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Maurizio Baiata: Intervista a Jaime Maussan

Nota CUT: Vi riportiamo integralmente l’articolo/intervista eseguita e trascritta dal noto giornalista ed ufologo Italiano Maurizio Baiata all’altrettanto noto ufologo Jaime Maussan, sotto accusa per le recenti “Roswell Slides”. Riportiamo integralmente dal blog di Maurizio Baiata [ http://mauriziobaiata.net ]

Scrivici all’indirizzo: centroufologicotaranto@gmail.com

lalieno-di-roswell-di-jaime-maussan-il-de-pro-L-rYUqOALa questione delle “Roswell Slides” (erroneamente definite tali sin dall’inizio) è giunta ad una svolta velocemente. In meno di due settimane dall’evento del 5 Maggio a Mexico City, le tanto attese diapositive si sono dimostrate un terribile boomerang per il giornalista messicano Jaime Maussan e per quanti lo hanno supportato e accompagnato fin sul palco del mastodontico Auditorium Nacional, dove una platea di circa 7 mila spettatori ha assistito a una conferenza Mirrormultimediale di cinque ore e un numero imprecisato di persone l’ha seguita in diretta streaming, al costo di una ventina di dollari americani. Un giornale messicano ha parlato di due milioni di contatti internet (collegarsi costava circa 16 euro) mentre Maussan a chi scrive ha parlato di alcune migliaia, come confermato da una testata seria come il Mirror britannico. Una discrepanza enorme, assurda e inconcepibile per organi di comunicazione che si rispettino. E per tutta questa storia.

L’intervista che segue è stata realizzata in Inglese via collegamento Skype, in due giorni diversi occasioni e non è stata preparata né audioregistrata. Il primo colloquio solo in audio, il secondo anche in video.

Martedì 12 Maggio 2015

Baiata: Jaime, grazie, non mi aspettavo una risposta così repentina alla mia chiamata di stamattina. Ok, a te la scelta. Da dove partiamo?

Maussan: Dal fatto che ciò che sta accadendo è ingiusto. Tutti si basano sulla scritta che appare sulla targhetta della teca, considerandola la prova definitiva del falso, ma vorrei arrivarci fra un momento. Mi sconcerta che nessuno abbia mostrato e stia mostrando alcun interesse per i risultati delle ricerche forensi che hanno individuato in quel cadavere una serie di anomalie rilevanti che lo differenziano da un corpo umano. Come le spiegano? Come spiegano la presenza di sole sei costole? Cosa hanno di umano? Gli anatomo-patologi messicani – le loro perizie scritte saranno pubblicate a breve – hanno tutti concordato che la lunghezza delle ossa, la difformità del femore distale (prossimo al ginocchio), l’assenza dell’articolazione del polso e delle clavicole, le minimali caratteristiche facciali con denti inesistenti e naso appena percettibile, costituiscono un complesso morfologico completamente improprio per un mammifero e fanno escludere che si tratta di un essere umano.

Baiata: Quindi, che peso dovremmo dare a questi dati anomali?scritta decifrata

Maussan: Che dovrebbero essere presi in considerazione. Invece, a causa della scritta decifrata mediante il sistema di digitalizzazione usato da Frank Warren (e diversi altri, Ndr), sono emerse le parole “Corpo Mummificato di un Bambino di Due Anni”, mentre alle analisi dei nostri esperti nessun termine risultava leggibile. Sono quindi del parere che i dati, per come sono stati analizzati, proposti e interpretati, siano stati condizionati dal presupposto che l’immagine mostrasse un essere umano. Da qui si sono scatenati contro di me i molti che non fanno indagini sul campo e vivono su Internet. Noi dimostreremo che le lettere non sono leggibili. Le stiamo testando di nuovo.

Baiata: Perché non avete interpellato David Rudiak, al quale si deve l’elaborazione del famoso “Ramey Memo” che portò alla decifrazione parziale, ma molto significativa, del telex, il foglio di carta che ha in mano il Generale Ramey nella foto scattata durante la conferenza stampa del “pallone sonda” a Fort Worth, a seguito dell’incidente di Roswell del Luglio 1947? Lì anche c’era solo una fotografia, ma ne è venuta fuori una “quasi pistola fumante”…

Maussan: Glielo abbiamo chiesto! Rudiak ci ha lavorato su e persino lui non è stato in grado di tirare fuori niente da quella targhetta. Lo stesso vale per i foto analisti del Pentagono: non sono riusciti ad evidenziare e decifrare niente.

(NOTA dell’Autore: sarebbe stato giusto chiedere qui come mai la scritta sulla targhetta, nella seconda diapositiva virata in blu, appaia coperta, sbianchettata).

Baiata: Alle accuse dovresti rispondere tu, con una dichiarazione ufficiale, questo si attende la maggioranza delle persone. Considera che in Italia, come negli Stati Uniti, è opinione prevalente che sia tutto falso.

Maussan: Tom Carey e Donald Schmitt stanno preparando il testo della dichiarazione ufficiale, che sarà firmata da noi congiuntamente…

(Nota: Poche ore dopo questa intervista, Tom Carey rilasciava un comunicato a titolo personale e dai toni pacati in cui ribadiva che pur non potendo dimostrare che quello ritratto nelle diapositive sia il corpo di un alieno, altresì non si diceva convinto che fosse umano. Don Schmitt, dal canto suo, il 14 Maggio ha preso le distanze da tutta la faccenda, chiedendo accoratamente scusa ai suoi estimatori perché per tre anni, trascinato dallo zelo, non ha visto l’altra faccia della medaglia: che poteva trattarsi di una mummia umana).

(… Maussan): Va ricordato che abbiamo tutto in Spagnolo. Stiamo traducendo in Inglese i documenti dei patologi dell’Istituto Nacional de Medicina Legal y Ciencias Forenses e poi li presenteremo sottotitolati. Prima di emettere una sentenza, di dare tutto per scontato sulla base della targhetta, bisognerebbe vedere e valutare tutto quello che abbiamo prodotto in questi anni di ricerche. Poi giudicare.

Baiata: Se Adam Dew è il proprietario delle diapositive e ha cercato di proporle a John Rao di Open Minds, come mai quest’ultimo ha rinunciato? E, cosa rispondi a chi dà ormai per assodato che quella è una piccola mummia umana esposta in un museo?

Maussan: Confermo, il proprietario è Adam Dew. Rao non ha acquistato le diapositive perché dubita che si tratti di qualcosa di alieno. La questione della “Mummia” per me è un’ipotesi circostanziale (indiretta, basata su elementi collegabili a un determinato evento, ma non decisiva, Nd.R.) e altrettanto valida e circostanziale potrebbe essere l’ipotesi che i corpi, che erano custoditi in un hangar, siano stati messi in scatole di legno e quindi trasportati altrove, per essere analizzati in ambiente militare, dove sarebbero state scattate le foto. Anche la targhetta costituisce un elemento circostanziale e in un’aula di tribunale non verrebbe accettata come prova. Quello che conta non è quella scritta, è il corpo. E ancora più importante è la ricostruzione forense, assolutamente neutrale, che è stata realizzata e che ha dimostrato che il cadavere ha una lunghezza di circa 120 centimetri. Ora, qualcuno può spiegarmi come possa la mummia di un bambino di due anni essere lunga 120 cm, se nella media un bimbo di due anni non supera gli 87 centimetri di altezza? Non è un bambino.

Baiata: Avrei molte altre domande, ma preferisco lasciarti alle decine di chiamate telefoniche che ti stanno arrivando. Jaime, attendo che tu mi faccia pervenire copie alla massima risoluzione delle diapositive originali.

Maussan: Promesso.

Giovedì 14 Maggio

Impegni personali mi hanno indotto ad attendere altri due giorni, poi Maussan mi ha chiamato nuovamente via skype, stavolta in video.

Maussan: Maurizio, vorrei aggiornare le mie dichiarazioni alla luce di nuovi sviluppi, precisando alcune cose importanti.

Baiata: Ok, Jaime, non posso registrare ora. Ma sono pronto.

Maussan: Ok. Tutta la storia della “Mummia” per me fa parte di una campagna di disinformazione tesa al discredito ai miei danni e di altre persone. Una campagna che ha convinto la gente che si tratta di una mummia. L’hanno descritta così sulla base della dicitura sulla targhetta, hanno stabilito che era stata esposta in un museo per lungo tempo, eppure non ne hanno trovato alcuna immagine. Hanno detto che la mummia è stata seppellita molti anni fa. Certo, questo è possibile, in tutto il mondo esistono musei etnologici e archeologici che espongono mummie.

Baiata: Quindi?

Maussan: Ripeto: mostratemi le foto di questa mummia. Credo però che il problema vada ricercato alla fonte dalla quale la notizia della mummia è scaturita, ovvero Anthony Bragalia. Chi è Anthony Bragalia? Prova a porre la domanda a chiunque e nessuno saprà risponderti. Esiste davvero questo signor Anthony Bragalia? Potrebbe trattarsi di un nome fittizio, dietro cui si cela un personaggio infiltrato nell’ambiente ufologico. Chi lo conosce? Anche se non fosse tale, cosa lo muove? Dichiara di essere un esperto in mummie, di averne studiate circa 400 e allora come mai è stato lui il primo ad aver rilasciato informazioni sulle diapositive? Non si era reso conto che si trattava di una mummia?

Baiata:Descritto come un esperto ufologo, avevo visto Bragalia molto attivo e informato quindi, essendo italoamericano, sai come è fra “paesani”, avevo pensato di stabilire un contatto con lui, ma al suo defilarsi avevo rinunciato, ora certamente lo cercherò di nuovo.

Maussan: Fu lui a contattare anni fa Don Schmitt e Tom Carey, che appartenevano al “Roswell Dream Team” e gli passò dei documenti classificati e informazioni di fonte militare, che usarono per il loro libro “Witness to Roswell” e lo ringraziarono pubblicamente. Da qui il suo nome prese a circolare nella comunità ufologica e infatti anche Bragalia è entrato nel Dream Team. Ma Schmitt e Carey non lo conoscono di persona.

Baiata: Strana questa assenza di notizie su Bragalia.

(in merito a Bragalia, vedi nota 1-2-3 con le dichiarazioni di Richard Dolan, Stephen Bassett e Peter Robbins. Ndr).

Maussan: Esatto. Non circolano sue foto. Nessuno ha mai visto la sua faccia, in campo ufologico. Carey e Schmitt l’hanno invitato a Roswell, ma ha declinato, adducendo ragioni di salute, o che non poteva prendere l’aereo. Con lui, solo comunicazioni solo telefoniche. Non si sa dove abiti. È stato invitato per l’evento di Mexico City, ha rifiutato. C’è di più. Eppure, guarda caso, a proposito della “Mummia”, pochi giorni fa il giornalista televisivo spagnolo José Antonio Caravaca, anche lui ufologo, ha ricevuto una telefonata da Bragalia, che gli ha detto di aver individuato il museo in cui il corpo era stato custodito.

José Antonio Caravaca con la ricostruzione presentata in TV in Spagna durante il programma Cuarto Millenio.
José Antonio Caravaca con la ricostruzione presentata in TV in Spagna durante il programma Cuarto Millenio.
Baiata: Jaime, dagli USA all’Europa, il coro di critiche si arricchisce ogni giorno di voci sempre più dure nei tuoi confronti, come quella del nostro amico inglese Philip Mantle.

Maussan: A questo punto devo dire cosa penso di Mantle. Puoi citarlo tranquillamente. Penso che stia facendo tutto questo solo per redimersi dalla pessima figura fatta con il Santilli Footage. Per riacquistare credibilità. Ma preferisco tornare al punto principale, la “Mummia”. Dove sarebbe finita? Dicono che è stata sepolta. Ok, ma le prove, allora? Nessuna. Invece, noi abbiamo prodotto un testimone oculare, Eleazar Benavides, ex militare che vide gli esseri nell’hangar di Roswell e per lui la somiglianza fra quello che vide e il corpo nelle diapositive è totale.

L’antropologo Miguel Botella, dell’Università di Grenada, non ha dubbi: è la mummia di un bambino.
L’antropologo Miguel Botella, dell’Università di Grenada, non ha dubbi: è la mummia di un bambino.
Baiata: E questa testimonianza ti ha portato a dire “Diapositive di Roswell”, non ti sembra di aver sbagliato?

Maussan: Non sono stato io a chiamarle in questo modo, ma altri. Voglio arrivare a una precisazione importante. Mi riferisco a quello che ti ho detto due giorni fa, che non eravamo stati in grado di decifrare niente dalla targhetta. Ebbene ora siamo riusciti a decifrare alcuni termini e coincidono con quelli riscontrati da altri. Abbiamo decifrato i seguenti termini: “… BODY TWO YEAR OLD BOY”. Ma non siamo riusciti a decifrare il “MUMMIFIED”, che ancora non risulta leggibile. Quindi abbiamo “… CORPO DI UN BAMBINO DI DUE ANNI”. Ora, non è possibile che sia il corpo mummificato di un bambino di due anni, come hanno ribadito anche oggi gli anatomo-patologi dell’Istituto di Medicina Legale e Scienze Forensi. È impossibile perché l’altezza massima di un piccolo di due anni è 87 centimetri e inoltre, se si fosse trattato di un bambino Anasazi, sarebbe stato di altezza ancora minore. Un’ultima cosa. Sembra che in quel museo arrivarono due corpi. Di uno sappiamo. Dell’altro invece si sa che non venne preso in carico, perché le sue fattezze erano troppo impressionanti per i visitatori.

Baiata: Grazie, Jaime.

Maussan: Grazie a te, Maurizio.

Note

1. Il 23 Aprile 2015, Bragalia dichiarava in merito alla presentazione di Mexico City, sul blog UFO Conjectures (http://ufocon.blogspot.it/2015/04/jose-antonio-caravaca-and-jaime-maussan.html): “Ovviamente, sono stato invitato, ma non ci andrò perché non mi presto ad ‘apparizioni’ di alcun tipo, a meno che non riguardino la mia vita professionale”.

(In precedenza, Bragalia aveva detto, sempre su UFO Conjectures: “Ci sono veramente molte differenze tra una mummia umana e l’umanoide ritratto nelle slides, forse persino una trentina che antropologi e periti forensi hanno notato. Tutte queste differenze verranno dettagliate nel corso della presentazione”.)

2. Fra i ricercatori da me interpellati, Richard Dolan, che era presente sul palco a Mexico City, ha subito attacchi feroci per il suo coinvolgimento e ha preso anche lui le distanze.

Baiata: Richard, conosci Anthony Bragalia, lo hai mai incontrato?

Dolan: Con Tony Bragalia ho avuto diverse lunghe conversazioni telefoniche prima che decidessi di andare a Città del Messico. Devo dire che l’ho trovato aperto e coinvolgente. Molto sincero e cortese. Non credo che nessuno nel nostro settore lo abbia incontrato di persona. La sua professione, è un dirigente di una società che si occupa di ricerca di personale qualificato per inserimento lavorativo (un cacciatore di teste), gli impone di mantenere separata la sua immagine dalla ricerca sugli UFO.

Baiata: Chi è stato contattato per primo e chi ha tirato fuori la notizia dell’esistenza delle diapositive?

Dolan: Don Schmitt mi disse che non era stato Tony ad entrare in possesso delle diapositive, ma per primi sono stati contattati loro due (da Adam Dew, NdR) e prima che Tony ne venisse a conoscenza. A meno che io non stia facendo confusione. Don e Tom hanno ricostruito tutta la storia e me l’hanno riferita quando eravamo in Messico. Se ricordo correttamente, una donna che si occupava di pulizie e di rimozione dei rifiuti da abitazioni private, acquisì le diapositive nel 1998. Osservandole, si accorse che valeva la pena conservarle. Un paio di anni dopo, notò che la scatola contenente le diapositive stava rompendosi e fu allora che si accorse delle due fotografie che ritraevano un corpo. Volendo disfarsene, le diede a suo fratello, il quale dopo qualche tempo decise di mettersi in contatto con dei ricercatori UFO per vedere cosa ne sarebbe potuto uscire e per primi contattò Don e Tom. Il fratello in questione, però, era anche amico di Adam Dew, quindi se ho capito bene, ha coinvolto Adam nella faccenda. Mentre Adam indagava in proprio nel Midland Texas, in cerca di ulteriori informazioni su Hilda e Bernard Ray, sembra che qualcuno sia venuto a conoscenza della storia o abbia sentito una conversazione, e chiamò Nick Redfern al telefono. Se non sbaglio, Nick ne parlò con Rich Reynolds, quello del sito blog e così la storia è trapelata. Ora, in tutto questo, credo che Tony Bragalia sia stato coinvolto attraverso conversazioni con Don o Tom. Il che accadde nella fase iniziale.

3. Ecco quanto dichiarato da Stephen Bassett, l’attivista esopolitico leader del Paradigm Research Group di Washington, DC.

Baiata: Steve, hai mai incontrato di persona Anthony Bragalia, dal momento che il suo nome era apparso fra i relatori convocati in alcune delle Exopolitics Conferences da te organizzate, ha mai partecipato di persona a una di esse?

Bassett: Non credo, Maurizio. Non ha mai preso parte ad alcuna delle X-Conferences, a quanto mi risulta. Si tratta di eventi a carattere prettamente “didattico”. Le diapositive presentavano problemi. Non bisogna attendersi che abbiano un qualche impatto sul processo di Disclosure che continua ad andare avanti. Mi auguro che la questione venga risolta presto.

Questo articolo è poco più del classico sasso in uno stagno. Non aggiunge molto a quanto si sia appreso sin qui a proposito della “débacle di Mexico City”, ovvero lo “scandalo delle Roswell Slides”, la truffa miliardaria della mummia aliena” eccetera eccetera. Nell’attesa dei dati delle “perizie” degli anatomo-patologi messicani, mentre il massimo esperto spagnolo si è pronunciato per la “mummia di un bambino” nel programma TV Cuarto Millenio condotto da José Antonio Caravaca, a me restava di contattare via email Anthony Bragalia. Il contatto è riuscito. Bragalia, Italiano di terza generazione, si è mostrato cortese e disponibile, per un’intervista che presto conto di presentare su queste stesse colonne e, ovviamente del museo di Mesa Verde non mancheremo di parlare.

Ahhh… Mesa Verde, era quel posto sperduto nel deserto dove Rod Steiger e James Coburn fanno saltare la banca nel mitico “Giù la testa di Sergio Leone”. Entrati nel caveau, però dentro non c’era neppure un grammo d’oro, ma i nostri eroi avrebbero portato alla libertà tanta povera gente e poi… era la Rivoluzione.

Maurizio Baiata, 19 Maggio 2015

Incidenti Aerei: GermanWings e Malaysian Airlines

Nota CUT: Pubblichiamo questo articolo alla luce di un nuovo mistero aereo, il volo GermanWings sulla tratta Barcellona-Dusseldorf. Vi raccomandiamo di prendere questo articolo con le pinze. Di questo nuovo incidente, al momento, sappiamo ben poco. Solo che il co-pilota, dopo aver chiuso fuori il pilota (fuori per essere andato in bagno), con oltre 600 ore di volo e 10 anni di esperienza, e con quello che il procuratore ha definito “respiro regolare” (segno che era pienamente cosciente di se) ha effettuato una rapida discesa fino allo schianto fatale che è costato la vita a 148 persone, più pilota e copilota (fonte: huffingtonpost.it). Purtroppo non possiamo che rivolgere un pensiero alle vittime, perchè come al solito, quando ci sono di mezzo segreti (civili o militari che siano) sono sempre gli innocenti ad andarci di mezzo. Buona lettura.

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Lo Stato della Malesia ha annunciato di aver interrotto le ricerche del volo MH370 della Malaysia Airlines, scomparso nell’oceano Indiano lo scorso 8 marzo: il velivolo, che viaggiava da Kuala Lumpur a Pechino, aveva a bordo 239 persone.

Lo riferisce la BBC secondo cui il governo malese ha classificato la vicenda come un incidente. Basandosi sulle analisi dei satelliti, i resti del volo MH370 dovrebbero trovarsi nel mare a largo di Perth, in Australia.

Ma se davvero l’aereo fosse caduto in quella zona di mare dell’Australia si sarebbero trovati i rottami, soprattutto quelli che si staccano per primi la coda e le ali, poi si sarebbe trovata la scia di carburante in mare ed i corpi dei passeggeri e invece non è stato trovato nulla di questo. Neppure è stato trovato alcun rottame, alcuna scatola nera, alcuna pista radar, come sarebbe logico e come è sempre avvenuto tutte le volte in cui un aereo è precipitato in mare.

Questa versione ufficiale dell’immersione dell’aereo in profondità, rimasto intatto, ci sembra assolutamente fantasiosa.

Peraltro l’ultimo segnale partito dall’aereo è quello che proviene da un’area in cui si trova questo atollo di Diego Garcia, nelle isole Chagos dove c’è una base militare della Marina degli Stati Uniti e quindi un aeroporto militare. Gli abitanti delle isole Chagos lo hanno visto, era un aereo con la livrea malesiana e hanno detto che volava in direzione della base militare di Diego Garcia. Ma poi sono stati zittiti e smentiti.

Diego Garcia è la stessa base, concessa in affitto dalla Gran Bretagna agli Usa fino al 2016, da cui decollavano i jet carichi di soldati e di bombe diretti in Iraq e in Afghanistan. E dove atterravano i voli segreti delle «rendition», le discusse operazioni forzate di estradizione dei terroristi islamici finiti a Guantanamo. Dunque un luogo fortemente condizionato dai servizi segreti americani, presumibilmente direttamente in contatto proprio con il presidente degli Stati Uniti Barak Obama e con il suo entourage, il quale, per quel che diremo poi, sembrerebbe non essere stato del tutto informato di ciò che si andava compiendo e di non essere affatto d’accordo con il preambolo di tutta la storia che di qui a poco racconteremo.

La base navale di Diego Garcia in questa vicenda entra in gioco anche per un’altra straordinaria rivelazione. In un villino di Shah Alam, alla periferia di Kuala Lumpur, dove viveva con moglie e figli Zaharie uno dei piloti del B777, la polizia malese scopre che il pilota possedeva un simulatore di volo che si era costruito in salotto assemblando tre computer. L’hard disk rivela che egli si esercitava ad atterrare, proprio con il B777, sulla pista di Diego Garcia e su altre due piste una in India, l’altro nello Sri Lanka, dove presumibilmente l’aereo ha fatto rifornimento. Quindi il dirottamento era programmato da tempo e almeno uno dei due piloti, ma più probabilmente tutti e due, avevano dato la loro adesione al progetto.

Ma le stranezze di quel volo non finiscono qui. A bordo dell’aereo dirottato viaggiavano con passaporti falsi (acquistati sul mercato clandestino thailandese) due agenti segreti iraniani di cui si conoscono anche i nomi: Pouria Nourmohammadi Mehradad e Delavar Seyedmohammarderza, un agente segreto australiano che sapeva che cosa si stava facendo (diremo perché;) e quattro agenti segreti cinesi segno di una collaborazione almeno trilaterale fra segmenti dell’intelligence degli Stati Uniti, segmenti dell’intelligence dell’Iran e segmenti dell’intelligence della Cina, evidentemente maturata a seguito della volontà dell’Iran di rinunciare al programma nucleare, collaborazione trilaterale che certamente non avrà fatto piacere a qualcuno, il quale infatti – a suo modo – si è ribellato.

Inoltre si scopre che sull’aereo c’erano anche 20 funzionari del Pentagono specialisti in guerra elettronica, forse anche dipendenti di un’impresa di Rothschild oppure no. Di questi comunque dodici sono di origine malese e otto sono di origine cinese. In più ci sono i quattro ingegneri cinesi soci del banchiere Jacob Rothschild (alta elite finanziaria) insieme al quale avevano realizzato questo brevetto miliardario sui semiconduttori, che consentiva a chi lo acquistava di realizzare apparecchiature militari che sfuggivano ai controlli dei radar. Ricordiamo che proprio sui semiconduttori si basa oggi il conflitto globale nell’era elettronica.

Questo brevetto, dopo la misteriosa scomparsa del velivolo, sarebbe rimasto interamente nelle mani del quinto socio, l’unico che non era a bordo di quell’aereo: il finanziere anglo-israeliano Jacob Rothschild il quale lo avrebbe registrato appena quattro giorni dopo la scomparsa dell’aereo in cui si trovavano i suoi soci. Ma allora perché questa missione di tutte queste persone prima a Kuala Lumpur e poi a Pechino? Perché questa missione era così protetta? Forse perché se gli scienziati cinesi già finanziati nella ricerca dal banchiere inglese Jacop Rothschild erano contitolari del brevetto evidentemente potevano venderlo a chiunque e partecipando Rothschild – evidentemente – avevano in animo di venderlo con la supervisione e il permesso della massime autorità americane alla Cina e alla Malesia. Ma Cina e Malesia sono impegnate nella campagna di distacco delle loro monete dal dollaro e nell’appoggio allo Stato dell‘Iran per cui in una seconda fase Cina e Malesia avrebbero potuto cedere questo brevetto all’Iran, mentre però il banchiere Rothschild quinto socio del brevetto, ne avrebbe potuto assicurare l’uso ai paesi occidentali Insomma vendi tu che vendo io e insieme guadagniamo alla faccia dei fessi che si fanno le guerre!

Quindi questo brevetto, stava per essere ceduto alle massime autorità della Repubblica popolare cinese dopo che – forse – era stato evidentemente ceduto anche alle massime autorità della Repubblica Malese (e tanto giustificava la nazionalità cinese e malese dei venti ingegneri del Pentagono, colleghi degli ingegneri cinesi titolari del brevetto). Quindi in origine c’era presumibilmente una sinergia fra Cina Malesia e Stati Uniti almeno per la gestione del brevetto. Poi però – evidentemente – questa sinergia si è brutalmente interrotta.

E qui dobbiamo registrare l’ennesimo mistero che caratterizza questa storia del B777 malese scomparso. I poliziotti malesi hanno accertato che nella stiva del B777 c’era, tra le merci, un carico di mangosteen. I mangosteen sono dei frutti tropicali che maturano a giugno. Si tratta di un albero tropicale che può crescere solo in condizioni di calore costante. L’esposizione a temperature inferiori a 4 ° C uccide una pianta matura.

A causa di restrizioni sulle importazioni, il mangosteen non è comunemente disponibile al grande pubblico. Viene esportato dalle regioni del sud-est asiatico (Vietnam) ed è disponibile solo in alcuni mercati di nicchia del Nord America, dell’ Europa e -forse – dei paesi arabi. Non risulta che sia commercializzato in Malesia o in Cina. Peraltro l’8 marzo, quando il volo MH370 è decollato, i mangosteen non erano neppure sulla pianta. Quindi nel pacco c’era sicuramente qualcosa di strano.

Gli 007 russi del Gru (Glavnoye Razvedyvatel’noye Upravleniye) pare avessero segnalato al Ministero della Sicurezza cinese la presenza di un carico «altamente sospetto» per esempio una bomba batteriologica che poteva provocare una epidemia di peste bubbonica a Pechino e – forse – una bomba tradizionale. Questo carico era sbarcato il 17 febbraio 2014 (quindi circa un mese prima) alle isole Seychelles portato da un container trasportato dalla imbarcazione americana Maersk Alabama (Stati Uniti) società che svolge solitamente operazioni coperte per conto del Pentagono. Senonchè, quando il carico si trovava ancora sulla Maersk Alabama le due guardie giurate che lo sorvegliavano, Mark Daniel Kennedy e Jeffrey Keith Reynolds, sono state assassinate in circostanze misteriose. Ciò è avvenuto il 24 febbraio 2014, quindi pochi giorni prima del volo da Kuala Lumpur (Malesia) per Pechino (Cina) (8 marzo). Entrambe le guardie giurate lavoravano per la Trident Group, società di sicurezza privata che ha scortato varie volte materiale atomico e batteriologico per conto del Pentagono. Quindi presumibilmente si trattava di una fornitura di armi a paesi arabi amici, che poi è stata dirottata su Kuala Lumpur. Infatti il carico era decollato, con un volo della Emirates, verso Kuala Lumpur in Malesia dopo una sosta a Dubai, negli Emirati Arabi. Domanda: perché doveva andare a Kuala Lumpur? E perché doveva andare poi a Pechino ricongiungendosi a quella strana missione?

A seguito della segnalazione russa, la Cina «per sicurezza» voleva fare atterrare il volo MH 370 sull’isola di Hainan, evidentemente perché a Pechino c’era qualcuno che lo attendeva con qualche telecomando a distanza e comunque per limitare i danni se danni l’aereo portava con sé. Ma l’aereo lì non ci è mai arrivato. Secondo il Gru il volo MH 370 sarebbe stato dirottato sulla base americana di Diego Garcia nell’Oceano Indiano perché anche Barak Obama voleva dare una sbirciatina al pacco misterioso nel quale la merce evidentemente era stata sostituita. Come dire che nemmeno Barak Obama il presidente della repubblica degli Stati Uniti era stato informato di questa operazione e tanto meno il presidente della Repubblica popolare cinese.

La prova di questo è l’arrivo sullo sperduto atollo di Diego Garcia dopo l’atterraggio del Boeing degli esperti medici del Center for Disease Control and Prevention americano e del Centro di Prevenzione delle Malattie del Ministero della Sanità cinese nel quadro – evidentemente – di una collaborazione cino-americana ad altissimo livello (ma non anche a livelli più bassi) per prevenire qualcosa di molto grave che taluni all’insaputa anche dei presidenti americano e cinese stavano tramando alle loro spalle. Perché taluni evidentemente non solo volevano dare avvio al conflitto regionale Israele-Iran, ma volevano dare avvio anche al terzo conflitto planetario, facendo apparire tutta la vicenda come un’operazione di intelligence, voluta a tradimento dalle massime autorità americane e dal presidente Barak Obama ai danni della Cina.

Dalla base di Diego Garcia il Boeing sarebbe poi volato negli Usa, dove tuttora si troverebbe. E il carico pericoloso sarebbe stato trasportato anch’esso negli Usa dove sarebbe stato distrutto il 19 marzo 2014 nel Nuovo Messico. Qui infatti è stata registrata un’esplosione con un pennacchio di fumo rilevato persino dai satelliti.

Ma da oggi la versione ufficiale è che l’aereo è scomparso per un incidente.

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UFO: Consigliere di Obama: “Dobbiamo dire la Verità”

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John Podesta ha ricoperto alcune delle cariche politiche americane più illustri: è il consigliere uscente dell’attuale Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, e Capo di gabinetto della Casa Bianca di Bill Clinton.
Allo scadere del suo mandato ha deciso di comunicare con un tweet i suoi 10 rimpianti del 2014.
Ma quello che sta facendo discutere, è l’ultima voce della lista, dove ammette che il suo più grande fallimento del 2014 è stato quello di non aver potuto diffondere i file sugli UFO e svelare la verità sull’esistenza degli alieni.
Non è la prima volta che il consigliere uscente lasci trapelare qualche informazione suigli “X-Files”.
Podesta ha chiesto pubblicamente il rilascio del materiale UFO durante un discorso al National Press Club nel 2002 e nel 2003.

“Penso che sia arrivato il momento di aprire i libri su questioni che sono rimaste al buio, sulle indagini governative degli UFO”, aveva dichiarato. “E’ tempo di scoprire che cosa sia in realtà la verità che è là fuori. Dobbiamo farlo perché è giusto e perché il popolo americano sia in grado di gestire la verità. E dobbiamo farlo perché è la legge”.

Un outing che si aggiunge alle molte dichiarazione rilasciate da alcune alte cariche del mondo, come l’ex premier russo Dmitri Medvedev, che invitò pubblicamente Barack Obama a rivelare la verità su UFO e alieni, o di Paul Hellyer, ex ministro della Difesa del Canada, che dichiarò di essere a conoscenza dell’esistenza extraterrestre, solo per citarne alcuni.
Fece discutere in particolare la dichiarazione di Boyd Bushman, scienziato che lavorò per anni nell’Area 51 e che prima di morire rilasciò l’estate scorsa, scottanti rivelazioni sugli alieni e i segreti della base militare, corredate anche da immagini.

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ARCHIVIO C.U.T. – Documento n° 92

DOMENICA 9 SETTEMBRE 2007
“OOPARTs”: LA MAPPA DI “PIRI REIS”
La mappa di Piri Reis, disegnata su pelle di gazzella, fu rinvenuta negli archivi del palazzo reale di Costantinopoli nel 1929. Il suo nome deriva dal suo disegnatore, l’ammiraglio Piri Reis della flotta turco-ottomana vissuto nel XVI sec. d.C., autore di un celebre libro sulla navigazione mediterranea. In questa mappa sarebbero chiaramente distinguibili i confini costieri di una terra di impossibile identificazione. L’ammiraglio Piri Reis nel 1513 circa avrebbe così cartografato con la massima precisione una terra coperta dai ghiacci da almeno 6.000 anni. Una precisione che il mondo moderno ha conosciuto solo dal 1949, mediante rilevazioni sismografiche e satellitari.

Pubblicato da COORDINAMENTO CUT (CENTRO UFOLOGICO TARANTO) a domenica, settembre 09, 2007 0 commenti
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ARCHIVIO C.U.T. – Documento n° 91

“OOPARTs” : IL VASO DI DORCHESTER
Nel 1852 alcuni operai, facendo brillare delle cariche esplosive a Dorchester, Massachusetts, trovarono, all’interno dart5-4i un pezzo di roccia, un vaso metallico decorato di una lega sconosciuta, dall’altezza di circa 13 cm ornato da strani intarsi floreali. La roccia che racchiudeva il vaso è stata datata a 300 milioni di anni.

Pubblicato da COORDINAMENTO CUT (CENTRO UFOLOGICO TARANTO) a domenica, settembre 09, 2007 0 commenti
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ARCHIVIO C.U.T. – Documento n° 90

SABATO 8 SETTEMBRE 2007
UN “UFO” A FORMA DI CUNEO FOTOGRAFATO SOPRA IL NEVADA?
La foto di sopra è stata scattata sopra il “New Hogan Lake”, nel deserto del Nevada (California) ed è stata riportata dal sito http://www.coasttocoastam.com/ . Mostra un velivolo a forma di cuneo di origine ignota. Lo strano velivolo è stato immortalato da una persona che si trovava ad Agosto 2007, nel mentre di una vacanza. Bisogna ricordare che il “New Hogan Lake” è di proprietà della U.S. Army Corps of Engineers. Il misterioso velivolo è un UFO extraterrestre o un aereo avveneristico dell’USAF?
Pubblicato da COORDINAMENTO CUT (CENTRO UFOLOGICO TARANTO) a sabato, settembre 08, 2007 3 commenti
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ARCHIVIO C.U.T. – Documento n°89

UFO CIRCLE1VENERDÌ 7 SETTEMBRE 2007
UN “UFO” IMMORTALATO IN CALIFORNIA?

Un misterioso oggetto volante, di colore bianco, è stato fotografato in una località della California, il giorno 30 Agosto 2007. Tutto è nato quando, sentendo le urla di sua figlia che giocava in giardino, una mamma ha deciso di uscire fuori casa e capire cosa fosse. La bambina disse che nel cielo c’era una “nave”. La signora sentendo invece il rumore di due caccia militari, alza gli occhi al cielo e nota questi due velivoli. Ma nota anche il terzo “intruso” che non aveva affatto le caratteristiche di un “jet” militare. Torna cosi in casa, prende la macchina fotografica e immortala l’UFO (Unidentified Flying Object). Le foto sono nelle mani del MUFON per analisi.
Fonte: http://www.mufon.com

Pubblicato da COORDINAMENTO CUT (CENTRO UFOLOGICO TARANTO) a venerdì, settembre 07, 2007 0 commenti
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ARCHIVIO C.U.T. -Documento n° 85

IMG_0668MERCOLEDÌ 5 SETTEMBRE 2007
L’ASTRONAUTA DI “SALAMANCA”?: UFFICIALMENTE UN FALSO DEL 1993
Era stato indicato ed è ancora indicato, soprattutto in seno a molte associazione ufologiche, come un reperto anacronistico, un’anomalia contemporanea impressa su una facciata di un Cattedrale del XVII°-XVIII° secolo. Stiamo parlando dell'”Astronauta di Salamanca”. Ebbene la certezza del falso ci è stata fornita da un nostro collaboratore, il quale conosce il Professor Antonio De Montalvo, docente di Diritto civile e penale all’Università di Salamanca. E tramite questa persona abbiamo ricevuto un messaggio in spagnolo, che riproponiamo (con relativa traduzione in italiano) di seguito. Messaggio che definitivamente afferma che l’Astronauta ha solo…14 anni di vita.
Ecco il testo in spagnolo:
El astronauta se puede ver en la Puerta de Ramos (norte) de la Catedral Nuova, en la parte que da a la Plaza de Anaya, esculpida en el lado izquierdo. Sin lugar a dudas un curioso elemento mas de la historia salmantina. La historia de este astronauta se remonta al momento en que Salamanca acogio las Edades del Hombre en el ano 1993, y por tanto se decidio restaurar la Puerta de Ramos, muy deteriorada por el paso del tiempo. El numbre completo de la exposicion era: “Las Edades del Hombre. El contrapunto y su mirada”, y por tanto, los canteros decidieron dar su propio contrapunto en la restauracion de este Portal, y es por eso que aparece un astronauta, simbolo de la modernidad. Ademas del astronauta tambien se pueden contemplar otros adornos: debajo del astronauta hay un lice, a su derecha un toro, debajo del toro podemos ver un dragon con helado de tres bolas que esta sonriendo (este elemento hace referencia a los estudiantes). Mas a la derecha, junto a la puerta podemos ver tres fuguras que representan agua, cielo y tierra en Salamanca, veremos entonces un cangrejo de rio, una ciguena y una liebre.
Di seguito la traduzione in italiano:
L’astronauta può essere visto nella Porta dei Rami (nord) della Cattedrale Nuova, nella parte che da alla sede di Anaya, scolpita nella parte di sinistra. Senza dubbio è un elemento particolare ma della storia salmantina. La storia di questo astronauta va indietro al momento in cui a Salamanca iniziano “le età dell’uomo” nel 1993 e quindi si decide di recuperare la Porta dei Rami, molto deteriorata dal passaggio del tempo. Nome completo della mostra era: “Le età dell’uomo. Il punto di partenza e relativa visione„ e quindi, gli scultori decidono, per dare inizio, al loro proprio punto di partenza, al ripristino di questo vestibolo ed ecco perchè compare un astronauta, simbolo della modernità. Oltre che l’astronauta anche altri ornamenti possono essere contemplati: sotto l’astronauta c’è una lince, alla sua destra un toro, sotto il toro possiamo vedere un drago che sorride, con un gelato che contiene tre sfere (questo elemento fa riferimento agli studenti). Ma alla destra, vicino alla Porta possiamo vedere tre figure che rappresentano l’acqua, il cielo e la terra a Salamanca, e quindi si puà vedere un astaco, un cicogna e una lepre.
Quindi mistero ufficialmente risolto, da una missiva pervenutaci direttamente da una informazione del Professor De Montalvo, docente dell’Università della città di Salamanca. dati di prima e indubbia mano. Quello che ci chiediamo è questo, dato che è una struttura Cattolica e per creare figure e inserirle in un contesto storico inestimabile come, in questo caso, le Cattedrali, ci vuole un permesso speciale degli alti vertici della Chiesa, perchè il Vaticano abbia messo un senso di “modernità” in Spagna, mentre in Italia siamo ancora rimasti a Santi, Santini e Santarelli? Per di più volevamo, senza polemica e senza drammatizzare, sapere come mai oltre all’Astronauta non si è dato l’assenso per mettere, magari, un profilattico oppure un simbolo sull’eutanasia? Fanno anche loro parte della modernità. O sbagliamo?

Pubblicato da COORDINAMENTO CUT (CENTRO UFOLOGICO

ARCHIVIO C.U.T. – Documento n° 82

MARTEDÌ 4 SETTEMBRE 2007
TRE PRESUNTI “UFO” IN FORMAZIONE, FILMATI IN ORIENTE? DUBBI CONCRETI E IL “CUN” E’ SEMPRE DENTRO QUANDO SI TRATTA DI FALSI.

Quello che vi proponiamo sopra è un video, che si può scaricare su un sito pugliese di astrofili, che collabora anche con il CUN (Centro Ufologico Nazionale) della Puglia, quest’ultimo gestito dal Dottor Mauro Panzera. Secondo i curatori del sito è “uno dei filmati più “veri” effettuato da un gruppo di ricerca indipendente in Oriente”. Inoltre il fenomeno sarebbe stato ripreso da ” un ingegnoso sistema automatico di ripresa”. Personalmente noi del CUT (Centro Ufologico Taranto) abbiamo seri dubbi (a livello preliminare) sulla autenticità del filmato. Primo perchè non si conosce chi lo ha filmato, nemmeno in che località dell’Oriente. Secondo non si sa nemmeno l’anno, anche se dal video risulterebbe effettuato nel 2003. Terzo e più importante fattore, non si conosce la marca di questo “ingegnoso” sistema di ripresa. Chi è un ricercatore serio sa che se mancano i più elementari fattori di provenienza e dati concreti su un reperto documentale, in questo caso un “video, si sposa subito la tesi del falso concreto. E questo lo sanno anche i bambini, i quali sono molto intelligenti. E anche in questo caso, come al solito, ci meraviglia la collaborazione del CUN, con questa associazione, che a livello di fenomeni astronomici sarà sicuramente preparata e ferrata, ma a livello UFO sembrebbe peccare di provincialismo e superficialità. E il CUN, anticiarpame e razionale (a suo dire), è sempre presente dove ci sono falsi, preliminarmente, evidenti. Come si sono ridotti.

Fonte video:

http://www.aeritel.com/ADIA/ufo/index.html

Pubblicato da COORDINAMENTO CUT (CENTRO UFOLOGICO TARANTO) a martedì, settembre 04, 2007 3 commenti
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ARCHIVIO C.U.T. – Documento n°81

Una gigantesca e misteriosa “fireball” si è immersa nell’oceano, nei pressi del Jersey Shore, la scorsa notte. Minimo 15 testimoni hanno visto lo strano fenomeno. L’oggetto cadente è stato visto alle ore 08:40 p.m, da testimoni della Normandy Beach , nel County Ocean. E stato visto anche da funzionari del Dipartimento dei Vigili del Fuoco locale, i quali hanno dichiarato, tramite la voce del Comandante Deputato del Corpo, Tim Cook, che “l’oggetto si è avvicinato all’oceano e si è immerso. Secondo ufficiali della Guardia Costiera (Coast Guard) è davvero “un reale mistero”. La FAA (Federal Aviation Amministration) non ha idea cosa fosse il misterioso “intruso”. Si afferma che nessun elicottero o aereo risulta scomparso. C’è chi ipotizza meteoriti o detriti spaziali, ma ufficialmente il tutto si può catalogare come avvistamento di “UFO”, visto che nella zona, dopo rilievi di rito, con aerei ed elicotteri, non è stato trovato nulla.

Articolo completo (in inglese) su

http://www.nypost.com/seven/09022007/news/regionalnews/fiery_ufo_blows_up_off_n_j_.htm
Pubblicato da COORDINAMENTO CUT (CENTRO UFOLOGICO TARANTO) a lunedì, settembre 03, 2007 0 commenti
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