CENTRO UFOLOGICO TARANTO MAGAZINE

PORTALE DI DIVULGAZIONE E INFORMAZIONE UFOLOGICA, MISTERI SPAZIALI, STORICI E PALEONTOLOGICI

Verso Le Stelle

Articolo di Eugenio Palese – eugeniopalese@gmail.com
centroufologicotaranto@gmail.com – Il CUT su Facebook

Secondo una statistica commissionata da Piero Angela una decina di anni or sono, la stragrande maggioranza degli italiani crede nella possibilità di vita extraterrestre nel cosmo; tuttavia la maggioranza di questi è scettica al riguardo della possibilità che alcune di queste razze possano avere una tecnologia tale da poter annullare la distanza dal nostro pianeta e venirci a “fare visita”. Questo accade perché alcune “grandi personalità” della scienza (così come certi improvvisati pseudo-divulgatori scientifici che si susseguono in varie emittenti televisive) hanno affermato ciò! Già sono passate in sordina le notizie della nascita di due nuovi tipi di propulsione: uno a ioni ed uno al plasma capaci di ridurre ad un terzo i tempi di viaggio in una prossima missione su Marte (notizia battuta dal La Stampa il 17 giugno del 2000) e tutte la missioni programmate ed i nuovi progetti (al riguardo vi rimando ad un prossimo articolo), con il chiaro intento di cominciare la colonizzazione del nostro sistema solare, argomento caro ad una fantascienza ormai d’epoca! Noi ufologi, da sempre accusati di basare i nostri studi più sulla fantascienza che sulla scienza, portiamo a favore della teoria circa la possibilità di annullare spazio e tempo la testimonianza di fior di astrofisici e fisici nucleari che, con le loro conoscenze e le loro scoperte, sia pure in “campo teorico” (solo?), affermano esattamente il contrario. (Tra questi tralascerò solo il fisico britannico Paul Davis a cui va dedicato un prossimo articolo a parte vista la sua attività nel SETI , la sua apertura mentale verso eventuali “contatti” con civiltà extraterrestri ed i suoi progetti all’avanguardia come quello della costruzione della “macchina del tempo”). Molti conosceranno il fisico nippoamericano dr. Michio Kaku attraverso le interviste mandate in onda nell’ambito della serie “Voyager” su rai2 e le sue teorie ormai accettate e studiate nelle più prestigiose università scientifiche degli USA, basti pensare alle sole “teoria della stringhe” ed a quelle del Megaverso (=pluralità degli universi nello spazio) e del Multiverso (pluralità degli universi paralleli), per le quali ci vorrebbero delle ore solo per accennarle! Oltre al suddetto famoso scienziato vi è un “nutrito” gruppo di menti brillanti, di cui mi limiterò nominarne alcuni, che pur non trattando argomenti di natura “ufologica”, con i loro studi e le loro scoperte non fanno altro che dare conferma a noi “poveri sciocchi” che quello che noi andiamo affermando da tempo forse non sono cose del tutto “campate in aria”! Inizierò col noto fisico americano Jack Sarfatti il quale nel suo libro dal titolo “Super Cosmo”, pubblicato nel 2005, afferma una teoria che, seppur non accettata da alcuni suoi illustri colleghi (forse per invidia!), viene seriamente presa in considerazione dalla N.A.S.A.: secondo questa teoria la caratteristica repulsiva antigravitazionale (=che annulla la gravità) esercitata dalla “energia oscura” (prodotta dalla “materia oscura” che rappresenta ben il 96% dell’Universo), recentemente accettata dal modello standard della fisica, è la causa dell’accelerazione e dell’espansione intrinseca del nostro Universo inteso come spazio tridimensionale. Nel suo libro Sarfatti menziona altri due suoi colleghi all’avanguardia in questo campo: 1) Miguel Alcubierre e la sua teoria del “motore a curvatura” o “warp drive”, secondo la quale un’astronave, viaggiando all’interno di una “bolla”, può viaggiare molto più veloce della luce, senza peso e senza l’effetto relativistico della dilatazione del tempo (legge della relatività di Albert Einstein); 2) Harold Puthoff e la sua teoria secondo la quale, con le condizioni suddette (energia oscura +bolla), è possibile viaggiare con una “ propulsione senza carburante” (o comunque con piccole quantità) secondo quella che lui ha definito “ingegneria metrica”. L’eventuale fattibilità di queste due teorie ha fatto si che siano state incluse dalla N.A.S.A. nella lista della nuove avvincenti teorie utili per i viaggi interstellari a velocità di gran lunga superiori a quella della luce, cosa che ha richiamato l’attenzione della Forze Armate statunitensi tra cui l’A.S.F. (ex U.S.A.F. Da 2000) e l’ A.I.A.A., che non è un gemito di dolore ma l’acronimo dell’ American Institute Aereonautics and Astronautics! Alcuni ufologi, avvallati da molti fisici esperti in materia nonché da alcuni “insiders” (=infiltrati) tra cui il famoso Bob Lazar, sostengono che, grazie e sopratutto alla “retroingegneria aliena” ossia lo sfruttamento di scoperte altamente tecnologiche sviluppate all’indomani dell’ufo-crash di Roswell o addirittura derivanti da collaborazioni segrete con razze aliena, parte degli avvistamenti ufo riguarderebbero movimenti di veicoli sperimentali che disporrebbero di queste tecnologie, in particolare quelle dalla forma triangolare come i modelli TR-B “ASTRA” ed i SR.9 “AURORA”! (a tal proposito vi rimando ad un prossimo articolo sulle “tecnologie occulte” che avrebbero sviluppato in campo spaziale la N.A.S.A., l’A.S.F. Ed il Pentagono sin dagli anni ’50). Analizziamo meglio come questi mezzi potrebbero viaggiare a velocità iperluce tramite la teoria del fisico messicano Miguel Alcubierre che nel 1994 propose il suo “modello matematico”, oggi ufficilmente riconosciuto in campo scientifico, che prese il nome di “Alcubierre Drive”, “Unità di Alcubierre”, “Metrica di Alcubierre”, “Bolla di Alcubierre”, ma che tutti conosciamo grazie ai film di fantascienza col termine di “Warp Drive”, atto alla realizzazione di un motore a “curvatura” (=perché curva lo spazio riducendo le distanze); ciò permetterebbe ad una astronave di viaggiare ad una velocità di gran lunga superiore a quella della luce, senza però sconfessare la teoria della relatività di Albert Einstein secondo la quale nel nostro spazio-tempo (quello regolato dalla fisica convenzionale fino ad oggi conosciuta) la luce rappresenta un limite invalicabile, ma semplicemente aggirandola! Come? Tramite un metodo di “stretching (=allungamento) spaziale”, attraverso un’ “onda” che contragga lo spazio davanti al veicolo spaziale e lo espanda dietro di esso, permettendogli così di “cavalcarla” dentro una regione conosciuta come “bolla di curvatura” dello spazio piatto. In pratica l’astronave all’interno della suddetta bolla è ferma, ma è trascinata insieme a tutta la regione dello spazio interessata dalla bolla, per cui all’interno di essa non si verificherebbero gli effetti convenzionali relativistici (quelli della suddetta legge della relatività tra cui la dilatazione del tempo, come avverrebbe, invece, in una astronave che viaggiasse ad una velocità prossima a quella della luce nel normale spazio-tempo). All’interno della bolla un raggio di luce viaggerebbe sempre alla velocità massima di circa 300.000 km. Al secondo, tuttavia, data la contrazione dello spazio davanti la regione interessata dalla bolla, viaggerebbe di fatto, così come tutto il resto all’interno della bolla, molto più veloce della luce esterna ad essa perché su uno spazio piano: ciò permetterebbe a questa astronave di raggiungere la sua destinazione più velocemente di un raggio di luce che viaggiasse al di fuori della bolla senza, come già detto, contrastare la relatività. Non ci viene spiegato, però, come creare tale “bolla” né come eventualmente lasciarla una volta arrivati a destinazione! Ma il fatto stesso che la scienza ufficiale accetti questa teoria e la NASA l’abbia catalogata tra gli obiettivi da realizzare, la dice lunga sulla validità del concetto (forse fu scoperta in via incidentale nell’ambito dell’ “Esperimento Philadelphia”!) Tornando a riconsiderare il fenomeno degli “insiders”, secondo i quali il fenomeno della retroingegneria aliena è, ormai da tempo, passata dalla fase progettuale a quella sperimentale, una menzione particolare merita il più famoso di essi: il succitato Bob Lazar. Chi è Bob Lazar: nato il 26/01/1957 è ufficialmente un imprenditore statunitense, sedicente fisico, il quale dichiarò di aver lavorato c/o l’area S-4 del “Nevada test site” (16 km dalla più famosa Area 51) sotto speciale richiesta di Edward Teller (=Budapest 15/01/1908-Stanford 09/09/2003- fisico ebreo-ungherese naturalizzato americano, “padre” della bomba “H” nel 1952 insieme a John Archibald Wheeler, scopritore dei “buchi neri”, e con lui collaborò, insieme ad Oppenheimer, al progetto “Manhattan” per la realizzazione della bomba atomica- fu anche l’ispiratore del personaggio letterario -cinematografico del Dr. Stranamore). In diverse occasioni B.L.si è sottoposto alla “macchina della verità” con risultati disacordanti, ma esaminiamo nel dettaglio gli argomenti rispettivamente contro ed a favoredella sua attendibilità.

C O N T R O

Alcuni fisici, tra cui David L. Morgan e Stanton Friedman (tra l’altro, quest’ultimo, grande sostenitore di moltissime teorie ufologiche), affermano che B.L. Non possiede padronanza della fisica nemmeno a livello concettuale, dimostrando scarsa padronanza della terminologia e del significato basilare dei concetti fisici, facendo confusione tra essi non comprendendone pienamente il significato. Il suo nome è stato trovato negli archivi del Los Angeles Pierce College tra gli alunni classificati con i risultati peggiori e registrato in un periodo in cui egli sostiene di aver frequentato il C.I.T. (California Institute of Technology) con successo, dove, però, non risulta alcuna registrazione a suo nome.
Il suo nome fu invece trovato nelle liste telefoniche dei Los Alamos National Laboratories per i quali lui aveva lavorato nell’ambito del “Nevada Test Site”, ma in realtà risulta averlo fatto per conto di un dipendente di questi, un tal Kirk Meier, non potendo avere alcun permesso di alta sicurezza in quanto già arrestato per truffa negli anni ’80 perchè, pur registrandosi come montatore di film, risultò invece tenutario di una casa di tolleranza, e dichiarò bancarotta per ina somma di 300.000 $. Infine fondò la United Nuclear, una società che forniva materiali da laboratorio con campioni di elementi radioattivi, magneti, aerogel e sostanze chimiche, per lo più materiali esplosivi, e quindi pericolosi, per la cui vendita vietata fu, secondo la rivista americana “Wired”, arrestato nel 2003 insieme alla moglie ed un suo socio e condannati nel 2006.

P R O


Il giornalista televisivo dell’emittente K-LAS di Las Vegas George Knapp nel marzo del 1989 fu avvicinato da B.L. che dichiarò di aver lavorato nel complesso di Nellis tra il dicembre dell’88 e l’aprile dell’89, esattamente nell’ “Area 51”, e più precisamente a 16 km da essa nella zona denominata S-4 nei pressi del lago Papoose, su mezzi gravitazionali di origine aliena. Dopo aver fatto alcuni controlli sulla sua storia, il giornalista la rese nota in tv in due serate l’11 ed ill 13 novembre 1989. Da questi controlli risulterebbe aver lavorato effettivamente c/o i Laboratori Nazionali di Fisica di Los Alamos nel 1982. Secondo B.L. nemmeno il Presidente degli U.S.A. era al corrente di ciò che avveniva lì. Si lavorava in una atmosfera di assoluta segretezza e di continue minacce. Il primo giorno di lavoro gli fecero leggere un dossier di 120 pagine sugli U.F.O. Secondo il quale 9 astronavi erano cadute in mano alle autorità, e delle autopsie erano state eseguite su alieni provenienti dal 4° pianeta del sistema binario di Z-Reticuli. Poi avrebbe lavorato su uno di questi veicoli lunghi tra i 9 ed i 12 metri con una cabina di pilotaggio costruita per esseri dalle dimensioni di “bambini” con la consolle rimossa ed un motore “anti-materia” grande quanto un pallone da basket consistente in un reattore che utilizzava come “carburante” 2 etti di un elemento con numero atomico “115” ma con un isotopo non riproducibile sulla terra (non sintetizzabile). Come testimoni riporta, oltre che sua moglie Tracy, l’ufologo John Lear ed un suo amico Gene Huff che la sera del 22 marzo 1989 egli condusse nei pressi dei Groom Mountains per filmare strane luci compiere ardite manovre nei cieli a 24 km dalla zona in cui egli lavorava. A causa di ciò, quando fu scoperto, fu cancellato dalla lista degli addetti all’ “Area-51”, subì minacce e dovette rompere il contratto con la tv giapponese interessata alla sua storia. A seguito di ciò uscirono altri “insiders” dell’ “Area-51” che fecero una serie di dichiarazioni, raccontando diverse storie (che andrebbero al di là della fantascienza!), dimostrandosi pronti a fiancheggiarlo, cosa che non avvenne presumibilmente per le minacce che furono loro rivolte.

* * * * * * *

Dalla relazione scientifica del Dr. Francesco Casadei (pseudonimo, per ovvi motivi di riservatezza, di un fisico del C.N.R.) presentata ad un convegno organizzato dal C.U.T. (all’epoca S.U.T.) nel 2002 sull’elemento 115 menzionato da B.L.:”Nel gennaio del 2000 sulla rivista Scientific American in U.S.A. E su quella di marzo di Le Scienze in Italia usciva un articolo sull’ “Isola di Stabilità” che è stata trovata nel “mare degli elementi transuranici”: dopo i progressi fatti nei laboratori di Berkley, Dormstadt e Dubna, in quest’ultima, in particolare, nel 1999 è stato “sintetizzato” l’elemento 114. La tabella degli elementi consta fino al 92° (l’Uranio) di quegli elementi che si trovano in giacimenti e quindi in natura, il cui numero d’ordine viene dato dal numero dei protoni presenti nel nucleo. Gli elementi successivi al 92° sono tutti fatti in laboratorio perché non si trovano in natura sulla Terra. Nell’ambito dello stesso numero d’ordine gli elementi possono differire per un “isotopo”. Cos’è un “isotopo”? Dal greco=stesso posto, è un elemento che pur avendo lo stesso numero di protoni nel nucleo, ed occupando lo stesso posto nella Tavola Periodica degli Elementi, si differenzia da quello “principale” per il numero di neutroni presenti nel nucleo. Per esempio: il Carbonio ha il n° 6 perchè nel suo nucleo ha 6 protoni, ed avendo anche 6 neutroni prenderà il nome di carbonio 12, mentre quelli con 7 ed 8 saranno gli “isotopi” “13” e “14”, in quanto si sommeranno il numero dei protoni e dei neutroni presenti nel nucleo dell’atomo di carbonio e, quindi, saranno anche più pesanti. L’elemento “114” è stato “sintetizzato” (con l’aggiunta dei protoni nel nucleo), ma questo non basta:per essere “stabile”: essere “stabile”vuol dire non solo avere una “vita non breve”, ma anche “non essere radioattivo”, per questo motivo l’isotopo dell’elemento “114” deve essere il “298”, quindi almeno il doppio!
E l’elemento “115” menzionato da B.L.? Secondo quanto detto dovrebbe essere un isotopo che abbia almeno il n° 300 o il 301, in realtà, secondo i dati da lui rilasciati, il numero dovrebbe essere il “420”! Orbene, oggi è possibile nei più avanzati laboratori inserire non più di 7 o 8 neutroni per nucleo, ma aggiungerne 120 è un’impresa fantascientifica: occorrerebbe innanzitutto un laboratorio grande quanto l’ILVA di Taranto ed una energia immensa per gli appositi accelleratori nucleari (almeno per quanto ne sappiamo ufficialmente)!” Lo stesso scienziato, infine, ci comunicò in “camera charitatis” che in occidente (negli U.S.A.in particolare) si “conosceva”, sin dal 1994, già il funzionamento dei “motori iperluce” per i viaggi interstellari! N.d.R. Pare, infatti, che il famoso prototipo TR-3B ASTRA utilizzi proprio l’elemento “115” come propellente, mentre si sarebbe (il condizionale è sempre d’obbligo) sintetizzato persino l’elemento “121”!

* * * * * *

In conclusione voglio segnalarvi un video di Discovery Channel del 03/03/2001 relativo ad una intervista ad un tecnico “vero” dell’AREA 51, ex ufficiale dell’U.S.A.F. Ed ex pilota dei Blackbird (gli aerei spia ipersonici americani degli anni 50 e 60 che viaggiavano ad una velocità di mach 5) tal colonnello William J.Fox, avvenuta in un Hangar della base di Nellis (Nevada), dalla quale emerge questa sua affermazione: “Il 50% degli avvistamenti U.F.O.è da ricondurre a prototipi terrestri (p.e. gli intercettori spaziali denominati “Aurora”), mentrte l’altro 50% potrebbe essere di origine non terrestre!” Durante questa intervista, dietro i due interlocutori, faceva bella mostra di sé il fantoccio di un “grigio” in tuta dell’U.S.A.F.

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3 risposte a “Verso Le Stelle

  1. DE MARCO MASSIMO ottobre 13, 2012 alle 7:16 pm

    Salve mi chiamo Massimo e sono una persona che crede agli UFO,anche se sono tra quelli che ad oggi non ho vissuto l’esperienza di vedere un UFO.Comunque il mio parere è se esistiamo noi, non vedo perchè non esistono gli ALIENI.cORDIALI SALUTI:DE MARCO MASSIMO,

  2. Daniele ottobre 16, 2012 alle 3:46 am

    È normale che la scienza non prenderà mai in considerazione la possibilità che esseri extra terrestri arrivino fino a noi, a causa dell’ enorme distanza che ci dividono.
    La scienza odierna non conosce i viaggi dimensionali, e mai ne si è data prova (almeno ufficialmente) e dunque non ne approverà mai tale teoria.
    Per la scienza odierna esistono solo viaggi tradizionali, e siccome il pianeta o il sistema solare più simile alla terra dista 20 anni luce da noi, anche se l’uomo un giorno riuscisse (viaggiando tradizionalmente) a raggiungere un terzo della velocità della luce, occorrerebbero sempre 60 anni per raggiungere il sistema più vicino e dunque resta sempre in pensabile ed impossibile.
    Solo quando si dimostrerà con i fatti la possibilità di viaggi dimensionali, ossia di piegare lo spazio ed il tempo al fin di accorciare la distanza di viaggio, e dunque ottenere il tempo di arrivo paragonabile a quella della luce, solo allora la scienza potrà tenere in considerazione l’eventuale possibilità che esseri extra terrestri siano e sono giunti nel nostro pianeta.
    La velocità della luce è una velocità invalicabile, e dunque resta solo in alternativa i viaggi dimensionali, (come piegare un foglio di carta “lo spazzio” e passare da una estremità all’altra del foglio senza attraversarlo interamente con una linea retta), se alieni sono giunti fino a noi è ovvio che abbiano utilizzato tale metodo e tecnologia ed in questo caso è altrettanto ovvio che se ciò è accaduto altre entità ma questa volta di natura terrestri nascondino la verità al mondo intero.
    E ora che i pochi ammettano e dichiarino la verità ai molti.
    È un diritto non solo per la fisica ma mondiale.

  3. Davide novembre 19, 2012 alle 1:21 pm

    Ammesso di utilizzare un motore a reazione a ioni e/o a plasma e che questo permetta di accelerare una astronave fino a velocità quasi relativistiche, abbiamo dimenticato un paio di cose:
    1) abbiamo bisogno di carburante, dove stoccare una quantità tale da permettere l’accelerazione fino alla velocità di crociera e altrettanto per frenare, poichè facendo qualche calcolo energetico, ce ne vuole parecchio dal quale espellere ioni e/o plasma.
    2) prima di accelerare così tanto per ottenere la velocità di crociera, bisognerebbe inventare un sistema tipo “bolla inerziale” perchè altrimenti gli astronauti verrebbero schiacciati sulla parete posteriore.
    Mi sembra che siano due problemi ancora non alla nostra portata.

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