi medievali su Federico II° di Svevia , dove abbiamo tenuto una serie di relazioni dal titolo “Superstizione e scienza popolare ” . Questo nuovo invito ci è pervenuto sempre dal Presidente della Fortis Murgia avvocato Gianni Moramarco e dalla Dott.essa Elena Silvana Saponaro Presidente dell’A.B.M.C. , funzionario del Ministero per le Attività Culturali e del Turismo , oltre che Direttrice dei Musei Archeologici di Altamura e di Ruvo di Puglia . Quest’anno Federicus 2016 completava un triennio di manifestazioni imperniate su fede laicità e superstizione , ed infatti l’evento 2016 era dedicato alle superstizioni . Inutile dire che anche quest’anno l’accoglienza e l’ospitalità ricevute sono state di grande cordialità , rispetto , serietà e organizzazione , ma di questo non avevamo il ben che minimo dubbio , e dà ancora una volta al nostro Centro ulteriori nuovi e interessanti sviluppi culturali tra i nostri studi misteriosofici , sociologici e filosofici con gli studi altamurani imperniati sulla storia medievale di Federicus , aldilà degli studi ufologici che sono solo per noi il punto di partenza per ricerche che si dipanano a 360° in tutto ciò che è da studiare . Per un leggero imprevisto problema di salute , il nostro Presidente Vincenzo Puletto  non è potuto intervenire alla conferenza , quindi le nostre relazioni con i relativi sottotitoli sono state tenute solo da Franco Pavone , Eugenio Palese e Antonello Vozza . Anche quest’anno il servizio fotografico è stato preparato da Gabriele Pavone . In attesa della conferenza , che è stata moderata dalla prof.essa Vita Palmiotta docente in lettere e Storia , e

dalla dott.essa Maria Bruno della redazione di Fortis Murgia news , la dott.essa Elena Saponaro ci ha guidato in un excursus nel centro storico di Altamura , facendoci visitare una mostra su disegni e ricostruzioni sempre dedicata alle superstizioni e consentendoci di ammirare ancora una volta il fascino secolare della cattedrale di Altamura , fatta costruire da Federico II° di Svevia . Dopo i saluti di rito con il Presidente della Fortis Murgia , avvocato Gianni Moramarco , e i dirigenti della stessa associazione , oltre ai saluti e gli auguri pervenuti dal Sindaco di Altamura  Dott. Giacinto Forte , la conferenza è iniziata con l’introduzione alla stessa della prof.essa Vita Palmiotta che ha messo in evidenza il fatto che i componenti del Centro Ufologico Taranto sono degli appassionati  che fanno appunto della loro passione materia di studio e ricerca in vari campi della scienza e della Storia . In precedenza la dott.essa Maria Bruno aveva presentato il programma generale della conferenza e di tutte le manifestazioni inerenti Federicus 2016 , come mostre , altre conferenze , tra cui quella su religioni e superstizioni , con un ospite d’eccezione come il famoso critico d’arte prof. Philippe Daverio , e le varie rappresentazioni in costume per le vie del centro storico e i claustri di Altamura . Facciamo ora un breve cenno sulle relazioni , che  poi pubblicheremo in toto sul nostro sito Internet . Ha iniziato Franco Pavone , ricordando l’assenza del Presidente Vincenzo Puletto , e dicendo che i relatori del CUT avrebbero parlato anche a suo nome . La relazione di Franco Pavone , intitolata ” Superstizione tra razionale e irrazionale ” , ha messo in evidenza uno studio umanistico , sociologico e filosofico sulle origini delle superstizioni collegato anche agli studi ufologici , e sul contrasto con il razionalismo scientifico e l’empirismo , chiedendosi cos’è effettivamente razionale e cosa è irrazionale in un’epoca molto empirica come la nostra , anche se da molte parti si va alla ricerca di una scienza più umana , e se siamo un pò tutti superstiziosi …… Eugenio Palese nella sua relazione intitolata ” Evoluzione delle superstizioni : tra scienza e inganno , tra mito e tradizione ” , ha rimarcato il fatto che anche oggi assistiamo , sia pure sotto forma di tradizioni folkloristiche , a manifestazioni popolari che si rifanno ad antiche credenze ( come ad esempio la festa di Halloween ) , inoltre , anche se in misura minore rispetto al passato , c’è chi ancora mette addirittura in dubbio la validità delle leggi della scienza e della natura rimanendo ancorati ad antiche superstizioni …… Antonello Vozza nella sua relazione intitolata ” Paure primordiali ” , ha evidenziato le connessioni tra religione e superstizione , rimarcando il fatto che è nato prima l’uomo della religione . La religione nasce come organismo di controllo del sapere . Le prime caste sacerdotali , si pensi alla più famosa casta egizia , erano notoriamente il centro della conoscenza e del sapere . I templi erano la capitale di arti e scienze , come astronomia , matematica , geometria , medicina …… Questi sono solo accenni sulle relazioni che poi pubblicheremo come detto sul nostro sito Internet. Dopo aver ascoltato le nostre dissertazioni , la prof.essa Palmiotta e la dott.essa Bruno hanno ringraziato i relatori del CUT , apprezzando le argomentazioni degli stessi , anche per la non semplice ricerca sull’argomento della superstizione collegata ai nostri studi ufologici . La dott.essa Bruno di Fortis Murgia ha auspicato di rivedere il CUT ad Altamura anche nel 2017 , e noi saremo ben lieti di aderire se riceveremo l’invito . Se va tutto come previsto le nostre relazioni federiciane del 2015 e del 2016 verranno inserite nel bimestrale volume
” Altamura ” 2015 – 2016 dall’ Archivio Biblioteca Museo Civico della città , di cui è presidente la dott.essa Saponaro . Il plauso ricevuto anche quest’anno dagli organizzatori è per noi un grande motivo di soddisfazione , perchè vuol dire che i nostri interventi hanno interessato anche il pubblico presente . Interagire con il periodo medievale di Federico II° ad Altamura è stato per noi in questi due anni un motivo di crescita culturale , visto il diverso contesto , e anche per gli organizzatori di Federicus 2016 ha rappresentato nuove conoscenze alternative verso i nostri studi di frontiera . La cultura secondo noi non dovrebbe avere confini ideologici , politici , religiosi o etnici , ma dovrebbe essere solo ricerca del sapere e dell’ignoto , come promulgava del resto Federico II° di Svevia , e noi siamo perfettamente d’accordo . Al termine della conferenza il prof. Luigi Mininni direttore responsabile di Fortis Murgia e addetto stampa , ha consegnato alla prof.essa Vita Palmiotta e ai relatori del Centro Ufologico Taranto delle targhe ricordo con l’effige di Federico II° di Svevia e di figure inerenti le superstizioni , rimarcando il fatto che il CUT ha sorpreso anche quest’anno gli organizzatori e il pubblico presente con le loro relazioni attinenti il tema non facile della superstizione , collegato con gli studi ufologici del Centro , tra cui la dott.essa in lettere moderne Annamaria Dezio , che ha trovato le nostre relazioni interessanti e coinvolgenti , ponendoci varie domande sulla nostra attività di ricercatori . Per concludere , anche quest’anno la festa medievale Federicus ha ottenuto un enorme successo , tra rappresentazioni , cortei , mostre e conferenze , tra cui la nostra . Le persone quantificate ad Altamura nel periodo degli eventi pare abbiano superato la soglia delle 300.000 presenze , ed è la ennesima dimostrazione che tale manifestazione è ormai conosciuta a livello internazionale . Siamo quindi onorati di aver dato il nostro piccolo contributo a questo evento . Del resto proprio in questi giorni Altamura è agli onori della cronaca anche per la ricostruzione del volto dell’Homo Arcaicus ritrovato anni fa nella grotta di Lamalunga , che ha destato l’interesse di studiosi stranieri e della National Geographic Society . Per noi del CUT quindi aver fatto parte dei contesti culturali di questa città è un ulteriore motivo di crescita , grazie soprattutto agli amichevoli rapporti di stima con la dott.essa Elena Silvana Saponaro e agli amici della Fortis Murgia , perchè come pensiamo sempre , la cultura non ha confini .

Conferenze CUT: Federicus 2016 – 17 Aprile

immagine-e1446478010417Siamo lieti di comunicare ai nostri lettori , che il Centro Ufologico Taranto è stato per la seconda volta invitato a partecipare e relazionare alla serie di conferenze nell’ambito della 5a edizione della manifestazione Federicus 2016 , organizzata ad Altamura dalla organizzazione Fortis Murgia con la collaborazione dell’Archivio Biblioteca Museo Civico ( ABMC ) e con il patrocinio del Comune di Altamura . Quest’anno la manifestazione si svolgerà per le strade del centro storico nel trittico 23-24-25 Aprile 2016 e sarà imperniata sulle superstizioni . Noi del Centro Ufologico Taranto terremo una conferenza Domenica 17 Aprile 2016 alle ore 18.30 dal titolo Superstizione e scienza popolare , con 4 relazioni tenute dal nostro presidente Vincenzo Puletto , da Eugenio Palese , da Franco Pavone e da Antonello Vozza , nella storica sala conferenze dell’Archivio Biblioteca Museo Civico . Federicus 2016 , che nel 2015 ha visto la partecipazione di oltre 200.000 visitatori nelle varie giornate di festa , avrà anche oltre alle varie rappresentazioni nelle vie del centro storico , iniziative legate a mostre e conferenze , tra cui la nostra . Ringraziamo ancora una volta la Dott.essa Elena Silvana Saponaro , presidente ABMC di Altamura per l’invito e la fiducia accordataci , che cercheremo di non deludere , come del resto lo scorso anno 2015 . Stiamo cercando anche di sdoganare nel nostro ambito l’ufologia in Italia , oltre a dare un piccolo contributo a Federicus 2016 . L’abbiamo introdotta nei salotti buoni della cultura , vedi Ministero Beni Culturali , invitati per la seconda da un funzionario del Ministero stesso . Senza tralasciare l’esperienza di aver portato in passato un ufologia priva di sensazionalismi in ambito scolastico . Probabilmente serietà , lavoro , collaborazione con tutti i centri culturali che ce la chiedono con garbo e rispetto reciproco , alla fine pagano , e senza avere inoltre scopi di lucro e nessuna velleità di premi e riconoscimenti . Noi del CUT consideriamo l’ufologia non solo il mero avvistamento della luce nel cielo o il rilascio di documenti top secret che potrebbero anche essere fuorvianti, ma anche uno studio filosofico e sociologico di tutto quello che ci circonda al cospetto dell’Universo , ed il mezzo per conoscere le vere origini e la vera storia dell’uomo , e anche per cercare di capire il senso spirituale dell’altrove , dell’alieno al nostro mondo in senso lato . Che nell’Universo o in altre dimensioni del Cosmo non siamo soli , di questo siamo ormai arciconvinti , aldilà della plausibilità o meno dell’esistenza degli UFO . Per questo siamo contenti di poterci confrontare con culture in diversi contesti e sentieri storici , in questo caso inerenti il Medioevo dell’uomo , forse uno dei periodi più affascinanti della Storia , più particolarmente i misteri della nostra splendida regione Puglia . Nei nostri studi la Storia ha un posto importante , perché se non conosciamo bene il nostro passato , non possiamo proporci nel futuro . Come l’anno scorso a Federicus 2015 abbiamo dissertato della laicità di Federico II di Svevia , degli affascinanti misteri di Castel del Monte collegati ai nostri studi ufologici , avendo un plauso dagli organizzatori capitanati dalla Dott.essa Elena Silvana Saponaro , funzionario del Ministero Beni Culturali e del Turismo , oltre che Direttrice dei Musei Archeologici di Altamura e di Ruvo di Puglia , oltre che Presidente dell’Archivio Biblioteca Museo Civico ( ABMC ) di Altamura , quest’anno a Federicus 2016 parleremo delle Superstizioni collegate ai nostri studi . Gli organizzatori di questo 5° evento ormai conosciuto a livello europeo , come Federicus , completa un triennio iniziato nel 2014 basto su Fede , Laicità e Superstizione . Confidiamo come sempre di dare il nostro appassionato e serio contributo agli organizzatori .

Il Gruppo CUT .

ExoMars: Cominciano i Test

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E’ cominciata la fase di test per la missione ExoMars. La sonda sta rispondendo ai comandi e se tutto procederà come previsto potrà entrare nella fase operativa per metà aprile. Lo rende noto l’Agenzia Spaziale Europea (Esa), che ha organizzato la missione in collaborazione con l’agenzia spaziale russa Roscosmos. Il centro di controllo della missione che si trova in Germania, a Darmstadt, informa che la sonda è in ottime condizioni e perfettamente in rotta verso il pianeta rosso.
”L’industria europea che ha costruito ExoMars ha fatto un ottimo lavoro”, ha osservato il direttore di volo dell’Esa, Michel Denis.

E’ stato superato il problema che si era presentato alcune ore dopo la ricezione del segnale, quando la temperatura del motore principale della sonda Tgo (Trace Gas Orbiter) era salita più del previsto. In accordo con gli ingegneri dell’azienda che ha costruito il veicolo, la Thales Alenia Space, si è deciso di cambiare l’orientamento della sonda di pochi gradi, in modo che l’ugello del motore non fosse più di fronte al Sole, e la temperatura è tornata nella norma.

Conclusa la fase di test il prossimo controllo della sonda, con il “check-up” completo di tutti gli strumenti, è previsto in giugno, quando il veicolo sarà a metà del suo viaggio. La sonda Tgo, alla quale è agganciato il lander Schiaparelli, è uno dei più grandi veicoli ‘combinati’ mai inviate su Marte. L’Italia è in prima fila nella missione con l’Agenzia Spaziale Italiana (Asi), che è il principale contributore, e con l’industria, Finmeccanica e Thales Alenia Space (Thales-Finmeccanica).

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Oristano, il frate che studia gli UFO

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Sa bene che le sue teorie non hanno avuto né potranno avere l’avallo ufficiale dei suoi superiori, tanto sono ardite. Ma Padre Marco Ardu è un frate con una quantità di primavere alle spalle tale da potersi permettere di dichiarare la propria convinzione senza paura: “Gli extraterrestri esistono”. E la Chiesa lo sa. Il frate francescano non è un Fox Mulder in caccia di X-Files, ma un religioso ormai in pensione che da tre anni vive a Oristano dopo aver girato la Sardegna per 47 anni tra Cagliari e Sassari a raccogliere fondi per aiutare i confratelli che lavoravano nelle missioni in tutto il mondo. La convinzione sull’esistenza degli extraterrestri non la esibisce solo a parole, ma la mette anche per iscritto: “La Stella di Natale” è il titolo (apparentemente innocuo e anonimo) di un piccolo libro, edito da Epdo, scritto proprio da Padre Marco Ardu.

La sorpresa comincia a rivelarsi dal sottotitolo: “Quale Stella?”. La “Stella” a cui Padre Marco Ardu fa riferimento nel suo libro è quella che, per l’iconografia cristiana, avrebbe guidato i Re Magi sino alla grotta in cui si trovava Gesù bambino. Cosa era in realtà quella entità luminosa? Non una stella cometa, come vuole la tradizione, ma forse un Ufo. Il frate francescano argomenta a lungo la sua teoria: «Da chi era composta “la moltitudine dell’esercito celeste che lodava Dio? La notte di Natale a Betlemme?…. Parlano, si fanno capire , sono credibili da uomini di questa terra. Potrebbero guidare “macchine aeree” che accendono luce. Tale luce come potrebbero chiamarla gli uomini che a quei tempi non conoscevano gli aerei?». La risposta è scontata: “Stella”.

«A mio parere – scrive il francescano – anche ai Magi i “messaggeri” apparvero la notte di Natale e essi videro la luce che chiamarono stella». E se quella “stella” «probabilmente faceva luce anche di giorno» forse era il prodotto di una tecnologia avanzatissima, usata da una civiltà non terrestre che, sempre secondo il religioso, ha avuto il compito di annunciare la nascita del Cristo.
La questione della Stella è centrale nel libro, ma altrettanto centrale è la questione dell’esistenza di extraterrestri: «Non ho mai letto che solo l’uomo è formato di anima e corpo. Non mi sembra impossibile che esistano esseri non terrestri, se non uguali, almeno simili all’uomo»

La Chiesa stessa sarebbe convinta di questo. Nella prefazione il professor Antonio Murziani cita un episodio che sarebbe accaduto nel 1961 all’allora pontefice Giovanni XXIII: «Papa Roncalli, passeggiando nei giardini di Castelgandolfo, insieme col suo segretario monsignor Capovilla, fu avvicinato da un essere alieno, simile a noi terrestri, sceso da un disco volante, atterrato insieme a altri nelle estreme vicinanze. Secondo i cronisti del periodo, Papa Giovanni si avvicinò a quell’essere e parlò con lui. Alla fine dell’incontro disse a monsignor Capovilla: “I figli di Dio sono dappertutto, anche se, a volte, abbiamo difficoltà a riconoscere i nostri fratelli”. Parole mai smentite da monsignor Capovilla, oggi cardinale».

Fantasie? Pensieri in libertà? Padre Marco chiarisce la natura non scientifica e neppure dottrinale del libro: «Chiedo perdono se dovessi dire sciocchezze e, quindi, cose totalmente false. Certo non lo faccio di proposito, ma solo per sbaglio».

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Maurizio Baiata: Attivato il Frammento UFO in suo Possesso?

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frammentoLa redazione di Mistero ed il giornalista ufologo Maurizio Baiata sono da qualche giorno -ufficialmente- alla ricerca di un visitatore di nazionalità indiana della loro mostra di qualche tempo fa a Torino dedicata a Mistero, nella quale è stato esposto (nella apposita sezione dal giornalista curata) il frammento di un UFO ricevuto nel lontano 1997 da Michael Wolf, passando per Paola Harris, amica ed assistente del giornalista.

[ Da Panorama.it, intervista diretta a Baiata – Chi è Michael Wolf: a suo dire (di Wolf e Baiata), appartenuto al Majestic 12, all’ NSA, con la funzione di spia psichica e diplomatico con varie razze aliene; si attribuiva diversi titoli mai verificati. Prima della morte per tumore, a 58 anni, spedisce vari campioni a vari ricercatori di quello che riteneva trattarsi metallo derivante da un UFO crash ]

A quanto pare, questo pezzo di Silicio puro al 99% (con un 1% sconosciuto), ha reagito a questo visitatore, dopo che lo stesso vi si era soffermato per parecchio tempo e che vi aveva esercitato (come potete leggere dall’account facebook di Mistero e dal blog di Maurizio Baiata): l’oggetto pare essersi illuminato; e lo staff di Mistero lo sta cercando per ripetere la singolarità.

Il CUT riflette la notizia e spera che questo evento non sia come la precedente “smoking gun” curata da Jaime Maussan, che tutti ricorderete. Sul sito su riportato potete leggere l’articolo integrale con varie analisi di diversi ricercatori.

Il CUT con Franco Pavone su Mistero di Dicembre

Siamo lieti di comunicare ai nostri lettori che la rivista cartacea Mistero Magazine del programma televisivo omonimo Mistero Adventure in onda sul network Italia Uno Mediaset , ha pubblicato sul n.33 di Dicembre 2015 in questi giorni in edicola , un articolo del nostro componente Franco Pavone dal titolo ” Progetto Aquarius ” .
Ringraziamo la redazione di Mistero Magazine , in particolar modo Alessandro Bongiorni e Simona Gonzi , per aver pubblicato uno dei tanti lavori del Centro Ufologico Taranto .

Cogliamo l’occasione per augurare ai nostri lettori un BUON NATALE e UN FELICE 2016 .

La redazione CUT .

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Per Non Dimenticare

2guerr678Ricorre in questi giorni, esattamente l’ 11 novembre 2015, il 75° anniversario del bombardamento sul porto di Taranto degli aerosiluranti inglesi Swordfish che l’11 novembre 1940 quasi decimarono la flotta italiana alla fonda in mar grande durante la seconda guerra mondiale. La missione inglese capitanata sulla portaerei Illustrious dall’ammaraglio Cunningham fu organizzata nei minimi particolari con missioni di ricognizione per studiare la planimetria del porto della nostra città. Le navi della così detta SuperMarina a cominciare dalla corazzata Conte di Cavourerano ignare di cosa le attendeva anche se oare che i vertici stessi della marina erano a conocenza del pericolo, visto che secondo il libro di Antonino Trizzino “Navi e Poltrone” alcuni ufficiali erano collegati alla massoneria. L’ operazione denominata “Judgement” provocò la messa fuori uso di metà della flotta, con due bombardamenti successivi degli aerosiluranti che decollarono dalle portaerei inglesi situate a poca distanza dall’isola greca di Cefalonia. Le scarse e non appropriate difese del porto di Taranto resero più facili le incursioni degli aerei britannici, anche perché senza radar e con reti antisiluri che non toccavano precisamente il fondale, e con solo degli aerofoni della prima guerra mondiale a intercettare il nemico, il bombardamento fu cosa semplice; anche se i vertici militari fecero un diverso bilancio dei caduti minimizzando le perdite: 36 militari perirono e 46 furono i feriti, con la gente di Taranto che si affacciò sul lungomare, con i parenti dei marinai preoccupati ovviamente per la sorte dei loro cari. Tra l’altro il padre del nostro presidente Vincenzo Puletto era CapoPezzo sulla Conte di Cavour. Questa tragica pagina della nostra storia, una delle più famose della seconda guerra mondiale, ispirò tra l’altro all’impero giapponese il bombardamento  di Pearl Harbour. Noi del CUT, dopo 75 anni, vogliamo commemorare i caduti di quel giorno, essendo un avvenimento della nostra città, ad imperituro ricordo delle generazioni future, per far capire gli eroismi e le tragiche fatalità della guerra.

 

In ricordo delle vittime,

di Franco Pavone, per la redazione CUT.

Alla scoperta di pianeti abitabili e tracce di vita

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Articolo del Prof. Gianpaolo Di Bisceglie

HEC_All_ESINell’ Universo osservabile, ci sono almeno cento miliardi di galassie e ognuna delle quali, possiede almeno duecento miliardi di stelle. Nella via Lattea,(la nostra Galassia)le stelle sarebbero addirittura, più di trecento miliardi. Sappiamo, anche, che l’uomo è costituito in gran parte degli stessi elementi chimici che compongono le stelle e i corpi celesti e che l’acqua, che troviamo sulla terra, proviene in gran parte da comete e asteroidi. Dunque gli ingredienti della vita, derivano dall’Universo(siamo figli delle stelle).Sappiamo ancora, che l’ossigeno, l’azoto, il carbonio, la giusta temperatura e altro, non sono in realtà gli unici ed indispensabili elementi fondamentali, per creare la vita, in quanto è stato scientificamente provato che, anche sulla terra, esistono batteri chiamati estremofili,che vivono in ambienti dove la temperatura è di oltre 200 gradi e si nutrono di sostanze radioattive. Pertanto è assurdo, pensare, che il nostro egocentrismo ci porti ad asserire e a credere che siamo soli nell’Universo e che soltanto la nostra terra sia l’unico corpo celeste più adatto ad ospitare la vita. Siamo un granello di sabbia in un deserto infinito, non arido ma ricco di vita. Scienziati, di fama internazionale, asseriscono che soltanto nella nostra galassia, esisterebbero almeno diciassette miliardi di mondi abitabili e probabilmente abitati. Comunque, in passato, la vita è esistita in altri pianeti,a cominciare dal pianeta Marte, che rimane il corpo celeste più ricco di fascino e mistero e dal fatto che in un meteorite caduto sulla terra, sono stati trovati dei batteri fossilizzati. L’Universo pullula di vita e diverse sonde, da tempo, sono in cerca di pianeti che si trovino nella cosiddetta fascia abitabile. Molti si chiedono che cosa si intende per fascia abitabile o fascia dei riccioli d’oro. Astronomi e scienziati, dichiarano che la fascia abitabile, è quella regione dello spazio, che può presentare acqua allo stato liquido. L’eventuale pianeta scoperto, deve trovarsi nella giusta posizione dalla sua stella dalla quale riceve luce e calore, cioè non deve essere né troppo vicino, altrimenti l’acqua(eventualmente presente), evaporerebbe, né troppo lontano poiché, in questo caso, l’acqua congelerebbe. La NASA, ha lanciato in orbita dal 2009, la sonda Kepler che ha scoperto più di 700 pianeti potenzialmente abitabili, ma soprattutto alcuni che, battezzati i “cugini della terra” vengono di seguito indicati:
Kepler 186 F. E’ un pianeta abitabile in orbita attorno ad una stella nana rossa, ad una distanza che potrebbe consentire la presenza di acqua liquida in superficie. Il nuovo corpo celeste chiamato Kepler 186 F fa parte di un sistema di 5 pianeti in orbita attorno alla stella Kepler 186, più fredda e circa la metà per dimensione e massa del nostro sole. Il corpo celeste, potrebbe essere roccioso. Kepler 186 F ruota attorno alla sua stella una volta ogni 130 giorni e da Kepler 186, riceve circa un terzo dell’energia che la terra riceve dal sole. Facendo le debite proporzioni e considerazioni, si potrebbe immaginare che a mezzogiorno, su Kepler 186 F, la luce che arriva è simile a quella che sulla terra giunge circa un’ora prima del tramonto del nostro sole. Thomas Barclay ricercatore presso la Bay Ana Environmental Research Institute e coautore della ricerca, sostiene che la presenza di un pianeta, nella cosiddetta fascia abitabile ,non comporta necessariamente che sulla sua superficie ci sia vita, in quanto la stessa, dipende da molti fattori a cominciare dal tipo di atmosfera che ricopre il pianeta. La scoperta è sensazionale. Il pianeta si trova a circa 500 anni luce dalla terra, nella Costellazione del Cigno(Via Lattea).La sonda kepler, in orbita dal 2009, ha scoperto ancora i seguenti pianeti molto simili alla terra:
KEPLER 22 B.(l’esopianeta più simile alla terra, si trova nella costellazione del Cigno).Si trova alla giusta distanza dalla sua stella che è di tipo G2 cioè gialla come il nostro sole, può avere acqua liquida sulla sua superficie, quindi oceani. La temperatura media è di 22 gradi. Dista circa 600 anni luce dalla terra. Impiega 289 giorni per fare un giro completo intorno al suo sole. L’abitabilità è confermata. L’unico interrogativo è se ha una composizione in prevalenza rocciosa o liquida.
KOI704
Pianeta abitabile del tutto simile alla terra. Può contenere montagne, deserti, oceani, fiumi e si può camminare e non si esclude di trovare forme di vita. Orbita intorno alla stella KOI 701 attorno alla quale orbitano 4 pianeti. Il pianeta n° 4 cioè KOI704 è quello più simile alla terra. Dista 1.200 anni luce dalla terra. E’ più grande del 40% della terra, ha una maggiore attrazione gravitazionale e quindi si farebbe molta fatica a camminare. Si potrebbero trovare animali con corpi massicci e dotati di molte gambe e otto zampe. Ci vogliono milioni di anni per arrivare.
Tutti questi pianeti presentano la giusta composizione di terre emerse ed oceani il che consentirebbe la vita.
Il telescopio Kepler, lanciato in orbita dal 2009, ha scoperto che la Terra ha un altro gemello. E’ un cugino più anziano e ha passato 6 miliardi di anni intorno alla zona abitabile della sua stella. Si chiama Kepler 452 B: Secondo la NASA potrebbe aver ospitato la vita. L’evento, sensazionale è descritto in un articolo pubblicato sulla Gazzetta del mezzogiorno del 24 Luglio 2015 che così recita:”Un’altra Terra, un pianeta cugino, forse gemello, vicino e con tutte le caratteristiche potenziali necessarie per aver ospitato o ospitare a tutto oggi la vita: un sole simile al nostro, un anno lungo quasi quanto quello terrestre (orbita attorno alla sua stella ogni 385 giorni) e si trova a 1.400 anni luce da noi, una forza di gravità,temperatura, clima e terreno favorevoli alla presenza di acqua. La storica scoperta è stata annunciata dai dirigenti della NASA con parole cariche di emozione. “Siamo più vicini a rispondere alla domanda che l’umanità si fa da millenni se siamo soli nell’universo”.
“Siamo alla vigilia di poter osservare un pianeta simile alla terra, ha detto Jon Grunsfeld direttore delle Missioni Scientifiche della NASA. “Abbiamo scoperto il pianeta più vicino gemello o almeno cugino della terra, ha precisato Grunsfeld. E’ Kepler 452 B” nome che è stato dato dagli astrofisici, che lo hanno scoperto. A individuarlo è stato il telescopio Kepler, che si propone lo scopo di individuare stelle lontane, simili al sole, con i loro possibili pianeti. Nonostante un problema tecnico nel 2013, abbia mandato Kepler in pensione anticipata, le centinaia di miliardi di dati che ha memorizzato, continuano ad essere elaborati dai laboratori a terra della NASA che si avvalgono del contributo utilissimo, del telescopio Hubble: ecco allora che Kepler ha portato all’identificazione non solo di circa 5.000 candidati pianeti ma di una dozzina di questi tra cui 452 b con i loro sistemi solari simili alla terra. Kepler 452 B, è stato spiegato durante il briefing della NASA , è di dimensioni una volta e mezzo la terra e riceve dalla sua stella, il doppio dell’energia che la Terra, riceve dal nostro sole, il che fa presumere la possibile esistenza di piante e quindi del processo di fotosintesi che sostiene la vita. Il pianeta ha 6 miliardi di anni ed è la cosa più vicina ad un posto che qualcuno potrebbe chiamare casa, è l’ultimo e il più accreditato ad essere il sosia della terra, grazie anche alla vicinanza ad una stella madre del tutto simile al nostro Sole, che renderebbe possibile la presenza di forme di vita(ammesso che vi siano gli ingredienti necessari per svilupparla).E’ il primo pianeta potenzialmente abitabile che è stato individuato. In precedenza, il primato era detenuto da Kepler 22B, il primo gemello scoperto nel 2011.Ubicato a 600 anni luce da noi, Kepler 22B ha un raggio pari a due volte e mezzo quello del nostro pianeta e si trova alla giusta distanza dal suo Sole, intorno a cui orbita in un anno di 290 giorni. Non molto simili ma comunque interessanti, sono i due pianeti (pure scoperti) Kepler 62 e ,62 f .Questi sono i due pianeti più esterni di un sistema solare fatto di 5 mondi extrasolari posti intorno alla stella Kepler 62 molto simile al Sole. Anch’essi risultano orbitare nella zona abitabile ossia nella regione in cui arrivano luce e calore tali da poter mantenere acqua liquida sulla superficie. Nel 2017, ha annunciato Grunsfeld, la NASA manderà in orbita un nuovo telescopio, con l’unico scopo di studiare i pianeti vicini con caratteristiche simili alla terra.
Riprendendo quanto anticipato, all’inizio della relazione, anche Marte è ricco di fascino, e in un prossimo futuro, neanche troppo lontano, sarà reso abitabile, grazie alle missioni della NASA, finalizzate a bonificare l’atmosfera marziana, rendendola più respirabile.
Nato dalla combinazione di gas e detriti che assemblandosi tra di loro, hanno formato un ambiente roccioso, in passato,Marte, aveva un’atmosfera densa, acqua liquida, clima umido e un vulcanesimo molto attivo come il MONTE OLIMPO che ora è inattivo e si trova sopra una catena montuosa chiamata TARSIS. Il Monte Olimpo è la vetta più alta del sistema solare. La perdita di atmosfera, ha fatto ghiacciare l’acqua. Inoltre, secondo una teoria,(condivisibile) la caduta di un’enorme asteroide, ha provocato l’espulsione dell’acqua presente su Marte, generando un enorme cratere da impatto. Marte, purtroppo,non ha più un campo magnetico (magnetosfera) che lo protegge dalle radiazioni solari.
Attualmente ha un’atmosfera molto rarefatta, che è l’un per cento di quella terrestre ed è formata da biossido di carbonio che attribuisce al pianeta, l’appellativo di pianeta rosso. Oggi, è arido e freddo. Si possono raggiungere temperature di 230 gradi sotto zero. Presenta un territorio, con deserti, canion, dune. La sonda Phinix ha scoperto anche tracce di acqua ghiacciata.
La NASA, inoltre,tramite i rover, ha scoperto la presenza di metano(gas) prodotto o da Vulcani(ma su Marte il Monte Olimpo è inattivo) oppure può essere prodotto da acqua liquida calda presente sotto la superficie, ma adesso nessun rover è riuscito a trovare delle tracce di acqua liquida (ad eccezione di probabili goccioline rinvenute sul piede del rover, e comunque si evidenziano linee che farebbero pensare a fiumi prosciugati) oppure ancora, il metano potrebbe essere prodotto da batteri che si trovano sotto la superficie. E’ questa l’ipotesi più credibile. Pertanto la NASA, ha dichiarato che questa scoperta potrebbe far pensare alla presenza di vita extraterrestre sia pure in forma microbica.
Inoltre,come già accennato,all’inizio della relazione, in un meteorite marziano, (che si è formato dalla caduta di un asteroide che ha staccato uno strato della roccia marziana)caduto sulla terra, sono stati trovati cristalli di magnetite, gli stessi che dei batteri presenti nelle profondità degli oceani della terra, producono per avere un orientamento. Questo fa pensare che sul meteorite, ci sono batteri fossilizzati che hanno creato cristalli di magnetite. Quindi su Marte, c’è stata o c’è una forma di vita sia pure microbica.
I rover, hanno scoperto, anche che su Marte nevica(sono presenti cristalli di ghiaccio)che si verificano dei Fulmini a secco, importanti, per creare energia e nelle calotte polari, i robot, hanno trovato acqua(non si comprende bene, se è ghiaccio o acqua liquida).
I robot, continuamente alla ricerca di tracce di vita,hanno scoperto sotto la superficie marziana, la SILICE, che si trova sulla terra, negli ambienti idrotermali e, sopra la superficie, l’iperclorato(propellente per i fuochi di artificio). Tirando le somme, anche Marte è ricco di elementi importanti per la vita e secondo un mio modesto parere, non è un luogo arido e tanto inospitale. Se scendesse un’astronave su un deserto della terra, gli occupanti, penserebbero la stessa cosa, di ciò che oggi si pensa di Marte?Su Marte, ci sono strutture che sembrerebbero i resti di una città bombardata, nonché una ricca vegetazione e infine strutture che fanno pensare alle piramidi egizie e tanto altro ancora. E’ soltanto pura illusione, sono scherzi della natura o c’è qualcosa di anomalo? Dopo aver visto le immagini e le foto prodotte dall’ESA e dalla NASA che riguardo alla presunta vegetazione, si limita ad affermare che “potrebbero essere spruzzi di terriccio provocati dall’evaporazione di acqua calda” rimango fortemente nel dubbio e lascio a tutti quelli che sono interessati alla problematica della vita su altri corpi celesti, la curiosità di interpretare ed esprimere un parere su ciò che l’Universo contiene. Prima di concludere, per ora l’analisi di ciò che finora è stato scoperto,è di fondamentale importanza, portare a conoscenza degli interessati ,delle eccezionali scoperte che alcune sonde hanno fatto su alcune Lune di Giove e Saturno:
EUROPA: LUNA DI GIOVE
La superficie è ghiacciata, ma sotto di essa, è molto probabile che ci sia un oceano di acqua liquida.
TITANO: LUNA DI SATURNO,è la più grande degli oltre 60 satelliti di Saturno.
Molto freddo,(la temperatura media superficiale è di circa – 180 gradi centigradi.) L’atmosfera è molto spessa; In questo mondo gelido, la parte solida , l’equivalente delle rocce, è fatta di ghiaccio, le dune sono formate da grani di idrocarburi, sono presenti laghi e mari di metano ed etano liquidi, nubi e atmosfera densa di metano.
Sotto la crosta solida, però la sonda Cassini, ha scoperto un oceano d’acqua, con tanto di maree. La scoperta, pubblicata sulla rivista Scienze, è stata annunciata dal team italiano di Luciano Less.
ENCELADO: LUNA DI SATURNO
Scoperti dei gaiser.getti di acqua bollente dal suolo.
Infine non ci dimentichiamo di Plutone, che è costituito da montagne di ghiaccio, di Urano e Nettuno, la cui superficie è fatta di ghiaccio e acqua ghiacciata. Concludendo, se l’acqua è presente, dovunque nell’Universo, se gli stessi elementi basilari per la vita, ivi compreso gli aminoacidi,gli troviamo nelle stelle e nei corpi celesti, allora, dobbiamo accettare l’idea che non siamo soli nell’Universo, perchè è da lì che proveniamo, e pertanto dobbiamo abbracciare, tutti insieme, il sentimento della fratellanza cosmica.

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