CENTRO UFOLOGICO TARANTO MAGAZINE

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Buzz Aldrin e Marte: andiamoci e restiamoci!

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Aldrin-astronauta-ovni-apoloXI-picL’umanità deve andare su Marte e restarci, passando dalla Luna: a proclamarlo è Buzz Aldrin, ospite d’eccezione oggi dell’ultima giornata del Wired Next Fest a Milano. Inondato dagli applausi di una Wired House gremita, l’astronauta americano passato alla storia come secondo essere umano a calcare il suolo del nostro satellite, ha condiviso memorie del suo leggendario viaggio e le sue idee sul futuro dell’esplorazione spaziale. A cominciare dall’obiettivo Marte, di cui l’87enne astronauta è sostenitore al punto da presentarsi con una maglietta che recita ‘Porta il tuo culo su Marte!’. Ma per Aldrin il pianeta rosso non va semplicemente visitato: “Marte andrebbe occupato con missioni continue che si possono succedere a distanza di anni per sostituire i coloni: dobbiamo andare e restare, non solo lasciare impronte e bandiere.

L’America deve guidare una coalizione di nazioni: in 8 anni potremmo tornare sulla Luna per assemblare gli habitat e i lander riutilizzabili e da lì andare su Marte. Ai nostri tempi non avevamo davvero un piano, stavamo rincorrendo la tecnologia: la collaborazione è migliore della competizione”. Nella sua visione le tappe della conquista marziana passano quindi dal satellite che lui stesso contribuì a conquistare nel 1969: “I contribuenti americani non sosterrebbero mai un ritorno sulla Luna in sé, ma solo come parte di un piano verso Marte. Ma per questo servono voli commerciali tra la Terra e la Luna e un propulsore che sia efficiente ed economico, non il nostro vecchio Saturn”. In questo il ruolo dei privati come SpaceX è essenziale: “Il governo americano non dovrebbe entrare in competizione, dovrebbe lasciare che le aziende aerospaziali private competano tra di loro, e poi esprimere il suo parere e scegliere il propulsore migliore”. Ma anche lo stesso sistema industriale e tecnologico soffre rallentamenti: “Il nostro presidente parla della palude di Washington: effettivamente l’industria aerospaziale tra fusioni, lobbismo, soldi e operato del Congresso si è paralizzata. Bisogna sistemare questa cosa, perché o esploriamo o ci estingueremo”.

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Giove: Tra tempeste giganti e suoni misteriosi

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Giove da 52mila km

JPL/Nasa: Foto di Giove da 52mila km

La ionosfera di Giove emette suoni dolci e spettrali. Potete ascoltarli nel nuovo video pubblicato su YouTube dalla Nasa, che riportiamo in questa notizia. Se possiamo sentirli è grazie agli strumenti della missione Juno, che durante uno dei passaggi ravvicinati ha raccolto questa emozionante testimonianza. Confrontando i dati con quelli raccolti lo scorso 2 febbraio si vede inoltre nello spettrogramma che la densità di plasma è cresciuta rispetto al passaggio precedente. Nella nota ufficiale l’Agenzia Spaziale spiega che i toni tratteggiano la densità elettronica, e sono probabilmente associati a un’interazione tra il veicolo spaziale e le particelle cariche nella ionosfera gioviana. Al momento non sappiamo ancora quale sia la fonte esatta di questi suoni – che è argomento di studio.

Curioso il fatto che se un essere umano stesse sorvolando Giove probabilmente non sentirebbe nulla perché le frequenze sono nell’ordine dei 150 kHz (potete ascoltare qui), troppo alte perché il nostro orecchio possa captarle. I suoni non sono l’unico “bottino” raccolto da Juno nel corso dell’ultimo passaggio ravvicinato. La camera JunoCam come sempre ha svolto un lavoro egregio, che ha permesso agli scienziati di raccogliere informazioni preziose come la presenza di cicloni polari con diametri di mille chilometri, sistemi di tempeste che si spingono in profondità, e un campo magnetico circa 10 volte quello terrestre.

Altra sorpresa è stata regalata dal Juno Microwave Radiometer (MWR), che misura il flusso della radiazione elettromagnetica emessa dalla superficie per effetto della sua temperatura. La sua azione parte dallo strato esterno di nuvole di ammoniaca e arriva fino a quelli più interni, a circa 550 chilometri. Emerge che la presenza di ammoniaca è variabile e sembra aumentare negli strati più interni.

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Tracce di civiltà tecnologiche nascoste nel Sistema Solare

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sistema-solare-300x200.jpgDove cercare- e magari trovare- le prove dell’esistenza di altre civiltà evolute, così avanzate da poter viaggiare nello spazio? Per un astrofisico americano, forse non bisogna andare troppo lontano: potremmo scoprirle proprio nel nostro sistema solare. E persino qui, sulla Terra, ammesso che il passare inesorabile del tempo non le abbia cancellate per sempre.

È il senso dello studio di Jason T. Wright, professore associato di astronomia e astrofisica all’Università di Stato della Pennsylvania. In un articolo pubblicato sul sito online ArXiv.org, il ricercatore ipotizza che in epoche remote una civiltà indigena ora estinta possa essersi sviluppata su Marte (quando era ancora dotato di acqua), su Venere (prima che l’effetto-serra la rendesse bollente e invivibile) o persino sul nostro pianeta, prima- molto prima- dell’esplosione della vita dell’età Cambriana (avvenuta circa 540 milioni di anni fa). Una posizione coraggiosa, che sintetizza così nell’abstract dell’articolo.

“Una delle principali questioni aperte dell’astrobiologia è se ci sia o ci sia mai stata vita altrove nel sistema solare. Una delle implicazioni di questo lavoro di ricerca è che stiamo cercando vita microscopica o al massimo non intelligente, anche se gli artefatti tecnologici potrebbero essere molto più facili da individuare. Il lavoro del SETI (sigla che sta per Search for Extra Terrestrial Life, N.d.A.), in questo ambito, presuppone comunque che siano di origine extrasolare, anche se si sa che la vita esiste sulla Terra da eoni.

Ma se una precedente specie di tipo tecnologico, magari in grado di viaggiare nello spazio, è mai comparsa nel sistema solare, potrebbe aver prodotto artefatti o altre tracce tecnologiche sopravvissute fino ai giorni nostri (…) Qui io discuto le origini e le possibili posizioni delle tracce di queste precedenti specie avanzate, che potrebbero essere comparse sulla Terra in epoche antiche o su un altro corpo celeste, ad esempio su Venere prima dell’effetto serra o su Marte provvisto di acqua.
Nel caso di Venere, l’arrivo del surriscaldamento globale potrebbe aver cancellato tutte le evidenze della sua esistenza sulla superficie venusiana. Nel caso della Terra, l’erosione e, sostanzialmente, le placche tettoniche possono aver eliminato la maggior parte delle prove, se mai questa specie ha vissuto qui un miliardo di anni fa. I resti di tracce tecnologiche indigene dovrebbero essere estremamente vecchie, limitando i luoghi in cui potrebbero essere trovate al di sotto della superficie di Marte o della Luna oppure nel sistema solare esterno.”

Affermazioni sorprendenti, anche perché finora gli unici ad aver ipotizzato che in un passato remoto creature capaci di viaggiare nello spazio abbiano popolato i pianeti o i satelliti del sistema solare- Terra e Luna incluse- sono stati solo scrittori di fantascienza, ricercatori alternativi e ufologi, non certo docenti di astronomia. Nel tempo, sono persino state “avvistate” piramidi, sculture e basi segrete sul Pianeta Rosso, oppure obelischi, strade e altre complesse costruzioni sulla superficie lunare, ma finora la scienza aveva sempre riso di queste discusse scoperte.

Jason T. Wright, evidentemente, non ritiene che queste teorie siano solo delle mere sciocchezze, ma le considera spunti di partenza per una riflessione. Scrive ancora: “Strutture rimaste sepolte sotto la superficie potrebbero sopravvivere ed essere riscoperte, almeno fino a quando non subiscono delle collisioni così colossali con meteoriti che la loro natura artificiale viene eliminata. La semplice distruzione invece le renderebbe non più funzionali, ma potrebbero essere ancora riconoscibili come tecnologiche.” E ancora: “Potremmo congetturare che insediamenti o basi su questi corpi celesti siano stati costruiti sotto la superficie per una varietà di ragioni ed essere ancora ritrovabili ai nostri giorni.”
Ma come verificare la fondatezza di queste azzardate ipotesi? L’astronomo americano ritiene che l’archeologia spaziale– un ambito di ricerca nato di recente- potrebbe aiutare a svelare le tracce di una eventuale specie tecnologica primigenia originata sulla Terra e poi forse distrutta da un cataclisma cosmico o forse emigrata altrove nello spazio. “Tali scoperte potrebbero aver luogo utilizzando gli strumenti della nascente archeologia spaziale che include la ricerca, l’individuazione e l’interpretazione di artefatti umani nello spazio”, spiega il professore. “Forse molto più probabilmente i radar in grado di esplorare il sottosuolo utilizzati nello studio della geologia delle superfici planetarie potrebbero rilevare tracce di edifici sepolti o di altri artefatti.”

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Una storia inedita della Seconda Guerra Mondiale , tra misteri , segreti , nuove rivelazioni e conferme . 8a parte . di Franco Pavone

Prosegue il nostro lavoro di ricerca storica sugli enigmi del secondo conflitto mondiale , collegati anche ai nostri studi ufologici , cercando di reperire fatti , situazioni , drammi , eroismi , progetti segreti e personaggi più o meno conosciuti della guerra che ha cambiato il mondo , cercando in archivi , giornali e riviste d’epoca e recenti , libri , internet , che magari anche se non trattano dell’argomento guerra in questione , conservano reminescenze , dettagli , ricordi e fatti inediti o quasi; perché alcune volte in dossier dove non si pensa possa esserci un fatto collegato alla guerra , si trovano aneddoti importanti che gettano una nuova luce su questo tragico periodo dell’Umanità . Voglio occuparmi nella mia ricerca in alcuni dei prossimi capitoli , di personaggi italiani e stranieri noti o sconosciuti ai più , e di cui si hanno scarse informazioni sulla loro vita e sulle loro implicazioni con la guerra. A volte si scoprono cose interessanti che chiariscono tanti risvolti su episodi fondamentali della stessa .

CAPITOLO 28 / Rosario Di Lorenzo

soldatiIl quotidiano tarantino “ Corriere del Giorno “ , che purtroppo causa la perdurante crisi economica che ha travolto anche l’editoria , ha chiuso le pubblicazioni , riportò Domenica 26 Agosto 2001 nella pagina dedicata alle “ lettere al Corriere “ , una missiva proveniente da Londra scritta da Denys Simmons , un ufficiale dell’esercito inglese , dove raccontò che nel Giugno del 1942 fu fatto prigioniero dai tedeschi a Tobruk , durante le battaglie contro l’Afrika Corps del Generale Rommel , “ la volpe del deserto “ . In seguito fu trasferito in un campo di prigionia in Italia vicino Chieti , a quel tempo sotto il controllo tedesco , dove restò per più di un anno . Dopo la resa italiana agli Alleati e quindi dopo l’8 Settembre , i tedeschi decisero di trasferirlo in Germania , ma durante il trasporto in treno , Simmons riuscì a fuggire con altri due ufficiali nei pressi di Carsoli in Abruzzo . Il loro intento era quello di attraversare le linee nemiche per ricongiungersi con le truppe Alleate nei pressi di Cassino . Dopo alcune settimane durante le quali furono aiutati soprattutto da una famiglia di Meta vicino Civitella Roveto nei pressi di Balsorano , vennero in contatto con due ufficiali della Regia Aeronautica italiana e tre soldati , diretti anche loro verso il fronte , e decisero di proseguire insieme . Con i due piloti e uno dei soldati che si chiamava Rosario , fecero amicizia , proseguendo a piedi per circa una settimana attraverso monti e boschi , dormendo dove capitava sia all’aperto che in alcuni capanni , mangiando quello che trovavano grazie anche a qualche buon cuore contadino . Il 10 Novembre , quando erano quasi vicini alle linee Alleate e ascoltavano già i rimbombi dell’artiglieria , mentre riposavano in un casolare in località Donato Val di Comino , traditi da un collaborazionista del luogo , vennero catturati da una pattuglia tedesca . I due piloti essendo vestiti in abiti civili riuscirono a fuggire mischiandosi con alcuni abitanti della frazione , mentre Denys Simmons , gli inglesi e i tre soldati che indossavano ancora le divise , furono fatti prigionieri . Rosario durante la cattura portava ancora la pistola di ordinanza , quindi fu separato dagli altri e tragicamente fucilato la mattina dopo . Simmons e gli altri furono deportati in Germania , dove rimasero fino al termine della guerra . L’ufficiale inglese non venne quindi a sapere dove Rosario era stato sepolto e se i familiari erano stati informati della sua morte . Simmons non si perse d’animo e alla fine della guerra contattò il Commissariato Generale Onoranze Funebri Caduti in Guerra del Ministero della Difesa inglese , dove lo informarono che l’italiano si chiamava Rosario Di Lorenzo ed era nato a Taranto . Venne anche a conoscenza che alcuni anni dopo la guerra i parenti del soldato trasferirono i suoi resti sepolti dal cimitero comunale di San Donato Val di Comino , alla tomba di famiglia a Taranto . Durante la sua ricerca Simmons venne a sapere che secondo i documenti ufficiali del Ministero inglese Rosario prima di essere passato per le armi , fu costretto a scavarsi la fossa . I parenti non sapevano cosa fosse realmente avvenuto e perché fu passato per le armi . E’ plausibile che i due soldati sopravvissuti , se sono sopravvissuti alla guerra , abbiano dato loro queste informazioni , ma Simmons nella lettera al Corriere si rese disponibile a chiarire le circostanze della sua tragica fine , quindi chiese al Direttore del Corriere del Giorno di aiutarlo a rintracciare i membri restanti della famiglia , tramite un’inserzione sul giornale . Non sappiamo come questo scambio epistolare si sia concluso , ci siamo ripromessi di approfondire la storia in seguito con la nostra ricerca , visto che Rosario Di Lorenzo era anche un nostro concittadino ; ma intanto citiamo la risposta che il Direttore del Corriere ha dato sul giornale all’ex ufficiale dell’Esercito di Sua Maestà britannica : << Davvero un bel gesto quello di mister Simmons , che nonostante siano passati tanti anni , mantiene un ricordo così vivido di questo drammatico episodio , tanto da essersi cimentato in ricerche impegnative e non certo facili . Ci chiediamo quanti al suo posto lo avrebbero fatto per un’amicizia durata appena una settimana , ma che è sopravvissuta intatta nel tempo . Il Corriere del Giorno è ben lieto di offrire il suo contributo , facendo da tramite tra mister Simmons e i familiari dello sfortunato soldato italiano nato a Taranto >> . Per concludere , questa storia dimostra come anche durante una delle pagine più drammatiche del XX° secolo , certi valori come la vera amicizia e la solidarietà , emergevano tra i militari , anche di diversa nazionalità nonostante la guerra , valori che in questi tempi di violenze e sopraffazioni gratuite , grazie anche agli ameni esempi dei politici , causate anche dall’ eccessivo benessere di pochi a scapito dei problemi generali delle masse , e da una tecnologia non sempre al servizio dell’uomo , ma al contrario fonte di stress vari , mi sembrano inconcepibili . Agli attuali parenti di Rosario Di Lorenzo porgiamo le più sentite condoglianze postume da parte del Centro Ufologico Taranto .

CAPITOLO 29 / Italo Balbo

Italo Balbo nato a Quartesana il 6 G220px-Profilo_Italo_Balbo.jpgiugno del 1896 e morto a Tobruk il 28 Giugno del 1940 , è stato un aviatore , generale della Regia Aeronautica e politico italiano iscritto al Partito Nazionale Fascista . Partecipò come quadriumviro alla marcia su Roma , diventando in seguito comandante generale della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale e sottosegretario all’economia . Nel 1929 fu nominato Ministro dell’Aeronautica e siccome era considerato un potenziale rivale politico di Mussolini, vista la popolarità che aveva raggiunto , fu allontanato , diventando nel 1934 governatore della Libia . Figlio di Camillo Balbo e Malvina Zuffi , entrambi maestri elementari , piemontese il padre , romagnola la madre , nella sua famiglia si rispettava in toto la monarchia e il servizio militare . Prestò servizio durante la Prima Guerra Mondiale nel battaglione Alpini “ Val Fella “ e dopo la nomina a tenente il 16 Ottobre 1917 , fece domanda per essere assegnato al Deposito Aeronautico di Torino per un corso di pilotaggio , la sua grande passione . Nel 1924 sposò la contessa Emanuela Florio , da cui ebbe tre figli . Nonostante il fatto che in gioventù era stato di idee repubblicano-mazziniane , dopo il 1920 entrò nella Massoneria e fece parte della Loggia “ Giovanni Bovio “ , anche se il Gran Consiglio del Fascismo aveva approvato il divieto per gli iscritti al Partito Nazionale Fascista di far parte della stessa . Dovendo però pensare al suo futuro e quindi a sistemarsi , aderì al Partito . Il 6 novembre 1926 venne nominato sottosegretario di Stato all’Aviazione e cominciò ad organizzare la nuova Regia Aeronautica , che essendo ai primi passi aveva bisogno di essere ammodernata , e oltre ad avere un alto esponente del fascismo al suo comando , permetteva a Mussolini di avere sotto controllo un tale popolare personaggio . Balbo prese il brevetto di pilota nel 1927 all’età di 31 anni , e creò una sede definitiva per il Ministero dell’Aeronautica . In seguito iniziò la fondazione della “ città dell’aria “ a Guidonia , dove sorse un modernissimo centro ricerche di ingegneria aeronautica , con scienziati del calibro di Gaetano Arturo Crocco , Luigi Crocco , Antonio Ferri , ecc. , probabili futuri componenti del Gabinetto RS 33 , oltre al prof. Luigi Broglio , padre della ricerca spaziale italiana , oltre che direttore del futuro poligono di lancio del primo satellite orbitale italiano San Marco , nella Guyana francese . Quindi diede vita nella nuova cittadella scientifica Guidonia-Montecelio a un centro studi per promuovere lo sviluppo aeronautico . Altra creazione di Italo Balbo fu la Scuola Alta Velocità . In seguito Mussolini lo nominò Generale di Squadra Aerea e il 12 Settembre 1929 , a soli 33 anni Italo Balbo fu nominato Ministro dell’Aeronautica , carica che fino a quel momento era stata ad appannaggio di Benito Mussolini . Nel 1932 Balbo guidò due voli transatlantici in formazione , proponendo in seguito a Mussolini la creazione di un unico Ministero della Difesa , anticipando il futuro , ma vista l’accesa rivalità tra la Regia Marina e la Regia Aeronautica , oltre alla gelosia di Mussolini verso il giovane Ministro aviatore , il progetto naufragò . Durante il 1929 convinse l’ingegnere Alessandro Marchetti ( la SIAI –Marchetti fu collegata alla connection Gabinetto RS 33 ) a mettere a punto idrovolanti S55A , nel tentativo di attraversare in formazione l’oceano Atlantico . La traversata fu effettuata nell’Atlantico meridionale con 12 velivoli supportati da 5 cacciatorpediniere della Regia Marina . Partiti da Orbetello il 17 Dicembre 1930 guidati da Balbo , gli aerei arrivarono a Rio de Janeiro il 15 Gennaio 1931 . Per celebrare il Decennale della Regia Aeronautica Balbo dal 1° Luglio al 12 Agosto 1933 guidò una seconda trasvolata atlantica di 25 idrovolanti S55X verso il Canada , in occasione della Century of Progress , esposizione universale che si tenne a Chicago negli Stati Uniti tra il 1933 e il 1934 . Il 26 Giugno del 1933 Italo Balbo era apparso sulla copertina della famosa rivista Time . Il Governatore dell’Illinois , il Sindaco e la città di Chicago riservarono ai trasvolatori italiani un’accoglienza trionfale e dedicarono a Balbo una strada nelle vicinanze del lago Michigan , la Balbo Avenue , tutt’ora esistente . I discendenti indiani Sioux presenti all’esposizione lo nominarono capo indiano con il nome di “ Capo Aquila Volante “ . All’epoca prima della Seconda Guerra Mondiale , i rapporti fra Italia e Stati Uniti erano ottimi e proseguendo il suo volo fino a New York , fu acclamato per le strade , dove gli intitolarono un viale e dove fu ricevuto anche dal Presidente Franklin Delano Roosevelt . Rientrato in Italia fu promosso Maresciallo dell’Aria . Successivamente si oppose alla concessione di bombardieri alla Regia Marina e alla realizzazione di portaerei , con il motivo che avrebbe sottratto fondi , materiali , oltre che indipendenza alla da poco fondata Regia Aeronautica . La mancata costruzione di portaerei influì negativamente sulle missioni della Marina durante la Seconda Guerra Mondiale , in special modo nella battaglia di Capo Matapan , ma la colpa non fu solo relativa all’opposizione di Balbo , viste anche le posizioni conservatrici della Regia Marina . Italo Balbo raggiunse una enorme popolarità e forse venne considerato politicamente insidioso per Mussolini ; proprio per questo probabilmente venne promosso Governatore della Tripolitania , della Cirenaica e del Fezzan , che nel 1934 si fusero nell’attuale Libia . Il Ministero dell’Aeronautica ritornò nelle mani di Mussolini ; del resto Balbo era il meno servile dei gerarchi fascisti , infatti dopo l’occupazione tedesca della Cecoslovacchia nel Marzo del 1938 , accusò gli altri membri del Gran Consiglio del Fascismo di lustrare le scarpe alla Germania , e fu l’unico a criticare la decisione del Duce di allearsi al Reich di Hitler , oltre a preoccuparsi per la cooperazione militare e scientifica con i nazisti , condivisa anche da Galeazzo Ciano , Emilio De Bono e Dino Grandi , forse anche in virtù della documentazione sui files fascisti del Gabinetto RS 33 . Assieme a Ciano accusò Adolph Hitler di aver violato il Patto d’Acciaio firmandone uno con Stalin nell’Agosto 1939 , che successivamente con l’inizio della Seconda Guerra Mondiale il 1° Settembre 1939 , portò alla spartizione della Polonia . Balbo era contrario all’entrata in guerra dell’Italia al fianco della Germania nazista , in una ipotetica guerra lampo promulgata da Hitler , anzi propose un’alleanza con il Regno Unito e la Francia ; Mussolini invece rimase fedele alla Germania . Il 28 Giugno 1940 Balbo si alzò in volo da Derna in Libia , dove era al comando di un contingente di quasi 200.000 uomini , diretto al campo d’aviazione T.2 di Tobruk con due trimotori S.M.79 , uno pilotato dallo stesso Balbo e uno dal Generale Felice Porro , comandante della 5a Squadra Aerea . Dell’equipaggio faceva parte anche il Capitano Nello Quilici , direttore del Corriere Padano e padre del documentarista Folco Quilici. Giunti in vista di Tobruk verso le 17 , i piloti videro delle colonne di fumo, risultato di un bombardamento inglese con aerei Bristol Blenheim . Balbo ordinò l’atterraggio , per rendersi conto della situazione , senza però avvisare la base . Scambiato per un bombardiere inglese dalla contraerea e dall’incrociatore San Giorgio alla fonda nel porto , fu preso di mira dallo stesso incrociatore e colpito . L’aereo del generale Porro con una manovra diversiva non fu centrato , mentre l’aereo di Balbo , colpito in pieno , precipitò in fiamme al suolo , con la conseguente morte di tutto l’equipaggio . Il 29 Giugno Mussolini lo ricordò con poche parole : << Un bell’alpino , un grande aviatore , un autentico rivoluzionario . Il solo che sarebbe stato capace di uccidermi >> . Con grande signorilità e stile , segno di nobiltà d’animo e di rispetto verso il nemico , un aereo britannico paracadutò sul campo italiano una corona di alloro con un biglietto di cordoglio . La salma di Italo Balbo e degli altri caduti rimasero in Libia fino al 1970 , quando l’ondata di nazionalismo libico fomentato dal colonnello Mu’ammar Gheddafi , minacciò la distruzione dei cimiteri italiani nell’ex colonia dell’Impero . La famiglia Balbo fece rimpatriare la salma in Italia , dove fu tumulata a Orbetello con tutti i membri dell’equipaggio , con l’eccezione di Nello Quilici . La vedova di Balbo , Emanuela Florio , disse che la morte del marito fu dovuta a un ordine venuto da Roma . Il prefetto di Ferrara dove la Florio viveva , Temistocle Testa , sollecitò il capo della polizia Bocchini , a intervenire sulla vedova Balbo per invalidare le sue dichiarazioni . Claudio Marzola , il capopezzo imbarcato sull’incrociatore San Giorgio , autore dell’abbattimento dell’aereo di Balbo , confermò l’errore di valutazione . Dello stesso parere sono o furono giornalisti e storici come : Indro Montanelli , Mario Cervi , Arrigo Petacco e Gregory Alegi . La teoria del complotto ebbe credito anche per la presenza a bordo dell’aereo di Balbo di Nello Quilici , direttore del Corriere Padano , che tante volte aveva sfidato la censura fascista , ma il figlio Folco Quilici smentì l’ipotesi della cospirazione , visti i tanti soldati impiegati e gli altri elementi raccolti per il suo libro Tobruk 1940 “ , pubblicato nel 2004 , e confermò la causa dell’abbattimento dovuto al mancato riconoscimento dell’aereo di Balbo . Nel 2006 Quilici fu contattato da Aldo Massa , che il giorno dell’abbattimento dell’aereo di Balbo era di vedetta in un bunker in cemento armato dotato di un’ampia feritoia . Grazie a questo tipo di testimonianza Quilici venne a sapere che quel giorno nella rada di Tobruk si trovava alla fonda un misterioso sottomarino , che in seguito fu identificato nel sommergibile posamine italiano Marcantonio Bragadin , arrivato da Napoli . La raffica che abbattè l’aereo di Balbo partì dal sommergibile , causando lo schianto e l’incendio dell’aereo. Nel trambusto che seguì , il Bragadin salpò la sera stessa . Lo storico e giornalista Arrigo Petacco relazionò nel 1997 su un documento ritrovato tra le carte segrete di Mussolini , che reca la data del 1° Luglio 1940 , dove la versione ufficiale pare sia confermata . Fin qui la storiografia ufficiale . Ma a noi del CUT piace andare a scavare nelle pieghe della Storia dettagli inusuali collegati alle nostre ricerche , che aggiungono risvolti nuovi e misteriosi al mosaico della Storia stessa . Anche Italo Balbo non è esente da questi risvolti , non presenti nei libri di Storia ufficiali , visto che sia lui che Filippo Eredia , suo braccio destro , erano di casa a Vergiate , dove come sappiamo pare fu ritrovato un VNC ( velivolo non convenzionale ) , UFO ante-litteram così definito durante l’epoca fascista . Dai documenti in possesso degli studiosi si apprende che Balbo avrebbe fatto parte dell’élite del Gabinetto RS/33 , come grande esperto aeronautico , con stretti contatti con Guglielmo Marconi, referente ufficiale dello stesso organismo , come dimostra un articolo pubblicato sul quotidiano “ La Sera “ del 15 Luglio 1933 , che menzionava reciproci telegrammi tra i due . La Storia ufficiale dice che Balbo decollava per le sue mirabolanti imprese aeree da Sesto Calende o appunto da Vergiate . Filippo Eredia era responsabile dell’Ufficio Meteorologico di Stato , forniva a Balbo notizie sulle condizioni atmosferiche ed era di casa negli stabilimenti della Marchetti , industria che sarebbe implicata nell’affaire files fascisti del Gabinetto RS 33 . Alla fine della guerra proprio Eredia stranamente divenne uno dei più accaniti scettici d’ufficio sul fenomeno UFO , in effetti un film già visto in questi studi . Ricordiamo che sempre secondo le fonti in possesso degli studiosi , proprio su un giornale varesino si parlò , dopo il recupero dell’ordigno di Vergiate , dell’esistenza di forme di vita su Marte in contatto con la Terra . Il giornale in questione era la “ Cronaca Prealpina “ del 20 Giugno 1933 . Ancora stranamente gli americani non bombardarono gli stabilimenti Marchetti , durante i loro raid della Seconda Guerra Mondiale , quando invece ne avevano bombardati altri nove nell’area . L’appartenenza di Balbo al Gabinetto RS 33 fascista , aggiunge alla sua biografia un capitolo molto interessante e rivelatore sui misteri di quel periodo storico , con qualche residuo , ma motivato dubbio sulla sua morte .

CAPITOLO 30 / Walter Dornberger

220px-Bundesarchiv_Bild_146-1980-009-33,_Walter_Dornberger.jpgNel libro “ Operazione Paperclip “ di Annie Jacobsen , reporter americana del Los Angeles Times Magazine , pubblicato nel 2013 dall’editore Little Brown and Company di New York , e in
Italia nel 2014 dalle Edizioni Piemme di Milano , giornalista tra l’altro autrice anche del bestseller “ Area 51 “ pubblicato nel 2011 , così la stessa giornalista fa la recensione del tedesco Walter Dornberger :

Generale responsabile in tempo di guerra dello sviluppo delle armi , e ufficiale del personale tecnico nei tunnel di Nordhausen , dove venivano usati lavoratori schiavi . Fu arrestato dai britannici per crimini di guerra , internato in Inghilterra e in seguito rilasciato in custodia agli alleati americani . Con l’Operazione Paper Clip lavorò per l’Aeronautica Militare statunitense e poi alla Bell Aircraft Corporation ( multinazionale , diciamo noi , che ricorda la retroingegneria aliena di Philip J. Corso) . Fino agli anni 50 fu impiegato come consulente dello Stato Maggiore in tema di missili e armi spaziali ; era dotato di un’autorizzazione top secret e si recava spesso al Pentagono “ . Così la Jacobsen . Generale di artiglieria in entrambe le guerre mondiali , fu durante la Seconda Guerra Mondiale uno dei componenti del programma sulle V2 nel centro sperimentale di Peenemunde . Nato a Gielen il 6 Settembre 1895 , si arruolò nel 1914 . Nell’Ottobre del 1918 come tenente di artiglieria fu fatto prigioniero dai marines americani e rimase per due anni in un campo di prigionia francese . Dopo la Prima Guerra Mondiale completò un corso di ingegneria con lode presso l’Istituto Tecnico di Berlino . Nel 1930 si laureò in ingegneria meccanica alla Scuola Tecnica di Charlottenburg , sempre a Berlino . Nel 1935 ebbe un dottorato honoris causa dal Colonnello Karl Emil Becker , che lo nominò preside della nuova facoltà di tecnologia militare . Nell’Aprile del 1930 fu nominato esperto balistico dell’Esercito tedesco , come assistente nello sviluppo di un combustibile liquido per la produzione di razzi , che avrebbero soppiantato i comuni proiettili di artiglieria . Il 21 Dicembre del 1932 testò un motore a razzo a Kummersdorf . Il 1° Ottobre 1934 ebbe il suo ultimo comando militare . Nel Maggio del 1937 Dornberger e il suo gruppo furono trasferiti a Peenemunde , per collaborare alla creazione di nuove avveniristiche armi , tra cui le V1 e le V2 . Il terzo lancio di prova di una V2 , il 3 Ottobre 1942 , ebbe finalmente successo e il 7 Luglio 1943 il dott. Ernst Steinhoff , Werner von Braun e Dornberger si recarono in volo al quartier generale di Adolph Hitler per mostrargli il filmato del lancio di prova . In un discorso fatto a Peenemunde , sempre il 3 Ottobre 1942 , Walter Dornberger pronunciò una frase sibillina : << Questo terzo giorno del mese di Ottobre 1942 , è il primo di una nuova era nel settore dei trasporti , quello dei viaggi nello Spazio ……>> . Nel Dicembre del 1944 diventò un’autorità nel campo dei razzi da contraerea . Su proposta dello stesso Dornberger , Albert Speer sostituì la commissione delle armi a lungo raggio con i progetti dello scienziato . Il 2 Maggio del 1945 Dornberger , von Braun e altri cinque uomini partiti da HausIngeborg , mentre passavano dal piccolo villaggio austriaco di Schattwald , incrociarono soldati americani accampati per la notte . Altre fonti storiche affermano che i sette furono arrestati dalla Terza Armata del generale Patton nei pressi di Praga . Chiusi in un campo di internamento inglese alla fine della guerra , durante la prigionia fu intercettata una conversazione tra Dornberger e il generale Gerhard Bassenge , in cui Dornberger diceva che con von Braun avevano assodato , prima di essere catturati , che il Terzo Reich si avviava alla sconfitta e che avevano cercato un contatto con la General Electric Corporation , attraverso l’ambasciata tedesca in Portogallo , per venire ad un accordo sull’immunità, in cambio dei loro progetti tecnici . Nell’Agosto del 1945 , dopo aver partecipato all’Operazione Backfire , Dornberger fu portato a Londra per essere interrogato dagli inquirenti britannici sui crimini di guerra dalla Investigation Unit , per aver usato prigionieri in lavori forzati , per la produzione di V2 . Successivamente fu trasferito e detenuto per due anni a Bridgent , nel Galles del sud . Insieme ad altri scienziati missilistici tedeschi , Dornberger fu rilasciato e trasferito negli Stati Uniti , sotto l’egida dell’Operazione Paperclip , e lavorò per la United States Air Force per tre anni nello sviluppo dei missili teleguidati . Dal 1950 al 1965 prestò la sua opera per una non meglio identificata Aircraft Corporation , su diversi progetti segreti . Giocò un ruolo importante nella creazione del prototipo X-15 , primo aereo a superare la barriera del suono , e fu consulente chiave del Progetto X-20 Dyna-Soar . Ebbe anche un ruolo nella creazione di idee e progetti che portarono alla realizzazione delle moderne navette Space-Shuttle . Dornberger sviluppò anche la prima guida elettronica per i missili terra-aria per lo Strategic Air Command . Nel corso degli anni cinquanta , ebbe alcune divergenze di opinioni con Werner von Braun , e allora con diversi ingegneri aerospaziali fu trasferito alla base di Huntsville in Alabama per collaborare con l’Usaf a diversi progetti . Il più notevole fu il Krafft Ehricke , antesignano del razzo Centaur . Partecipò inoltre attivamente a diversi altri progetti di difesa . Dopo il pensionamento Dornberger andò in Messico e in seguito dopo tanti anni tornò in Germania , dove morì nel 1980 a Baden-Wurttemberg . Da quello che abbiamo appurato nella nostra ricerca , fu uno degli artefici del programma spaziale americano insieme a Werner von Braun e ad altri scienziati del Terzo Reich , che hanno fatto la storia sconosciuta dell’Astronautica , non riportata fino a qualche tempo fa sui libri di storia ufficiali , ma che alla fine sta riemergendo anche dagli archivi segreti della Seconda Guerra Mondiale .

CAPITOLO 31 / Rudolf Ladenburg

USS_Eldridge_DE-173_(1944)Per concludere questa ottava parte sui misteri della Seconda Guerra Mondiale , voglio parlare di un altro scienziato tedesco , di cui si hanno poche informazioni , ma quel poco è abbastanza interessante , come vedremo in seguito . Questo enigmatico personaggio è Rudolf Ladenburg , nato a Kiel il 6 Giugno del 1882 e passato a miglior vita a Princeton in New Jersey , negli Stati Uniti , il 6 Aprile del 1952 . Fu un fisico atomico emigrato dalla Germania nel 1932 in America . Era figlio di un professore di chimica oltre che farmacista ebreo , di nome Albert Ladenburg , che diede la sua opera presso l’Università di Kiel e poi presso l’Università di Breslavia . Dal 1900 al 1906 Rudolf Ladenburg studiò all’Università Ruprecht Karls di Heidelberg e successivamente all’Università Luddwig – Maximilian di Monaco . Conseguì il dottorato nel 1906 a Heidelberg sotto la direzione di Wilhelm Rontgen , scienziato che diede il nome all’unità di misura delle radiazioni nucleari . Dopo aver lavorato dal 1921 al 1924 all’Istituto di Fisica presso l’Università di Breslavia , Ladenburg divenne capo della divisione di fisica presso l’Istituto Kaiser Wilhelm . La sua principale ricerca esplorò le linee di dispersione negli spettri atomici , e uno dei suoi più grandi contributi alla fisica sperimentale , fu un approccio ragionato alla teoria della dispersione atomica , secondo il parere autorevole dello scienziato Hans Koppermann di Gottingen . Studiò inoltre anche le variazioni dell’idrogeno in stati eccitati . Come detto in precedenza , emigrò negli Stati Uniti nel 1932 , dove divenne professore-ricercatore presso il laboratorio di fisica Palmer , dell’Università di Princeton . Dall’Aprile del 1933 , dopo l’avvento del Nazismo e la salita al potere di Adolph Hitler in Germania , aiutò molti scienziati tedeschi a emigrare negli Stati Uniti d’America . Si ritirò dall’Università di Princeton nel 1950 e morì sempre a Princeton nel 1952 . Dopo aver accennato alla biografia di Rudolf Ladenburg , posso dire che alcuni anni fa ho letto il libro “ Esperimento Filadelfia “ , tra l’altro acquistato a un mercatino dell’usato di Taranto , scritto a due mani da William L. Moore , autore anche del libro “ The Roswell Incident “ , e Charles Berlitz , famoso autore di tanti libri sui misteri del nostro pianeta , fra cui quelli sul Triangolo delle Bermuda . Nel libro “ Esperimento Filadelfia “ , pubblicato nel 1979 dalla casa editrice Sonzogno di Milano , in un capitolo lo stesso Moore parlò di un’intervista a un certo dott. Rinehart , pseudonimo di un testimone che non voleva essere identificato per paura di indesiderate ritorsioni . In questa “ interessante “ intervista concessa a William Moore , Rinehart affermò testualmente che la proposta per il famoso “ esperimento “ partì non solo da Albert Einstein , con la sua teoria sul campo unificato e dal geniale Nikola Tesla , ma anche da Rudolf Ladenburg , anche perché con Einstein si conoscevano già dal 1908 , quando si trovava in Svizzera . Secondo Rinehart , che lo aveva conosciuto di persona , Ladenburg era un personaggio reticente , preciso , con delle manie aristocratiche , da vecchio prussiano ; i colleghi però lo rispettavano profondamente perché lo ritenevano un lavoratore e un pensatore solitario . Era un esperto nel settore delle mine , dei siluri e delle contromisure nei confronti di questo tipo di armi . Rinehart ricordò in particolare una conferenza o un colloquio al quale parteciparono numerose persone , dove ad un certo punto si passò a discutere del possibile sviluppo di una nuova arma tedesca . Il dott. W.W. Albrecht , pseudonimo anch’esso , era irritato perché alcuni personaggi e ufficiali di grado elevato stavano portando avanti delle idee non troppo intelligenti . Albrecht intervenne nella discussione citando Ladenburg come l’unica persona presente che aveva avuto esperienze nell’organizzazione militare tedesca , e disse che lo stesso era stato comandante di un sottomarino o qualcosa del genere durante la Grande Guerra . Rinehart ebbe però il sospetto che lo disse più per far colpo che per affermare una cosa vera . Non era sicuro che Ladenburg fosse un ufficiale sommergibilista o meno , ma comunque non gli importò molto , perché l’espediente ebbe successo . Raccontò che Ladenburg si alzò in piedi e affermò che i tedeschi avrebbero potuto creare con quello che avevano ( tecnologia non di questo mondo ? ) armi di nuova concezione . Il discorso impressionò alquanto gli ufficiali di grado elevato , che lasciarono perdere e tornarono ai temi della conferenza . Nell’estate e nell’autunno del 1939 Ladenburg lavorò a esperimenti di fissione nei laboratori di fisica a Princeton , dove pare che ne avesse discusso con lo stesso Einstein . Rinehart ricordò anche che risaliva più o meno al 1940 la proposta di progetti che precedettero l’esperimento con la nave , e che si pensava fossero il risultato delle lunghe discussioni tra Ladenburg e Einstein sull’impiego di campi elettromagnetici per neutralizzare mine e siluri . Fu lo stesso Einstein a scrivere la proposta , anche perché insieme a Ladenburg erano stati tra i primi a proporre progetti di ricerca , ma quando ne dovevano discutere con gli alti gradi , preferivano stare nelle “ ultime file “ . Il dott. John von Neumann , uno dei pionieri del calcolo elettronico e famoso matematico , capace di influenzare e di mettere in azione i potenti , forse uno degli artefici del Project Rainbow , nome in codice del Philadelphia Experiment , convinse gli apparati militari a effettuare l’esperimento , come detto , progettato anche da Ladenburg . Questi gli chiesero impressionati , vista l’alta tecnologia e l’energia necessarie alla cosa , se l’esperimento si riferiva alla Seconda Guerra Mondiale o a una ipotetica guerra futura. Questa misteriosa testimonianza pervenuta dall’enigmatico dott. Rinehart sull’altrettanto enigmatico dott. Rudolf Ladenburg , confermerebbe la sconvolgente storia dell’Esperimento Filadelfia , in attesa in generale di prove più probanti sui segreti della Seconda Guerra Mondiale , anche se con il passare degli anni le testimonianze si fanno sempre più difficili , visto che sono passati 74 anni dalla faccenda . La nostra ricerca continua nella prossima 9a parte ( 32° capitolo ) …..

( Sono disponibili sul nostro blog Internet le precedenti 7 parti con i 27 capitoli ) .

FONTI BIBLIOGRAFICHE

Corriere del Giorno , Taranto , domenica 26 Agosto 2001 .

Wikipedia , Italo Balbo .

Taccuino da altri mondi wordpress.com

Digilander.libero.it

Wikipedia , Walter Dornberger .

Libro , Annie Jacobsen , Operazione Paperclip , 2014 Edizioni Piemme SpA Milano

2013 Little, Brown and Company New York , USA .

Wikipedia , Rudolf Ladenburg .

W.W.W. energia alternativa . org

Libro , W.L. Moore , C. Berlitz , Esperimento Filadelfia , 1979 Editore Sonzogno

Milano .

ASI, Barbara Negri: “L’uomo esperimento ET? Ipotesi Plausibile”

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testatatv2000.gifIl 23 Marzo 2017, su TV2000, è andata in onda la trasmissione “C’è Spazio”, dal titolo “Primo Contatto”, condotto da Letizia Davoli.

TV2000 è di proprietà della CEI, Comunità Episcopale Italiana. Non deve stupirvi il fatto che si parli di contatti con ET in una trasmissione “della chiesa” visto che la Specola Vaticana, ad esempio, possiede ben due radiotelescopi (ufficialmente), in Italia a CastelGandolfo e in USA, Arizona, Tucson (perchè di certo non fanno birdwatching). No, deve stupirvi il fatto che durante la trasmissione, la responsabile “Unità e Esplorazione e Osservazione dell’Universo” dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), Barbara Negri, ha affermato che: « Noi potremmo essere un esperimento di ‘vita-forming’ di qualcun altro. Questa è una delle ipotesi. Se noi vediamo lo sviluppo dell’uomo, con la sua capacità anche intellettuale, cerebrale, è avvenuto in uno spazio molto piccolo, quindi quasi come se ci fosse stata una, diciamo, ‘programmazione’ a questa evoluzione, che sta veramente procedendo in maniera veloce. Quindi, una delle teorie, forse veramente legate più alla fantascienza che alla scienza, è che noi potremmo essere stati un esperimento di civiltà superiori, che hanno impiantato sulla Terra -proprio perché c’erano delle condizioni ambientali particolari-“l’esperimento uomo”, e quindi prima o poi potremmo essere anche visitati per vedere a che punto è la nostra evoluzione. È una teoria anche questa. »

Noi del CUT così come molti altri ricercatori e liberi pensatori in tutto il mondo ormai lo diciamo da tanto tempo, spesso additati e ghettizzati. Siamo contenti di accogliere nel ghetto anche scienziati e direttori di agenzie spaziali. Questa, voglio ricordare, è solo l’ultima di una lunga serie di personaggi di rilievo nel mondo scientifico che ha dato voce alle proprie idee, e voglio azzardare, dare voce ai fatti.

Vi lasciamo alla replica youtube qui: TV 2000 – C’è Spazio

 

Cina: Modifiche Genetiche Sull’ Uomo

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2fafd61a8c6f5b2eae6e963917757d9ePer la prima volta in un essere umano sono state trasferite cellule modificate geneticamente con la tecnica del ‘taglia-incolla’ del Dna, la Crispr-Cas9. È accaduto in ottobre nell’università cinese Sichuan, a Chengdu, in una sperimentazione per trattare una forma aggressiva di tumore del polmone.  Le cellule immunitarie dell’uomo sono state prelevate e modificate disattivando una proteina che funziona come un freno; in questo modo sono diventate più aggressive contro le cellule del tumore e poi trasferite nello stesso individuo.
Reso noto dalla rivista Nature sul suo sito, l’intervento è stato condotto con l’autorizzazione del comitato etico, arrivata in luglio, ed era inizialmente previsto in agosto. Il gruppo dell’oncologo Lu You è riuscito però a realizzarlo solo il 28 ottobre perchè far moltiplicare in laboratorio le cellule modificate è stato difficile e ha richiesto più tempo del previsto. Per rispettare la privacy del paziente gli oncologi non hanno dato notizie sulle sue condizioni, ad eccezione del fatto che ha ricevuto due infusioni di cellule.
Ora gli stessi ricercatori intendono trattare dieci persone, ognuna delle quali dovrebbe ricevere da due a quattro infusioni. Obiettivo di questa prima fase della sperimentazione è verificare la sicurezza della terapia, ossia che non causi effetti avversi. Entusiaste le reazioni del mondo scientifico, riportate da Nature. Oggi la Crispr è considerata una tecnologia dal potenziale incredibile, ma ai suoi inizi aveva alimentato un acceso dibattito etico, soprattutto dopo che, nel 2015, era stata applicata in Cina per manipolare embrioni umani.

C’è chi lo chiama già “Sputnik 2.0”, riferendosi al lancio del primo satellite al mondo da parte dell’Unione Sovietica. Quasi 60 anni più tardi il terreno del nuovo duello è la genetica e la Cina si è aggiudicata la vittoria, con la prima sperimentazione sull’uomo della tecnica che riscrive il Dna, la Crispr-Cas9. Mentre gli Usa attendono l’ok alla sperimentazione per l’inizio del 2017, nel marzo dello stesso anno un altro gruppo cinese prepara tre sperimentazioni per trattate i tumori di vescica, prostata e reni.
“Penso che si stia scatenando uno ‘Sputnik 2.0’, ha scritto la rivista Nature sul suo sito citando Carl June, esperto di immunoterapia dell’università della Pennsylvania. Le prime grandi attese dal taglia-incolla del Dna le aveva generate l’intervento che nel 2015 a Londra aveva utilizzato una tecnica simile alla Crispr, chiamata Talen, per combattere una rara forma di leucemia in una bambina. Ora è sempre più diffusa la convinzione che la Crispr, più semplice ed efficiente di altre tecniche, possa aprire la strada a terapie più efficaci.

Fonte || Link

 

Nota CUT: Sputnik 2.0; sintomatico il nickname affidato a questa operazione: è questa la nuova frontiera dei viaggi spaziali? Il futuro vede delle modifiche genetiche nell’uomo per sopportare condizioni di vita su pianeti con condizioni diverse dalla Terra? Sarà più facile terraformare un pianeta o modificare geneticamente l’uomo?

Franco Pavone su Mistero di Dicembre 2016

Anche questo mese un articolo del Centro Ufologico Taranto è stato pubblicato sulla rivista Mistero Magazine del programma omonimo Mistero Adventure del network Italia Uno . L’articolo in questione è ” Murge , bellezza e mistero ” , scritto dal componente CUT  Franco Pavone , ed è attualmente in edicola . Si tratta del n. 44 di Dicembre 2016 . Ringraziamo ancora una volta la redazione di Mistero .

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Federicus 2016: Superstizione – Tra Razionale e Irrazionale

Seconda relazione che il CUT ha presentato alla scorsa edizione di Federicus 2016, questa a cura di Franco Pavone, già molto apprezzato anche a livello editoriale dalla redazione di Mistero per il suo stile storico e giornalistico, che potete apprezzare di seguito. Vi ricordiamo che il CUT è stato invitato per la prossima conferenza del 2017, e cogliamo ancora l’occasione per ringraziare il comitato organizzativo nella sua interezza.

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immagine-e1446478010417In un’epoca come la nostra dove il cosiddetto razionalismo viene elevato alla massima potenza , parlare di superstizione può sembrare anacronistico. Ma vista l’opportunità che ci viene offerta dalla grande festa medievale Federicus 2016 della storica città di Altamura , giunta alla 5a edizione e conosciuta ormai a livello europeo, ci sembra doveroso visti i tempi affrontare un argomento così controverso , anche dal punto di vista del nostro centro culturale . Ma cos’è razionale e cos’è irrazionale ? Cercherò possibilmente di trovare un barlume di luce in un intrico di posizioni contrastanti . Farlo poi in una città già famosa oltre che per Federicus , anche per scoperte scientifiche come l’Homo Arcaicus e le orme dei dinosauri , è ancora più interessante . Ma cos’è la superstizione ? Secondo le fonti ufficiali è una credenza di natura irrazionale che può influire sul pensiero e sulla condotta di vita delle persone che la fanno propria . Generalmente si concretizza nel convincimento che gli eventi futuri possano essere influenzati da particolari comportamenti senza che si possa dimostrare o anche solo ragionevolmente desumere una relazione causale . Anticamente veniva usato come contraltare l’aggettivo apotropaico , cioè un monile , un rito o un gesto di una persona atti ad allontanare gli influssi maligni , oggi più comunemente definito aggettivo scaramantico . Lo stesso Albert Einstein partendo dalla religione ebraica affermò che i termini religione e superstizione hanno portato in alcuni casi , anche a problematiche di tipo traduttivo , come il De Rerum Natura di Lucrezio , dove si affermava che la traduzione del termine religione era da interpretare come superstizione , fonte sempre secondo Lucrezio di credenze pseudoscientifiche non più compatibili con le conoscenze scientifiche . Tra l’altro pare che Einstein definì la fede “ superstizione puerile “. Del resto in un’epoca costruita sulle fondamenta di un post illuminismo scientifico , la forma secondo me forse più forte di antimodernismo è quello della sopravvivenza del “ mistero “ , inclusa forse anche la superstizione , come realtà intersecata nella vita di tutti giorni , una sorta di ombra sempre presente , e la scienza non è riuscita a cancellare completamente , e lo credo bene , questa traccia ancestrale che si perde nelle radici della storia dell’umanità . Lo stesso Federico II di Svevia , uomo di ingegno eccezionale , universalmente considerato superiore ad ogni altro personaggio dell’epoca e che fu letterato , statista , condottiero , legislatore , è oggi ricordato soprattutto per la mentalità libera ,eclettica e anticipatrice . Egli dovette far fronte nei suoi tempi a un profondo cambiamento diviso tra integralismo cattolico e laicità , superstizione e scienza nascente , dogmatismo , eresie e libero pensiero . L’interpretazione moderna del suo comportamento in quei frangenti fu un esempio di libertà interpretativa e tolleranza ideologica . Egli fu al tempo stesso un uomo medievale e moderno , ed era già pervenuto al concetto di universalità del sapere umano , aldilà della differenza tra un cristiano , un musulmano o un ebreo , o dalla differenza tra scienza e superstizione , senza discriminazione di razza e di fede , e soprattutto teso ad ascoltare ogni teoria d’avanguardia anche se esoterica o relegata nel campo della superstizione più estrema . Non aveva come diciamo noi ufologi , il disprezzo prima dell’indagine . Come sappiamo si circondò di illustri matematici come Leonardo Fibonacci e studiosi della vecchia astrologia come il consigliere di corte Michele Scoto , astrologia considerata all’epoca vera scienza del Cosmo oltre che antesignana della nascente astronomia e che aldilà di quello che si afferma , non è altro che l’influenza dei corpi celesti sulle attività umane e del nostro pianeta . Abbiamo l’esempio della Luna che provoca le maree sul nostro mondo . Alla corte di Federico II si alternarono anche musici , medici , legislatori e filosofi , e anche se gli storici sostengono che fosse ancora legato ai rituali magici dell’Oriente , ospitò come abbiamo già detto alla sua corte sapienti di tutte le estrazioni , senza distinzione di razza , religione o approccio culturale . Per fare poi un esempio legato all’epoca medievale di Federicus , la superstizione ovviamente era più ampia e diffusa di adesso e non c’è da meravigliarsi se , per fare un esempio , al diamante erano attribuite caratteristiche che agli occhi dell’uomo moderno possono apparire risibili , come il fatto che se viene bagnato col sangue di un caprone appena soppresso , va in mille pezzi . Precedentemente ho citato l’astrologia come scienza antica , anche se nell’era attuale viene definita come una sorta di superstizione e predizione di eventi futuri o arte divinatoria , ma come ho detto prima anticamente era lo studio delle posizioni e dei movimenti dei corpi celesti rispetto al nostro pianeta , che secondo gli studiosi influirebbero sugli eventi umani collettivi e individuali , studi che rientravano nell’ambito della nascente astronomia . Oggigiorno viene considerata una pseudoscienza . Ma comunque tutte le più importanti civiltà antiche hanno dedicato grande attenzione all’osservazione dei fenomeni celesti e sviluppato una propria astrologia . Possiamo citare le varie astrologie come quella babilonese , quella vedica o indiana , quella cinese , l’astrologia dei Maya nell’America Centrale o le straordinarie conoscenze celesti dei Dogon africani . Anche presso i popoli primitivi è esistita una certa forma di astrologia , mediante l’osservazione visiva del cielo . Gli studi astrologici forse si legano più umilmente a una possibile concezione della realtà , e anche superstizione è alcune volte , lo si voglia o no , verità . Ultimamente poi sono tornati in libreria dei testi classici a favore e contro il sapere basato sul movimento delle stelle , dai segreti di Albumasar alle invettive di Gerolamo Savonarola , che rielabora le “ Dissertazioni contro l’astrologia divinatrice di Pico della Mirandola “, filosofo rinascimentale . Albumasar vissuto a Bagdad nell’VIII° secolo , fu una figura di spicco dell’astrologia araba . Ispiratosi a Tolomeo sosteneva che la stessa è una scienza dipendente dalla astronomia , di supporto alla medicina e dai caratteri tecnici ben precisi . Chiamava i suoi colleghi “ sapienti minori “ e dimostrava con la lettura simbolica di precise mappe astronomiche , grafici , figure geometriche e calcoli matematici , che l’avvento dell’astrologia era un salto di qualità in senso razionale , rispetto alla divinazione degli “ aruspici “, quei sacerdoti etruschi e romani che anticipavano il futuro con l’analisi delle viscere degli animali , e delle “sibille “ come quella cumana , che vaticinavano in base a segni , sacrifici e oracoli . La scienza contemporanea chiaramente confuterà le basi su cui si erge l’astrologia , cioè gli influssi dei corpi celesti , ma i seri studiosi del problema , aldilà dei ciarlatani , sostengono che l’astrologia ha leggi precise e la coerenza di un sistema scientifico , anche se applicato allo Zodiaco , che oggi potremmo chiamare realtà virtuale . Le contestazioni del passato si fondano più su argomenti teologici che sull’inattendibilità scientifica . Secondo il Savonarola poi , i falsi profeti dei Vangeli , agli occhi di uno scienziato moderno , non avrebbero più fondamento dei calcoli astrologici . Tommaso d’Aquino affermò che la volontà umana è superiore all’influsso dei corpi celesti , ma finì con l’ammettere che tali influssi esistono . Il grande psicoanalista Carl Gustav Jung , pensava che le brevi righe di un oroscopo possano far scattare nell’inconscio di chi legge , i meccanismi della sincronicità , della coincidenza o se vogliamo chiamarla superstizione scientifica che illumina un momento della vita . Eugenio Garin , forse il maggior studioso del Rinascimento , sosteneva che l’astrologia non è sopravvissuta solo a Copernico e a Keplero ( che tra l’altro ci credeva ) , ma anche a Galileo , a Newton , perfino ad Einstein . E’ sopravvissuta perchè prima ancora di essere una superstiziosa fede nelle stelle e una tecnica sbagliata e assurda , si lega come abbiamo già detto , a una possibile concezione della realtà . Il matematico e filosofo Gottfried von Leibniz nato a Lipsia il 1° Luglio 1646 e passato a miglior vita il 14 Novembre 1716 , del resto affermava che “ non vi è cosa che accada in un luogo qualsiasi del mondo che non influenzi in qualche maniera tutte le cose esistenti “. La sua concezione era contrapposta alla tesi di Newton di un Universo costituito da un moto casuale di particelle che interagiscono secondo la sola legge di gravità . Tale legge infatti , secondo Leibniz , era insufficiente a spiegare l’ordine , la presenza di strutture organizzate e la vita nell’Universo . Egli sosteneva anche che “ viviamo nel migliore dei mondi possibili “, ma rispetto a quali altri mondi possibili ? Non possiamo poi non citare Michel de Nostredame , meglio noto come Nostradamus , nato a Saint Remy de Provence , considerato assieme a San Malachìa uno tra i più famosi e importanti scrittori di profezie della Storia . Astrologo , scrittore , farmacista e speziale francese di origini italiane , a differenza di quanto si afferma , era un vero e proprio scienziato dell’epoca . I sostenitori dell’attendibilità di queste profezie , attribuiscono a Nostradamus la capacità di aver predetto un incredibile numero di eventi nella storia del mondo , tra cui la rivoluzione francese , la bomba atomica , l’ascesa al potere di Adolph Hitler e gli attentati dell’11 Settembre 2001 . Le sue famose quartine furono scritte utilizzando giochi di parole e vari linguaggi insieme , come il provenzale , il greco , il latino , l’italiano , l’ebraico e l’arabo , questo per il timore di rendersi vulnerabile ai fanatismi religiosi . Forse Federico II di Svevia serebbe stato contento per questa multietnicità linguistica . Dopo la pubblicazione del libro intitolato “ Les Propheties “ , alcuni pensarono che Nostradamus fosse un servo del diavolo , un impostore o un pazzo , mentre gran parte dell’èlite credeva che le sue quartine fossero profezie ispirate spiritualmente , come la regina Caterina dè Medici , consorte di Enrico II di Francia , sua grande ammiratrice , che prima della sua morte lo nominò consigliere e medico del re Enrico III Valois . Taluni ritengono che Nostradamus avesse il timore di essere perseguitato per eresia dall’Inquisizione , probabilmente perchè qualcuno considerava le sue profezie delle superstizioni . Recenti ricerche suggerirebbero che gran parte del suo lavoro profetico non è altro che la parafrasi di elementi escatologici principalmente derivati dalla Bibbia , integrati da eventi storici e da antologie riportanti presagi , il tutto mescolato dall’oroscopo comparativo , cioè la comparazione della configurazione futura dei pianeti con quella che era presente durante eventi del passato . Egli rigettò sempre l’etichetta di profeta , nonostante il titolo del suo libro parlava proprio di profezie , ma pare comunque che le sue predizioni si estenderebbero fino all’anno 3797 . Oggi fra le tante teorie scientifiche sulle profezie , molti scienziati ipotizzano per esempio che i sogni , una volta considerati predizioni di eventi futuri o reminescenze di fatti già accaduti , che possono capitare a ognuno di noi , vengono considerati viaggi onirici in altre dimensioni parallele dell’Universo . Secondo Jung sarebbero un portale per l’inconscio . Il sottoscritto può affermare di aver “ sognato “ alcune volte la città di Taranto semisommersa dalle acque in tutte le sue vie , come se tra l’altro i problemi che abbiamo nella nostra città non fossero sufficienti . E’ una Taranto di una dimensione parallela alla nostra o è solo un effimero sogno ? Non lo sappiamo ancora . Prima ho citato la sincronicità degli eventi ; una forma di superstizione o una teoria con base scientifica ? La sincronicità è un concetto introdotto dallo psicoanalista Carl Gustav Jung nel 1950 , definito come un principio di nessi acausali , che consiste in un legame tra due eventi che avvengono in contemporanea connessi tra loro in maniera non causale , cioè non in modo tale che l’uno influisca materialmente sull’altro ; essi apparterrebbero entrambi a un medesimo contesto o contenuto significativo , come due orologi che siano stati sincronizzati su una stessa ora . Anche il Leibniz che ho prima citato , parlava di una armonia prestabilita , grazie alla quale le diverse componenti di cui è composto l’Universo , che non comunicano tra loro “ non avendo porte o finestre “ , e neppure possono agire causalmente l’una sull’altra , appunto sono però tutte sincronizzate come tanti orologi che segnino la stessa ora , così che il loro agire sembra essere solo apparentemente di tipo causale . Per Jung , il fenomeno della sincronicità spiega le pratiche rituali o divinatorie ancestrali come prima l’astrologia e il metodo di consultazione de I Ching , che si basano su questa ipotesi di una corrispondenza tra interno ed esterno , tra psiche e materia . Un esempio di sincronicità che tutti possono sperimentare è di ricevere una telefonata da una persona a cui stavamo pensando . Jung cercò anche di dimostrare nel suo libro “ Un mito moderno “ ( 1958 ) , che il fenomeno degli UFO sarebbe un prodotto dell’inconscio di fronte ad uno sradicamento spirituale dell’individuo , se non una vera e propria superstizione ancestrale “ dell’altro “, tesi che poi ritrattò , affermando che si trattava di un fenomeno reale . Egli vedeva negli UFO una sincronicità mondiale “ non vi sarebbe alcun nesso di causalità tra il fatto di vedere i “ dischi volanti “ , supposti reali , e il fatto che l’incoscienza collettiva di queste immagini di mondi alieni siano per avvisare gli individui “. La scienza moderna , forse sbagliando , dall’illuminismo in poi ha smesso di dare valore alle coincidenze , che in passato nelle epoche oscure medievali ebbero un’importanza enorme , alimentando ignoranza e superstizione , secondo la scienza cosiddetta ortodossa . L’umanità è stata vittima di due grandi dilemmi : l’idea che tutto fosse sincronico ( epoca medievale ) e l’idea che tutto fosse causale ( epoca illuministica ) . Chi ha ragione ? Nel 1978 fu pubblicato nella serie Urania della Mondadori , un romanzo basato su fatti reali intitolato “ La pietra sincronica “ , scritto dall’astro nascente della fantascienza americana Jonathan Fast , dove la sincronicità di Jung era associata alle idee scientifiche del premio Nobel Wolfgang Pauli , alla pietra filosofale degli alchimisti e alle filosofie orientali . Tornando alla superstizione vera e propria , Wolfgang Goethe sosteneva “ che essa fa parte della natura umana , quando si pensa di averla scacciata completamente , si rifugia negli angoli e nei cantoni più impensati , dai quali sbuca fuori ad un tratto “. Secondo lui “ la magia è credere in se stessi , se riusciamo a farlo allora possiamo far accadere qualsiasi cosa . Una vaga ombra può essere uguale a una rozza verità . Su razionale e irrazionale siamo tutti così limitati che crediamo sempre di avere ragione . Il vero oscurantismo non consiste nell’impedire la diffusione di ciò che è vero , chiaro ed utile , ma nel mettere in circolazione ciò che è falso . Un libro del 2014 intitolato “ Dizionario della superstizione “, un compendio sul significato e sull’origine delle credenze popolari di tutta Europa , è molto ricco di curiosità . Scritto dal letterato e studioso tedesco Helmut Hiller , il libro raccoglie una lunga serie di credenze a cui la gente per secoli si è aggrappata in maniera spesso e volentieri irrazionale , tramandandole di generazione in generazione e alcune volte provocando gravi danni , come guerre e persecuzioni . Ne cito alcune a mò di esempio .

  1. Piantando nella porta e nello stipite della stalla alcune zeppe di legno d’acero si impediva l’accesso alle streghe .

  2. L’acqua piovana bevuta appena caduta o direttamente dal cielo , possedeva grandi virtù terapeutiche e magiche , ancora più intense se la pioggia era caduta durante festività religiose o in giorni consacrati , come ad esempio la domenica della SS. Trinità . Ancora , se pioveva su una tomba aperta , si credeva che il defunto in questione sarebbe andato dritto in Paradiso .

  3. Sui soldi riscossi , specialmente se erano i primi della giornata o della settimana , si doveva sputare perchè si moltiplicassero . Contandoli troppo invece , diminuivano , e a chi lo faceva tutti i giorni si pronosticava una calvizie precoce . Ogni riferimento è puramente casuale .

  4. Se all’inizio di una nuova situazione si incontrava un gatto , era un segno di disgrazie e cambiamento di tempo . Nel Medioevo i gatti erano considerati gli animali delle streghe , dunque da uccidere per tenere lontano la sfortuna .

  5. Il fagiolo nell’antichità simboleggiava l’immortalità per la sua proprietà di conservare a lungo la forza vitale e di riacquistare freschezza se immerso in acqua . Le fanciulle greche e le matrone romane indossavano collane o bracciali con ciondoli a forma di fagiolo . Si riteneva che questo piccolo oggetto fosse sufficiente per ottenere ricchezze e amore .

Annotate queste cinque credenze , adesso posso citare delle riflessioni di alcuni studiosi sulle superstizioni . Alcuni affermano che la sottile vena della superstizione e l’influenza della sua più nobile sorella , la magia , percorrono tutta la storia dell’umanità sino dai suoi primordi . Guidato dalla semplice ignoranza o dal timore , dalla proterva volontà di dominare forze superiori alla volontà umana o dalla quasi scientifica convinzione che anche l’insondabile sia dominato da leggi perfette , sin dalla notte dei tempi l’uomo è stato condotto ad esplorare le forze della natura nel tentativo di comprenderne gli arcani meccanismi . “ Noi siamo proprietà altrui “ , soleva dire l’apostolo dell’inesplicabile Charles Fort . Anche in questo il Medioevo è nel contempo erede di tradizioni che il mondo antico gli aveva trasmesso , ed anche instancabile produttore di miti e superstizioni , che a malapena si diceva , potevano essere inquadrati nella prospettiva cristiana propria di quell’epoca . Anche , e forse soprattutto in questo campo , si manifestano le numerose contraddizioni che rendono il Medioevo un’età davvero affascinante e che soprattutto dominano ancora l’immagine comune di questa epoca , secondo molti da un canto caratterizzata da una fede oltranzista e retrograda e dall’altro preda della più pagana superstizione . Eppure questi stessi elementi non erano per nulla sconosciuti alla civilissima e splendida Roma, che fidava nelle complesse previsioni di “ aruspici “ e “ àuguri “. Il Medioevo comunque condannava veementemente la superstizione e la pratica di riti occulti , ma non riusciva in alcun modo ad estirparli , anche perchè era proprio l’immaginario medievale a nutrirsene . A rendere ancora più complessa la trama della magia e superstizione medievali interviene anche il fenomeno della stregoneria , al quale in questa sede accenneremo soltanto con l’intenzione di dedicarvi un intervento più disteso in futuro . E’ infatti necessario sottolineare come erratamente molti ancora identificano il Medioevo con l’epoca della caccia alle streghe . Si tratta di un errore grossolano , dato che i roghi di maghe e fattucchiere hanno innanzitutto illuminato non l’ignorante , come si dice sbagliando , e superstizioso Medioevo , ma la luminosa e razionale Età Moderna . Anche il rogo dell’eretico , vedi Giordano Bruno , e quindi della strega , non è una creazione medievale , tuttavia questo fenomeno pur presente in quell’epoca , soprattutto dal XIII secolo in poi , non avrebbe mai assunto la sistematicità e le dimensioni che lo avrebbero caratterizzato nei secoli seguenti , come nel Rinascimento delle regioni germaniche protestanti . Lo studioso Paolo Marrone sostiene che credere nella razionalità e nel fatto che il mondo funzioni solo in base a regole inviolabili limita fortemente quello che possiamo ottenere . La nostra mente funziona principalmente per associazioni . Filtriamo tutto ciò che raggiunge i nostri sensi in modo da portare alla nostra consapevolezza solamente quello che in qualche modo può essere ricondotto a qualcosa di già conosciuto e scartiamo tutto il resto . Usare la razionalità ci porta a considerare solo una minima parte dell’esistente , al fine di farci sentire al sicuro in mezzo a ciò che possiamo in qualche modo riconoscere e catalogare . Ma non ci rendiamo conto che in questo modo ci condanniamo a rivivere infinite volte il nostro passato . Niente di nuovo può succedere se non usciamo dai rigidi schemi imposti dalla razionalità . Pensiamo di essere coscienti di tutto quello che esiste intorno a noi . Niente di più falso . Viviamo immersi in un enorme oceano di energia e i nostri sensi vengono attraversati in ogni momento da miliardi di informazioni diverse nell’etere , una sorta di banca della memoria cosmica . Ciò che arriva alla nostra coscienza rappresenta solo una parte infinitesimale di quella che è la vera realtà . Quindi la razionalità sarebbe solo bassa superstizione e affidarsi solamente ad essa per comprendere il mondo è pura follia . Una follia che ci tiene sempre più prigionieri della prigione che da soli ci siamo costruiti , ignari delle infinite possibilità offerte dalle energie dell’Universo . Certo che ostinarsi a ritenere che esiste solo materia , e che quindi non ci sia un progetto , una evoluzione che corrispondano ad una o più intelligenze , è proprio una sorta di superstizione al contrario . Rudolph Steiner la chiamava “ superstizione negativa “. Potremmo dire che è anche una vera e propria barbarie del nostro tempo . L’esistenza della sola materia è una sorta di dogma autoimposto , che chiude gli occhi alle infinite possibilità dell’Universo , appiattendole solamente a quelli che i nostri poveri strumenti sensoriali sono fino ad oggi riusciti ad afferrare della realtà . Per fortuna la Coscienza Universale non è superstiziosa . Faccio ora degli esempi di superstizioni legate a credenze di esseri, tracce e luoghi misteriosi , collegate anche in qualche modo alle ricerche del nostro Centro Ufologico di Taranto . I contadini francesi per esempio ritenevano che 1200 anni fa esisteva una città tra le nuvole chiamata Magonia , dove vivevano delle streghe in grado di inviare tempeste e rovinare i raccolti . 40 anni fa tra l’altro fu pubblicato un libro intitolato “ Passaporto per Magonia “ ( Passport of Magonia ) , scritto dall’ufologo informatico franco-americano Jacques Vallèe , in cui si ipotizzava l’esistenza di una dimensione parallela o Terra parallela da cui provenivano quelli che oggi vengono definiti oggetti volanti non identificati e gli eventuali esseri che li governano , luogo chiamato appunto Magonia . Tornando alla Magonia francese , tra la popolazione c’era la paura delle Silfidi e infatti un giorno gli abitanti di Lione avrebbero catturato tre uomini e una donna a bordo di un dirigibile , che credevano provenienti da Magonia . Essi furono accusati di essere dei maghi nemici inviati da Carlo Magno a radere al suolo i campi . Il vescovo di Lione parlò di questa superstizione nel suo libro “ Contro le opinioni volgari sciocche su grandine e tuoni “ Altro argomento legato alle superstizioni e di concerto ai nostri studi ufologici , riguarda quello sui cosiddetti “ cerchi nel grano “. Anticamente quando sono apparsi i primi agroglifi , ce ne fu uno attribuito a superstizioni sul diavolo . Infatti fu chiamato “ diavolo mietitore “ un manifesto inglese del 1678 , il cui pamphlet originale si trova nella biblioteca del British Museum di Londra . Racconta di un ricco proprietario terriero che osò respingere la richiesta di aumento di ricompensa del bracciante che gli doveva mietere il campo . L’uomo imprecò per tutta risposta : “ Che lo mieta il diavolo , allora “. Accadde così che proprio quella notte il campo di avena iniziò a splendere come se fosse in fiamme , ma il mattino dopo si presentò mietuto alla perfezione , non si sa se mietuto dal diavolo o da un altro demone , di certo non da un essere umano . Tale manifesto viene considerato da molti ufologi la prima testimonianza del fenomeno dei cerchi nel grano , con il diavolo che rappresenterebbe la forma di energia o l’entità ultraterrena che crea queste figure geometriche frattali . Già nel Medioevo , come dimostrano i documenti dell’epoca , comparivano nei campi di grano strani e misteriosi disegni a cui nessuno sapeva , come oggi, attribuire origine e significato . Ne ricordo uno somigliante in modo sconcertante alla planimetria ottagonale di Castel del Monte . Nel pamphlet esposto al British Museum è presente anche una precisa intenzione di difesa della religione Cristiana di fronte all’avanzare dell’empirismo , che voleva sbarrare all’uomo la strada verso le verità che vanno oltre ciò che è sensibile . L’autore afferma che il sensibile non è poi così privo di segnali che rimandano alle verità eterne della religione . D’altronde gli stessi famosi disegni di Nazca in Perù fatti dai nativi locali potrebbero secondo alcuni , essere segni tracciati in nome di superstizioni nei confronti di divinità celesti o di creature non di questo mondo . Sappiamo inoltre che sono legate alle superstizioni anche le storie di creature mitologiche come elfi , gnomi e folletti . Per esempio molte tribù indiane , che vivevano dentro e intorno la valle del fiume Hudson in America , tramandavano tutte le leggende di piccoli esseri che comparivano durante i temporali e che spesso e volentieri imbrogliavano , derubavano , rapivano e divoravano oggetti ed esseri umani . Come sottolinea il dott. Scott A. Mellor , professore all’Università del Wisconsin-Madison , dove insegna mitologia scandinava , leggende su queste piccole entità conosciute come elfi , gnomi , folletti troll ecc. , sono contenute nelle tradizioni di tutto il mondo , tanto da far credere agli studiosi che si tratta di racconti che discendono tutti da un’unica tradizione . In alcuni casi, queste entità vengono apprezzate perchè si crede vogliano aiutare gli esseri umani ; altre volte se ne parla con terrore per la cattiveria che manifestano . Nei racconti medievali ad esempio , molte di queste enigmatiche creature sono descritte con capacità straordinarie , come quella di attraversare i muri ed entrare nelle case di notte per tormentare gli abitanti , di far sparire le ragazze , rapire bambini , di ipnotizzare e provocare “ missing time “ tempo mancante , il fenomeno che fa credere alle persone di essere state via di casa per poche ore , per scoprire poi di essere stati via per diversi giorni . Vengono descritti con delle fattezze fisiche non molto gradevoli , piccoli e con una testa sproporzionata rispetto al corpo . Queste descrizioni , con la loro somiglianza alle fattezze dei cosiddetti alieni grigi di una certa iconografia ufologica , ha fatto ipotizzare a qualcuno che queste entità non sono altro che esseri alieni impegnati in quelle attività che nell’epoca contemporanea vengono raccontate nei casi di rapimento ( abduction ) . Spesso le leggende dicono che gli gnomi portino un cappello che se smarrito fa perdere loro i poteri magici . In alcuni racconti di incontri ravvicinati , i testimoni hanno raccontato di umanoidi di bassa statura simili a gnomi , con tanto di cappello . Probabilmente , il cappello sarebbe una sorta di dispositivo che permette all’entità di comunicare con l’oggetto sconosciuto da cui è fuoriuscita , o una specie di meccanismo che se perduto toglie la “ magia tecnologica “ all’entità . Anche nel Sud-Italia ci sono ovviamente superstizioni legate a creature mitologiche ; tra l’altro nella nostra città di Taranto si parla dell’ Aùre , il cosiddetto folletto mutaforma , tendenzialmente violento e cattivo , che amerebbe provocare lividi alle persone e nascondere gli oggetti di uso comune in casa , legato generalmente alla famiglia e non al luogo . Anche il famoso scrittore Stephen King fu colpito dal personaggio , tanto da usarlo come soggetto per il suo film “ L’occhio del gatto “ . Nel folclore napoletano si parla del “ munaciello “ , spirito sia di natura benefica che dispettosa , di solito rappresentato come un ragazzino deforme o una persona di bassa statura , bardato con un saio e fibbie argentate sulle scarpe . La leggenda del munaciello ha origini plurisecolari , e gli studiosi di tradizioni popolari accreditano varie ipotesi sulla sua genesi . Una di queste dice che l’origine andrebbe fatta risalire al 1445 , durante il regno di Alfonso V di Aragona , quando dalla relazione tra Caterinella Frezza , figlia di un ricco mercante di panni di Napoli ed il garzone Stefano Mariconda , nacque un bambino piccolo e deforme . La madre per nasconderlo alla vista dei popolani , prese a vestirlo con un abito bianco e nero da monaco , e questo fatto fu all’origine del nomignolo “ munaciello “ attribuitogli dal popolo , che si aggirava per le strade del quartiere Porto e destava disgusto e sospetto , che presto si tradusse in continui insulti e sgarbi nei suoi confronti . Da questo , all’attribuirgli poteri sovrannaturali benevoli o malevoli il passo fu breve . Infine il “ munaciello “ scomparve misteriosamente , e la voce popolare fu che fosse stato portato via dal diavolo . Dopo la sua morte o sparizione , il popolo napoletano continuò a vederlo nei luoghi più disparati dei quartieri bassi , e alla sua sete di vendetta cominciarono ad essere attribuiti tutti gli eventi sfavorevoli della vita quotidiana . La sua esistenza in quanto spirito divenne presto un fatto comunemente accettato . La tradizione tra l’altro non indica con precisione il luogo in cui abita il “ munaciello “, ma si suppone che dimori tra le rovine di alcune delle abbazie e monasteri che si trovano tra le colline che circondano la città di Napoli . Nell’era moderna , in special modo nella ricerca ufologica , queste leggendarie creature vengono comparate al mito moderno , talvolta anche superstizioso , degli alieni grigi , quegli ipotetici tipi di extraterrestri intelligenti che appaiono più di frequente nei moderni stereotipi sugli alieni nei media , come creature tecno-biologiche adatte a viaggiare nello spazio , materia di studio nell’ufologia e nelle teorie del complotto , incluse le narrazioni di presunti rapimenti alieni . Il famoso incidente di Roswell del Luglio 1947 negli Stati Uniti , ha praticamente inaugurato l’iconografia dell’alieno grigio , ancestrale figura moderna dell’antico gnomo fonte di superstizioni , dalla testa sproporzionata rispetto all’esile corporatura , dalle lunghe braccia e i grossi occhi neri , mentre il film “ Incontri ravvicinati del terzo tipo “ del 1977 del regista Steven Spielberg , lo ha portato alla ribalta globale . I grigi vengono descritti in vario modo , ma generalmente come umanoidi di bassa statura , 1 metro / 1 metro e 20 cm. , snelli , completamente glabri e di pelle grigia da cui il nome , con grandi teste , enormi occhi a mandorla ricoperti da una membrana nera e piccole bocche , spesso prive di labbra , braccia lunghe e quattro dita . Talvolta vengono descritti con indosso una tuta spaziale . Come vediamo tante creature o luoghi sono collegati alle superstizioni , siano esse leggende o realtà alternative . Come ha detto lo studioso di metafisica Carlo Dorofatti , “ siamo in un momento storico in cui tutto viene rimesso in discussione , e le dimensioni si mescolano tra loro come per riformulare un concetto di realtà , e forse siamo alle porte di una sorta di grande mutazione . Bisogna entrare in relazione con il soprannaturale senza per questo sottomettersi ad un’autorità che non esiste , perchè l’unica vera autorità è la nostra coscienza , ovviamente nel momento in cui l’abbiamo saputa evolvere e temprare secondo la nostra vera natura “. Un’altra bella disamina è quella della prof.essa Caterina Colonna , docente del Liceo Scientifico Federico II di Altamura , quando dice che “ tra credenze popolari e fede religiosa la linea di confine era molto sottile : la superstizione era l’esasperazione di ciò che l’uomo credeva per fede , era la risposta al suo bisogno di stabilità , era l’esigenza di perimetrare ciò che albergava dentro e fuori di sé “. Ma mi chiedo adesso , da come ho intitolato la mia relazione , cos’è razionale e cos’è irrazionale ? Chi siamo per poter dire dove comincia l’uno o l’altro ? Siamo o no un po’ tutti superstiziosi ? A me sinceramente , detto scherzosamente , ogni tanto capita di toccare ferro o qualche altro metallo nobile , ma mi ritengo credo comunque una persona “ quasi razionale “ . Spero di aver reso il mio personale pensiero sulla questione superstizione , tema che completa con questa edizione di Federicus 2016 il ciclo tematico fede , laicità e superstizione , a cui abbiamo l’onore di partecipare . Credo comunque che ancora non conosciamo approfonditamente l’inconoscibile , anche perchè noi siamo quello che proteggiamo , quello per cui lottiamo , quello in cui personalmente crediamo , guai se non fosse così , non studieremmo ne ricercheremmo più . Diceva Oscar Wilde “ Giaciamo tutti nel fango , ma alcuni di noi guardano alle stelle “. Concludo con una bella frase di Arthur C. Clarke , scienziato e uno dei maggiori scrittori di fantascienza di tutti i tempi , autore di 2001 Odissea nello Spazio : “ L’unico modo di scoprire i limiti del possibile è arrischiare un piccolo passo oltre , nell’impossibile “. Post scriptum : tra l’altro per chi è superstizioso , il 2016 è anche un anno bisestile .

Schiaparelli sabotata dalla Nasa? Scott Waring ne è sicuro

[ndr: da MisteroBufo] Vista la sua passione per Marte, ho chiesto al nostro Tetricus un commento sulle affermazioni di Scott Waring circa lo schianto della sonda europea Schiaparelli sul Pianeta Rosso. Qui sotto trovate il suo pensiero. Aggiungo un dettagli, fattomi notare da un collega che ha osservato la cartina che vedete: le esplorazioni su Marte sembrano concentrarsi in un’area ben definita (e anche questo sarebbe un punto su cui riflettere); non è che abbia davvero dato fastidio che Schiaparelli fosse destinata a posarsi proprio in quella zona? Ma ecco il testo di Tetricus.

Secondo il sito Ufo Sightings Daily gestito da Scott Waring, la sonda europea Schiaparelli è stata sabotata dalla Nasa (questo il link per leggere l’originale). L’Ente spaziale americano, secondo Waring, non avrebbe infatti alcun interesse a farsi “scippare” all’ultimo momento l’annuncio della presenza della vita su Marte da una missione europea che vede tra l’altro la partecipazione della Russia. Il ricercatore indipendente formula precise accuse contro la Nasa anche in riferimento a episodi passati: “…what I was going to say is that Nasa destroyed the Phobos Russian Probe back in March 25, 1989 and Nasa also destroyed the Russian Mars (Nov 2011) lander while it was still in Earth orbit…lost communication I might add…over America. Now there is no way Nasa will permit any other country to get the first dibs on discovering life on Mars!” LanderSchiaparelliTuttavia l’ipotesi che l’Esa sta considerando è la prematura apertura del paracadute che avrebbe provocato un’attivazione anticipata dei razzi di frenata e il conseguente anticipato spegnimento, facendo cadere la sonda sulla superficie marziana da una quota eccessiva che l’avrebbe danneggiata. Ma, a nostro parere, esiste anche una seconda ipotesi che può confermare il sabotaggio. E’ infatti tecnicamente possibile azzerare le comunicazioni di Schiaparelli provenienti dalla superficie marziana. Danneggiando la sonda con armi laser? Non è necessario ricorrere a certe soluzioni estreme e costose. La tecnologia esiste ed è di facile e realizzazione: si chiama jammer. Si tratta di un disturbatore di frequenza in grado di azzerare  – ad esempio – le comunicazioni dei cellulari in una determinata area. Nel nostro Paese ne è proibito l’uso, ma esistono decine di siti, soprattutto cinesi, che li vendono per pochi euro: è insomma facilissimo procurarseli. thumbnailJammerTrattandosi di una tecnologia a basso costo, non può escludersi che la Nasa, conoscendo le frequenze di comunicazione di Schiaparelli, abbia potuto azzerarle attraverso una semplice emissione di onde radio dirette con precisione millimetrica sul lander europeo, zittendolo per sempre. L’operazione sarebbe potuta avvenire da uno dei satelliti Nasa in orbita ormai da anni intorno a Marte, oppure dallo stesso rover Opportunity, che si trova a operare ad appena quindici chilometri dal luogo di atterraggio della sonda europea. Riferiscono infatti fonti ufficiali dell’ ente spaziale americano che Opportunity si preparava a immortalare con le sue telecamere l’entrata nell’atmosfera del lander europeo, aspettativa purtroppo andata delusa. Abbiamo parlato naturalmente di ipotesi tutte da dimostrare: occorre procedere con cautela di fronte a certe tesi che sottintendono complotti e dietrologie. Ma è corretto aggiungere che la tecnologia per un’operazione di questo genere esiste ed è alla portata di tutti.

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Stephen Hawking: ‘Attenti a metterci in contatto con gli alieni’

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Stephen Hawking - 4/12/16Non soltanto è sicuro che gli alieni esistano, ma è anche convinto che dovremmo smetterla di cercare di metterci in contatto con loro perché questo potrebbe significare esporre la civiltà umana ad un grave pericolo. Stephen Hawking, celebre astrofisico, è sempre più persuaso che gli esseri umani non siano soli nell’universo e, in un nuovo film online intitolato “Stephen Hawking’s Favourite Places”, ha ribadito le sue convinzioni.

“Più invecchio, più mi convinco che non siamo soli. Dopo una vita di domande, do il mio contributo ad un progetto globale per trovare finalmente una risposta”, ha spiegato lo scienziato, che nel film esplora, a bordo di una navicella immaginaria, i suoi posti preferiti nell’universo, ricreati al computer. Tra questi, c’è anche Gliese 832c, distante 16 anni luce dalla Terra, descritto da molti come l’esopianeta noto più vicino potenzialmente abitabile. “Il progett Breakthrough Listen passerà in rassegna milioni di stelle più vicine in cerca di segnali di vita, ma so che c’è un posto in cui possiamo iniziare a guardare – ha affermato Hawking -. Un giorno forse riceveremo un segnale da un pianeta come Gliese 832c, ma dobbiamo stare attenti a rispondere”.

Nonostante faccia parte del progetto Breakthrough Listen, da 100 milioni di dollari, finanziato dal miliardario Yuri Milner, che ha lo scopo di riuscire a trovare il primo contatto con gli alieni, Hawking è scettico sulla possibilità da parte dell’uomo di mettersi realmente in contatto con un’altra civiltà, sicuramente molto più avanzata della nostra, agli occhi della quale potremmo apparire inferiori, deboli e perfetti da conquistare.

Il tutto può apparire come uno scenario lontano, immaginario, distopico, eppure secondo Hawking è utile parlarne ora, finché siamo in tempo: “Potrebbero considerarci alla stregua di come noi consideriamo i batteri oggi”, spiega nel film. Meglio, dunque, evitare i passi falsi.

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