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Cina: Modifiche Genetiche Sull’ Uomo

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2fafd61a8c6f5b2eae6e963917757d9ePer la prima volta in un essere umano sono state trasferite cellule modificate geneticamente con la tecnica del ‘taglia-incolla’ del Dna, la Crispr-Cas9. È accaduto in ottobre nell’università cinese Sichuan, a Chengdu, in una sperimentazione per trattare una forma aggressiva di tumore del polmone.  Le cellule immunitarie dell’uomo sono state prelevate e modificate disattivando una proteina che funziona come un freno; in questo modo sono diventate più aggressive contro le cellule del tumore e poi trasferite nello stesso individuo.
Reso noto dalla rivista Nature sul suo sito, l’intervento è stato condotto con l’autorizzazione del comitato etico, arrivata in luglio, ed era inizialmente previsto in agosto. Il gruppo dell’oncologo Lu You è riuscito però a realizzarlo solo il 28 ottobre perchè far moltiplicare in laboratorio le cellule modificate è stato difficile e ha richiesto più tempo del previsto. Per rispettare la privacy del paziente gli oncologi non hanno dato notizie sulle sue condizioni, ad eccezione del fatto che ha ricevuto due infusioni di cellule.
Ora gli stessi ricercatori intendono trattare dieci persone, ognuna delle quali dovrebbe ricevere da due a quattro infusioni. Obiettivo di questa prima fase della sperimentazione è verificare la sicurezza della terapia, ossia che non causi effetti avversi. Entusiaste le reazioni del mondo scientifico, riportate da Nature. Oggi la Crispr è considerata una tecnologia dal potenziale incredibile, ma ai suoi inizi aveva alimentato un acceso dibattito etico, soprattutto dopo che, nel 2015, era stata applicata in Cina per manipolare embrioni umani.

C’è chi lo chiama già “Sputnik 2.0”, riferendosi al lancio del primo satellite al mondo da parte dell’Unione Sovietica. Quasi 60 anni più tardi il terreno del nuovo duello è la genetica e la Cina si è aggiudicata la vittoria, con la prima sperimentazione sull’uomo della tecnica che riscrive il Dna, la Crispr-Cas9. Mentre gli Usa attendono l’ok alla sperimentazione per l’inizio del 2017, nel marzo dello stesso anno un altro gruppo cinese prepara tre sperimentazioni per trattate i tumori di vescica, prostata e reni.
“Penso che si stia scatenando uno ‘Sputnik 2.0’, ha scritto la rivista Nature sul suo sito citando Carl June, esperto di immunoterapia dell’università della Pennsylvania. Le prime grandi attese dal taglia-incolla del Dna le aveva generate l’intervento che nel 2015 a Londra aveva utilizzato una tecnica simile alla Crispr, chiamata Talen, per combattere una rara forma di leucemia in una bambina. Ora è sempre più diffusa la convinzione che la Crispr, più semplice ed efficiente di altre tecniche, possa aprire la strada a terapie più efficaci.

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Nota CUT: Sputnik 2.0; sintomatico il nickname affidato a questa operazione: è questa la nuova frontiera dei viaggi spaziali? Il futuro vede delle modifiche genetiche nell’uomo per sopportare condizioni di vita su pianeti con condizioni diverse dalla Terra? Sarà più facile terraformare un pianeta o modificare geneticamente l’uomo?

Franco Pavone su Mistero di Dicembre 2016

Anche questo mese un articolo del Centro Ufologico Taranto è stato pubblicato sulla rivista Mistero Magazine del programma omonimo Mistero Adventure del network Italia Uno . L’articolo in questione è ” Murge , bellezza e mistero ” , scritto dal componente CUT  Franco Pavone , ed è attualmente in edicola . Si tratta del n. 44 di Dicembre 2016 . Ringraziamo ancora una volta la redazione di Mistero .

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Federicus 2016: Superstizione – Tra Razionale e Irrazionale

Seconda relazione che il CUT ha presentato alla scorsa edizione di Federicus 2016, questa a cura di Franco Pavone, già molto apprezzato anche a livello editoriale dalla redazione di Mistero per il suo stile storico e giornalistico, che potete apprezzare di seguito. Vi ricordiamo che il CUT è stato invitato per la prossima conferenza del 2017, e cogliamo ancora l’occasione per ringraziare il comitato organizzativo nella sua interezza.

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immagine-e1446478010417In un’epoca come la nostra dove il cosiddetto razionalismo viene elevato alla massima potenza , parlare di superstizione può sembrare anacronistico. Ma vista l’opportunità che ci viene offerta dalla grande festa medievale Federicus 2016 della storica città di Altamura , giunta alla 5a edizione e conosciuta ormai a livello europeo, ci sembra doveroso visti i tempi affrontare un argomento così controverso , anche dal punto di vista del nostro centro culturale . Ma cos’è razionale e cos’è irrazionale ? Cercherò possibilmente di trovare un barlume di luce in un intrico di posizioni contrastanti . Farlo poi in una città già famosa oltre che per Federicus , anche per scoperte scientifiche come l’Homo Arcaicus e le orme dei dinosauri , è ancora più interessante . Ma cos’è la superstizione ? Secondo le fonti ufficiali è una credenza di natura irrazionale che può influire sul pensiero e sulla condotta di vita delle persone che la fanno propria . Generalmente si concretizza nel convincimento che gli eventi futuri possano essere influenzati da particolari comportamenti senza che si possa dimostrare o anche solo ragionevolmente desumere una relazione causale . Anticamente veniva usato come contraltare l’aggettivo apotropaico , cioè un monile , un rito o un gesto di una persona atti ad allontanare gli influssi maligni , oggi più comunemente definito aggettivo scaramantico . Lo stesso Albert Einstein partendo dalla religione ebraica affermò che i termini religione e superstizione hanno portato in alcuni casi , anche a problematiche di tipo traduttivo , come il De Rerum Natura di Lucrezio , dove si affermava che la traduzione del termine religione era da interpretare come superstizione , fonte sempre secondo Lucrezio di credenze pseudoscientifiche non più compatibili con le conoscenze scientifiche . Tra l’altro pare che Einstein definì la fede “ superstizione puerile “. Del resto in un’epoca costruita sulle fondamenta di un post illuminismo scientifico , la forma secondo me forse più forte di antimodernismo è quello della sopravvivenza del “ mistero “ , inclusa forse anche la superstizione , come realtà intersecata nella vita di tutti giorni , una sorta di ombra sempre presente , e la scienza non è riuscita a cancellare completamente , e lo credo bene , questa traccia ancestrale che si perde nelle radici della storia dell’umanità . Lo stesso Federico II di Svevia , uomo di ingegno eccezionale , universalmente considerato superiore ad ogni altro personaggio dell’epoca e che fu letterato , statista , condottiero , legislatore , è oggi ricordato soprattutto per la mentalità libera ,eclettica e anticipatrice . Egli dovette far fronte nei suoi tempi a un profondo cambiamento diviso tra integralismo cattolico e laicità , superstizione e scienza nascente , dogmatismo , eresie e libero pensiero . L’interpretazione moderna del suo comportamento in quei frangenti fu un esempio di libertà interpretativa e tolleranza ideologica . Egli fu al tempo stesso un uomo medievale e moderno , ed era già pervenuto al concetto di universalità del sapere umano , aldilà della differenza tra un cristiano , un musulmano o un ebreo , o dalla differenza tra scienza e superstizione , senza discriminazione di razza e di fede , e soprattutto teso ad ascoltare ogni teoria d’avanguardia anche se esoterica o relegata nel campo della superstizione più estrema . Non aveva come diciamo noi ufologi , il disprezzo prima dell’indagine . Come sappiamo si circondò di illustri matematici come Leonardo Fibonacci e studiosi della vecchia astrologia come il consigliere di corte Michele Scoto , astrologia considerata all’epoca vera scienza del Cosmo oltre che antesignana della nascente astronomia e che aldilà di quello che si afferma , non è altro che l’influenza dei corpi celesti sulle attività umane e del nostro pianeta . Abbiamo l’esempio della Luna che provoca le maree sul nostro mondo . Alla corte di Federico II si alternarono anche musici , medici , legislatori e filosofi , e anche se gli storici sostengono che fosse ancora legato ai rituali magici dell’Oriente , ospitò come abbiamo già detto alla sua corte sapienti di tutte le estrazioni , senza distinzione di razza , religione o approccio culturale . Per fare poi un esempio legato all’epoca medievale di Federicus , la superstizione ovviamente era più ampia e diffusa di adesso e non c’è da meravigliarsi se , per fare un esempio , al diamante erano attribuite caratteristiche che agli occhi dell’uomo moderno possono apparire risibili , come il fatto che se viene bagnato col sangue di un caprone appena soppresso , va in mille pezzi . Precedentemente ho citato l’astrologia come scienza antica , anche se nell’era attuale viene definita come una sorta di superstizione e predizione di eventi futuri o arte divinatoria , ma come ho detto prima anticamente era lo studio delle posizioni e dei movimenti dei corpi celesti rispetto al nostro pianeta , che secondo gli studiosi influirebbero sugli eventi umani collettivi e individuali , studi che rientravano nell’ambito della nascente astronomia . Oggigiorno viene considerata una pseudoscienza . Ma comunque tutte le più importanti civiltà antiche hanno dedicato grande attenzione all’osservazione dei fenomeni celesti e sviluppato una propria astrologia . Possiamo citare le varie astrologie come quella babilonese , quella vedica o indiana , quella cinese , l’astrologia dei Maya nell’America Centrale o le straordinarie conoscenze celesti dei Dogon africani . Anche presso i popoli primitivi è esistita una certa forma di astrologia , mediante l’osservazione visiva del cielo . Gli studi astrologici forse si legano più umilmente a una possibile concezione della realtà , e anche superstizione è alcune volte , lo si voglia o no , verità . Ultimamente poi sono tornati in libreria dei testi classici a favore e contro il sapere basato sul movimento delle stelle , dai segreti di Albumasar alle invettive di Gerolamo Savonarola , che rielabora le “ Dissertazioni contro l’astrologia divinatrice di Pico della Mirandola “, filosofo rinascimentale . Albumasar vissuto a Bagdad nell’VIII° secolo , fu una figura di spicco dell’astrologia araba . Ispiratosi a Tolomeo sosteneva che la stessa è una scienza dipendente dalla astronomia , di supporto alla medicina e dai caratteri tecnici ben precisi . Chiamava i suoi colleghi “ sapienti minori “ e dimostrava con la lettura simbolica di precise mappe astronomiche , grafici , figure geometriche e calcoli matematici , che l’avvento dell’astrologia era un salto di qualità in senso razionale , rispetto alla divinazione degli “ aruspici “, quei sacerdoti etruschi e romani che anticipavano il futuro con l’analisi delle viscere degli animali , e delle “sibille “ come quella cumana , che vaticinavano in base a segni , sacrifici e oracoli . La scienza contemporanea chiaramente confuterà le basi su cui si erge l’astrologia , cioè gli influssi dei corpi celesti , ma i seri studiosi del problema , aldilà dei ciarlatani , sostengono che l’astrologia ha leggi precise e la coerenza di un sistema scientifico , anche se applicato allo Zodiaco , che oggi potremmo chiamare realtà virtuale . Le contestazioni del passato si fondano più su argomenti teologici che sull’inattendibilità scientifica . Secondo il Savonarola poi , i falsi profeti dei Vangeli , agli occhi di uno scienziato moderno , non avrebbero più fondamento dei calcoli astrologici . Tommaso d’Aquino affermò che la volontà umana è superiore all’influsso dei corpi celesti , ma finì con l’ammettere che tali influssi esistono . Il grande psicoanalista Carl Gustav Jung , pensava che le brevi righe di un oroscopo possano far scattare nell’inconscio di chi legge , i meccanismi della sincronicità , della coincidenza o se vogliamo chiamarla superstizione scientifica che illumina un momento della vita . Eugenio Garin , forse il maggior studioso del Rinascimento , sosteneva che l’astrologia non è sopravvissuta solo a Copernico e a Keplero ( che tra l’altro ci credeva ) , ma anche a Galileo , a Newton , perfino ad Einstein . E’ sopravvissuta perchè prima ancora di essere una superstiziosa fede nelle stelle e una tecnica sbagliata e assurda , si lega come abbiamo già detto , a una possibile concezione della realtà . Il matematico e filosofo Gottfried von Leibniz nato a Lipsia il 1° Luglio 1646 e passato a miglior vita il 14 Novembre 1716 , del resto affermava che “ non vi è cosa che accada in un luogo qualsiasi del mondo che non influenzi in qualche maniera tutte le cose esistenti “. La sua concezione era contrapposta alla tesi di Newton di un Universo costituito da un moto casuale di particelle che interagiscono secondo la sola legge di gravità . Tale legge infatti , secondo Leibniz , era insufficiente a spiegare l’ordine , la presenza di strutture organizzate e la vita nell’Universo . Egli sosteneva anche che “ viviamo nel migliore dei mondi possibili “, ma rispetto a quali altri mondi possibili ? Non possiamo poi non citare Michel de Nostredame , meglio noto come Nostradamus , nato a Saint Remy de Provence , considerato assieme a San Malachìa uno tra i più famosi e importanti scrittori di profezie della Storia . Astrologo , scrittore , farmacista e speziale francese di origini italiane , a differenza di quanto si afferma , era un vero e proprio scienziato dell’epoca . I sostenitori dell’attendibilità di queste profezie , attribuiscono a Nostradamus la capacità di aver predetto un incredibile numero di eventi nella storia del mondo , tra cui la rivoluzione francese , la bomba atomica , l’ascesa al potere di Adolph Hitler e gli attentati dell’11 Settembre 2001 . Le sue famose quartine furono scritte utilizzando giochi di parole e vari linguaggi insieme , come il provenzale , il greco , il latino , l’italiano , l’ebraico e l’arabo , questo per il timore di rendersi vulnerabile ai fanatismi religiosi . Forse Federico II di Svevia serebbe stato contento per questa multietnicità linguistica . Dopo la pubblicazione del libro intitolato “ Les Propheties “ , alcuni pensarono che Nostradamus fosse un servo del diavolo , un impostore o un pazzo , mentre gran parte dell’èlite credeva che le sue quartine fossero profezie ispirate spiritualmente , come la regina Caterina dè Medici , consorte di Enrico II di Francia , sua grande ammiratrice , che prima della sua morte lo nominò consigliere e medico del re Enrico III Valois . Taluni ritengono che Nostradamus avesse il timore di essere perseguitato per eresia dall’Inquisizione , probabilmente perchè qualcuno considerava le sue profezie delle superstizioni . Recenti ricerche suggerirebbero che gran parte del suo lavoro profetico non è altro che la parafrasi di elementi escatologici principalmente derivati dalla Bibbia , integrati da eventi storici e da antologie riportanti presagi , il tutto mescolato dall’oroscopo comparativo , cioè la comparazione della configurazione futura dei pianeti con quella che era presente durante eventi del passato . Egli rigettò sempre l’etichetta di profeta , nonostante il titolo del suo libro parlava proprio di profezie , ma pare comunque che le sue predizioni si estenderebbero fino all’anno 3797 . Oggi fra le tante teorie scientifiche sulle profezie , molti scienziati ipotizzano per esempio che i sogni , una volta considerati predizioni di eventi futuri o reminescenze di fatti già accaduti , che possono capitare a ognuno di noi , vengono considerati viaggi onirici in altre dimensioni parallele dell’Universo . Secondo Jung sarebbero un portale per l’inconscio . Il sottoscritto può affermare di aver “ sognato “ alcune volte la città di Taranto semisommersa dalle acque in tutte le sue vie , come se tra l’altro i problemi che abbiamo nella nostra città non fossero sufficienti . E’ una Taranto di una dimensione parallela alla nostra o è solo un effimero sogno ? Non lo sappiamo ancora . Prima ho citato la sincronicità degli eventi ; una forma di superstizione o una teoria con base scientifica ? La sincronicità è un concetto introdotto dallo psicoanalista Carl Gustav Jung nel 1950 , definito come un principio di nessi acausali , che consiste in un legame tra due eventi che avvengono in contemporanea connessi tra loro in maniera non causale , cioè non in modo tale che l’uno influisca materialmente sull’altro ; essi apparterrebbero entrambi a un medesimo contesto o contenuto significativo , come due orologi che siano stati sincronizzati su una stessa ora . Anche il Leibniz che ho prima citato , parlava di una armonia prestabilita , grazie alla quale le diverse componenti di cui è composto l’Universo , che non comunicano tra loro “ non avendo porte o finestre “ , e neppure possono agire causalmente l’una sull’altra , appunto sono però tutte sincronizzate come tanti orologi che segnino la stessa ora , così che il loro agire sembra essere solo apparentemente di tipo causale . Per Jung , il fenomeno della sincronicità spiega le pratiche rituali o divinatorie ancestrali come prima l’astrologia e il metodo di consultazione de I Ching , che si basano su questa ipotesi di una corrispondenza tra interno ed esterno , tra psiche e materia . Un esempio di sincronicità che tutti possono sperimentare è di ricevere una telefonata da una persona a cui stavamo pensando . Jung cercò anche di dimostrare nel suo libro “ Un mito moderno “ ( 1958 ) , che il fenomeno degli UFO sarebbe un prodotto dell’inconscio di fronte ad uno sradicamento spirituale dell’individuo , se non una vera e propria superstizione ancestrale “ dell’altro “, tesi che poi ritrattò , affermando che si trattava di un fenomeno reale . Egli vedeva negli UFO una sincronicità mondiale “ non vi sarebbe alcun nesso di causalità tra il fatto di vedere i “ dischi volanti “ , supposti reali , e il fatto che l’incoscienza collettiva di queste immagini di mondi alieni siano per avvisare gli individui “. La scienza moderna , forse sbagliando , dall’illuminismo in poi ha smesso di dare valore alle coincidenze , che in passato nelle epoche oscure medievali ebbero un’importanza enorme , alimentando ignoranza e superstizione , secondo la scienza cosiddetta ortodossa . L’umanità è stata vittima di due grandi dilemmi : l’idea che tutto fosse sincronico ( epoca medievale ) e l’idea che tutto fosse causale ( epoca illuministica ) . Chi ha ragione ? Nel 1978 fu pubblicato nella serie Urania della Mondadori , un romanzo basato su fatti reali intitolato “ La pietra sincronica “ , scritto dall’astro nascente della fantascienza americana Jonathan Fast , dove la sincronicità di Jung era associata alle idee scientifiche del premio Nobel Wolfgang Pauli , alla pietra filosofale degli alchimisti e alle filosofie orientali . Tornando alla superstizione vera e propria , Wolfgang Goethe sosteneva “ che essa fa parte della natura umana , quando si pensa di averla scacciata completamente , si rifugia negli angoli e nei cantoni più impensati , dai quali sbuca fuori ad un tratto “. Secondo lui “ la magia è credere in se stessi , se riusciamo a farlo allora possiamo far accadere qualsiasi cosa . Una vaga ombra può essere uguale a una rozza verità . Su razionale e irrazionale siamo tutti così limitati che crediamo sempre di avere ragione . Il vero oscurantismo non consiste nell’impedire la diffusione di ciò che è vero , chiaro ed utile , ma nel mettere in circolazione ciò che è falso . Un libro del 2014 intitolato “ Dizionario della superstizione “, un compendio sul significato e sull’origine delle credenze popolari di tutta Europa , è molto ricco di curiosità . Scritto dal letterato e studioso tedesco Helmut Hiller , il libro raccoglie una lunga serie di credenze a cui la gente per secoli si è aggrappata in maniera spesso e volentieri irrazionale , tramandandole di generazione in generazione e alcune volte provocando gravi danni , come guerre e persecuzioni . Ne cito alcune a mò di esempio .

  1. Piantando nella porta e nello stipite della stalla alcune zeppe di legno d’acero si impediva l’accesso alle streghe .

  2. L’acqua piovana bevuta appena caduta o direttamente dal cielo , possedeva grandi virtù terapeutiche e magiche , ancora più intense se la pioggia era caduta durante festività religiose o in giorni consacrati , come ad esempio la domenica della SS. Trinità . Ancora , se pioveva su una tomba aperta , si credeva che il defunto in questione sarebbe andato dritto in Paradiso .

  3. Sui soldi riscossi , specialmente se erano i primi della giornata o della settimana , si doveva sputare perchè si moltiplicassero . Contandoli troppo invece , diminuivano , e a chi lo faceva tutti i giorni si pronosticava una calvizie precoce . Ogni riferimento è puramente casuale .

  4. Se all’inizio di una nuova situazione si incontrava un gatto , era un segno di disgrazie e cambiamento di tempo . Nel Medioevo i gatti erano considerati gli animali delle streghe , dunque da uccidere per tenere lontano la sfortuna .

  5. Il fagiolo nell’antichità simboleggiava l’immortalità per la sua proprietà di conservare a lungo la forza vitale e di riacquistare freschezza se immerso in acqua . Le fanciulle greche e le matrone romane indossavano collane o bracciali con ciondoli a forma di fagiolo . Si riteneva che questo piccolo oggetto fosse sufficiente per ottenere ricchezze e amore .

Annotate queste cinque credenze , adesso posso citare delle riflessioni di alcuni studiosi sulle superstizioni . Alcuni affermano che la sottile vena della superstizione e l’influenza della sua più nobile sorella , la magia , percorrono tutta la storia dell’umanità sino dai suoi primordi . Guidato dalla semplice ignoranza o dal timore , dalla proterva volontà di dominare forze superiori alla volontà umana o dalla quasi scientifica convinzione che anche l’insondabile sia dominato da leggi perfette , sin dalla notte dei tempi l’uomo è stato condotto ad esplorare le forze della natura nel tentativo di comprenderne gli arcani meccanismi . “ Noi siamo proprietà altrui “ , soleva dire l’apostolo dell’inesplicabile Charles Fort . Anche in questo il Medioevo è nel contempo erede di tradizioni che il mondo antico gli aveva trasmesso , ed anche instancabile produttore di miti e superstizioni , che a malapena si diceva , potevano essere inquadrati nella prospettiva cristiana propria di quell’epoca . Anche , e forse soprattutto in questo campo , si manifestano le numerose contraddizioni che rendono il Medioevo un’età davvero affascinante e che soprattutto dominano ancora l’immagine comune di questa epoca , secondo molti da un canto caratterizzata da una fede oltranzista e retrograda e dall’altro preda della più pagana superstizione . Eppure questi stessi elementi non erano per nulla sconosciuti alla civilissima e splendida Roma, che fidava nelle complesse previsioni di “ aruspici “ e “ àuguri “. Il Medioevo comunque condannava veementemente la superstizione e la pratica di riti occulti , ma non riusciva in alcun modo ad estirparli , anche perchè era proprio l’immaginario medievale a nutrirsene . A rendere ancora più complessa la trama della magia e superstizione medievali interviene anche il fenomeno della stregoneria , al quale in questa sede accenneremo soltanto con l’intenzione di dedicarvi un intervento più disteso in futuro . E’ infatti necessario sottolineare come erratamente molti ancora identificano il Medioevo con l’epoca della caccia alle streghe . Si tratta di un errore grossolano , dato che i roghi di maghe e fattucchiere hanno innanzitutto illuminato non l’ignorante , come si dice sbagliando , e superstizioso Medioevo , ma la luminosa e razionale Età Moderna . Anche il rogo dell’eretico , vedi Giordano Bruno , e quindi della strega , non è una creazione medievale , tuttavia questo fenomeno pur presente in quell’epoca , soprattutto dal XIII secolo in poi , non avrebbe mai assunto la sistematicità e le dimensioni che lo avrebbero caratterizzato nei secoli seguenti , come nel Rinascimento delle regioni germaniche protestanti . Lo studioso Paolo Marrone sostiene che credere nella razionalità e nel fatto che il mondo funzioni solo in base a regole inviolabili limita fortemente quello che possiamo ottenere . La nostra mente funziona principalmente per associazioni . Filtriamo tutto ciò che raggiunge i nostri sensi in modo da portare alla nostra consapevolezza solamente quello che in qualche modo può essere ricondotto a qualcosa di già conosciuto e scartiamo tutto il resto . Usare la razionalità ci porta a considerare solo una minima parte dell’esistente , al fine di farci sentire al sicuro in mezzo a ciò che possiamo in qualche modo riconoscere e catalogare . Ma non ci rendiamo conto che in questo modo ci condanniamo a rivivere infinite volte il nostro passato . Niente di nuovo può succedere se non usciamo dai rigidi schemi imposti dalla razionalità . Pensiamo di essere coscienti di tutto quello che esiste intorno a noi . Niente di più falso . Viviamo immersi in un enorme oceano di energia e i nostri sensi vengono attraversati in ogni momento da miliardi di informazioni diverse nell’etere , una sorta di banca della memoria cosmica . Ciò che arriva alla nostra coscienza rappresenta solo una parte infinitesimale di quella che è la vera realtà . Quindi la razionalità sarebbe solo bassa superstizione e affidarsi solamente ad essa per comprendere il mondo è pura follia . Una follia che ci tiene sempre più prigionieri della prigione che da soli ci siamo costruiti , ignari delle infinite possibilità offerte dalle energie dell’Universo . Certo che ostinarsi a ritenere che esiste solo materia , e che quindi non ci sia un progetto , una evoluzione che corrispondano ad una o più intelligenze , è proprio una sorta di superstizione al contrario . Rudolph Steiner la chiamava “ superstizione negativa “. Potremmo dire che è anche una vera e propria barbarie del nostro tempo . L’esistenza della sola materia è una sorta di dogma autoimposto , che chiude gli occhi alle infinite possibilità dell’Universo , appiattendole solamente a quelli che i nostri poveri strumenti sensoriali sono fino ad oggi riusciti ad afferrare della realtà . Per fortuna la Coscienza Universale non è superstiziosa . Faccio ora degli esempi di superstizioni legate a credenze di esseri, tracce e luoghi misteriosi , collegate anche in qualche modo alle ricerche del nostro Centro Ufologico di Taranto . I contadini francesi per esempio ritenevano che 1200 anni fa esisteva una città tra le nuvole chiamata Magonia , dove vivevano delle streghe in grado di inviare tempeste e rovinare i raccolti . 40 anni fa tra l’altro fu pubblicato un libro intitolato “ Passaporto per Magonia “ ( Passport of Magonia ) , scritto dall’ufologo informatico franco-americano Jacques Vallèe , in cui si ipotizzava l’esistenza di una dimensione parallela o Terra parallela da cui provenivano quelli che oggi vengono definiti oggetti volanti non identificati e gli eventuali esseri che li governano , luogo chiamato appunto Magonia . Tornando alla Magonia francese , tra la popolazione c’era la paura delle Silfidi e infatti un giorno gli abitanti di Lione avrebbero catturato tre uomini e una donna a bordo di un dirigibile , che credevano provenienti da Magonia . Essi furono accusati di essere dei maghi nemici inviati da Carlo Magno a radere al suolo i campi . Il vescovo di Lione parlò di questa superstizione nel suo libro “ Contro le opinioni volgari sciocche su grandine e tuoni “ Altro argomento legato alle superstizioni e di concerto ai nostri studi ufologici , riguarda quello sui cosiddetti “ cerchi nel grano “. Anticamente quando sono apparsi i primi agroglifi , ce ne fu uno attribuito a superstizioni sul diavolo . Infatti fu chiamato “ diavolo mietitore “ un manifesto inglese del 1678 , il cui pamphlet originale si trova nella biblioteca del British Museum di Londra . Racconta di un ricco proprietario terriero che osò respingere la richiesta di aumento di ricompensa del bracciante che gli doveva mietere il campo . L’uomo imprecò per tutta risposta : “ Che lo mieta il diavolo , allora “. Accadde così che proprio quella notte il campo di avena iniziò a splendere come se fosse in fiamme , ma il mattino dopo si presentò mietuto alla perfezione , non si sa se mietuto dal diavolo o da un altro demone , di certo non da un essere umano . Tale manifesto viene considerato da molti ufologi la prima testimonianza del fenomeno dei cerchi nel grano , con il diavolo che rappresenterebbe la forma di energia o l’entità ultraterrena che crea queste figure geometriche frattali . Già nel Medioevo , come dimostrano i documenti dell’epoca , comparivano nei campi di grano strani e misteriosi disegni a cui nessuno sapeva , come oggi, attribuire origine e significato . Ne ricordo uno somigliante in modo sconcertante alla planimetria ottagonale di Castel del Monte . Nel pamphlet esposto al British Museum è presente anche una precisa intenzione di difesa della religione Cristiana di fronte all’avanzare dell’empirismo , che voleva sbarrare all’uomo la strada verso le verità che vanno oltre ciò che è sensibile . L’autore afferma che il sensibile non è poi così privo di segnali che rimandano alle verità eterne della religione . D’altronde gli stessi famosi disegni di Nazca in Perù fatti dai nativi locali potrebbero secondo alcuni , essere segni tracciati in nome di superstizioni nei confronti di divinità celesti o di creature non di questo mondo . Sappiamo inoltre che sono legate alle superstizioni anche le storie di creature mitologiche come elfi , gnomi e folletti . Per esempio molte tribù indiane , che vivevano dentro e intorno la valle del fiume Hudson in America , tramandavano tutte le leggende di piccoli esseri che comparivano durante i temporali e che spesso e volentieri imbrogliavano , derubavano , rapivano e divoravano oggetti ed esseri umani . Come sottolinea il dott. Scott A. Mellor , professore all’Università del Wisconsin-Madison , dove insegna mitologia scandinava , leggende su queste piccole entità conosciute come elfi , gnomi , folletti troll ecc. , sono contenute nelle tradizioni di tutto il mondo , tanto da far credere agli studiosi che si tratta di racconti che discendono tutti da un’unica tradizione . In alcuni casi, queste entità vengono apprezzate perchè si crede vogliano aiutare gli esseri umani ; altre volte se ne parla con terrore per la cattiveria che manifestano . Nei racconti medievali ad esempio , molte di queste enigmatiche creature sono descritte con capacità straordinarie , come quella di attraversare i muri ed entrare nelle case di notte per tormentare gli abitanti , di far sparire le ragazze , rapire bambini , di ipnotizzare e provocare “ missing time “ tempo mancante , il fenomeno che fa credere alle persone di essere state via di casa per poche ore , per scoprire poi di essere stati via per diversi giorni . Vengono descritti con delle fattezze fisiche non molto gradevoli , piccoli e con una testa sproporzionata rispetto al corpo . Queste descrizioni , con la loro somiglianza alle fattezze dei cosiddetti alieni grigi di una certa iconografia ufologica , ha fatto ipotizzare a qualcuno che queste entità non sono altro che esseri alieni impegnati in quelle attività che nell’epoca contemporanea vengono raccontate nei casi di rapimento ( abduction ) . Spesso le leggende dicono che gli gnomi portino un cappello che se smarrito fa perdere loro i poteri magici . In alcuni racconti di incontri ravvicinati , i testimoni hanno raccontato di umanoidi di bassa statura simili a gnomi , con tanto di cappello . Probabilmente , il cappello sarebbe una sorta di dispositivo che permette all’entità di comunicare con l’oggetto sconosciuto da cui è fuoriuscita , o una specie di meccanismo che se perduto toglie la “ magia tecnologica “ all’entità . Anche nel Sud-Italia ci sono ovviamente superstizioni legate a creature mitologiche ; tra l’altro nella nostra città di Taranto si parla dell’ Aùre , il cosiddetto folletto mutaforma , tendenzialmente violento e cattivo , che amerebbe provocare lividi alle persone e nascondere gli oggetti di uso comune in casa , legato generalmente alla famiglia e non al luogo . Anche il famoso scrittore Stephen King fu colpito dal personaggio , tanto da usarlo come soggetto per il suo film “ L’occhio del gatto “ . Nel folclore napoletano si parla del “ munaciello “ , spirito sia di natura benefica che dispettosa , di solito rappresentato come un ragazzino deforme o una persona di bassa statura , bardato con un saio e fibbie argentate sulle scarpe . La leggenda del munaciello ha origini plurisecolari , e gli studiosi di tradizioni popolari accreditano varie ipotesi sulla sua genesi . Una di queste dice che l’origine andrebbe fatta risalire al 1445 , durante il regno di Alfonso V di Aragona , quando dalla relazione tra Caterinella Frezza , figlia di un ricco mercante di panni di Napoli ed il garzone Stefano Mariconda , nacque un bambino piccolo e deforme . La madre per nasconderlo alla vista dei popolani , prese a vestirlo con un abito bianco e nero da monaco , e questo fatto fu all’origine del nomignolo “ munaciello “ attribuitogli dal popolo , che si aggirava per le strade del quartiere Porto e destava disgusto e sospetto , che presto si tradusse in continui insulti e sgarbi nei suoi confronti . Da questo , all’attribuirgli poteri sovrannaturali benevoli o malevoli il passo fu breve . Infine il “ munaciello “ scomparve misteriosamente , e la voce popolare fu che fosse stato portato via dal diavolo . Dopo la sua morte o sparizione , il popolo napoletano continuò a vederlo nei luoghi più disparati dei quartieri bassi , e alla sua sete di vendetta cominciarono ad essere attribuiti tutti gli eventi sfavorevoli della vita quotidiana . La sua esistenza in quanto spirito divenne presto un fatto comunemente accettato . La tradizione tra l’altro non indica con precisione il luogo in cui abita il “ munaciello “, ma si suppone che dimori tra le rovine di alcune delle abbazie e monasteri che si trovano tra le colline che circondano la città di Napoli . Nell’era moderna , in special modo nella ricerca ufologica , queste leggendarie creature vengono comparate al mito moderno , talvolta anche superstizioso , degli alieni grigi , quegli ipotetici tipi di extraterrestri intelligenti che appaiono più di frequente nei moderni stereotipi sugli alieni nei media , come creature tecno-biologiche adatte a viaggiare nello spazio , materia di studio nell’ufologia e nelle teorie del complotto , incluse le narrazioni di presunti rapimenti alieni . Il famoso incidente di Roswell del Luglio 1947 negli Stati Uniti , ha praticamente inaugurato l’iconografia dell’alieno grigio , ancestrale figura moderna dell’antico gnomo fonte di superstizioni , dalla testa sproporzionata rispetto all’esile corporatura , dalle lunghe braccia e i grossi occhi neri , mentre il film “ Incontri ravvicinati del terzo tipo “ del 1977 del regista Steven Spielberg , lo ha portato alla ribalta globale . I grigi vengono descritti in vario modo , ma generalmente come umanoidi di bassa statura , 1 metro / 1 metro e 20 cm. , snelli , completamente glabri e di pelle grigia da cui il nome , con grandi teste , enormi occhi a mandorla ricoperti da una membrana nera e piccole bocche , spesso prive di labbra , braccia lunghe e quattro dita . Talvolta vengono descritti con indosso una tuta spaziale . Come vediamo tante creature o luoghi sono collegati alle superstizioni , siano esse leggende o realtà alternative . Come ha detto lo studioso di metafisica Carlo Dorofatti , “ siamo in un momento storico in cui tutto viene rimesso in discussione , e le dimensioni si mescolano tra loro come per riformulare un concetto di realtà , e forse siamo alle porte di una sorta di grande mutazione . Bisogna entrare in relazione con il soprannaturale senza per questo sottomettersi ad un’autorità che non esiste , perchè l’unica vera autorità è la nostra coscienza , ovviamente nel momento in cui l’abbiamo saputa evolvere e temprare secondo la nostra vera natura “. Un’altra bella disamina è quella della prof.essa Caterina Colonna , docente del Liceo Scientifico Federico II di Altamura , quando dice che “ tra credenze popolari e fede religiosa la linea di confine era molto sottile : la superstizione era l’esasperazione di ciò che l’uomo credeva per fede , era la risposta al suo bisogno di stabilità , era l’esigenza di perimetrare ciò che albergava dentro e fuori di sé “. Ma mi chiedo adesso , da come ho intitolato la mia relazione , cos’è razionale e cos’è irrazionale ? Chi siamo per poter dire dove comincia l’uno o l’altro ? Siamo o no un po’ tutti superstiziosi ? A me sinceramente , detto scherzosamente , ogni tanto capita di toccare ferro o qualche altro metallo nobile , ma mi ritengo credo comunque una persona “ quasi razionale “ . Spero di aver reso il mio personale pensiero sulla questione superstizione , tema che completa con questa edizione di Federicus 2016 il ciclo tematico fede , laicità e superstizione , a cui abbiamo l’onore di partecipare . Credo comunque che ancora non conosciamo approfonditamente l’inconoscibile , anche perchè noi siamo quello che proteggiamo , quello per cui lottiamo , quello in cui personalmente crediamo , guai se non fosse così , non studieremmo ne ricercheremmo più . Diceva Oscar Wilde “ Giaciamo tutti nel fango , ma alcuni di noi guardano alle stelle “. Concludo con una bella frase di Arthur C. Clarke , scienziato e uno dei maggiori scrittori di fantascienza di tutti i tempi , autore di 2001 Odissea nello Spazio : “ L’unico modo di scoprire i limiti del possibile è arrischiare un piccolo passo oltre , nell’impossibile “. Post scriptum : tra l’altro per chi è superstizioso , il 2016 è anche un anno bisestile .

Schiaparelli sabotata dalla Nasa? Scott Waring ne è sicuro

[ndr: da MisteroBufo] Vista la sua passione per Marte, ho chiesto al nostro Tetricus un commento sulle affermazioni di Scott Waring circa lo schianto della sonda europea Schiaparelli sul Pianeta Rosso. Qui sotto trovate il suo pensiero. Aggiungo un dettagli, fattomi notare da un collega che ha osservato la cartina che vedete: le esplorazioni su Marte sembrano concentrarsi in un’area ben definita (e anche questo sarebbe un punto su cui riflettere); non è che abbia davvero dato fastidio che Schiaparelli fosse destinata a posarsi proprio in quella zona? Ma ecco il testo di Tetricus.

Secondo il sito Ufo Sightings Daily gestito da Scott Waring, la sonda europea Schiaparelli è stata sabotata dalla Nasa (questo il link per leggere l’originale). L’Ente spaziale americano, secondo Waring, non avrebbe infatti alcun interesse a farsi “scippare” all’ultimo momento l’annuncio della presenza della vita su Marte da una missione europea che vede tra l’altro la partecipazione della Russia. Il ricercatore indipendente formula precise accuse contro la Nasa anche in riferimento a episodi passati: “…what I was going to say is that Nasa destroyed the Phobos Russian Probe back in March 25, 1989 and Nasa also destroyed the Russian Mars (Nov 2011) lander while it was still in Earth orbit…lost communication I might add…over America. Now there is no way Nasa will permit any other country to get the first dibs on discovering life on Mars!” LanderSchiaparelliTuttavia l’ipotesi che l’Esa sta considerando è la prematura apertura del paracadute che avrebbe provocato un’attivazione anticipata dei razzi di frenata e il conseguente anticipato spegnimento, facendo cadere la sonda sulla superficie marziana da una quota eccessiva che l’avrebbe danneggiata. Ma, a nostro parere, esiste anche una seconda ipotesi che può confermare il sabotaggio. E’ infatti tecnicamente possibile azzerare le comunicazioni di Schiaparelli provenienti dalla superficie marziana. Danneggiando la sonda con armi laser? Non è necessario ricorrere a certe soluzioni estreme e costose. La tecnologia esiste ed è di facile e realizzazione: si chiama jammer. Si tratta di un disturbatore di frequenza in grado di azzerare  – ad esempio – le comunicazioni dei cellulari in una determinata area. Nel nostro Paese ne è proibito l’uso, ma esistono decine di siti, soprattutto cinesi, che li vendono per pochi euro: è insomma facilissimo procurarseli. thumbnailJammerTrattandosi di una tecnologia a basso costo, non può escludersi che la Nasa, conoscendo le frequenze di comunicazione di Schiaparelli, abbia potuto azzerarle attraverso una semplice emissione di onde radio dirette con precisione millimetrica sul lander europeo, zittendolo per sempre. L’operazione sarebbe potuta avvenire da uno dei satelliti Nasa in orbita ormai da anni intorno a Marte, oppure dallo stesso rover Opportunity, che si trova a operare ad appena quindici chilometri dal luogo di atterraggio della sonda europea. Riferiscono infatti fonti ufficiali dell’ ente spaziale americano che Opportunity si preparava a immortalare con le sue telecamere l’entrata nell’atmosfera del lander europeo, aspettativa purtroppo andata delusa. Abbiamo parlato naturalmente di ipotesi tutte da dimostrare: occorre procedere con cautela di fronte a certe tesi che sottintendono complotti e dietrologie. Ma è corretto aggiungere che la tecnologia per un’operazione di questo genere esiste ed è alla portata di tutti.

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Stephen Hawking: ‘Attenti a metterci in contatto con gli alieni’

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Stephen Hawking - 4/12/16Non soltanto è sicuro che gli alieni esistano, ma è anche convinto che dovremmo smetterla di cercare di metterci in contatto con loro perché questo potrebbe significare esporre la civiltà umana ad un grave pericolo. Stephen Hawking, celebre astrofisico, è sempre più persuaso che gli esseri umani non siano soli nell’universo e, in un nuovo film online intitolato “Stephen Hawking’s Favourite Places”, ha ribadito le sue convinzioni.

“Più invecchio, più mi convinco che non siamo soli. Dopo una vita di domande, do il mio contributo ad un progetto globale per trovare finalmente una risposta”, ha spiegato lo scienziato, che nel film esplora, a bordo di una navicella immaginaria, i suoi posti preferiti nell’universo, ricreati al computer. Tra questi, c’è anche Gliese 832c, distante 16 anni luce dalla Terra, descritto da molti come l’esopianeta noto più vicino potenzialmente abitabile. “Il progett Breakthrough Listen passerà in rassegna milioni di stelle più vicine in cerca di segnali di vita, ma so che c’è un posto in cui possiamo iniziare a guardare – ha affermato Hawking -. Un giorno forse riceveremo un segnale da un pianeta come Gliese 832c, ma dobbiamo stare attenti a rispondere”.

Nonostante faccia parte del progetto Breakthrough Listen, da 100 milioni di dollari, finanziato dal miliardario Yuri Milner, che ha lo scopo di riuscire a trovare il primo contatto con gli alieni, Hawking è scettico sulla possibilità da parte dell’uomo di mettersi realmente in contatto con un’altra civiltà, sicuramente molto più avanzata della nostra, agli occhi della quale potremmo apparire inferiori, deboli e perfetti da conquistare.

Il tutto può apparire come uno scenario lontano, immaginario, distopico, eppure secondo Hawking è utile parlarne ora, finché siamo in tempo: “Potrebbero considerarci alla stregua di come noi consideriamo i batteri oggi”, spiega nel film. Meglio, dunque, evitare i passi falsi.

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Parte la ‘caccia’ a ET, radiotelescopio cerca vita aliena

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LO9V1095Scattata la prima foto del pianeta abitabile più vicino alla Terra, obiettivo del progetto internazionale Breakthrough Initiatives finanziato dal magnate russo Yuri Milner con 100milioni di dollari, con la consulenza del fisico Stephen Hawking. La foto del pianeta Proxima b, in orbita intorno alla stella Proxima Centauri, è stata scattata dal radiotelescopio Parkes, del Consiglio nazionale delle ricerche australiano (CSIRO). Recentemente una ricerca ha indicato che Proxima b si trova nella zona abitabile, ossia ad una distanza tale dalla sua stella da poter ospitare la vita.
Un primo passo
Questo risultato è solo il primo passo dell’eccezionale progetto scientifico annunciato nel luglio 2015 da Yuri Milner e questo nuovo capitolo, chiamato Breakthrough Listen – in cui si inserisce l’attività del radiotelescopio Parkes – è solo la prima fase. Il suo obiettivo è di realizzare un’analisi dello spettro radio e laser di circa un milione di stelle alla ricerca di possibili segnali di origine extraterrestre.

Un pianeta in una zona abitale
Nonostante il pianeta su cui è stato puntato il radiotelescopio Parkes rientri in una fascia abitabile, “a una distanza così piccola dalla Terra – meno di 4,5 anni luce – è altamente improbabile l’esistenza di altra vita intelligente, perché altrimenti nella galassia quanti altri miliardi vite intelligenti ci sarebbero”, osserva Giancarlo Genta, ingegnere aerospaziale del Politecnico di Torino, unico italiano coinvolto nel progetto Breakthrough. “Tuttavia – continua Genta – la sua vicinanza alla Terra fa di Proxima Centauri e del suo pianeta una meta ideale per ipotetici futuri viaggi interstellari. E vale quindi la pena di verificare”.

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Federicus 2016: Evoluzione delle Superstizioni: tra scienza e inganno, tra mito e tradizione, di Eugenio Palese (CUT)

Il Centro Ufologico Taranto pubblica le relazioni di Federicus 2016 (quinta edizione), sul tema delle Superstizioni. Cogliamo l’occasione per dirvi che siamo grati di essere stati già invitati alla conferenza del 2017, dal tema “Dame e Cavalieri”. Abbiamo tante idee e saremo lieti di esporle alla conferenza del prossimo anno. Ringraziamo la dottoressa Elena Silvana Saponaro e l’organizzazione tutta di Federicus per la fiducia che, per il terzo anno di fila, ci concedono. Restate sintonizzati per aggiornamenti.

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Che cos’è la Superstizione? Il retaggio di antiche conoscenze sulle quali il tempo ha lasciato la sua patina di oblìo facendo sì che le loro origini e la loro effettive ragion d’essere venissero travisate e trasformate in meri rituali, apparentemente sciocchi e senza senso, oppure abili invenzioni di antichi sapienti atte a manipolare e controllare le menti semplici delle persone ignoranti?

Fatto stà che ancor oggi le manifestazioni assimilabili alle superstizioni hanno ormai assunto la connotazione di vere e proprie tradizioni essendo state tramandate da tempo immemore come forma di veri e propri miti.

Il termine deriva dal latino “superstitio” (=letteralmente “super stare”, ossia essere al di sopra), il cui significato originario indica la condizione di colui che è sopravvissuto ad un avvenimento passato (=da cui “superstite”), la cui testimonianza, quindi, è l’unica fonte di autenticità dell’avvenimento stesso. Cicerone ,poi, nel suo “ De Nature Deorum”, definisce superstiziosi coloro che “compiono sacrifici” tutti i giorni affinché i figli sopravvivano a loro; contemporaneamente nell’ Antica Roma il termine aveva assunto un significato dispregiativo in quanto messo in relazione con la religione: veniva contrapposto al termine “religio” (=scrupolo, preoccupazione di compiere i riti religiosi secondo le regole), mentre la “superstitio” era una “religio” inutile, aggiunta in maniera esagerata; tale contrapposizione la troviamo anche tra il termine “religio”(=re-legere), inteso come creazione di un nuovo legame tra Dio e uomo, e “superstitio” come idolatria, culto e divinizzazione dei defunti come retaggio del paganesimo. Queste contrapposizioni porteranno, nel corso della storia, all’”Inquisizione” ed alla “caccia alle streghe”!

Ma qual è la fonte originaria di questo “lato oscuro” della mente e del comportamento umano? Quale esigenza ne alimenta la sua sussistenza? Tra i bisogni fondamentali dell’uomo quali l’istinto di conservazione, l’alimentazione, la procreazione, o quelle di natura sentimentale quali l’amore e l’amicizia, uno di primaria importanza assume l’esigenza di vivere in un mondo non caotico, governato da leggi precise e circondato da rassicuranti credenze; ma nel momento in cui si verificano eventi “soprannaturali” (perché non è in grado di comprendere!) che fanno venir meno la validità delle leggi della natura, ecco che un senso di sconforto e di smarrimento lo porta a credere che la vita sia influenzata da forze misteriose non controllabili (maghi e spiriti maligni!). Da ciò nasce l’esigenza di dare una sorta di spiegazione “non ortodossa” per poterli affrontare con sistemi altrettanto “non ortodossi” (quali riti magici, utilizzo di amuleti, e quant’altro). Assistiamo così alla nascita di Miti e Leggende che hanno costellato la storia dell’uomo fino all’età moderna, ossia fino al momento in cui l’uomo ha deciso di fondare la sua storia e la sua crescita evolutiva su di sé e la sua scienza.

Tuttavia oggi assistiamo, sia pure sotto forma di tradizioni folkloristiche, a manifestazioni popolari che si rifanno ad antiche credenze (come ad esempio la Festa di Halloween), inoltre, anche se in misura minore rispetto al passato, c’è chi ancora mette addirittura in dubbio la validità delle leggi della scienza e della natura rimanendo ancorati ad antiche superstizioni figlie dell’ignoranza (mi astengo dal fare esempi per non urtare la sensibilità di nessuno!).

Ma l’origine delle superstizioni non sempre è riconducibile ad eventi in spiegabili: molte derivano da antichissime usanze che avevano una loro ragion d’essere ed una valenza diretta al soddisfacimento di alcuni di quei bisogni primari precedentemente accennati. Per esempio è tutt’ora diffusa l’usanza di lanciare una moneta in fontane o pozzi più o meno famosi affinché venga soddisfatto il desiderio espresso in quel momento. Orbene, pochi sanno che questa antichissima usanza trova le sue radici agli albori della civiltà umana quando i corsi d’acqua rappresentavano l’unica fonte di sostentamento dell’uomo non solo perché lo dissetavano ma anche perché nei suoi pressi erano concentrati il cibo sia sotto forma di prodotti della terra sia come cacciagione per la presenza di svariate razze animali; proprio per questi “doni” che la “Grande Madre Terra” (divinizzazione della natura dispensatrice di vita e prima forma di religione riconosciuta e seguita dall’uomo) dispensava agli esseri umani fecero si che questi esprimessero la loro gratitudine “donando” a loro volta una parte del loro cibo presso la fonte da cui attingevano che rappresentava, quindi, l’estensione della “mano divina”.

Quando gli esseri umani scoprirono che attraverso l’agricoltura potevano sottomettere la natura stessa e con i primi rudimenti di ingegneria scavare pozzi e deviare i corsi d’acqua, l’originario impulso di rendere onore agli dei è andato a scemare. Solo alcuni di essi, timorosi che gli dei volessero “vendicarsi” per la manomissione della natura, hanno mantenuto nel tempo questo rituale trasformandolo, però, in mere “azioni magiche” destinate ad impadronirsi del loro potere per poi utilizzarli a scopi personali. Col passare del tempo, addirittura, la presunzione umana (mista ad una buona dose di ignoranza) arriva ad un livello inusitato con la formulazione della bestemmia, una forma di attribuzione di colpa della proprie disgrazie ad esseri sovrannaturali ed al tempo stesso una sorta di “esorcismo” nei confronti dei loro poteri.

Ma i “rituali propiziatori” volti al soddisfacimento dei bisogni primari non sono l’unica spiegazione dell’origine delle “credenze” che oggi in maniera frettolosa e superficiale releghiamo al ruolo di superstizioni. Ho già accennato nella mia precedente relazione in occasione della lV° edizione della ricorrenze federiciane della scorso anno , dal titolo Castel del Monte, Misteri tra Cielo e Terra – “Un Faro per la Conoscenza”, al caso del semiologo americano Thomas A. Sebeok (voglio rammentare che la semiologia studia il significato dei simboli), al quale un ente governativo americano in materia di energia nucleare chiese come fare, in caso di distruzione quasi totale dell’umanità a causa di un conflitto nucleare o anche di immani calamità naturali, a tramandare alle generazioni future, figli di quei pochi “fortunati” sopravvissuti, la conoscenza e, soprattutto, la pericolosità che potavano comportare scoperte quali, per l’appunto, quella dell’energia nucleare? Dopo aver escluso qualsiasi manufatto tecnologico e qualsiasi testimonianza scritta, dato che, presumibilmente, non avrebbero capito né l’utilizzo della tecnologia né il linguaggio ed il simbolismo utilizzato nella scrittura, egli arrivò alla conclusione che ’unico modo per perpetuare quanto meno il “senso del pericolo” che potevano generare particolari scoperte era l’uso del Tabù, del Mito, della Superstizione, ciò attraverso la creazione di una sorta di Religione che impartisse determinati “comandamenti” da perpetuare oralmente alle future generazioni attraverso l’utilizzo di una sorta di “casta sacerdotale” composta, in realtà, da scienziati esperti in tutte le discipline che avrebbero avuto il compito di “controllare la crescita della nuova umanità” e di trasmettere, a loro volta, la loro effettiva conoscenza ai più fedeli dei loro adepti. Da qui il vero significato del termine Religione che, anticamente, era sinonimo di Conoscenza!

Questa serissima relazione, stilata da un serio e stimato professore su richiesta di un ente governativo della prima potenza mondiale, apre scenari a dir poco fantascientifici: la concreta possibilità che antichissime civiltà tecnologicamente progredite siano esistite ed organizzate in una società globale in un periodo remotissimo e che degli immani cataclismi naturali, o generati da conflitti nucleari ,le abbiano spazzate via non lasciando, in apparenza, alcuna memoria storica.

Miti come quello del Diluvio Universale, comune a tutte le prime civiltà storicamente accertate, farebbe da “spartiacque”, è il caso di dire, tra il “ciclo precedente” ed il nostro “successivo”, e solo le recenti scoperte archeologiche, come per esempio quelle di antiche piramidi scoperte in ogni angolo della terra, sembrerebbero rappresentare, se non delle prove, quanto meno dei forti indizi circa la teoria suddetta, e l’Atlantide di Platone non rappresenterebbe più una semplice leggenda ma un punto di partenza per una più accurata ricerca del nostro “passato dimenticato”! Questa nuova strada renderebbe più plausibile, alla luce delle teorie di Sebeok, il retaggio di antiche superstizioni ed i racconti di maghi e spiriti maligni che in origine potevano essere degli uomini come noi in possesso di mirabolanti conoscenze tecnologiche che ai “posteri ignoranti” potevano sembrare manifestazioni di magia.

Spesso le storie fantastiche inerenti a periodi remotissimi vengono etichettate col termine “mitologiche”, quindi assumono la forma del Mito. Ma cos’è il Mito? Deriva dal greco “mytos” che significa letteralmente “parola” e stà ad indicare il racconto di un fatto di cronaca realmente accaduto e tramandato attraverso la sola tradizione orale perché avvenuto in un periodo in cui la scrittura ancora non esisteva o (più probabilmente) era una “conoscenza segreta” a beneficio di pochi. Comprendere il Mito è di fondamentale importanza per conoscere la vere origini delle superstizioni, intese letteralmente come credenze e riti sopravvissuti ad avvenimenti passati, giunti sino a noi come “manifestazioni folkloristiche” perché hanno perso, con il trascorrere del tempo, il loro vero significato.

DA WIKIPEDIA: La parola mito deriva dal greco “mythos” che significa parola, discorso, racconto mentre la parola “mitologia” designa l’insieme dei miti tramandati da un popolo ma anche gli studi sul mito stesso. Il mito, propriamente parlando, è quindi la più ricca fonte di informazione della storia umana; esso può essere considerato un racconto sacro che svela i misteri e che dà la risposta a molti interrogativi degli uomini: come sono nati l’Universo e l’Uomo, come hanno avuto origine gli Astri e la Terra, le piante e gli animali, e spiega come si sono formate le società civili, la scienza, la tecnica e l’arte con l’aiuto degli eroi umani e soprannaturali. E’ in definitiva il “discorso” per eccellenza, la storia che si è narrata sull’esistenza di esseri antropomorfi, spesso immortali ed onnipotenti, che vissero avventure e compirono azioni fantastiche, interessandosi a ciò che avveniva tra i mortali, modificando il Mondo con il loro intervenendo; narrazioni investite di sacralità relativa, quindi, alle origini del Mondo e alle modalità con cui il Mondo stesso e le creature viventi hanno raggiunto la forma presente in un certo contesto socio-culturale in uno o più popoli specifici. Creazioni dunque, nate dal genio primitivo che possiamo intendere come la trasfigurazione poetica di avvenimenti reali del mondo e della natura o di quello delle prime società umane. Spesso le vicende narrate nel mito hanno luogo in un’epoca che precede la storia scritta. Nel dire che il Mito è una narrazione sacra s’intende che esso viene considerato verità di fede e che gli viene attribuito un significato religioso spirituale. Ciò naturalmente non implica che la narrazione sia vera, né che sia falsa. Si differenzia dalla “Leggenda” in quanto questa, oltre a derivare dal latino Legenda=”ciò che deve essere letto”, si riferisce ad un racconto scritto, quindi più recente del Mito, che può riguardare anche racconti di natura fantastica in quanto mescola il “reale” con il “meraviglioso”. Vi sono vari tipi di mito: è “eziologico” se narra l’origine di un nome, “antropogonico” se tratta dell’origine dell’uomo e del genere umano, “cosmogonico” se descrive l’origine del cosmo, ed infine “teogonico” se narra dell’origine degli dei.

Questa descrizione letterale del Mito non è fine a sé stessa: alcuni esempi possono fare luce su alcune “credenze” che, bollate per secoli come pure superstizioni, si sono rivelate incredibilmente “reali” grazie alle moderne scoperte scientifiche! Prendiamo, ad esempio, il Mito Cosmogonico per eccellenza, citate nei sacri testi risalenti alle più famose civiltà arcaiche ( i Veda Indiani, il Popol Vuh dei Maya, le Stanze del Dzyan dei Tibetani), ossia quello dell’”Uovo Cosmico”! ( A dire il vero in essi sono presenti anche chiari riferimenti antropogonici che tratterò appositamente in un’altra occasione!).

Da una seria ricerca effettuata dal noto ricercatore ed ufologo Valentino Compassi e riportata nel suo libro dal titolo “La colonna di Fuoco: origine interplanetaria delle religioni” voglio accennare proprio la parte riguardante il Mito dell’Uovo Cosmico:…”le cognizioni e le credenze cosmogoniche e cosmologiche dell’India Antica sono davvero sorprendenti; le teorie e gli studi concernenti la nascita dell’Universo, formulata migliaia di anni fa dagli studiosi e dagli scienziati indiani, risultano essere l’originale delle clamorosa enunciazioni e scoperte degli attuali scienziati, anzi, diremo che le spiegazioni e le dimostrazioni dei remoti concetti sulla nascita dell’Universo sembrano essere molto più precise di quelle odierne. La teoria che oggi viene accettata dalla gran parte degli studiosi è quella del cosiddetto “Big Bang”, l’immane esplosione del primordiale “Uovo Cosmico”, che ha generato l’Universo visibile. Questo inimmaginabile “Uovo Cosmico Primordiale” racchiudeva tutto ciò che ora è divenuto Universo Visibile: galassie, ammassi stellari, nebulose, pulsar, quasar, polvere interstellare, buchi neri eccetera. Questo immenso Uovo esplose generando il “Tutto”: una concentrazione nucleare immane, una potenza inimmaginabile che violentemente esplose lanciando materia infuocata per ogni dove, che tutt’oggi continua ad allontanarsi dal punto di origine creando, appunto, le galassie in fuga. Tra miliardi di anni avverrà quello che gli scienziati chiamano “implosione”: tutti i componenti dell’attuale Universo Visibile cominceranno a “ricadere” verso il punto della primordiale deflagrazione; tutto l’Universo scomparirà e con esso tutti i sistemi di vita, e si riformerà l’immane “Uovo Cosmico” che entrerà in una nuova fase di “gestazione”, e dopo altri miliardi di anni riesploderà, ricreando un nuovo Universo. Un immenso moto perpetuo cosmico che è stato paragonato alla funzione del cuore: le diastole e le sistole del cuore del cielo! Questa definizione ricorre proprio nel testo sacro dei Maya Quiché del Guatemala, il “Popol Vuh”, dove lo sterminato Universo viene paragonato ad un’immensa pompa cardiaca, un cuore che assorbe e rigetta tutto ciò che naviga nello spazio infinito (che infinito però non è in quanto, secondo la teoria del “Megaverso”, non è che uno dei tanti), tant’è che gli astronomi Maya parlavano proprio di “Huracan”= “il Cuore dell’Universo”! Ma se gli scienziati moderni hanno varato ed accettato questa bellissima teoria, quasi di un Universo pensante, anche antichissimi scienziati non erano da meno: nel meraviglioso e remoto testo tibetano “le Stanze del Dzyan” (dove il termine stanza stà per capitolo) è scritto dell’Uovo Cosmico che esplode per effetto di un “dardo luminoso”, generando così l’Universo visibile. Nel manoscritto in lingua sanscrita “Manava Darmashastra” è scritto:”…Tutto questo Universo all’origine non era altro che tenebre mancante di forme distinte, impossibile d’essere circoscritto dalla ragione, incomprensibile, esso si trovava immerso in un sonno profondo…Da questa prima causa impercettibile ed esterna, che è insieme “l’essere ed il non essere”, fu generato il Divino che è celebrato col nome di Brahma. Egli, dopo aver riposato il suo tempo nell’Uovo d’Oro, lo divise in due parti…Così alternando il risveglio al sonno, l’Ente immutabile fa rivivere o morire tutto questo vasto complesso di creature mobili ed immobili…”. Nel famoso “Rig-Veda” indiano, remoti testi sanscriti risalenti tra il 4.000 ed il 6.000 a.C., viene riferito questo passo:”…In una oscurità profonda, come abisso tenebroso senza luce, il Germe che dormiva ancora nel suo dorato involucro esplose, quale unica natura, sotto l’influenza del calore ardente…”. Ecco sintetizzato, in questa descrizione, la moderna Teoria del “Big Bang”! Anche gli antiche Fenici possedevano delle cognizioni astronomiche e cosmogoniche di avanguardia e ciò viene documentato dalla loro conoscenza sulla nascita dell’Universo e sul moto della sua espansione. Anch’essi conoscevano il Mito dell’Uovo Cosmico e la primordiale esplosione a cui diedero il nome di “Mot” il fango primordiale dal quale ebbe origine l’attuale Universo Visibile, proprio come quello degli antichi scienziati indiani, dove erano racchiusi tutti i germi della Creazione. Quando Mot esplose tutti i componenti vennero lanciati nello spazio e, dopo periodi di assestamento, i Mondi si popolarono di esseri celesti intelligenti e coscienti, che si chiamavano Zophesamin(=coloro che guardano i cieli). L’Uovo Cosmico dell’antica tradizione indiana era chiamato “Hiranyagarbha” o “Germe d’Oro”, a sua volta racchiuso nel suo immenso involucro denominato “Hiranyakosha”. Nel testo denominato “Visuddimagga scritto da Buddhagosa nel 300°a.C., è detto testualmente: 1) periodicamente il Mondo (inteso come Universo) attraversa la fase di contrazione (denominata “Samvattati”) e quella di espansione (denominata Vivattati); 2) il tempo è diviso in 2 eoni (denominati “Mahakappa”), ciascuno dei quali consiste in quattro periodi definiti gli “incontabili” (=”Asamkheyya”), ossia: a) l’incontabile della contrazione (implosione dell’Universo); b) l’incontabile in uno stato contratto (Uovo Cosmico in gestazione); c) l’incontabile dell’evoluzione (esplosione del Big Bang); d) l’incontabile in uno stato evolutivo (l’Universo in espansione). Pur velate da forme poetiche tipiche della lingua orientale, in questa descrizione sono contenute nozioni di altissimo livello tecnologico e di pura scienza astronomica; da dove avevano attinto queste nozioni gli antichissimi scienziati indiani? Si è parlato di Libri Sacri scritti nella lingua degli Dei e di manoscritti antichissimi che si perdono nella notte dei tempi, da cui questo Mito ha attinto. Forse contenevano nozioni portate a conoscenza degli uomini da esseri superiori provenienti dallo spazio infinito che poi furono chiamate Divinità? Tra l’altro questi periodi erano calcolati con mirabile precisione matematica in svariati miliardi di anni! Per gli indiani il tempo si divideva in tre categorie: c’è il Tempo di Brahma, definito “Kalpa” ossia il “Gran Tempo dell’Essere Supremo, cui dei, semidei, uomini ed animali erano subordinati; poi c’è il Tempo degli Dei, definito “Manvatara”, esseri superiori intermediari tra Brahma e gli uomini; ed infine il Tempo degli Uomini, definito “Yuga”, in quanto esseri terrestri…” (Questa suddivisione del tempo ci viene descritta anche dallo storico greco del III° secolo a.C. Manetone, famoso per aver stilato la prima cronologia delle dinastie dei Faraoni Egizi, che ci narra di una Terra sottomessa al “Governo degli Dei”, a cui succedette un Mondo governato da “Semidei e Spiriti della Morte seguaci del Dio Horus”, ed infine arrivò il tempo degli Uomini, ai quali, a tutt’oggi, è affidato il destino del Mondo!). Per concludere la descrizione di questo antichissimo Mito vorrei citare un ultimo esempio a dimostrazione della precisione utilizzata dagli antichi scienziati indiani: l’Uovo Cosmico Primordiale della cosmologia indiana (tratta dal Puràna, ossia l’insieme dei testi sacri indiani), ne calcola la sua grandezza in 500 milioni di yojnas (secondo la loro unità di misura), corrispondenti, all’incirca, a 4 miliardi e mezzo di km.

Fin qui l’affascinante racconto dell’Uovo Cosmico che ci dimostra come le antichissime civiltà ci abbiano tramandato nozioni scientifiche attualissime ammantate da un alone fantastico da renderle talmente incredibili nel corso dei secoli da assumere la fisionomia di una vera e propria superstizione, intesa nel senso dispregiativo del termine. Ne è un ulteriore prova la recentissima scoperta di due scienziati: il professor Roger Penrose dell’ Università di Oxford (Regno Unito) ed il professor Vaha Gurzadyan dell’Università di Yerevan (Armenia), che hanno individuato i luoghi del nostro Universo in cui una Super Civiltà Avanzata potrebbe essere esistita prima del Big Bang, esaminando delle anomalie della Mappa della Radiazioni Cosmiche interpretate come prova dell’esistenza di società tecnologicamente avanzate esistite prima della nascita del nostro Universo! (Allegato a questa relazione vi è l’articolo per intero).

Un’altra categoria di superstizioni sono quelle riconducibili alle cosidette “profezie”, quelle forme di “divinazioni” grazie alle quali si possono prevedere avvenimenti futuri, più o meno tragici, come ad esempio un’Apocalisse, pezzo forte di ogni grande profezia che si rispetti. A dire il vero ognuno di noi fa di continuo profezie allorquando fissiamo un appuntamento con un amico o col dottore in quanto interpretiamo la situazione del momento, ossia il desiderio di incontrarsi con un amico o di farci curare dal medico .Tra questi due estremi (l’Apocalisse e l’appuntamento) esistono vari livelli di profezia come le premonizioni, le precognizioni e le predizioni. Le prime sono sensazioni indefinite che si avvertono in uno stato di coscienza pressoché normale oppure come postumo di un sogno dimenticato; un esempio può essere la sensazione che un amico, o una persona cara, sta per avere un incidente. Le seconde sono più precise delle precedenti perché si manifestano in maniera visiva, o attraverso un sogno o in uno stato di coscienza alterata, e vengono percepite come se fossimo completamente svegli; talvolta gli avvenimenti oggetto delle precognizioni sono precedute da immagini o suoni, come ad esempio rumore di passi prima che si apra una porta (queste sensazioni sono denominate col termine norvegese di “vardogr”). Le terze, infine, si differiscono dalle precedenti in quanto si avvalgono di due tecniche fondamentali: la prima si avvale della lettura di segni particolari come, ad esempio, la posizione dei pianeti (Astrologia), le linee della mano (Chiromanzia), i fondi di caffè, il lancio di monetine, eccetera; la seconda, invece, consiste nell’alterazione della coscienza attraverso l’uso di droghe e di rituali intesi ad invocare l’intervento di esseri soprannaturali dotati di poteri profetici (ne è un esempio l’uso del “peyote”, una droga a base di “mescalina” utilizzata dai nativi americani e dagli sciamani messicani). Al di là di queste distinzioni, la “profezia” propriamente detta non si avvale di alcuna tecnica, ma è considerata come una “rivelazione” proveniente direttamente da Dio ( o dagli Dei a seconda della religione seguita!); insomma, in questa “fascia di spettro profetico” non si distinguono meglio di quelle che compongono i colori dell’arcobaleno, cosicché si passa dal carattere emotivo della premonizione (come il desiderio di incontrare un amico), a quello visionario della precognizione (immagini visive di ciò che accadrà) o della lettura dei segni della predizione, fino alla sensazione dell’assoluta certezza di ciò che non è ancora avvenuto tipica della profezia, che quasi sistematicamente viene smentita dagli eventi, a meno ché, per ragioni attinenti alla memoria, all’osservazione, alla determinazione e sì anche ad un po’ di fortuna, una “profezia ordinaria”, come quella di un appuntamento, si avveri, ma ciò grazie a questa combinazione di fattori tutt’altro che misteriosi.

Tralasciando i Profeti e le Profezie di carattere religioso, per non urtare le sensibilità di nessuno, voglio esaminare alcune tra quelle più famose che hanno condizionato, se non tutta l’Umanità, una parte di essa. Iniziamo con la famosa profezia dell’Apocalisse del 2012 attribuita (?) ai Maya: secondo i Maya la Terra sarebbe andata incontro ad una immane Apocalisse nel giorno del solstizio d’inverno esattamente il 21 dicembre dell’anno 2012 (esattamente alle ore italiane 11.11). Ciò sarebbe derivato dal fatto che il famoso calendario dei Maya, lo Tzok’in, terminava esattamente in quella data e rappresentava un allineamento cosmico che interseca il meridiano solare con l’equatore galattico della Terra ed il centro della Galassia, dopo un ciclo di ben 26.000 anni. Ma come abbiamo potuto felicemente constatare questa si è rivelata la “bufala del millennio”! In realtà i Maya non hanno mai fatto profezie, ma essendo valenti astronomi facevano previsioni di natura astronomica. Da una ricerca effettuata anzitempo da un professore spagnolo di nome Carlos Barrios, il quale ha intervistato ben 600 sacerdoti Maya Quiché in Guatemala, si evince chiaramente che questa “burla” ha scatenato le ire degli stessi, anche perché lo Tzolk’in è uno dei ben 17 calendari che attestano la sofisticata capacità degli antichi Maya nella comprensione del tempo, delle stagioni e dei cicli astronomici, ed alcuni di essi sono stati calcolati con estrema precisione per un periodo di oltre 10 milioni di anni!

Restando in materia di profezie voglio accennare ad alcune di quelle originate all’alba dell’era moderna. Esaminiamo la prima, poco conosciuta, ad opera di Giordano Bruno (monaco domenicano nato ad Aversa ed arso vivo in Campo dei Fiori in Roma l’11 febbraio del 1600 con l’accusa di eresia), riportata nel volume XXXI° della sua opera “Acta Sententiarum ac Testimoniarum” scritta il 23 gennaio 1599:”… quando i tempi saranno maturi, l’egoismo ed il denaro regneranno sovrani… si vedranno santi e madonne dappertutto, miracoli ed avvenimenti straordinari e ruote di fuoco nel cielo…magia e satanismo coinvolgeranno molte persone. Satana sarà presente sulla Terra, ingannerà molti…la veste di Satana sarà sempre seducente e sarà la veste di esseri provenienti dal cosmo…perché la Terra è solo un granello di sabbia nella progressione infinita dell’Universo. In quei giorni si saprà finalmente che cosa significa l’acccartocciarsi del cielo. E un sole nero nello spazio inghiottirà il Sole, la Luna e tutti i pianeti che girano intorno al Sole. Ricordatevi che, quando sarà prossima la fine, l’uomo viaggerà nel Cosmo e dal Cosmo apprenderà il giorno della fine. E l’uomo si ricordi che molte superbe e ricche città, proprio quando l’uomo si crederà padrone del Cosmo, faranno la fine di Sodoma e Gomorra…”. Tutto ciò è stato scritto ben 300 anni prima della pubblicazione dei primi romanzi di fantascienza e 350 anni prima della nascita dell’Ufologia, senza contare gli avvistamenti di UFO che si susseguono da oltre 70 anni! Un’altra profezia pubblicata a Venezia nel 1527 ed attribuita ad un monaco di Padova recita:”… quando l’uomo salirà sulla Luna grandi cose saranno per maturare sulla Terra. Roma verrà abbandonata, come gli uomini abbandonano una vecchia megera, e del Colosseo non rimarrà che una montagna di pietre avvelenate!…” Infine quella attribuita ad un monaco olivetano:”… le stagioni saranno due e dall’inverno si passerà all’estate…allora i nonni racconteranno ai loro nipoti che un tempo vi era una stagione meravigliosa durante la quale il Sole intiepidiva l’aria, ed un’altra dove le foglie diventavano rosse ed abbandonavano gli alberi…così come si abbandona un vecchio amico”. E’ vero o no che oggi non esistono più le mezze stagioni?

Non si può terminare questa parte dedicata alle profezie senza citare colui che, più di tutti nella storia, le ha rese oggetto di culto ed al tempo stesso di studio: Michel De Nostredame, meglio conosciuto con l’appellativo latino di Nostradamus, la cui traduzione significa “noi diamo il nostro sapere”. Infatti egli fu un uomo di grande sapienza, un ricercatore di tutto ciò che riguardava l’uomo, uno scienziato ed astronomo e, soprattutto, un valente medico, molto più all’avanguardia rispetto ai colleghi della sua epoca. Erroneamente ricordato come un veggente, fu in realtà colui che per primo aveva una propensione per la medicina pratica: capì che per prevenire le malattie era fondamentale l’igiene e che per curare la malattie era necessario guardare al passato attraverso i rimedi antichi dell’utilizzo delle piante e delle loro virtù terapeutiche. Ad esempio fu lui ad intuire che per curare la febbre era necessario usare un decotto di scorza di salice ricavando, così, l’acido acetilsalicilico: fu, probabilmente, l’inventore della moderna aspirina! Ma al tempo stesso non disdegnava dedicarsi alle antiche conoscenze riportate nei libri ereditati dai nonni, in particolare quello paterno di origine ebrea che cambiò il nome da Guy Cassonet a Pierre De Nostredame, nei quali, oltre alle antichissime conoscenze in campo medico, astronomico e matematico, vi erano inestimabili conoscenze attraverso le quali sarebbe stato possibile conoscere il futuro! Questi testi antichi risalirebbero allo stesso Mosé; successivamente sarebbero poi passati alla Tribù di Issacar i cui Eletti, i cosiddetti Terapeuti, ossia i Maestri di Giustizia Esseni, a cui furono tramandati le Memorie Sacerdotali dell’Antico Egitto, avrebbero avuto particolari doti e conoscenze per predire il futuro, ed ai quali la tradizione esoterica ne attribuisce l’origine della discendenza di Nostradamus. Grazie a questi antichi testi nel 1550 pubblicò le “Pronosticationes”, degli almanacchi di previsioni meteorologiche e di avvenimenti che si sarebbero verificati l’anno successivo; nel 1555 pubblicò le famose “Centurie”, una serie di quartine attraverso le quali venivano descritti avvenimenti futuri in maniera volutamente criptica per evitare guai con l’Inquisizione. Quest’opera fece si che Nostradamus fosse erroneamente visto come una sorta di mago; in realtà le sue erano, più che predizioni, delle deduzioni fatte secondo il principio della ripetizione ciclica degli avvenimenti (più o meno come fanno oggi i famosi “analisti” di agenzie governative come la C.I.A. e l’F.B.I. negli U.S.A.), con la differenza che queste derivavano dall’interpretazione di questi antichi testi sacri. Lui stesso scriveva testualmente:”…Sono entrato in possesso di molti volumi nascosti per lunghi secoli; dubitando di ciò che mi sarebbe accaduto, dopo la lettura li ho gettati alle fiamme e mentre essi li divoravano, divampando alte, generavano un insolito chiarore, più intenso della fiamma naturale, simile ad un’accecante folgore…”.Non fu un caso che il suo continuo pellegrinare in tutta Europa era rivolto, non solo a trasmettere le sue conoscenze in campo medico, ma anche alla ricerca degli Illuminati che, come lui, erano Iniziati all’Alta Scienza, con lo scopo di allargare le sue già ampie conoscenze.

Come ultima categoria di superstizioni non si può non considerare le cosiddette “maledizioni”, ossia quei “rituali magici” volti a colpire i propri nemici, a creare loro forti disagi o sconfitte in battaglia. Come ogni superstizione che si rispetti le origini delle “maledizioni” si perdono nella notte dei tempi. Secondo un resoconto tratto dal libro “I Misteri dell’Antico Egitto” di Alberto Fenoglio, le prime “testimonianze storiche” risalgono agli Antichi Egizi: nel mondo segreto dei sacerdoti egizi alcuni di loro erano dotati di particolari poteri, acquisiti sin dalla nascita o attraverso lo studio di testi ancora più antichi (forse di civiltà perdute), che facevano di loro dei veri e propri maghi. Al servizio dei Faraoni, rappresentavano una sorta di baluardo insormontabile dedito alla loro protezione. Testimonianze scritte di ciò ci sono pervenute attraverso alcuni papiri oggi custoditi in vari musei: il papiro magico Rollin, ad esempio, ritroveto nei pressi di Edfu nell’Alto Egitto tra Tebe e l’attuale Assuan, descrive l’azione di un mago che praticava la magia allo scopo di paralizzare i nemici e costringerli a restare nel luogo in cui si trovavano, per provocare disastri, e questo attraverso la fabbricazione di numerose statuette di cera di forma umana che impiegava per sprofondare nella più completa inerzia gli individui che esse rappresentavano nel piano stabilito. Un altro papiro, il Brenner-Rhind, descrive il rituale magico destinato a neutralizzare i nemici del Faraone: “…le formule magiche devono essere pronunciate da un uomo casto e purificato. Scrivere con l’inchiostro verde, su foglie di papiro vergini, i nomi di tutti i nemici del Faraone, siano essi vivi o morti, oltre ai nomi di tutti coloro che sono sospetti a qualsiasi titolo ed i nomi dei loro padri, delle loro madri e dei loro figli; fare anche una statuetta in cera per rappresentare ciascuna di quelle persone ed incidervi sopra il loro nome. Unire poi le foglie di papiro con una piuma di colombo nero, sputarvi sopra e calpestare con il piede sinistro, poi trafiggerle con un giavellotto dalla punta metallica, se possibile in ferro. Gettarle infine sul fuoco e farvele bruciare fino a che non siano perfettamente ridotti in cenere…”. I Faraoni facevano, quindi, ricorso alla magia per sottomettere o vincere i loro nemici. Per ordine del Faraone il mago modellava statuette di argilla sulle quali incideva i nomi dei nemici oltre a quelli dei ribelli, poi spezzava queste effigi, recitando formule imprecatorie. Secondo il testo di una stele ritrovata vicino a Dendera, nell’Alto Egitto, un mago fu chiamato in soccorso dal Faraone ed invitato a sterminare, con procedimenti magici appropriati, i nemici dell’Egitto che abitavano nelle regioni dell’Asia. Questo episodio è riportato in un papiro conservato nel Museo di Hannover, in Germania, con il testo integrale delle imprecazioni lanciate contro Cambise, il re dei Persiani, che subì una sanguinosa disfatta nei pressi dell’oasi di El Bayariyah, ora Djedies. Nel Tempio di Edfu, precedentemente accennato, infine, un testo spiega lo scopo della magia egiziana: “intimidire e sottomettere gli uomini con il terrore, costringere gli abitanti dei territori, anche di paesi stranieri, ad accettare la dominazione del Faraone, ai piedi del quale saranno ormai posti”. Non ci è dato sapere se dietro questa teatralità si celasse l’utilizzo di efficaci “mezzi tecnologici”. Ma se non si può provare l’effettiva “efficacia” di certi rituali, di certo si è potuta sfatare la “famosa “maledizione dei profanatori delle tombe dei Faraoni, grazie alle moderne scoperte scientifiche. Ad esempio l’alone di mistero che si creò con la scoperta della tomba del Faraone Tutankamen circa la “maledizione” che aleggiava su di essa e che portò alla precoce dipartita di quasi tutti i componenti della spedizione archeologica, è stata spiegata scientificamente (in un primo momento) con l’”istoplasmosi” o “ male delle caverne (come quella che colpì il suo promotore Lord Carnavon), diffusa da funghi, detriti organici e polvere. Tuttavia, con il passare del tempo, ci si è posti un interrogativo ancora più sconcertante a causa della scoperta delle diagnosi fatte su altre cause di decesso, che furono possibili solo all’indomani delle ecatombe di Hiroshima e Nagasaki: com’è possibile che si trattasse di “cancrena atomica”? L’archeologo egiziano prof. Ghoneim arrivò alla conclusione, grazie anche alle ricerche fatte da un gruppo di studiosi egiziani, che la pece con cui venivano conservati cadaveri attraverso la mummificazione, provenienti dalle rive del Mar Rosso e da alcune regioni dell’Asia Minore, conteneva sostanze fortemente radioattive, così come le bende che fasciavano le mummie! Tutto fa pensare che i sacerdoti egizi conoscessero le caratteristiche della radioattività, vedendo in essa una manifestazione del Dio Ra, il Dio Sole, se non proprio le caratteristiche dell’energia atomica, visto che possedevano conoscenze scientifiche non indifferenti. (questa scoperta, del resto, potrebbe, molto probabilmente, aver influenzato la relazione del prof. Sebeok, a cui ho accennato precedentemente!) Tali conoscenze, rimaste ancora sconosciute, erano di altissima tecnologia, basti pensare che i vani interni di alcune Mausolei e di alcune Piramidi (la cui etimologia, non dimentichiamo, deriva dai termini pyra=fuoco ed amyd=sorgente il cui significato è “sorgente di fuoco” o “sorgente di energia”, alimentando la teoria, non del tutto fantasiosa, di un loro utilizzo simile alle nostre moderne centrali nucleari!), erano talmente segreti che l’aria fresca fece il suo ingresso solo grazie ai suoi scopritori; inoltre sono state rinvenute pareti e soffitti ricoperti di finissimi geroglifici eseguiti a costruzione ultimata, dopo che al suo interno erano stati sigillati collaboratori e servitù del Faraone insieme alla sua salma! Ma di quale luce si potevano servire gli artisti che li fecero se non furono usate fiaccole o lampade? A questa conclusione si è arrivati per i seguenti logici motivi: 1) senza ossigeno come comburente le fiaccole non potevano bruciare, ma gli artisti dei geroglifici potevano stranamente respirare, il che fa pensare ad una tecnica di riciclaggio dell’aria; 2) non vi è traccia di fuliggine all’interno dei vani in questione; 3) occorreva una fonte luminosa ben più potente delle fiaccole per effettuare tali lavori! Forse la spiegazione, poco ortodossa ma certamente più plausibile, è da ricercare nel fatto che gli egizi conoscessero l’uso dell’energia elettrica. Del resto un ingegnere tedesco incaricato di costruire il sistema fognario di Baghdad, scoprì tra le “cianfrusaglie” del museo locale delle “pile elettriche” ancora funzionanti etichettate come “oggetti di culto”, risalenti alla dinastia dei Sassanidi (226-639) di appartenenza ad una setta che da duemila anni custodiva i segreti dell’elettricità. Poco più a sud, nell’Antica Babilonia, furono addirittura rinvenuti degli “accumulatori” risalenti ancor prima, intorno al 3-4mila a.C., fatti su…licenza egizia! Lo stesso Mosé, pare, dopo essere stato adottato da Thermetis, figlia del Faraone Ramsete II°, fu iniziato ai grandi segreti scientifici dell’epoca, tanto che la famosa “Arca dell’Alleanza” (l’oggetto più sacro della religione ebraica che custodiva le “Tavole delle Leggi”), sarebbe stata protetta da un congegno elettrico che sprigionava “raggi di fuoco”, che tenevano lontani i nemici ed i malintenzionati (teoria sostenuta fortemente dall’archeologo francese Robert Charroux).

In conclusione vorrei citare delle massime che ben si addicono ai misteri che da sempre accompagnano la vita dell’uomo e che, in definitiva, lo sprona a migliorarsi nel tentativo di svelarli: 1) L’esperienza più bella che possiamo fare è l’incontro con il mistero. Esso è fonte di ogni arte e scienza (Albert Einstein). 2) Finché l’uomo avrà fantasia nessun traguardo gli sarà precluso (Jules Verne). 3) Il mistero rimane tale finché non viene svelato! Ed è proprio questo uno degli scopi dell’uomo e che lo spinge ad andare avanti: svelare i misteri della vita! (modestamente il sottoscritto)!

Franco Pavone su Mistero Magazine di Ottobre e Novembre!

Comunichiamo ai nostri lettori che due nuovi articoli del Centro Ufologico Taranto sono stati pubblicati sulla rivista Mistero Magazine del programma omonimo Mistero Adventure del network  ITALIA  UNO  Mediaset . Gli articoli sono : Sfere nella Costarica , pubblicato sul numero 42  di Ottobre 2016 , e Operazione  Paper Clip , pubblicato sul n. 43  di Novembre  2016 , attualmente in edicola . Ringraziamo ancora una volta la redazione di Mistero Magazine per la considerazione nei confronti del nostro centro ufologico .

Progetto Genesi: Terraformiamo l’Universo

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hawking-675In attesa di trovare risposta alla fatidica domanda “Siamo soli nell’Universo?”, potrebbe essere il genere umano l’alieno colonizzatore di nuovi mondi. C’è, infatti, un progetto, ambizioso, che si propone di seminare la vita al di fuori del Sistema solare, trasferendo microrganismi dalla Terra verso pianeti nei quali non è ancora sbocciata.

Si chiama Progetto Genesi. A idearlo un fisico teorico tedesco, Claudius Gros, della Goethe University di Francoforte, che lo ha illustrato sulla rivista “Astrophysics and Space Science”. Intervistato dalla rivista Science, il promotore del progetto precisa che “la sonda con a bordo i microrganismi terrestri da inviare su un esopianeta sarà accelerata da vele solari, come la missione Starshot”.

Il riferimento è alla missione volta a esplorare la stella Alpha Centauri, finanziata dal miliardario Yuri Milner e sostenuta da scienziati del calibro di Stephen Hawking. Proprio nelle scorse settimane un team internazionale di astronomi ha annunciato suNature la scoperta di un esopianeta di tipo terrestre potenzialmente abitabile, in orbita intorno a Proxima Centauri, la stella più vicina al Sole, a una distanza di soli 4,2 anni luce. Un inezia in termini astronomici.

Il Progetto Genesi prevede di inviare, nell’arco di 50 o 100 anni al massimo, tante piccolissime sonde. Ognuna di esse trasporta un carico di batteri, o addirittura micro-laboratori di biologia e genetica per sintetizzare microrganismi che non esistono sulla Terra, modellandoli in base alle condizioni presenti sul pianeta che si troveranno a visitare.

“Questo progetto apre la porta alla possibilità di sintetizzare in situsistemi biologici utili ai fini dell’esplorazione spaziale – commenta Sara Piccirillo, biologa dell’Unità Volo Umano e Microgravità dell’Agenzia spaziale italiana (Asi) -. S’inserisce, infatti, nell’ambito di ricerca della cosiddetta biologia sintetica, a cui la Nasa ha cominciato a lavorare già da alcuni anni, con l’obiettivo di sviluppare tecnologie in grado di espandere e sostenere la presenza dell’uomo nel Sistema solare. Tra i principali benefici di questa ricerca – aggiunge la studiosa dell’Asi – la possibilità di approfondire le conoscenze non soltanto sull’abitabilità degli esopianeti, ma anche sui processi coinvolti nello sviluppo di una biosfera in grado di autosostenersi”.

I primi microrganismi a sbarcare su nuovi pianeti, in base al progetto, saranno quelli in grado di attuare fotosintesi. Lo scopo sarà arricchirebbe di ossigeno l’atmosfera dell’esopianeta. Consentendo così alla sonda madre, in orbita intorno al nuovo mondo, di far sbarcare una seconda capsula con nuovi microrganismi. Fondamentale accortezza: preservare i pianeti in cui la vita sia già presente. Pena, il rischio di una contaminazione esterna con microrganismi alieni. In questo caso terrestri.

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Una Sonda Per Salvare La Terra

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asteroideMaiami, 10 settembre 2016 – «BENNU, stiamo arrivando». È partita da Cape Canaveral, la sonda della Nasa Osiris-Rex che nell’agosto 2018 si poserà sull’Asteroide Bennu, raccoglierà dei campioni di roccia e polvere e poi farà rientro sulla Terra nel 2023. Questa straordinaria avventura spaziale ci permetterà di capire, per la prima volta, quale è l’origine della materia organica che più di quattro miliardi di anni fa, cadendo sul nostro pianeta, ha dato origine alla vita. Bennu, che sta vagando nel sistema solare, ha una forma sferica e un diametro medio di 560 metri.
La missione Osiris-Rex ha anche un altro scopo: quello di effettuare una mappatura del sasso celeste e raccogliere più informazioni possibili in quanto proprio Bennu, potrebbe presentare una minaccia per la Terra. Gli scienziati hanno infatti calcolato che esiste una probabilità su 2.700 che possa arrivarci addosso fra qualche centinaio di anni. La sonda, dopo aver orbitato intorno al sole per circa un anno, che gli farà da fionda, punterà verso Bennu che verrà raggiunto ad agosto del 2018.

DA QUEL momento la missione avrà una seconda fase perché si dovrà studiare, con una adeguata mappatura, il sito su cui effettuare il prelievo delle rocce che scatterà a luglio del 2020. «È una missione scientificamente molto interessante – sottolinea Enrico Flamini, scienziato dell’Agenzia spaziale italiana – perché verrà riportato sulla terra un campione di 60 grammi su cui possono essere effettuate moltissime analisi. E da questi campioni idrati e forse anche organici potremmo risalire anche alle origini della nostra vita. La sonda Osiris arriverà vicinissimo all’asteroide dopo aver scelto la zona da scavare. Non atterrerà sul corpo celeste ma, dopo aver raggiunto una distanza di quattro-cinque metri, farà uscire un braccio robotico che darà una robusta ‘grattatina’ al sasso, porterà le rocce all’interno di una speciale capsula, riaccenderà i motori e tornerà sulla Terra dove atterrerà nel settembre del 2013».

MA QUESTO è solo l’inizio perché, ci anticipa il dottor Flamini, «nel 2021 partirà la missione Arm (Asteroid redirect mission ndr) che sarà tecnologicamente molto più spettacolare. E in questa missione il nostro paese è in prima linea perché siamo in partnership con la Nasa. Abbiamo già individuato gli asteroidi obiettivo tra quelli che ruotano più vicino alla Terra. Una sonda lo raggiungerà intorno al 2024, si poserà sulla sua superficie, aggancerà un grosso masso, di più di 4 metri di diametro, e lo porterà in orbita intorno alla Luna».
Quindi partirà la seconda fase della missione. «Dalla Terra – prosegue Flamini – un gruppo di astronauti lo raggiungerà per effettuare analisi e carotaggi. Tornando alla missione Osiris, sicuramente potremo avere, dai campioni, maggiori certezze di ciò che è accaduto quattro miliardi di anni fa». Questa missione ha anche una ‘pennellata’ tricolore perché la bussola stellare che permetterà alla sonda di orientarsi tra le stelle è stata realizzata da Leonardo-Finmeccanica di Campi di Bisenzio. Si tratta di una specie di telescopio che guarda le stelle, le riconosce e con un velocissimo computer calcola la rotta. «La missione Osiris-Rex – ha sottolineato Roberto Battiston, presidente dell’Asi – è una delle nuove sfide dello spazio come risorsa economica perché si potrebbero sfruttare gli asteroidi come miniere spaziali».

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